BRONI – BIOMETANO, UNIVERSITÀ DEI SAPORI E TEATRO, LA MINORANZA ATTACCA

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Sono giorni caldi a Broni. E no, le temperature estive non c’entrano. Si tratta, invece, di argomenti decisamente importanti che hanno fatto insorgere la minoranza del gruppo “Broni in Testa”. Abbiamo scambiato qualche chiacchiera con Giusy Vinzoni, portavoce del gruppo, che ci ha spiegato il proprio punto di vista.

Vinzoni, tanta carne sul fuoco, da cosa vogliamo iniziare?

«La notizia più importante è quella del biometano. Noi come minoranza, e l’abbiamo sempre detto, abbiamo l’abitudine di controllare quasi giornalmente l’albo pretorio, e ci siamo trovati davanti questa delibera, la numero 81 del 26/6/2020, alla parola biometano e all’accettazione della proposta di compensazione ambientale».

Cosa significa?

«Succede che, a fronte dell’installazione dell’esercizio di un impianto a biometano alimentato da rifiuti, “noi, comune di Broni accettiamo la proposta di 41.500 euro di compensazione per mantenere delle piste ciclabili”. La cosa ci ha lasciato a bocca aperta”.

Perché?

«Prima di tutto perchè non sapevamo nulla di questa vicenda e soprattutto stiamo parlando di una cosa importante, di un impianto che brucerà rifiuti e non è stata convocata nessuna commissione ambiente. Io stessa faccio parte della Commissione Ambiente e non ne ho saputo niente. Questo sempre per il principio della trasparenza tanto amato dal nostro signor sindaco. Sappiamo che per fare questo impianto servirà l’autorizzazione della Provincia, ma ciò che troviamo scandaloso è che il primo “no” doveva essere quello del nostro sindaco! A Broni nessuno vuole questo impianto, mi sembra di tornare indietro nel tempo quando c’era anche il gruppo facebook “Broni contro l’amianto”, quando facemmo una lotta allucinante contro un impianto che doveva nascere. Dovevamo essere tutti uniti nel dire no a questa cosa, non fare una delibera in cui si accetta una proposta di compensazione! Tra l’altro per la manutenzione di piste ciclabili… ma dove sono le piste ciclabili a Broni?! Non ha senso ed è vergognoso. Broni ha già pagato, paga e pagherà ancora con l’amianto, per rispetto il primo no doveva arrivare da Riviezzi. Ci ha fatto trovare le cose già fatte, non ne ha parlato con nessuno. La gente deve capire che il sindaco ha accettato questa cosa e in che modo l’ha fatto. Noi siamo basiti».

Durante il periodo di lockdown, lei ha riportato alla luce argomenti importanti sui social. Ci parla dell’Università dei Sapori?

«Posso dire che è ferma! Quante volte ci siamo sentiti dire “Siamo pronti a partire, i corsi stanno partendo” e poi il nulla. Forse sono partiti un paio di corsi amatoriali, per carità, ma non è di certo lo scopo di questo progetto! Non è nato per fare finger food… l’Università dei Sapori è nata con uno scopo ben preciso e ad oggi non è mai partita e sapete il perché? Perché ci si è trovati davanti ad impianti di raffreddamento e riscaldamento che non funzionano e che non hanno mai funzionato. Anche qui: dov’è la trasparenza? Questo progetto è un buco nell’acqua clamoroso. Vogliamo dire ai cittadini di Broni quanto è costata questa opera? Vogliamo ammettere che non è mai partita? Noi abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti per questa vicenda e abbiamo potuto verificare che questa Università è anche legittimata a chiedere un danno al Comune di Broni per quanto successo».

Che danno?

«Un danno di immagine, perché a fronte di quanto avvenuto stanno valutando se restare o andarsene. Ricordo inoltre ai cittadini che tutti noi abbiamo pagato per questo progetto che è lì, non funzionante. E adesso rischiamo di sentirci pure “citare” perché è successa questa cosa. Oltretutto, già per sei lunghi anni il Comune cedeva i locali gratuitamente all’Università… adesso, con questo problema che è sorto, probabilmente chiederanno anche di rivedere il contratto. Quindi, abbiamo pagato questo progetto per avere che cosa? Un pugno di mosche. Con il rischio che ci facciano pure causa. Giustamente, aggiungo. Il filo comune che lega tutti gli argomenti è la trasparenza, non finirò mai di dirlo. La trasparenza tanto citata e mai rispettata. Capisco che non sia bello e facile dire “abbiamo sbagliato”, ma tanto le magagne prima o poi vengono a galla».

Ultimamente si è notata una certa tensione sui social…

«Sì, molta. Questo però mi fa capire una cosa: che gli argomenti che trattiamo danno molto fastidio. E poi c’è un’attenzione pazzesca verso chi commenta i vari post, a chi mette il like… queste cose non devono servire per distogliere l’attenzione. Parliamo di argomenti importanti, parliamo di biometano, Università dei Sapori, costi di gestione del Teatro di cui ancora non abbiamo risposte dopo che le abbiamo chieste mesi fa…».

Manca meno di un anno alle elezioni. Come la vive?

«Non sono assolutamente tesa, il mio atteggiamento non è mai cambiato: avevo detto all’inizio che sarei stata “una spina nel fianco” e così è stato per tutti questi anni. E se adesso dovrò essere “una trave nel fianco” per il biometano lo farò».

                                             di Elisa Ajelli