Broni – Riviezzi: «In questi anni penso di aver maturato una significativa esperienza»

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Durante la prossima consultazione elettorale Antonio Riviezzi è l’uomo da battere. I Bronesi sono chiamati a giudicare con il loro voto l’operato suo e della sua amministrazione.

Riviezzi ci presenti la squadra che scenderà al suo fianco alle elezioni del 3 e 4 ottobre. «Sono davvero orgoglioso della mia squadra. Siamo riusciti a trovare un punto di equilibrio tra prospettive variegate e complementari, sia sul piano anagrafico, sia su quello del background formativo e professionale. Hanno scelto di sostenermi persone che hanno già maturato esperienza nella pubblica amministrazione come Cristina Varesi, Mariarosa Estini, Christian Troni e Bruno Comaschi. Ma abbiamo anche voluto coinvolgere persone che possono dare un importante contributo alla città: Luca Campagnoli, 22 anni, studente di Medicina; Angelo Abbiadati, 64 anni, ex presidente di Acaop; Nicola De Bernardi, 40 anni, medico chirurgo presso l’Ospedale di Broni Stradella; Chiara Caraffini, 42 anni, assistente amministrativo presso Asst di Pavia; Giorgio Fusi, 50 anni, informatico e consulente presso una società multinazionale a Milano; Edoardo Depaoli, 28 anni, impegnato nell’area commerciale in un’agenzia del lavoro; Mara Scagni, 58 anni, insegnante di lettere; Chiara Colombi, 18 anni, studentessa».

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a metterci la faccia in prima persona e nuovamente? «L’amore per Broni e il fatto che moltissimi cittadini mi abbiano chiesto di dare continuità ai valori che, come amministrazione comunale, abbiamo espresso negli ultimi cinque anni: quelli dell’ascolto, della condivisione e del perseguimento, come unico interesse, del benessere della nostra comunità. Inoltre, vorrei continuare a lavorare per la città con l’obiettivo di proseguire alcuni importanti progetti, come la riqualificazione dell’area di Piazza Italia, la costruzione del nuovo Liceo e altri interventi per rendere Broni più attraente e vivibile».

Quali sono a suo giudizio ed in base a ciò che ha potuto toccare con mano durante la campagna elettorale, i temi principali su cui si giocherà “la partita”? «Premetto che le logiche del consenso fine a sé stesso mi hanno sempre attratto poco, per cui non mi sono soffermato più di tanto a pensare a quali possano essere i temi “acchiappa voti”. Ho invece preferito raccogliere le aspirazioni della comunità dalla viva voce dei miei concittadini, oltre a fare tesoro dell’esperienza maturata in questi anni. Di certo l’obiettivo di liberare Broni dall’amianto entro il 2026, anche attraverso la ricerca di contributi da destinare ai privati per la rimozione delle coperture, occupa un posto di rilievo fra le priorità dei residenti. Questo è un tema centrale, ma non l’unico. C’è molto da fare per i nuclei familiari in difficoltà, i giovani, le attività produttive. Occorre una visione d’insieme per guidare la città al riscatto dalle conseguenze del Covid, tanto in ambito economico quanto in ambito sociale. Questi sono i temi decisivi, più per il futuro di Broni che per l’esito delle urne».

Campagna elettorale dai toni accesi. A suo giudizio si è andati oltre quello che è “il normale” scontro politico? «Posso solo dire che da parte nostra non sono mai stati sferrati attacchi personali. Gli altri possono agire come meglio credono, tanto ad avere l’ultima parola saranno i bronesi».

Sicurezza e commercio, la partita si gioca anche qui. Quale voce all’interno del programma politico della sua coalizione, parla di sicurezza? «È un tema che non può essere affrontato restringendo la lente al solo contesto municipale. Serve al contrario una prospettiva di territorio, perché molte problematiche di legalità e pubblica sicurezza sono condivise con i Comuni limitrofi. Lavoreremo per rafforzare la sinergia con le amministrazioni comunali della nostra zona, promuovendo il coordinamento delle azioni volte a una migliore politica di sicurezza. Prevediamo inoltre di intensificare i controlli potenziando a livello organico il Comando di Polizia Locale, tramite l’assunzione di nuovi agenti condivisi con altre amministrazioni locali. Fare rete è anche indispensabile per accedere ai bandi dedicati e avere più risorse da destinare alla sicurezza. Allo stesso tempo manterremo uno stretto rapporto di collaborazione con la Prefettura e le Forze dell’Ordine, proprio per garantire una gestione territoriale della materia. In ambito cittadino, poi, andremo ad incrementare i presìdi di videosorveglianza, in particolare nelle frazioni, nelle aree periferiche e nelle zone più sensibili , oltre a installare nuove telecamere nei varchi d’accesso alla città e a potenziare le convenzioni con enti privati per la vigilanza notturna».

Commercio: quali sono le azioni che intendete portare in campo per rendere più attrattiva Broni ed in particolar modo il centro città? «Proseguiremo l’impegno a favore delle attività di vicinato e verranno introdotti incentivi per l’apertura di nuovi negozi non ancora presenti nel centro cittadino. Intendiamo poi veicolare una partecipazione sempre più attiva ai bandi del Distretto del Commercio. Sicuramente riproporremo tutte le iniziative di aggregazione già sperimentate con successo in passato, proprio per invogliare le persone a vivere la città e a sostenere l’economia locale».

Periferie: spesso si sono sentite “trascurate” dalla politica. Quali azioni intendete mettere in campo, concretamente, in favore delle zone periferiche? «Frazioni e periferie sono oggetto di diversi punti del nostro programma. Oltre alle azioni nell’ambito della sicurezza, prevediamo la ricostruzione della Consulta della frazioni per avere dai residenti un aggiornamento costante sulle problematiche che possono emergere nelle aree decentrate. E vogliamo realizzare alcuni interventi sulla viabilità, sia manutentivi, sia finalizzati a una maggiore sicurezza dei tratti stradali. Avremo particolare riguardo per la zona a nord della ferrovia e Via Ferrini».

Biodigestore sì biodigestore no. Qual è la vostra posizione e come intendete portare avanti la vostra idea «Per prima cosa, desidero ricordare che l’iter di autorizzazione di questi impianti è in capo alla Provincia. Il ruolo del Comune è limitato a valutazioni sulla regolarità tecnica in relazione al PGT, oltre alla contrattazione delle opere di compensazione. Detto questo, sul biodigestore è stata fatta molta disinformazione, se non del vero e proprio terrorismo psicologico. Tanto per cominciare non si tratta di un impianto nuovo, ma di un’integrazione di un’attività già esistente che si occupa di risanamento di terreni contaminati da rifiuti, pericolosi e non. Questa azienda è presente a Broni in località Campo Viola dal 1999, anno in cui il sindaco non ero di certo io. E non è vero, come sostengono alcune fake news in circolazione, che brucerà rifiuti: è prevista la trasformazione in biogas di rifiuti organici, vale a dire la frazione umida della raccolta differenziata. Un “sistema chiuso” in cui la fermentazione avviene in un ambiente sigillato. Tutti questi aspetti rendono il biodigestore in questione molto diverso dai progetti di impianti per la produzione di biometano presentati a Voghera, Casei Gerola e Arena Po, anche perché qui non si tratta di costruire ex novo, bensì di completare il ciclo di trattamento dei rifiuti in un’ottica di economia circolare. Tant’è che Legambiente su questo impianto ha espresso un parere positivo, così come l’Agenzia di Tutela della Salute di Pavia. Comunque, per maggiore sicurezza, sottoscriveremo un protocollo d’intesa con la stessa Legambiente per effettuare ulteriori controlli approfonditi, in aggiunta a quelli previste dalla normativa.  Per concludere, penso poi che ogni parallelo con l’amianto sia deplorevole, al limite dello sciacallaggio. Due argomenti così distanti, come possono essere messi sullo stesso piano? È una mancanza di rispetto verso l’intelligenza delle persone, ma soprattutto nei confronti di chi ha perso i propri cari a causa del mesotelioma».

I programmi elettorali sono pubblici, i cittadini possono e dovrebbero leggerli per poi decidere cosa fare all’interno della cabina elettorale. Siete certi di poter rispettare tutti i punti messi in programma? «Sì, perché non ci siamo fatti trascinare dal gusto della promessa e dai calcoli elettorali, ma abbiamo messo nero su bianco obiettivi concreti e raggiungibili per continuare a migliorare la nostra città».

Cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto per Broni e perché non lo sono i suoi “avversari”? «Amministrare un Comune oggi è molto complesso, soprattutto dopo l’emergenza Covid, e a Broni in modo particolare per la problematica legata all’amianto. In questi anni penso di aver maturato una significativa esperienza, che voglio mettere ancora al servizio della città. Poi a scegliere il sindaco giusto saranno i cittadini: vale per me e per gli altri candidati».

Post elezioni: in caso di vittoria la sua squadra di governo è già definita o ci sono ancora in corso trattative su chi farà cosa? «Le deleghe verranno decise dopo le elezioni. In ogni caso tutti i componenti del gruppo saranno coinvolti  nella gestione della città, mettendo a servizio della comunità le loro competenze professionali e le loro idee. E, come ho fatto negli anni precedenti, continuerò a coinvolgere tutte le persone al di fuori del consiglio comunale che vogliono lavorare per il bene della città».

di Silvia Colombini

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