CASTEGGIO – “A MONSIGNOR MARCO DANIELE” Lettera al Direttore

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“Caro Mons. Daniele, carissimo don Marco, tempo fa lessi su di un giornale locale che eri stato assegnato alle Parrocchie di S. Lorenzo Martire, di S. Rocco, di S. Vittore e di Gesù Divin Lavoratore di Voghera. Per la tua persona, anche in ragione della giovane età, indubbiamente un premio; per me, anzi, per noi di Casteggio, la tua partenza costituirà una grave perdita, come pastore e come uomo amico di tutti. Tempo addietro avrei mal digerito il provvedimento di S.E. Mons. Vittorio Viola, nostro eccellente Vescovo di Tortona, gli anni e un briciolo di saggezza mi hanno consigliato una riflessione ed ho concluso che quando si perde una persona di valore, in luogo di pensare a ciò che si perde, bisogna ringraziare Dio e la fortuna d’averla avuta. Ti ho conosciuto diversi anni fa a Santa Giuletta con il tuo Collega don Patrini; oltre alla cultura e al tuo tratto umano, mi meravigliò il tuo rapporto con la gente ed in particolare con i giovani: un oratorio decrepito e poco o nulla frequentato, divenne in pochi mesi un luogo di aggregazione ludica, culturale e religiosa per grandi e piccini. Sembra un tratto marginale della vostra pastorale ma, figlio di contadini, ho imparato a giudicare gli uomini da accadimenti anche minori. Dopo pochi anni, chiamato ad un incarico di prestigio in Diocesi, ti allontanasti dall’Oltrepo per farvi ritorno anni dopo, Parroco di Casteggio. Non eri cambiato: stessa cordialità, stessa cultura umanistica e religiosa, stessa vicinanza ai poveri ed ai giovani; solo l’aspetto fisico era leggermente mutato, non in altezza ma in… “larghezza”. Grande uomo e grande Prete. Mi mancherai a Casteggio Monsignore, mancherai a tanti. Per fortuna il mio ufficio di Voghera in piazza Duomo, dista pochi metri dalla Canonica della tua importante Chiesa. S.E. Monsignor Vescovo premiandoti con una assegnazione prestigiosa, anche se purtroppo lontana da Casteggio, non ha sicuramente errato. Ho imparato ad apprezzare il valore del Vescovo di Tortona agli inizi del 2015, a pochi mesi dal Suo insediamento. Mi ricevette nell’ampio studio, abbandonò la grande poltrona alle spalle della scrivania, si accomodò davanti, di fronte a me; ascoltò attento la richiesta che mia figlia gli rivolgeva con una cortesia e una cordialità che mi colpì molto. Per un istante in luogo di parlare con Vescovo di Tortona, mi parve di avere di fronte non Sua Eccellenza, ma Padre Vittorio il frate francescano di Assisi. Grande Vescovo che a breve sarà chiamato a più alti Magisteri. Se i meriti contano Vi saranno approntati grandi traguardi. Per noi comuni mortali, il buon Dio riserverà il privilegio di avervi conosciuto ed apprezzato. Grazie Don Marco e grazie anche a Padre Vittorio (non è una diminutio, anzi!), Vi accomuna, tra l’altro, una grande virtù: camminate sulla terra a fianco della gente ma, mentre noi guardiamo la punta delle nostre scarpe Voi, tenendoci per mano, ci indicate il cielo e i suoi misteri. Lettera firmata – Casteggio”

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