BRESSANA BOTTARONE – SCHISCETTA: “NOI CREDIAMO CHE IL MOTIVO SIA DI TIPO ECONOMICO”

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Da qualche tempo a Bressana Bottarone si sente parlare del “Comitato Schiscetta”, istituito da alcuni genitori l’indomani della possibilit? negatagli per i propri figli di poter portarsi il pasto da casa. Il pranzo portato da casa è una realt? esistente e ormai ben consolidata in diversi paesi, sia europei che italiani, di conseguenza questi genitori non accettano che si vieti loro il diritto di poter scegliere cosa sia meglio per i propri figli durante l’ora della pausa mensa. “La nostra richiesta di poter mandare a scuola i nostri figli con la schiscetta nasce sostanzialmente per due motivi strettamente legati tra loro” – c’informa Davide Scagliotti, presidente del comitato. “I nostri figli non mangiano volentieri alla mensa scolastica e, di conseguenza, oltre a non nutrirsi in maniera adeguata per il loro fabbisogno quotidiano, avanzano anche il cibo: uno spreco oltre che un danno economico per le nostre tasche, a maggior ragione in periodi di crisi come quelli in cui stiamo vivendo. Quindi abbiamo pensato: dal momento che c’è questa possibilit? del pasto da casa perché non sfruttarla?”.

Quindi avete presentato richiesta?

“Esatto. Abbiamo presentato una richiesta per 15 bambini della scuola primaria di Bressana Bottarone, che purtroppo però ci è stata negata. A tal proposito abbiamo parlato con tutti gli amministratori comunali, sia di maggioranza che di opposizione. La minoranza ha subito accolto le nostre proposte, presentando anche un’interpellanza; mentre dall’amministrazione comunale le risposte sono state variegate: qualcuno è stato possibilista, qualcuno meno e qualcuno decisamente contrario.

Il Sindaco dal canto suo ci ha risposto con un secco no. Per quanto riguarda la dirigenza scolastica abbiamo tentato più volte un colloquio, ma la preside non ha mai risposto alle nostre richieste e questo, a nostro modesto avviso, è un comportamento inaccettabile da parte di un pubblico ufficiale”.

Il Sindaco vi ha fornito motivazioni riguardo la sua negazione alla vostra proposta?

“Sostiene che la schiscetta è diseducativa, inoltre creerebbe disuguaglianze tra i bambini”.

Voi che idea vi siete fatti?

“Noi crediamo che il motivo sia invece di tipo economico, legato probabilmente alle clausole del contratto stipulato dall’amministrazione comunale con la ditta che fornisce ristorazione alla mensa scolastica. Il pranzo portato da casa è una realt? presente in diversi paesi italiani ed europei, il dirigente scolastico di Bressana è lo stesso di altri comuni limitrofi al nostro come Robecco, Verrua e Pinarolo Po, dove invece portarsi il pranzo da casa è permesso, anche per questo motivo non riusciamo a comprendere perché a noi venga negata questa possibilit? “.

Così avete deciso di istituire il “Comitato Schiscetta” per portare avanti la vostra battaglia

“Abbiamo deciso di istituire una raccolta firme. Così, nel giro di un week – end abbiamo raccolto180 consensi e, successivamente, istituito il nostro comitato”.

Cosa vi spinge a proseguire in questa direzione?

“Quello del pasto portato da casa è un diritto sacrosanto per ogni bambino. In questi mesi abbiamo raccolto diverso materiale, a nostro avviso di importante rilevanza.

Ad esempio esiste una sentenza arrivata il 20 giugno scorso dalla Corte di Appello di Torino, la quale recita che il poter portarsi il pasto da casa è un diritto garantito, che deriva direttamente dalla costituzione (art.34). Visti i risvolti di questa sentenza, abbiamo nuovamente contattato la scuola, che però non ha risposto in via ufficiale ma solo attraverso i rappresentanti scolastici, comunicandoci che la loro decisione a riguardo è negativa, aggiungendo inoltre che siamo liberi di intraprendere tutte le azioni che riteniamo opportune.

Inoltre il MIUR, all’interno di una circolare del 2014, dice che l’istruzione inferiore impartita per almeno 8 anni è obbligatoria e gratuita, di conseguenza, oltre ad essere gratuita, non è più solo impartita da semplici nozioni ma è un concetto ben più largo, dove il tempo mensa è parte integrante del tempo scuola. A questo punto, dal momento che l’istruzione dev’essere gratuita per costituzione e il tempo mensa è tempo dedicato all’istruzione, non possono obbligarci a comprare onerosamente il pasto per i nostri figli”.

Il Movimento 5 Stelle, riguardo la possibilit? di portarsi la schiscetta da casa, ha indetto una raccolta firme e successivamente presentato una mozione in Regione Lombardia,? mozione che è stata approvata. Nemmeno questo è servito a qualcosa?

“Lo scorso 12 gennaio Regione Lombardia ha approvato questa mozione, invitando tutti gli istituti presenti sul territorio a prendere in considerazione questa eventualit? . Purtroppo, nonostante ciò, ci hanno informato che la mozione invita ad esaminare questa possibilit? , ma non è nulla di più che una mozione”.

Quali saranno i prossimi passi del comitato?

“Abbiamo predisposto una diffida alla scuola dal far mangiare i nostri figli in locali diversi da quelli adibiti alla refezione scolastica, altrimenti verrebbe leso il diritto all’uguaglianza e all’istruzione, informando inoltre che, il 19 settembre li manderemo a scuola con la loro schiscetta, perché questo è un diritto costituzionalmente garantito.

Sar? compito della dirigenza scolastica decidere come comportarsi, prendendosi tutte le responsabilit? , sia civili che penali. Poter decidere come alimentare i nostri figli è un nostro diritto e noi combatteremo per questo”.

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