Campoferro, Medassino, Oriolo, Torremenapace: “Non sono quartieri, ma paesi”. Fabio Draghi racconta

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Viviamo un’epoca nella quale appare sempre più sfumato il senso della comunità, così fondamentale per la sussistenza delle generazioni che ci hanno preceduti. È dunque importante che la memoria delle tradizioni e del vissuto popolare, già tramandati a parole o rimasti troppo a lungo chiusi negli armadi dei più disparati archivi, venga codificato, interpretato, raccontato.
Questo il senso di “Saluti dalle frazioni di Voghera” (Primula Editore, 128 pp.), un volume dato alle stampe da Fabio Draghi, storico locale fra i più apprezzati e autore di numerose pubblicazioni sul passato dei nostri luoghi e delle nostre genti.
Di notevole interesse, oltre alla storia delle quattro frazioni iriensi (Campoferro, Medassino, Oriolo, Torremenapace), è l’apparato fotografico raccolto dal ricercatore. Nella pubblicazione è possibile apprezzare sia le riproduzioni di cartoline d’epoca, sia immagini fornite delle famiglie dei paesi in questione – finora inedite. Un lavoro di ricerca storica, insomma, ma anche uno spaccato della vita popolare di queste località.

Campoferro, Medassino, Oriolo, Torremenapace rappresentano parte integrante del tessuto vogherese, ma allo stesso tempo sono località dotate di una loro ben delineata identità. Sotto tutti i punti di vista: storico, sociologico, topografico. Con questo lavoro lei, in qualche modo, racconta le peculiarità intrinseche di luoghi che tutti noi dovremmo imparare a conoscere meglio e ad apprezzare. Vuole spiegarci meglio l’approccio che l’ha portata a pubblicarlo? Quali motivazioni l’hanno spinta ad approfondire queste tematiche?
«Queste quattro frazioni, le uniche previste dallo Statuto comunale, sono sempre state considerate una mera estensione periferica di Voghera. In realtà sono entità vere e proprie, hanno una propria autonomia territoriale. Non sono quartieri, ma paesi: non a caso ognuna di loro ha una propria parrocchia, le cui radici affondano nei secoli passati. Oggi forse il senso di appartenenza si è un pochino perso nelle nuove generazioni, ma lo spirito di comunità è comunque rimasto tramandato dagli anziani. In passato la vita frazionale si svolgeva in una piccola cerchia con rapporti umani più genuini rispetto a quelli della città. Era giusto che qualcuno raccontasse la storia di Campoferro, Medassino, Oriolo e Torremenapace. Finora erano state solamente accennate in altre pubblicazioni. La conservazione della memoria anche di questi luoghi sta alla base del mio lavoro.»
In quali sezioni è articolato questo volume?
«Il libro è articolato in quattro capitoli, ognuno dedicato ad ogni singola frazione, in rigoroso ordine alfabetico.
La storia dei luoghi, dalle origini ai nostri giorni, apre ogni singola sezione. In questa parte sono inserite immagini tratte dalle cartoline d’epoca. Al termine di ogni capitolo un portfolio raccoglie altre fotografie frazionali: processioni, manifestazioni, feste dei coscritti, foto di classe, cerimonie religiose e civili, momenti famigliari, di cascine, attività produttive, ecc… Oltre ad una mia introduzione che contestualizza il lavoro, il saggio riporta una prefazione della dottoressa Stocchi, direttrice dell’Archivio Storico Civico.»
Ci anticipi una storia o un aneddoto fra quelli che la colpiscono di più, fra quelli riportati nel volume…
«Preferisco lasciare il piacere della lettura agli appassionati di storia locale o a chi vorrà approfondire la conoscenza di questi luoghi, leggendo il saggio. Nessun alone di mistero, intendiamoci, ma penso che solo l’apparato iconografico a corredo del lavoro ne renda piacevole la visione.»
La sua è una spiegazione comprensibile. Ci racconti allora come si è svolta, concretamente, la ricerca che ha portato a questa pubblicazione. È stato complesso andare a individuare tutte le fonti e le immagini utilizzate?
«Sono partito dalla lettura dei testi che accennano alle frazioni di Voghera, da quelli di Alessandro Maragliano a quelli di Fabrizio Bernini, passando per quelli di Falciola, Marchini, De Angelis Cappabianca, ecc… Alla ricerca di notizie ho poi sfogliato il maggior settimanale locale, il Giornale di Voghera, dagli anni Venti a fine Novecento. L’Archivio storico civico e gli archivi parrocchiali sono la fonte primaria per una ricerca di questo tipo. Voglio precisare che non ho la presunzione di aver fatto un testo esaustivo e completo, ma il mio lavoro spero possa servire da spunto e da base per nuove e future ricerche storiche.»
Dove è possibile reperire il volume? Sono previste presentazioni in pubblico?
«L’editore sta pianificando alcune presentazioni prima nelle singole frazioni, successivamente presso la Biblioteca civica Ricottiana in città. Il libro è già in distribuzione nelle librerie ed edicole della città.»
Lei ha modo, per inclinazione personale ma anche per ragioni professionali, di vivere molto intensamente il territorio vogherese. Secondo la sua opinione, come si rapportano oggi questi luoghi della periferia nei confronti del nucleo cittadino? Ancora oggi essi possono mantenere una sorta di “indipendenza” e soprattutto di attrattività nei confronti di nuovi abitanti?
«In questi ultimi anni la vita nei singoli paesi e i loro rapporti con la città di Voghera sono mutati, sia in termini di convivenza civica, sia di sviluppo economico e sociale. Si pensi solo a Medassino, l’unica delle quattro frazioni che ormai è stata assorbita dal tessuto urbano nell’espansione ovest di Voghera. Queste entità territoriali sono un bene comune da valorizzare per le differenze che ne caratterizzano l’unicità. Esprimono e sviluppano esigenze e aspirazioni diverse dalla città di Voghera. Identità e adesione sono beni comuni immateriali, oggi fragili, nei territori di frazione. Proprio per questo penso che occorra definire un processo partecipativo per non perdere definitivamente il senso di essere campoferrini, medassinesi, oriolesi e… della “Tur”(rende meglio in dialetto).»
Sappiamo che lei è un autore molto prolifico. Ha già qualche altro lavoro in cantiere per i prossimi mesi?
«Sono uno storico appassionato e da alcuni anni mi piace fare ricerca sul territorio per valorizzare il patrimonio storico e artistico. Al momento tra i tanti progetti in itinere stiamo concludendo un lavoro sulla Caserma di cavalleria di Voghera con il professor Chierico di Pavia.»
Altri hanno preso parte alla realizzazione di questo libro?
«Sì, l’opera è realizzata anche in collaborazione con l’associazione Spazio 53 Visual Imaging e il fotografo Guido Colla. Tuttavia senza la disponibilità di privati cittadini, che hanno messo a disposizione le loro fotografie, il volumetto non sarebbe stato realizzato. A tutti loro va il mio personale ringraziamento.»

di Pier Luigi Feltri

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