“A DAR LE CARTE” IN OLTREPÒ ORA È ELENA LUCCHINI

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Molto spesso nello sport, nella vita come in politica, ciò che più conta è vincere e per farlo servono sicuramente molta forza e molta determinazione. Una vittoria politica è una grande soddisfazione che comporta anche il dovere di mantenere quanto si è promesso durante la campagna elettorale. Elena Lucchini è abituata alla vittoria, è stata eletta deputato della Repubblica italiana per la Lega Nord nel 2018 e in questi mesi ha partecipato con “anima e core”, mettendosi in gioco direttamente alle elezioni comunali di Voghera. Ed ha nuovamente vinto. L’Oltrepò Pavese è “orfano” da alcuni anni di un politico di “peso” che nella “stanza dei bottoni”, a livello nazionale e regionale possa rappresentarlo al meglio. Elena Lucchini ha certamente molta forza e molta determinazione, molti in Oltrepò confidano che, al di là di ogni simpatia o partigianeria politica, possa essere la voce oltrepadana nella “stanza dei bottoni”. Dopo l’ultima vittoria vogherese, la sua già consolidata posizione politica, si è ulteriormente rafforzata anche a livello lombardo-territoriale e sembra proprio che “a dar le carte” in Oltrepò ora sia lei, sia a livello politico-istituzionale che nell’ambito del suo partito.             

Onorevole Lucchini lei è stata la più votata alle ultime elezioni amministrative di Voghera. Senza falsa modestia, quanto è valsa la sua candidatura per il successo finale? «I Vogheresi hanno premiato il lavoro svolto con coerenza dalla Lega negli ultimi 5 anni di opposizione all’ex Sindaco Carlo Barbieri, un’opposizione seria ed efficace visti anche alcuni risultati che siamo riusciti ad ottenere, seppur dai banchi della minoranza, uno su tutti la bonifica dell’area Recology che ho seguito in prima persona grazie ai buoni rapporti con la giunta regionale. Abbiamo avuto una presenza costante sempre tra la gente viste le numerosissime iniziative che abbiamo promosso quasi ogni settimana. Il mio è un risultato straordinario di cui vado molto orgogliosa ma sono ancor più orgogliosa del grande risultato della Lega di Voghera che con un gruppo formidabile ha ottenuto oltre 4mila preferenze, quasi il doppio rispetto ai voti delle amministrative del 2015 e che rappresentano un dato pesantissimo».

Durante la campagna elettorale, una delle “accuse” che le sono state mosse è che lei, avendo un importante e impegnativo ruolo a Roma, mai avrebbe potuto impegnarsi concretamente per la città di Voghera, c’è chi l’ ha definita una portatrice di voti. Punto. Cosa si sente oggi di rispondere a tali affermazioni? «Alle amministrative di Voghera ho investito in un progetto in cui credo moltissimo, la città dopo anni di torpore aveva bisogno di essere rilanciata e io ho sempre pensato che per cambiare le cose bisogna esserci in prima persona, senza paura di contarsi, mettendoci la faccia e le proprie competenze. Ho iniziato subito con entusiasmo a svolgere il ruolo in consiglio comunale dedicando il tempo necessario per svolgerlo nel migliore dei modi».

Qual è oggi il suo ruolo  nella macchina amministrativa vogherese? «Sono Capogruppo della Lega in Consiglio comunale».

Non si può non parlare di ASM, soprattutto ora che sembra essere arrivata la resa dei conti. In campagna elettorale la posizione della Lega sulla questione ASM e sull’attuale management è stata più che chiara. Cosa di preciso a suo giudizio non ha funzionato e cosa è necessario fare? «Asm è la società più importante della nostra città, un gioiello che deve essere amministrata nel migliore dei modi e garantire la linea richiesta dai soci. Mi sembra chiaro che l’attuale management stia dimostrando di non poter garantire una corretta collaborazione con l’Amministrazione comunale viste le continue frizioni. Per una questione di stile e di correttezza mi sarei aspettata un passo indietro da parte del Consiglio di Amministrazione come dichiarato, ahimè soltanto a parole, a suo tempo dall’amministratore delegato. Credo che sia arrivato il momento di scegliere per società di questa complessità ed importanza professionisti e manager di alto livello che possano garantire una Governance adeguata per le  numerose sfide che l’Azienda dovrà affrontare nei prossimi anni».

Giovanni Palli sindaco di Varzi e presidente della Comunità Montana dell’Oltrepò – nonché suo compagno nella vita – ha avuto un ruolo attivo e secondo i più determinante nella campagna elettorale che ha visto il vostro candidato sindaco, Paola Garlaschelli “consacrarsi” a Primo cittadino. Cosa risponde a chi ha espresso il timore che Voghera con la vostra vittoria sarebbe stata di nuovo “in mano” alla Alta Valle Staffora? «Giovanni ha dato una mano in campagna elettorale insieme a molti Sindaci in nome di un progetto di cambiamento e rilancio dell’intero Oltrepò pavese. Solo uniti senza piccoli interessi campanilistici possiamo portare l’Oltrepò nel posto in cui merita».

L’assessore alla sicurezza, l’avvocato Adriatici in quota Lega, è partito deciso con alcuni provvedimenti volti a rendere più sicura la città. A suo parere e come segretario cittadino della Lega sono stati interventi utili? E soprattutto cosa consiglia di fare al neo assessore per dare seguito ai primi provvedimenti iniziali? «L’Assessore Adriatici ha subito applicato il programma elettorale della Lega e della coalizione di centrodestra, un programma che vede la sicurezza come uno degli obiettivi principali e una delle richiesta più urgenti avanzate dai cittadini Vogheresi. Sicuramente la sua esperienza nel corpo della polizia di è immediatamente rivelato un valore aggiunto per la città; è chiaro che può utilizzare solo gli strumenti previsti oggi dalla legge che molto spesso hanno un’efficacia limitata ma credo che la sua azione sia un ottimo punto di partenza e sia già stata percepita dai cittadini vogheresi».

Lei è Onorevole, per cui rappresenta l’intero Oltrepò a Roma. L’Oltrepò ha avuto in passato figure importanti che lo hanno rappresentato a livello centrale, mancate loro, ne è rimasto orfano. Elena Lucchini si sente idonea, capace e qualificata nell’essere la voce dell’Oltrepò a Roma? In che modo? «Quando ho vinto il collegio uninominale nel 2018 ho subito avvertito una grande responsabilità nel rappresentare un territorio e una provincia molto complessa e articolata. Fin dal primo giorno a Roma ho lavorato senza sosta per risolvere numerose questioni che impattavano non solo sull’Oltrepò pavese ma sull’intera Provincia di Pavia. Tutti gli amministratori, i tecnici e gli stakeholder con cui ho collaborato sanno che metto tutta me stessa per ottenere il massimo per Il territorio che rappresento e che da lunedì a domenica sono sempre a disposizione per raccogliere istanze e dare risposte».

Uno dei grandi problemi dell’Oltrepò sono le strade. La punta di diamante di questo annoso problema è certamente il Ponte della Becca, sul quale la politica ha speso parole e promesse. Ad oggi cosa sta funzionando e cosa invece non va? Tempi e metodi di costruzione del nuovo ponte, cosa c’è di assolutamente certo? «Ci tengo innanzitutto a ricordare che l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha stanziato nel 2019 ben 250 milioni di euro l’anno per le province italiane ai fini della manutenzione delle strade. La provincia di Pavia è stata la quarta in Italia ad aver ricevuto più fondi nella ripartizione: ben 6,3 milioni l’anno per 15 anni, per un totale di 95 milioni di euro. Nello stesso anno io stessa ho fatto stanziare, tramite un mio emendamento alla legge di bilancio, 250 milioni per la manutenzione e la costruzione di nuovi ponti sul bacino del Po, un emendamento che prevedeva la realizzazione di una graduatoria con criteri specifici per stabilire come assegnare queste risorse. Ho discusso personalmente con l’ex Ministro Toninelli e grazie al mio continuo interessamento il Ministero avevo previsto di assegnare 72 milioni, dei 250 totali, alla realizzazione del nuovo ponte della Becca. Dati inconfutabili in quanto riportati nero su bianco all’interno della bozza di graduatoria inviata dal ministero a 5 regioni, ad ANCI e Upi attraverso uno interscambio di mail e pubblicata anche da alcune testate giornalistiche. Mancava un’ultima riunione tra province, regioni e ministero per approvare la graduatoria ed avere finalmente le risorse necessarie per il nuovo ponte della Becca. Come ricorderete bene, nonostante qualcuno abbia cercato di offuscare il fatto e creare confusione tra i cittadini, dopo la caduta del governo Conte 1, il M5S, come suo solito, si è rimangiato la parola pensando forse di fare una ripicca alla sottoscritta e alla Lega e ha lasciato solo poco più di 1 milione dei 72 totali previsti. La differenza quindi tra ieri ed oggi è che ieri e purtroppo solo per un anno, ci sono stati parlamentari al governo che portavano risorse sul territorio, oggi ci sono parlamentari in maggioranza che, oltre a non portare nulla, si fanno togliere ciò che era già deciso e trascorrono il loro tempo a criticare quello che fanno gli altri. Io sono una persona abituata a lavorare e ad accettare le critiche quando queste sono costruttive, non le accetto però da parte di chi non muove un dito e non fa assolutamente nulla per il nostro territorio. Appena tornerò al governo la prima cosa che farò sarà concludere ciò che ho iniziato».

Oltrepò è anche e soprattutto vino, una grande risorsa che però non riesce a decollare. Si è creata una tale sintonia che non poteva che tradursi in una proficua collaborazione lavorativa. Cosa consiglia e cosa può fare l’Onorevole Lucchini affinchè la nostra produzione arrivi alla tanto attesa e mai arrivata svolta? «Sto lavorando ad un progetto ambizioso insieme a persone qualificate volto a coinvolgere i comuni, gli enti e gli operatori privati con l’obiettivo di fondere la promozione e il marketing  territoriale dei prodotti locali enogastronomici. Abbiamo un potenziale enorme e dobbiamo sfruttare questo momento di coesione territoriale per lavorare tutti insieme e rilanciare anche il settore vitivinicolo creando tavoli dove il pubblico e il privato siano coesi per scopi e finalità. #Oltrepòunito non era uno slogan da campagna elettorale, l’ho utilizzato spesso e avevo ben chiaro come e cosa portare avanti. Approfondiremo l’argomento appena saremo pronti. Il vino e l’Oltrepó dovranno trovare il giusto ruolo che ne rappresenti l’effettivo potenziale».

Oltre che essere oltrepadana doc, lei è figlia di storici imprenditori nel settore commerciale. Le attività commerciali dell’Oltrepò sono in crisi. Cosa può fare l’Onorevole Lucchini per dare un aiuto concreto a questo settore? «Come amministrazione comunale di Voghera abbiamo aiutato le attività commerciali stanziando 100mila euro con contributi a fondo perduto. A livello nazionale come parlamentari di opposizione siamo stati al fianco dei nostri imprenditori, artigiani, commercianti, presentando centinaia di emendamenti che però nella maggior parte dei casi non sono nemmeno stati presi in considerazione da parte del governo che si è dimostrato sordo e lontano dai problemi reali della gente. Regione Lombardia anche in questi ultimi mesi ha dato dimostrazione di sopperire alle mancanze governative stanziando 250 milioni di euro interessando i codici ateco che erano stati esclusi dal governo. Ristori che sono già arrivati sul conto corrente di moltissime “partite iva” in difficoltà».

In Oltrepò stanno arrivando tanti soldi che serviranno a finanziare diversi progetti, molti di questi soldi arrivano dalla Regione, guidata dal governatore leghista Fontana.  Che ruolo ha avuto ed ha l’Onorevole Lucchini nel reperimento di queste risorse per l’Oltrepò? «La collaborazione ed un canale di dialogo sempre attivo tra Regione Lombardia e l’Oltrepò Pavese rappresenta la cartina tornasole del lavoro quotidiano in un territorio che, con ritrovata coesione e scacciando i fantasmi di un passato litigioso, riesce a costruire e progettare il proprio futuro avendo ben in mente le sfide e le molte opportunità che abbiamo in Oltrepò Pavese nel breve, medio e lungo termine. Quello che si sta facendo in Oltrepò Pavese è un grande lavoro corale che mi vede in campo insieme a tantissimi amministratori, cittadini, associazioni ed imprese che, all’unisono, hanno deciso di cambiare passo e dare una svolta all’Oltrepò. Un atteggiamento aperto, proattivo e propositivo che, come mi sento spesso ripetere tante volte dai colleghi assessori regionali e dal Presidente Fontana, trova piacevoli riscontri ed una grande attenzione che ci permette, sempre di più, di essere al centro delle politiche di Regione Lombardia».

Tante le donne che fanno politica in Oltrepò. Basti guardare Voghera per rendersi conto delle tanto nominate “quote rosa”.  Valore aggiunto? Qual è il suo rapporto con le donne oltrepadane che fanno politica? «Non mi piace parlare di “quote rose” né tantomeno di posti riservati a qualcuno solo per una questione di genere. In politica non si fa bene o male in base al genere, il risultato di ciò che si compie con le proprie azioni sta solo alla singola persona, alle sue capacità e alla sua buona volontà, indipendentemente dal fatto che la persona in questione sia un uomo o una donna. Lo spirito di squadra che ha coinvolto tante donne nell’ultima campagna elettorale di Voghera credo che possa essere replicato altrove come modello vincente per scardinare alcuni preconcetti che ancora oggi esistono in Italia. Oggi in comune a Voghera ci sono donne con ruoli apicali, a partire dallo stesso Sindaco, e un gruppo di lavoro formidabile che condivide con passione la voglia di lavorare per rilanciare la città».

Tralasciando la politica, ma non del tutto… Lei nella vita privata è la compagna di Giovanni Palli che come lei è in quota alla Lega e come lei ha un ruolo molto attivo nella politica oltrepadana. Quanto ha “aiutato” Elena Lucchini Giovanni Palli e quanto Giovanni Palli Elena Lucchini  in ambito politico? «Siamo cresciuti insieme con le stesse passioni: politica e territorio. Questo credo sia il nostro punto di forza che ci permette di lavorare insieme con ruoli differenti creando una rete di collaborazione a più livelli e fondamentale per portare risultati concreti sul nostro territorio. Buttandola sul ridere, non credo esista un’altra persona che possa sopportami visto che dedico tutto il tempo disponibile, da lunedì a domenica, al mio lavoro. Diciamo che è una fortuna poter condividere la stessa passione».

Buttiamola sul gossip ma rimanendo sempre in tema di politica locale: su quale aspetto  o decisione presa o da prendere proprio non andate d’accordo? «Sulla politica locale siamo allineati al 100%. Gli unici attriti in casa si respirano la sera del derby, inevitabile visto che io sono milanista e lui interista».

di Silvia Colombini