BRONI – «ABBIAMO SCELTO DI RIPARTIRE ANCHE PER TUTTI COLORO CHE DI TEATRO VIVONO»

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Riparte la stagione estiva del Carbonetti, una buona notizia per i tanti appassionati dopo mesi di stop forzato. Location il  giardino adiacente il Teatro, dove verranno organizzate serate teatrali all’insegna di grandi protagonisti. Ne parliamo con il sindaco Antonio Riviezzi e il presidente dell’Associazione “Amici del Teatro Carbonetti” Marco Rezzani.
Riviezzi che sensazione si prova a ripartire con una stagione teatrale estiva?
«Siamo orgogliosi di poter presentare una nuova stagione teatrale che, per quanto relativa ai soli mesi estivi, ci permette di rinnovare l’impegno dell’amministrazione comunale nella promozione della cultura. Questa edizione arriva in un momento di grande difficoltà per il mondo dello spettacolo, settore tra i più provati dagli effetti della pandemia. L’emergenza sanitaria ha inflitto una battuta d’arresto senza precedenti alle attività culturali e di intrattenimento, dalle sale cinematografiche ai musei, privandoci di qualcosa che ha sempre fatto parte non solo delle consuetudini sociali dei nostri tempi, ma addirittura del cammino del genere umano verso il progresso civile. Ci siamo evoluti con l’arte, la musica, il teatro fin dai primordi della civiltà e certamente non si tratta di aspetti della vita cui si può rinunciare a cuor leggero».
Nonostante le critiche che negli anni le sono state mosse proprio sui costi del Teatro, nonostante siamo in dirittura d’arrivo di questa legislatura, lei crede fortemente nel Teatro
«Mai come in questo frangente è importante credere nella necessità della cultura, pur nel rispetto delle regole che la pandemia ci ha imposto e della sicurezza sanitaria di tutti noi. Il Teatro Carbonetti è un fiore all’occhiello del Comune di Broni. In questi anni è diventata una realtà consolidata, affermandosi come centro culturale della città e del territorio. Crediamo molto nel teatro e nella responsabilità sociale e culturale che esso ricopre: la responsabilità di valorizzare i valori e l’ identità della nostra città e del circondario. Investire nella cultura, voglio sottolinearlo, significa puntare sui nostri giovani, sostenere le associazioni culturali e sportive della città, creare occasioni di sviluppo, fare promozione alle unicità e bellezze del nostro territorio e aiutare il commercio locale. È per questo motivo che, nel corso di mesi scorsi, l’amministrazione, gli uffici competenti e l’Associazione Amici del Teatro Carbonetti, hanno lavorato affinché il Carbonetti potesse riprende la propria attività».
Rezzani, per l’Asssociazione “Amici del Teatro Carbonetti” cosa significa questa nuova stagione?
«Era il 25 ottobre dello scorso anno. Era appena terminata la serata con Mogol, con tutto il suo carico di emozioni e di bellezza. Di lì a pochi minuti sarebbe entrato in vigore il decreto che, tra le altre disposizioni, prevedeva anche la nuova chiusura dei teatri. Il resto, lo sappiamo, è storia recente. Quella sera, salutandoci fugacemente per rientrare a casa per il coprifuoco, ci siamo lasciati con la promessa e la speranza di ripartire appena sarebbe stato possibile. Ora ci proviamo. L’ultimo decreto legge lo permette. Anche alla luce dell’ottima esperienza dello scorso anno, il Carbonetti ha scelto di “trasferirsi” all’aperto, nella stupenda cornice dei Giardini di Villa Nuova Italia. Si potrà andare a teatro in assoluta sicurezza, nel rispetto di tutte le norme che presiedono alla tutela della nostra e altrui salute. Come lo scorso anno appunto. Abbiamo scelto di ripartire perché siamo consapevoli che il teatro, come tutta la cultura, è necessario alla nostra vita. Il teatro è uno spazio in cui si partecipa alla poesia che si fa corpo, relazione, contatto emotivo, respiro, gesti, lacrime, fatica, gioia e dolore. Questa è la condizione del teatro, questa è la condizione della vita. Abbiamo scelto di ripartire anche per tutti coloro che di teatro vivono – attori, tecnici, maestranze di vario tipo – che per tanti mesi sono stati costretti a fermarsi con ricadute economiche pesantissime. Lo abbiamo fatto per dare un segno di speranza e di futuro.
Un grazie sincero al sindaco e all’amministrazione comunale per aver creduto e appoggiato questo progetto di ripartenza. A nome mio e dell’intera Associazione “Amici del Teatro Carbonetti” vi voglio dire di cuore: non aspettiamo altro che il momento di rivedervi a teatro!».
Sindaco, ci può fornire qualche informazione riguardo agli aspetti organizzativi?
«Sulla scorta della positiva esperienza degli spettacoli organizzati l’estate scorsa nei giardini, quest’anno la macchina organizzativa si sta muovendo perché si possa ricreare una cornice ancora più funzionale e suggestiva per i numerosi spettacoli che verranno ospitati. Considerato che alcuni di questi richiedono particolari accorgimenti tecnici, la dotazione strumentale in dotazione verrà implementata con un palco di dimensioni maggiori e un ring che permetterà di replicare all’aperto gli effetti di luce e le atmosfere che solitamente vengono ricreati nei teatri al chiuso, un po’ come accade per i concerti musicali realizzati outdoor. L’accesso ai giardini seguirà scrupolosamente tutte le norme anti covid in vigore e le prescrizioni di tutti gli enti preposti, grazie anche alla collaborazione della Protezione civile, dell’Associazione Carabinieri in congedo e degli Alpini di Broni. Anche quest’anno verrà garantito il servizio bar, sempre nello stringente rispetto della normativa anti covid vigente».
Riguardo al numero dei posti a sedere ed al costo del biglietto, cosa ci può dire?
«Riguardo al numero di posti, l’organizzazione sta lavorando per garantire un numero leggermente più contenuto di quello dello scorso anno, attorno ai 240 posti,  per consentire una migliore visuale d’insieme rispetto al palco. Rispetto invece ai prezzi dei bilgietti, posso confermare che non hanno subito nessun aumento rispetto all’anno precedente, anzi: nel caso di alcuni spettacoli, come ad esempio la serata dedicata ad Alda Merini, sono addirittura diminuiti in maniera considerevole».
Si partirà sabato 5 giugno alle 21.30. Prematuro fare ipotesi, ma là dove fosse ancora in vigore il cosiddetto coprifuoco delle 22.00, come intendete arginare l’ostacolo?
«Trattandosi di spettacoli all’aperto, necessitano del buio e della luce artificiale per poter essere svolti; per questo motivo attualmente abbiamo ipotizzato in via ipotetica un orario di inizio per le ore 21.30, salvo per la lirica, in attesa di verificare la futura normativa in materia di coprifuoco e soprattutto la possibilità che il titolo di ingresso allo spettacolo funzioni come giustificativo per spostamenti oltre l’orario stabilito. Se così non dovesse essere, vedremo di applicare tutti i correttivi del caso. In caso di maltempo, l’organizzazione valuterà se riproporre lo spettacolo all’interno del teatro – nel caso fosse possibile – oppure se rinviarlo a data successiva».

di Silvia Colombini

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