BRONI – «IN ARRIVO SEI NUOVI ALLOGGI PER LE EMERGENZE ABITATIVE TEMPORANEE»

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Assessore con delega al welfare e alle pari opportunità del comune di Broni dal 2013, Cristina Varesi dedica gran parte della sua azione amministrativa al portare avanti iniziative “in rosa” o in favore delle fasce di popolazione più deboli. Quest’anno il coronavirus ha causato l’annullamento di due spettacoli teatrali al femminile in programma per il 7 e 14 marzo, ma non frena Varesi dal pianificare nuovi progetti. Nel frattempo sarà ulteriormente potenziata l’edilizia residenziale pubblica con i lavori di recupero dell’ex caserma di via Cavour, dove si realizzeranno sei alloggi rivolti ad emergenze abitative temporanee che andranno ad aggiungersi ai 22 già esistenti: 14 nuovi appartamenti già assegnati presso l’edificio dell’ex Mulino Meriggi e 8 in Via Cairoli. Altri 15 sono stati riqualificati nel corso del 2019 attraverso lavori di manutenzione: 11 alloggi al Fabbricato di Via Parini e 4 nella Frazione Cassino Po.

Assessore Varesi, partiamo dalle note “in rosa”. è arrivato marzo, il mese delle donne. Che cosa avevate in programma?

«Il mio impegno per le donne in questi 14 anni di mandato è stato assolutamente quotidiano. In questo mese, poi, in particolar modo per tradizione e significato. A causa dell’emergenza coronavirus abbiamo dovuto annullare due importanti eventi che avrebbero dovuto tenersi il giorno 7 e il giorno 14 al Teatro Carbonetti. Il primo era uno spettacolo dal titolo “Fame mia, quasi una biografia” con Annagaia Marchioro, liberamente ispirato a “Biografia delle forme” di Amelie Nothomb. Il secondo invece, il  14 marzo, sempre nel nostro Teatro, avrebbe dovuto essere la presentazione del libro di Viviana Galimberti “Preziose cicatrici”».

“Preziose cicatrici”… Titolo senza alcun dubbio “forte”. Di che cosa parla?

«Si tratta di un libro che è anche una guida rigorosa, ma piena di calore e ottimismo, che riguarda la patologia che più spaventa le donne: è un percorso di ricerca e speranza nella lotta al tumore al seno. La Galimberti è un medico specialista in chirurgia generale dedicata alla cura di questo tumore. La spiccata predisposizione alla ricerca in ambito chirurgico le ha permesso di ideare, realizzare e comunicare a livello internazionale numerosi studi sulle terapie più innovative».

Quali sono i servizi che il Comune di Broni dedica “in via esclusiva” alle donne?

«Tanti sono i servizi e i punti di ascolto per le donne, che vanno a coprire i loro bisogni, sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista legale. Non sottovalutando mai, ovviamente, il tema del contrasto alla violenza, per il quale ci sono stati, in questi anni, parecchi progetti che hanno finanziato il lavoro dei centri antiviolenza del territorio provinciale. Tutto questo grazie al tavolo provinciale, di cui il nostro comune fa parte, accanto a tutti i soggetti interessati, che vanno dalle amministrazioni comunali, all’Asst, all’Ats, agli ospedali, all’ordine dei medici e degli avvocati, alle forze dell’ordine. Ad oggi sono ancora molte le donne che si rivolgono ai centri antiviolenza… molte, troppe!».

In ambito sociale quali sono le altre iniziative che sta portando avanti?

«Lavorerò senza risparmiarmi mai sui temi sociali a me cari, ossia donne, minori, anziani e disabili, anche attraverso il piano di zona che ha visto da poco la fusione con il distretto di Casteggio, unendo così realtà e capacità molto simili tra loro. Questo piano di zona, con i finanziamenti statali e regionali, offre servizi alle categorie disagiate e deboli. Penso all’assistenza domiciliare, alle badanti, ai trasporti, ai servizi per i minori. Aggiungo, poi, che il comune di Broni, in questi anni, ha risposto sempre in maniera decisa al problema della casa, con la realizzazione dell’Housing sociale, realizzando 22 mini-alloggi in un’area centrale della città, dotata di spazi verdi e di spazi di aggregazione sociale. Siamo uno dei pochi comuni in Regione a fare questo. Sono infine iniziati in questi giorni i lavori di recupero dell’ex caserma di via Cavour, dove si realizzeranno altri sei alloggi rivolti ad emergenze abitative temporanee».

  Come giudica il ruolo della donna nel 2020?

«Ritengo che alle donne non manchi proprio nulla. La loro capacità di essere multitasking le contraddistingue già dalla nascita. Il ruolo femminile si è affermato nella società, sia in ambito sociale che politico, oltre che in quello lavorativo. Il nostro paese ha ancora molto da fare sul tema dei servizi rivolti alle donne, in particolar modo nell’ambito della conciliazione.  Una parola che a me è sempre molto cara e su cui abbiamo lavorato, sviluppando progetti ed azioni, che vanno a favore di un aiuto concreto alle donne nella gestione della vita lavorativa e di cura… doposcuola, babysitter, centri estivi, servizi di accompagnamento per genitori anziani. Io personalmente non ho figli, ma ho un lavoro e un impegno amministrativo che si affianca a quello politico: il tutto mi assorbe giornate intere e anche i fine settimana, ma sono felice di questo impegno che mi offre la possibilità concreta di lavorare per la mia comunità».

di Elisa Ajelli

 

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