AUTOSTRADA BRONI-MORTARA: CHE FINE HA FATTO?

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L’autostrada Broni-Mortara, progetto ambizioso ma caduto nel dimenticatoio della politica e fermo al Consiglio di Stato, torna a far discutere l’Oltrepò Pavese. Da una parte i Comuni della lomellina-direttamente interessati al passaggio dell’autostrada-che si sono riuniti in un Comitato al fine di “insistere” sul riprendere il discorso e il progetto della Broni-Mortara, dall’altra i Comuni dell Oltrepò orientale, che pur se in accordo con il potenziamento delle infrastrutture, ci vanno più cauti. Per Riviezzi, sindaco di Broni, il progetto fermo da troppo tempo, va rivisto con valutazioni più attente che in passato sono state messe da parte a causa dei forti scontri politici su chi era favorevole e chi no. Per il sindaco di Stradella, altro Comune interessato visto che un ipotetico casello dell’autostrada dovrebbe sorgere tra Broni e Redavalle, ogni nuova infrastrutture è cosa buona soprattutto per l’Oltrepò spesso troppo penalizzato dalla mancanza di adeguate vie di collegamento, ma con opere, secondo Cantù, che non devono avere un forte impatto sul territorio. E nel frattempo la Broni Stradella attende che qualcuno si ricordi del progetto finito in qualche cassetto del Consiglio di Stato. A livello locale la nuova autostrada aveva il compito principale di risolvere il problema dei collegamenti tra l’Oltrepò pavese ed il capoluogo di Provincia, creando un terzo ponte stradale sul fiume Po e realizzando un’alternativa all’asse della exSS35. L’autostrada doveva collegare la A21 “Torino-Piacenza-Brescia” a sud di Broni, proseguendo in direzione nord verso Pavia attraversando il fiume Po, interconnettendosi con la A7 “Milano-Genova” a Gropello Cairoli, proseguire parallelamente alla exSS596 fino a sud di Mortara, recapitando infine sulla exSS494, in corrispondenza del previsto Raccordo autostradale Mortara-Stroppiana di collegamento con la A26.

L’autostrada Broni – Mortara è una grande infrastruttura viaria sviluppata per una velocità di progetto massima di 140 km/h, composta da due carreggiate separate su ognuna delle quali sono previste 2 corsie di marcia oltre la corsia di emergenza. La sezione standard è composta da una banchina in sinistra di 0.70m (franco psicotecnico), da due corsie di marcia di larghezza 3,75m e da una corsia di emergenza in destra di larghezza 3,00m. Le due carreggiate sono separate da uno spartitraffico di larghezza 2,60m. I calibri dello spartitraffico, delle banchine in sinistra e della corsia di emergenza sono da ritenersi minimi, in quanto possono subire incrementi delle loro dimensioni standard al fine di garantire le necessarie distanze di visibilità. La sezione corrente del margine interno, in assenza di allargamenti di visibilità, presenta quindi una larghezza (da linea bianca a linea bianca) pari a 4.00m.

Nei tratti in rilevato la piattaforma pavimentata è completata da arginelli in terra di larghezza pari a 1,75m, superiore al minimo previsto da normativa, al fine di ospitare il sistema di raccolta delle acque di prima pioggia, gli impianti e meglio garantire l’inserimento di elementi di corredo quali pali di illuminazione, segnali stradali con sostegni non abbattibili, nel rispetto dello spazio di funzionamento dei dispositivi di sicurezza. Le scarpate sia in rilevato che in trincea sono previste con pendenza al 2/3 ed inerbite superficialmente (si prevede la stesa di una coltre superficiale spessa 30cm e un successivo inerbimento). La protezione del piede del rilevato o del testa scarpa in trincea viene garantito costruendo fossi di guardia in terra. Le fasce di pertinenza dell’autostrada vengono delimitate verso l’esterno da una rete di recinzione per tutto lo sviluppo dell’opera; nell’ambito di tali fasce vengono altresì allocate le eventuali opere di mitigazione (dune in terra e fasce di vegetazione) per la minimizzazione degli impatti conseguenti all’intrusione visiva ed all’inquinamento acustico ed atmosferico. L’opera, interamente ricadente nella regione Lombardia e nella provincia di Pavia, presenta uno sviluppo complessivo di 50,2 km intercettando ed interconnettendosi con le autostrade A21 Torino – Brescia (al km 0+000) e A7 Milano – Genova (al km 23+000).

Lungo il tracciato sono previsti i seguenti collegamenti con la rete della viabilità ordinaria:

1. svincolo di Bressana Bottarone – Verrua Po;

2. svincolo di Pavia;

3. svincolo di Garlasco;

4. svincolo di Tromello;

5. svincolo di Mortara;

 6. svincolo di Castello di Agogna,

oltre 2 aree di servizio per senso di marcia: l’area di “Carbonara” al km 18+000 circa e l’area di “Tromello” al km 38+000 circa.

L’infrastruttura di trasporto si inserisce su un territorio scarsamente urbanizzato e poco abitato: lo sviluppo prevalente dell’autostrada (oltre l’80%) è in rilevato. In fase di progetto è stato accuratamente studiato l’andamento altimetrico dell’autostrada al fine di contenere il più possibile l’altezza della piattaforma stradale dal piano campagna (che risulta mediamente pari a circa 2m) pur dovendo risolvere due aspetti non marginali:

1. dover prevedere nel corpo stradale dei manufatti di opportune dimensioni per garantire l’efficienza e la continuità del reticolo idrico esistente;

 2. dover superare degli attraversamenti stradali, ferroviari e fluviali che richiedono franchi di rispetto minimi verticali.

Il progetto si completa di numerosi interventi di potenziamento della rete viabilistica ordinaria connessa tra i quali vanno annoverati:

1. la variante alla S.P. 113;

2. la variante alla ex S.S. 35 – Collegamento allo svincolo di Bressana Bottarone – Verrua Po;

3. la variante di Cava Manara alla ex S.S. 35;

4. Il collegamento alla tangenziale di Pavia;

5. l’adeguamento della S.P. 57;

6. la Variante di Castello d’Agogna alla ex S.S. 494,

per uno sviluppo complessivo di 31,6 km. Il tracciato principale e le opere ad esso connesse interessano complessivamente 28 Comuni: Pavia, Santa Giuletta, Redavalle, Barbianello, Pinarolo Po, Verrua Po, Bressana Bottarone, Cava Manara, San Martino Siccomario, Carbonara al Ticino, Zinasco, Villanova d’Ardenghi, Gropello Cairoli, Dorno, Garlasco, Alagna, Tromello, San Giorgio Lomellina, Cergnago, Mortara, Olevano di Lomellina, Castello di Agogna, Robecco Pavese, Sommo, Ferrera Erbognone, Pieve Albignola, Bastida Pancarana e Breme.