Brallo di Pregola – 10 domande al candidato sindaco

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Un po’ a sorpresa l’attuale sindaco del comune di Brallo di Pregola, Chris Chlapanidas, non si è ricandidato in vista della prossima tornata elettorale e così hanno fatto anche tutti i membri del suo sodalizio. A salire sullo scranno del primo cittadino si appresta dunque l’unico candidato in lizza, ossia l’attuale leader della minoranza consiliare, Piergiacomo Giuliano Gualdana. L’unico spauracchio potrebbe essere il quorum, che tuttavia in occasione di questa tornata elettorale è stato abbassato al 40% per i comuni al di sotto di 15mila abitanti.

Gualdana dopo 5 anni di opposizione, oggi lei è l’unico candidato sindaco nel Comune di Brallo Di Pregola. La “piazza” del Brallo è sempre stata calda politicamente parlando, come mai a suo giudizio nessun altra lista a parte la sua si è presentata? «La piazza di Brallo è storicamente sempre stata luogo di dibattiti politici molto “vivi” non solo a livello locale ma anche a livello provinciale e regionale, devo dire che con rammarico ho appreso la notizia che l’amministrazione uscente non abbia presentato una propria candidatura. Penso che un eccessivo personalismo di alcuni componenti del gruppo di maggioranza, la scarsa o nulla condivisione dei progetti e dei programmi a breve e lungo termine al loro interno, insieme ad una gestione a dir poco miope del Comune abbiano decretato la fine di questo episodio di amministrazione del Comune di Brallo».

Ci presenti la squadra che scenderà al suo fianco alle elezioni del 3 e 4 ottobre «Veniamo a noi…“Il Brallo che vorrei” nasce come un percorso aperto e condiviso per contrastare lo stato di ormai quasi abbandono sociale, economico, turistico e territoriale in cui versa il comune di Brallo. Io e il mio gruppo crediamo che energie e competenze finora silenziose debbano essere liberate per il miglioramento della drammatica situazione che stiamo vivendo, a mio avviso l’amministrazione locale può e deve fare la sua parte per promuovere  percorsi di crescita sostenibile, dare risposte ai bisogni e garantire i servizi, facendo rete con le altre realtà del territorio. Il gruppo in questi anni è cresciuto e ha preso più consapevolezza di sé, si è in parte rinnovato e ora è composto da una nutrita schiera di persone che vanno ben oltre il numero dei candidati. Veniamo a loro… Il gruppo è molto eterogeneo per età, competenze e  percorsi professionali al suo interno è scaturita la lista di candidati che si presenterà alle prossime elezioni».

Quali sono le 3 priorità che intende mettere in atto una volta eletto Primo cittadino? «Le esigenze del nostro Comune sono molteplici, ma le tre più immediate sono: gestione del tessuto sociale con particolare riguardo alle persone anziane o fragili la riqualificazione dell’assetto urbanistico del territorio, mantenimento e miglioramento dei servizi essenziali (medico, sicurezza, trasporti)».

Lei fa parte dell’attuale minoranza, pertanto conosce le criticità del suo Comune. Quali sono quelle più imminenti da risolvere  e in che modo? «Come per tutti i piccoli comuni la criticità principale è data dal progressivo spopolamento e la cronica mancanza di fondi per poter garantire quella che dovrebbe essere a mio parere la normalità in un comune dove l’età media dei residenti e di poco inferiore ai 70 anni, dove i servizi principali ed essenziali distano anche 20 km dal capoluogo».

Quali sono invece gli aspetti positivi sui quali si concentrerà per apportare nel caso migliorie? «Gli aspetti positivi sono dati da un territorio capace di attrarre e soddisfare le più svariate tipologie di turista, merito anche di investimenti fatti da alcuni privati che però rischiano di rimanere una cattedrale nel deserto se il pubblico non apporta linfa vitale al territorio circostante attraverso investimenti concreti nell’ambito della viabilità, nella divulgazione e promozione di eventi ludico – naturalistici che valorizzino le nostre risorse e  facciano emergere le nostre potenzialità, nella cura e riqualificazione del territorio anche e soprattutto attraverso un’agricoltura integrata, sostenibile ed economicamente produttiva».

Brallo e turismo: un connubio che ha dato tante gioie negli anni passati ma anche qualche dolore negli ultimi anni. Come e in che modo pensa di migliorare l’attrattività turistica del suo Comune? Quali iniziative sia a breve termine che a lungo termine? «Il turismo è stato per il Brallo degli anni ‘80 -’90 indubbiamente un volano economico di vitale importanza sia nella stagione estiva che invernale, complice un territorio coltivato e curato che lo rendeva un giardino “diffuso”, è mia intenzione cercare nel breve periodo di  riportare i turisti al Brallo in occasione di eventi particolari ma ben distribuiti nell’arco dell’anno, nel contempo porre le basi per riportare nel medio periodo un’offerta di attrattive turistico – naturalistiche di livello per garantire un flusso turistico continuo ben consapevole che riportare almeno in parte il territorio allo splendore di quegli anni sarà un sfida importante ma imprescindibile».

Turismo lento e turismo veloce, per molti in contrapposizione per altri il Brallo può essere un punto di riferimento per entrambi. Qual è la sua opinione in proposito e la sua strategia per far “convivere” entrambi i movimenti? «Non farei distinzione tra turismo lento o veloce parlerei di Turismo a 360 gradi, il Brallo è in grado di dare spazio ad entrambi con le dovute separazioni spazio temporali, è nostra intenzione creare una rete sentieristica curata e dedicata alle varie attività e una gestione attenta e puntuale di quest’ultima per garantire  a tutti sicurezza, accoglienza e divertimento nel rispetto reciproco».

Teme per il non raggiungimento del quorum, anche se oggi che le regole sono cambiate, sembra impossibile non raggiungerlo…. «Riguardo il quorum non nutro particolare preoccupazione proprio perché credo in questo progetto di rinnovamento dove io e il mio gruppo garantiamo un impegno e una presenza puntuale, costante e costruttiva per il prossimo quinquennio, che spero venga apprezzato e legittimato da un afflusso alla consultazione elettorale ben al di sopra del quorum».

Come giudica l’operato della precedente amministrazione? «Sull’operato della precedente amministrazione non mi sento dire altro se non che abbia amministrato in modo routinario e a volte anche un po’ miope e distante dalle reali esigenze della popolazione e del territorio perdendo occasioni importanti di rilancio socio – economico del comune».

Troverà un Comune “sano” al suo insediamento? «Mi auguro di trovare un comune sufficientemente “sano”, nonostante in più occasioni la gestione dell’attuale amministrazione sia stata nebulosa o volutamente preclusa al gruppo di minoranza di cui faccio parte».

di Silvia Colombini 

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