BRALLO DI PREGOLA – 35 KM DI STRADE IN CONDIZIONI TREMENDE SONO UNA SPADA DI DAMOCLE

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Questa particolare stagione estiva da pochi mesi conclusa, ha visto un intenso calo di vacanze all’estero o nelle principali località balneari d’Italia. Molti, soprattutto per timore, hanno preferito rimanere nelle vicinanze di casa propria, prediligendo talvolta la montagna. In Oltrepò, non può che venirci in mente il Comune di Brallo di Pregola. Abbiamo ascoltato le testimonianze del sindaco, Christos Chlapanidas, e dei titolari delle principali attività del paese: è emersa una situazione di grande successo e afflusso di persone, interessate talvolta anche all’acquisto di una seconda casa. Il parere unanime è che sia necessario proseguire nell’impegno della valorizzazione del territorio, perché il Comune ha avuto prova del fatto che il turismo d’alta valle esiste ancora.

Sindaco, ora che l’estate è conclusa, tracciamo un bilancio: come ha vissuto il comune di Brallo questi mesi particolari? La riapertura delle case vacanza ha davvero portato il turismo sperato? «Sì, c’è stato un grande afflusso in particolar modo di persone che non abbiamo mai visto. Molti nuovi visitatori sono rimasti incantati dalla bellezza del nostro territorio e si sono informati riguardo alle case in vendita: alcune sono state già comprate, altre sono ancora in corso di trattativa. Abbiamo felicemente constatato che i negozi hanno lavorato bene, anche se non c’è da dimenticare il faticoso periodo in cui sono stati costretti a chiudere. Per fortuna il recupero, nei mesi estivi, è stato più che soddisfacente – addirittura con qualche incremento in più rispetto all’anno precedente. Il Comune si è impegnato strenuamente per garantire il rigorosissimo rispetto delle norme di sicurezza, ancora prima della ripartenza effettiva. Infatti Brallo è stato, e al momento è ancora, un’isola felice, perché non abbiamo mai registrato casi di persone positive al Covid-19. Abbiamo dovuto comportarci un po’ da sceriffi, ma ne è valsa la pena; tant’è vero che Brallo è stato l’unico Comune della provincia di Pavia ad essere riuscito a organizzare una sagra: la seconda domenica di settembre si è tenuta la sagra della patata – sempre nel rigorosissimo rispetto delle norme di sicurezza, ma con un afflusso di gente che in dieci anni non si era mai visto. In quell’occasione gli agricoltori hanno venduto tantissimo e i ristoranti erano pieni».

Le attività commerciali nel paese sono comunque in numero esiguo: hanno chiuso molti negozi negli ultimi anni? E in seguito al lockdown? «L’unica attività a non avere riaperto dopo la quarantena è stata una pizzeria nella frazione di Bralello, perché impossibilitata a fornire il proprio servizio in sicurezza. Il locale era molto piccolo e soprattutto d’inverno sarebbe stato impossibile allestire dei tavoli all’aperto, date le temperature ovviamente fredde. Negli ultimi 5-7 anni non ha chiuso nessuno, tranne il proprietario di un alimentari, per il raggiungimento del limite d’età. Per motivi come mancanza di acquirenti o poco afflusso di persone, non si sono verificate chiusure»

Secondo lei questa occasione è stata colta nel migliore dei modi? Avrà effetti positivi a lungo termine? «Sì, penso di sì. Non abbiamo potuto fare di più perché abbiamo avuto modo di pianificare feste ed interventi solamente da giugno, con la fine della quarantena – e ovviamente la ripresa ha impiegato del tempo. Gli effetti a lungo termine secondo me ci saranno, perchè abbiamo dato dei segnali positivi, ai residenti e non, per quanto riguarda la possibilità di lavorare da casa anche nel nostro paese, la valorizzazione del territorio e della sua bellezza».

In che modo? Avete attuato interventi particolari? «Per incentivare gli acquisti immobiliari e l’insediamento delle persone, ci siamo mossi con l’obiettivo di migliorare la connessione internet in tutto il Comune, poiché in epoca di smart working è una risorsa fondamentale. Abbiamo contattato internet provider locali che sono riusciti a dare copertura anche a frazioni che fino ad oggi non erano mai state raggiunte dalla banda larga. Ci siamo inseriti nel progetto regionale che dovrebbe garantire l’arrivo della fibra entro fine anno, e abbiamo aderito anche a quello promosso dal ministero degli interni, “Piazza Wi-Fi Italia”, grazie al quale, in tempi non sospetti, abbiamo fornito una connessione Wi-Fi a ben due delle piazze del nostro Comune. Ci siamo poi focalizzati molto sulla riqualificazione dell’ambiente esterno proprio nell’ottica di dare modo a cittadini e turisti di godere della natura e dell’aria aperta montana, dopo parecchi mesi costretti in casa. Sono stati stanziati, a seguito di un consiglio comunale, 12mila euro destinati alle strade secondarie e altri 50mila sempre a favore della messa in sicurezza di alcune strade e per la sistemazione della piazza della chiesa di Pregola, una delle frazioni in cui gli ospiti sono più numerosi, che ha avuto case vacanze piene e anche qualche vendita. I lavori finanziati da quest’ultimo stanziamento sono partiti il 16 settembre. Inoltre abbiamo ripristinato ex novo il parco giochi di Brallo e potenziato quello delle frazioni limitrofe. Tuttavia la cosa più importante, che al momento stiamo affrontando, è la questione motocicli: con la collaborazione della Provincia e della Forestale (probabilmente anche della Comunità montana) andremo a definire una regolamentazione che chiarisca luoghi e tempi in cui le moto potranno o non potranno transitare, per la sicurezza dei pedoni e per l’integrità dei nostri preziosi sentieri. Infine – sembrerà paradossale – siamo riusciti a promuovere una delle tante bellezze del territorio (in questo caso il cielo) anche in via telematica: il progetto Astrobrallo, nato grazie all’associazione di appassionati di astronomia ADARA, ha consentito, anche durante il lockdown, di organizzare alcuni webinar per permettere anche ai non residenti di godere del magnifico cielo notturno di Brallo, dove le stelle sono visibili in maniera limpida e in grande quantità. Il fiore all’occhiello di quest’ultimo progetto sono state le foto scattate dai nostri telescopi, poiché alcune di esse sono state condivise addirittura dalla NASA».

Oltre al transito non regolamentato di motociclisti, un’altra problematica riguarda la condizione delle strade, che a parere dei commercianti ha fatto desistere molti potenziali turisti in più dal raggiungere Brallo di Pregola. «Il problema purtroppo non è di competenza nostra e ce lo portiamo dietro da anni: ci separano da Varzi 16 chilometri, poi ce ne sono altrettanti, all’incirca, che ci separano dal Trebbia, luogo molto gettonato d’estate in alternativa al mare – per un totale quindi di circa 35km di strade in condizioni tremende. Sollecitiamo in maniera costante l’ente provinciale per porre rimedio, ma ancora non siamo stati ascoltati; sono stati messi in sicurezza un paio di punti pericolosi ma, per il momento, di asfalto non ne abbiamo ancora visto».

La stagione estiva è stata per voi un grande successo, fortunatamente; l’arrivo dei mesi invernali vi spaventa? Ci sono particolari motivi di preoccupazione? «L’inverno ci allarma ma per le ragioni consuete. L’amministrazione si impegna, tramite il “Piano neve”, a partire fin da ora, nel garantire una viabilità perfetta anche nelle frazioni più isolate e nelle strade di competenza comunale – sperando che il clima ci sia favorevole. In ogni caso, siamo sì un paese di montagna, situato a 1000 metri d’altezza, ma in linea d’aria dal mare ci separano solo 50km, per cui abbiamo il microclima migliore della provincia di Pavia: qui si sposano la montagna e l’aria marittima, cosa che permette, quando non nevica, nelle giornate soleggiate, di godersi scampagnate e aria salutare, con temperature mai troppo estreme, sia d’estate che d’inverno».

Dopo il Primo cittadino, riportiamo ora le testimonianze dei diretti protagonisti delle dinamiche economiche e turistiche dei mesi trascorsi: i titolari delle attività. A livello generale, le opinioni sono pressoché concordi a quelle del sindaco: una stagione molto positiva rispetto alle premesse, un buon viavai di persone, tanto lavoro; i punti critici la condizione delle strade e il motociclismo. Ma ci sono delle precisazioni da fare. Giorgia Pietra, titolare di La Pineta, è stata la sola a dare un parere discordante per quanto riguarda il turismo: «Abbiamo avuto una partenza un po’ in sordina, che però ha da metà luglio fino ai primi di settembre ha visto un passaggio di persone inaspettato e pure intenso; tuttavia era composto più che altro da gente legata al territorio perché magari ci passava l’estate da bambino coi nonni, e ha deciso di “tornare su” portando la famiglia. è comunque un dato positivo, ma di facce nuove ne ho viste ben poche e la maggior parte non si è fermata nel lungo periodo». Tuttavia ha un’opinione molto positiva riguardo le manovre dell’amministrazione volte a migliorare la connettività, poiché, secondo lei, potrebbe incentivare molto eventuali insediamenti: «Dare la possibilità di poter lavorare da casa è fondamentale, molti potrebbero voler scappare dalla città per trasferirsi qui ed evitare anche viaggi lunghi per raggiungere l’ufficio». Gli altri proprietari ascoltati, invece, sottolineano tutti un grande aumento di nuovi visitatori. In particolare Ivo Tordi, meglio conosciuto come “Ivo del Brallo” e titolare dell’omonimo negozio, ottimista anche per il futuro, afferma: «Un afflusso di persone così, dal canto mio, non lo vedevo da vent’anni. C’è stato un grande ritorno ai vecchi tempi, che ha ricordato gli anni ‘80-’90 in cui eravamo abituati bene anche grazie alla presenza delle due discoteche. Si può comunque fare di meglio per la valorizzazione del territorio e soprattutto trovo che sia necessario offrire occasioni di intrattenimento per i giovani». Ma l’incombere dell’inverno intimorisce tutti gli esercenti. Michela Alpegiani, proprietaria di Appennino pavese, mette in luce le maggiori problematiche dei mesi futuri: «Probabilmente grazie a qualcuno che potrebbe fermarsi per proseguire il lavoro da remoto lavoreremo leggermente di più degli anni scorsi, ma i posti contingentati e, per evidenti motivi, al chiuso, rappresentano un grosso ostacolo. Per un po’ tireremo avanti grazie al periodo della caccia, alla raccolta dei funghi e delle castagne, dopodichè la neve ci sarà avversa anche perché Brallo non possiede piste da sci. Renderà ancor più difficoltosi anche gli spostamenti, già faticosi a causa delle condizioni paurose delle strade. Gran parte della mia clientela è composta da motociclisti o enduristi di passaggio, che però diminuiscono di continuo a causa di questo problema». Alpegiani non è la sola a pensare che la condizione dell’asfalto sia la difficoltà maggiore. Condivide il suo pensiero anche Fabio Vergagni, titolare del panificio artigianale omonimo, secondo il quale pure i prezzi delle case sono stati mantenuti troppo alti rispetto alle circostanze, finendo così per strafare; tuttavia «la priorità è senz’altro sistemare questi numerosi chilometri di strade che fanno pietà. Diciamoci la verità: stiamo bene solo se la gente viene a trovarci. è inaccettabile che per questo il potenziale del nostro paese venga stroncato». Il successo estivo è stato evidente ed ha rincuorato molti animi, ma, come anche il sindaco ha sottolineato, non ci si può dimenticare del periodo di chiusura, che ha creato disagi enormi. Vergagni aggiunge: «Chiunque possieda un’attività si è logorato per tenere altissima la qualità, per sponsorizzarsi e farsi conoscere in qualche modo. Non per fattori economici, per arricchirsi. Ma perché amiamo il nostro territorio. Negozi numerosi e attivi sono sinonimo di una comunità più grande e viva. Andrebbero tenute in alta considerazione le opinioni di tutte le attività per sapere come aiutarci tra di noi e stimolare il ricircolo di persone per evitare lo spopolamento e per assicurarci di far prosperare il nostro paese».

di Cecilia Bardoni