BRONI – CENTRALE BIOGAS «IN ZONE ALLUVIONATE O ALLUVIONABILI, TALI INFRASTRUTTURE SONO VIETATE, SEBBENE DI PUBBLICA UTILITÀ» Lettera al Direttore

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“Gentile Direttore, a seguito di pubblicazione su di una testata locale, venivo a conoscenza del permesso autorizzativo del Comune di Broni ad una nuova Centrale biogas che per poca distanza, s’insinua nel territorio alluvionabile – e già alluvionato più volte – non lontano dalla mia proprietà. Cercavo quindi d’informarmi se codesto permesso fosse adatto ai luoghi. Leggevo quindi la Direttiva Eu del 2007/60 del 23 ottobre 2007. Sebbene recepita nel D. Legs 49/2010, essa era già d’interesse nel D.Leg 152/2006 e DPCM del 29 settembre 1998. E se in tutto l’ambaradan di carte, dalla logica, scaturiva il semplice concetto – che anche un bimbo comprenderebbe – che in zone alluvionate e/,o alluvionabili, tali infrastrutture sono vietate sebbene di pubblica utilità, riferendomi alla medesima Direttiva che al Capo V , art. 9, comma 3, recita un necessario dialogo… Mi permettevo di richiedere di offrire un caffè al Sindaco di Broni, onde fargli notare in loco e raccontargli un passato di alluvioni che forse per giovane età, non conosceva. Invece del caffè presunto, ho ricevuto visita di due cortesissimi Ufficiali della Polizia locale che senza alcun formale preavviso, mi richiedevano permessi autorizzativi che già dal 2009 erano dalla Provincia emanati e DEPOSITATI presso gli Uffici competenti del medesimo Comune. Sempre ligia e collaborativa, ho accolto con cortesia pubblici Ufficiali che eseguono ordini… e non si sa da chi (almeno io non lo so con esattezza, posso solo supporlo). La logica è nel detto, per farla breve: “Tutti i fiumi vanno a Po”… E  non ci vuole grande scienza per saperlo. La mia preoccupazione, che ho espresso alle varie Autorità, era semplicemente questa: “Ma se tutto scende  a Po, in caso di alluvione, microparticelle tossiche, possono inquinare la falda acquifera?”. Semplice domanda per cui si è scatenato un ‘putiferio’. Un ‘putiferio’ che parrebbe abbastanza silenzioso o silenziato. Tra l’altro, proprio scartabellando per fornire le dovute carte ai Cortesi e inaspettati Vigili, ho ritrovato l’Istanza posta a repertorio nel 2009 al Comune di Broni, per i danni subiti dall’alluvione… a cui mai il Comune ha dato risposta mentre io tiravo fuori dal mio sacco i soldi per ripristinare il tutto. Così in base alla sopramenzionata Direttiva europea che impone un dialogo tra le parti, auspico che si dia ampio respiro a tale discussione evitando qualsiasi intimidazione al silenzio. Se il Po è di tutti, é simbolo della Lombardia, è Storia, suppongo sia di pubblico interesse tutelarne la salubrità delle sue acque come sarebbe doveroso, per quanto si possa. Grazie per l’attenzione, porgo distinti saluti.  Eleonora Calvi – Broni”

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