BRESSANA BOTTARONE – 5G : «IL GOVERNO HA TOLTO OGNI POTERE DECISIONALE AI COMUNI IN MATERIA»

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Poco più di un anno fa la lista “Ascoltare Bressana” sbaragliava la concorrenza e vinceva le elezioni, riportando nel ruolo di primo cittadino Giorgio Fasani. Uno dei grandi artefici di quella vittoria è stato Valentino Milanesi, poi nominato vicesindaco. Classe 1957; una carriera nel ramo creditizio e poi l’impegno di lungo corso nel volontariato lo hanno portato ad entrare in giunta con le deleghe a Bilancio, Finanze e Programmazione economica.

Partiamo dal bilancio di previsione. Incertezze ed incognite sia sul piano delle entrate che dei relativi e conseguenti investimenti, ma andiamo con ordine: tasse comunali. Cosa è stato deciso in merito? «Ferma restando la sua premessa, tutte le aliquote non sono state modificate tranne l’addizionale IRPEF che non aveva nessuna soglia di esenzione. Ritenendo che per l’anno in corso le famiglie che faticheranno a raggiungere i 7.500 di reddito saranno in aumento, abbiamo deciso di applicare fino a 7500 un’aliquota pari a zero, compensando con un piccolo aumento di 0,05 per le fasce di reddito dai 55mila a oltre i 75 mila euro. Ci tengo a precisare che Bressana non ha alzato le aliquote ed applica ancora quelle degli anni scorsi, mentre tutti i paesi limitrofi le hanno già da qualche anno portate al massimo consentito.»

Nel bilancio di previsione “mancano”, mi passi il termine, 300 mila euro di incassi derivanti dalle multe. È corretto? «Corretto. Ma questo discorso è legato a doppio filo con l’analisi dettagliata dei residui attivi che abbiamo fatto e che rappresentano la vera criticità dei bilanci del nostro comune e che negli anni è continuamente aumentata.»

È notizia fresca l’istallazione da parte del Comune di due stazioni “velobox”. Un modo, mi scusi la franchezza, per far cassa? «Franchezza per franchezza, la risposta scontata è no. Altrimenti come avrebbe potuto riscontrare in bilancio una previsione di incassi in diminuzione per 300.000 euro? Le nuove velobox sono state installate in quel tratto in quanto abbiamo avuto richieste specifiche da parte dei cittadini che hanno segnalato la velocità elevata dei veicoli transitanti in quel tratto di provinciale e, a conferma, una dettagliata relazione da parte del Comandante della Polizia Locale.»

Dal piano triennale “esce” il progetto – cavallo di battaglia dell’amministrazione Torretta – della nuova scuola. Ci spiega le ragioni? «Quello che lei definisce cavallo di battaglia, secondo noi, sarebbe stato una sorta di “cavallo di Troia” per molti bilanci dei prossimi anni del nostro Comune. Sinteticamente: circa due anni fa è stato inviato in Regione un progetto di massima del costo di quasi cinque milioni di euro per costruire un edificio scolastico (senza palestra e con lo stesso numero di aule di quello attuale) che, pur essendo ammesso in graduatoria, non ha mai ottenuto alcun finanziamento. In ogni caso la Regione avrebbe finanziato al massimo l’80%, il rimanente 20% era previsto fosse a carico del nostro Comune. La situazione di bilancio che abbiamo ereditato non ci permette di poter permutare nostri immobili ed impegnare le casse comunali per circa un milione di euro.»

Il Comune di Bressana ha ricevuto 6mila euro di contributo per l’adeguamento delle scuole in contrasto al Covid–19. Basteranno? Che tipo di interventi saranno necessari per essere a norma? «Stiamo doverosamente condividendo e cercando di risolvere con la Direzione Didattica tutte le notevoli problematiche che il Covid-19 ha creato e sta creando. Indipendentemente dall’ammontare del contributo assegnatoci, che speriamo essere solo un anticipo, è nostro impegno mettere in atto tutto quanto sarà necessario affinché i nostri ragazzi possano riprendere la scuola in sicurezza.»

Trasporto alunni e mensa. Quanti sono gli alunni che usufruiscono di questi servizi? Quali sono le direttive in merito? «A Bressana c’è, oltre alla scuola primaria e secondaria, una scuola paritaria che gestisce l’infanzia e il nido. Il numero dei fruitori dei servizi scolastici è considerevole e purtroppo le direttive non sono ancora definite pienamente. In particolare per il trasporto è, per noi, indispensabile sapere se la Regione Lombardia (dove si prevede il 100% della capienza dei mezzi) si allinea o meno alle direttive nazionali (60% della capienza). Per la mensa, di concerto con la Direzione Didattica, sarà distribuito il pasto monodose e sarà consumato in aula.»

Il Comune darà incentivi a chi recupererà edifici dismessi siti nel territorio. Sono molte le strutture che necessiterebbero di una riqualificazione? I contributi di che tipo sono? «Il Comune ritiene di attivare a brevissimo un ampio e costruttivo confronto con gli interessati e, in applicazione alla normativa regionale per uno sviluppo sostenibile e resiliente del territorio, riconosce gli interventi finalizzati alla rigenerazione urbana e territoriale, riguardanti ambiti, edifici o aree, quali azioni prioritarie per ridurre il consumo di suolo, migliorare la qualità funzionale, ambientale e paesaggistica dei territori e degli insediamenti. La legge regionale “Assestamento al Bilancio 2020-2022 con modifiche di leggi regionali”, in considerazione dell’emergenza Covid ancora in essere, stabilisce al 31 dicembre 2020 alcuni adempimenti previsti dalla Legge Regionale n. 18 del 2019. Tale proroga ha lo scopo di mettere a disposizione degli operatori del settore delle costruzioni e dei Comuni un più lungo periodo di tempo per avviare le attività, in considerazione dalle gravi difficoltà in cui versa l’edilizia a seguito dell’emergenza Covid. I contributi possono essere di vario tipo, ad esempio:  riduzione dei contributi concessori; scomputo costi di progettazione e compensazione di opere con oneri e costo di costruzione.»

L’ex Mulino: si parlava a suo tempo di un imponente recupero. Che ne è stato del progetto? «Le posso dire ufficialmente che la società che aveva presentato il progetto di un centro diurno per anziani autosufficienti nel periodo elettorale del 2019 ha presentato una modifica sostanziale al progetto originario in base alla quale dovrebbe solo svolgere alcune manutenzioni interne al vecchio fabbricato. La stessa società, ad oggi, deve ancora provvedere a mettere in sicurezza la vasta area che ha acquistato.»

Salute pubblica: due situazioni preoccupano sia l’amministrazione che i cittadini. La prima riguarda l’odore nauseabondo che nelle ultime settimane ha invaso alcune zone del Comune. Si è arrivati ad una soluzione? «Dalle verifiche che sono state fatte l’odore nauseabondo sarebbe causato dai liquami sparsi nei campi per concimare i terreni, pratica lecita e regolamentata. A Bressana non è pervenuta nessuna richiesta per lo spargimento di liquami ma, per fare chiarezza, sono state interessate tutte le autorità preposte. All’Arpa in particolare è stata sollecitata l’esigenza di un sopralluogo. Penso che tutte le segnalazioni di disagio siano legittime; penso inoltre che nessuno, per partito preso, voglia limitare il lavoro degli agricoltori. Sarebbe opportuno, invece a livello provinciale/regionale, comprendere, attraverso incontri con le loro associazioni di categoria, come gestire al meglio alcune attività che possono produrre degli impatti così negativi e favorire tecniche di concimazione che non arrechino problemi alle persone che vivono nelle zone limitrofe alle coltivazioni. L’obiettivo comune deve essere quello del miglioramento della qualità della vita di tutti nel rispetto dell’ambiente e della salute.»

La seconda è l’installazione di un’antenna 5G. Ci spiega la posizione dell’Amministrazione Comunale? «Come abbiamo annunciato nelle scorse settimane alla cittadinanza, c’è una richiesta di ILIAD per installare un’antenna 5G sull’impianto esistente di Wind in via Rossina. Abbiamo subito interrotto i termini di riscontro con una richiesta di integrazione documentale della pratica presentata, ne abbiamo discusso in assemblea pubblica in streaming il 12 luglio e stiamo lavorando con gli enti preposti e con studi legali per cercare di salvaguardare la salute dei cittadini. Sappiamo di avere di fronte a noi una montagna piena di difficoltà, ma cercheremo di fare tutto il possibile. Purtroppo è notizia di questi giorni che il Governo ha tolto, con il Decreto Semplificazioni, ogni potere decisionale ai Comuni in materia. Questo non ci impedirà di promuovere le azioni condivise con i cittadini finché rimane qualche speranza.»

di Silvia Colombini