“Bruciare i tempi”, parte da Stradella il progetto per combattere il disagio minorile

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“Bruciare i tempi” è un progetto rivolto alla tutela minorile e al recupero delle situazioni di disagio giovanile. L’idea di implementare questa proposta è partita dal Comune di Stradella, la cui attuale amministrazione si è distinta, fin dagli esordi, per una particolare attenzione al tema. Il progetto è stato poi condiviso con gli amministratori di Pavia, Vigevano, Voghera, Broni e Casteggio, Siziano, ed è stato infine sottoposto ed approvato da parte di tutti i Piani di zona della provincia di Pavia. Prevede la gestione in tempi più veloci rispetto al passato delle procedure che riguardano i minorenni soggetti a percorsi giudiziari. Si tratta di una novità importante, poiché intervenire in modo mirato e rapido vuol dire permettere al ragazzo, che spesso è vittima a sua volta di situazioni di forte disagio, di compiere un percorso di riabilitazione, di inclusione e di crescita. La sintesi del progetto, dunque, è insita nella stessa denominazione (“Bruciare i tempi”), e vedrà un taglio drastico nel passaggio dei fascicoli tra Procura del Tribunale per i Minorenni, Questura e Servizi Sociali territoriali. Del resto sono frequenti i casi di minori che mettono in atto comportamenti devianti, antisociali arrivando spesso a commettere reati per esprimere il loro malessere. La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano avrà il compito di coordinare i rapporti con le forze dell’ordine della provincia di Pavia per una fattiva collaborazione tra istituzioni. A spiegare i dettagli è il vicesindaco di Stradella, Dino Di Michele.

Cosa cambia con questo progetto rispetto a quanto accadeva in passato nella gestione delle situazioni di disagio giovanile attenzionate dal Tribunale per i Minorenni? «Ad oggi la procedura prevede che dopo la segnalazione al Tribunale del reato commesso dal minore da parte delle forze dell’ordine, il fascicolo contenente le informazioni arrivi ai servizi sociali dei comuni di residenza dopo 8/10 mesi. Un periodo piuttosto lungo. In quell’arco di tempo, infatti, il ragazzo e la famiglia sono come lasciati da soli: non vi è modo di procedere con percorsi di rieducazione e non vi è neppure modo di comprendere la situazione familiare in cui si trova il minore. In questa situazione i comuni si trovano nell’impossibilità di intervenire direttamente e di coinvolgere quella rete sociale che può sostenere ed aiutare la famiglia e il giovane, e non è consentito neppure di giungere in tempi brevi dalla commissione del reato a percorsi mirati al recupero».

Ora invece sarà possibile abbreviare i tempi di comunicazione tra Tribunale dei minori di Milano e Comuni, in modo che la documentazione arrivi agli enti locali in circa 40 giorni. Come è nata l’idea di intervenire in questo senso? «Dopo un incontro con il dottor Simone Feder della Casa del Giovane di Pavia, volto ad individuare possibili percorsi di collaborazione con il mio comune per individuare e mappare il disagio giovanile, è emersa la possibilità di un incontro con il sostituto procuratore presso il Tribunale dei Minori di Milano, la dottoressa Giulia Pezzino, la quale ha proposto il progetto “Bruciare i tempi” dando piena disponibilità e collaborazione per avviare percorsi comuni. Il progetto era stato attuato in passato in via sperimentale in altre realtà, trovando ottimi riscontri».

Poi come vi siete mossi? «Dopo l’incontro con la dottoressa Pezzino ho interessato il Piano di Zona di Broni – Casteggio (ambito di riferimento per il Comune di Stradella anche per l’esercizio delle funzioni di tutela minorile) e mi sono attivato con i colleghi amministratori Anna Zucconi (Pavia), Marzia Segù (Vigevano), Federico Taverna (Voghera), Cristina Varesi (Broni), Lorenzo Vigo (Casteggio) e Donatella Pumo (Siziano) per illustrare con diversi incontri il progetto “Bruciare i tempi” e successivamente promuovere momenti di confronto tra i dirigenti dei diversi ambiti distrettuali, gli amministratori locali, la dottoressa Pezzino e il dottor Feder quale professionista conoscitore del mondo giovanile, oltre che già giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano. In brevissimo tempo tutti i colleghi hanno preso a cuore l’idea e il progetto, portando ai diversi tavoli la proposta e recependo la disponibilità di tutti i piani di zona della Provincia di Pavia che operano nell’ambito della tutela minorile per i 190 comuni della nostra provincia, raggiungendo circa 545.000 abitanti».

Concretamente come si svolgono le procedure del caso? «Dopo l’arrivo della documentazione, ogni Comune potrà conoscere la specifica situazione e relazionarsi con il proprio Piano di zona, ovvero lo strumento di pianificazione territoriale per lo sviluppo di una politica locale di servizi ed interventi sociali e da lì far partire progettualità di recupero del minore. I Piani di zona interessati sono: Broni-Casteggio (di cui fa parte Stradella), Voghera e Comunità Montana Oltrepò Pavese, Pavia, Vigevano-Lomellina, Alto e Basso Pavese ».

di Pier Luigi Feltri

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