CASEI GEROLA – LA PROVINCIA HA DETTO SÌ. L’IMPIANTO A BIOMETANO SI POTRÀ FARE

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Si è concluso, con parere positivo della Provincia, l’iter autorizzativo del progetto presentato dalla società Casei Gerola Green Energy Società Agricola per la realizzazione di un impianto di biometano nel Comune di Casei Gerola. L’autorizzazione unica rilasciata dalla Provincia impone però una serie di prescrizioni, per l’esattezza 49, affinchè l’impianto possa essere realizzato, spetterà ora all’azienda proponente la decisione finale, se adeguarsi alle prescrizioni imposte oppure se fare ricorso al Tar entro 60 giorni, come prevede la legge. Insoddisfatto del risultato il sindaco Tartara, da subito contrario alla realizzazione dell’impianto che ancora una volta sottolinea come l’ubicazione dell’impianto così come è stata pensata sia assolutamente inadeguata in quanto a ridosso de diverse abitazioni. Il biometano è definito dalla normativa italiana come quel gas ottenuto a partire da fonti rinnovabili avente caratteristiche e condizioni di utilizzo corrispondenti a quelle del gas metano e, quindi, idoneo alla immissione nella rete del gas naturale. In particolare, dal momento che il biometano viene ottenuto mediante il processo di purificazione del biogas, un materiale composto principalmente da metano e anidride carbonica, e in minima parte da ossido di carbonio, idrogeno, azoto, vapore acqueo e idrogeno solforato. Il biometano è prodotto attraverso la “digestione anaerobica” delle biomasse, un processo attuato da microrganismi che porta alla degradazione della sostanza organica in condizioni di anaerobiosi, ovvero in assenza di ossigeno.  La composizione del biogas dipende dalla modalità di alimentazione che prevede l’uso di biomasse agricole o di FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano). In questa fase è presenta una percentuale di metano che oscilla dal 35% al 45%. Per ottenere il biometano occorre aumentare la concentrazione di metano ed attuare l’eliminazione delle altre componenti attraverso un processo di purificazione o di upgrading. La produzione del biometano si articola in cinque fasi consecutive che comprendono il trasporto e lo stoccaggio delle biomasse e l’eventuale pretrattamento, al fine di affrontare il processo di digestione anaerobica. In questa fase la sostanza organica, in assenza di ossigeno, viene trasformata in biogas.

Le fasi successive di purificazione e upgradingdi purificazione e upgrading risultano fondamentali per trasformare il biogas in biometano. La fase di purificazione prevede l’eliminazione di alcuni gas quali azoto, ossigeno, ammoniaca, mentre l’upgrading si sostanzia nella rimozione dell’anidride carbonica. Una volta ottenuto il biometano è necessario renderlo percepibile all’olfatto in modo da poterlo immettere nella rete. Nel caso in cui il biometano debba essere utilizzato nel settore dei trasporti è necessario procedere ad un processo di raffreddamento e aumento della concentrazione di metano, in modo tale da trasformare la componente gassosa in liquido. Le ultime fasi riguardano lo stoccaggio e l’utilizzo di quel che resta dalla produzione di biometano, ovvero il digestato e l’anidride carbonica. Il biometano rappresenta una fonte di energia sostenibile con un impatto ridotto sull’ambiente e offre differenti vantaggi: i principali derivano da un abbattimento delle emissioni nocive e nel costituire una soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti. Al tempo stesso, esso comporta anche alcuni svantaggi, i principali riguardano:

  • Metratura estesa del territorio necessario per la gli costruzione di una centrale di biogas;
  • Grandi quantità di sostanze organiche necessarie per la produzione di biogas. A questo proposito alcuni studiosi ritengono che le colture dedicate alla produzione di biometano potrebbero superare quelle necessarie per garantire il normale svolgimento dell’agricoltura e dell’allevamento. In particolare, la sostituzione di colture ad hoc, come il mais, destinate alla produzione di biomasse potrebbero alterare l’ecosistema di alcuni ambienti e la fertilità dei terreni;
  • Emissione di cattivi odori emessi dagli impianti di biometano che, tuttavia, possono essere limitati attraverso un corretto utilizzo del medesimo. 

Nonostante tutto, il biogas permette di evitare in maniera significativa la diffusione di metano nell’aria, riducendo drasticamente l’emissione di CO2 nell’aria e rientrando tra le fonti rinnovabili più green. Inoltre, sostiene la creazione di un’economia circolare favorendo la trasformazione degli scarti in risorse e quindi migliorando la sostenibilità ambientale. La produzione di biometano in Italia potrebbe avere un ruolo chiave nello sviluppo di una strategia energetica fondata su fonti rinnovabili nel nostro Paese. Del resto, rappresenta l’unico biocarburante 100% Made in Italy e, di conseguenza, potrebbe aiutarci a ridurre la dipendenza da combustibili fossili dagli altri Paesi. Al tempo stesso, gli incentivi messi in atto dal nostro Paese rappresentano sicuramente un importante punto di partenza per lo sviluppo di questa fonte di energia rinnovabile.

*Immagine di repertorio

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