CASTEGGIO – “BOTTIGLIE D’ARTISTA”

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Il 27 settembre 2020, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, si inaugura la mostra itinerante Bottiglie d’artista, curata dalla Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C., che riprende il suo cammino dopo il fermo dettato dall’emergenza COVID.
Le sculture, Oggetto domestico di Matilde Domestico e Spirito e bellezza di Luisa Valentini, saranno esposte nel chiostro del Palazzo Certosa Cantù di Casteggio, un prestigioso palazzo seicentesco di proprietà civica, sede anche del Museo Archeologico di Casteggio. L’esposizione è organizzata in collaborazione con il Museo e con la città di Casteggio. Interverranno:-10.30- IL MERCATO NARRATO, Cinzia Montagna (storica, giornalista e scrittrice)-16.30- BOTTIGLIE D’ARTISTA. Il ruolo sociale dell’arte, Daniela Magnetti (Direttrice Artistica Banca Patrimoni Sella & C.)-17.30- TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA (a seguire, presentazione della mostra fotografica FotoSTRATIgrafie. Immagini dallo scavo), Stefano Maggi (Docente di Archeologia Classica presso UniPv, Direttore dello Scavo Archeologico di Rivanazzano Terme)


L’arte, per usare le parole di Kandinsky, è figlia del suo tempo ed è spesso madre dei nostri sentimenti. Le opere sono concepite per destare emozioni potenti e complesse, per comunicare con i nostri sentimenti attraverso il linguaggio magico della libera espressione della forma e del colore.
Le due opere sono state realizzate nel 2013 in occasione della mostra Bottiglie d’Artista, a cura dell’Associazione Culturale Cre(at)ive, associazione senza scopo di lucro nata dal dinamismo di sei imprenditrici astigiane. Matilde Domestico, con i frammenti di ceramica e le sue tazzine bianche, ci conduce nell’impenetrabilità della vita quotidiana, fitta di cose e di eventi che ci rammentano il caos del nostro convivere odierno. Luisa Valentini, con la sua bottiglia Blu Klein, da cui fuoriesce un ramo di acciaio fiorito di erotiche orchidee bianche di feltro, ci restituisce un mondo mediterraneo ed esotico ormai quasi artificiale e stanco.
“Quella che leggiamo su queste bottiglie”, scriveva Marisa Vescovo nel catalogo della mostra del 2013, “è una verità obliqua, mitica, che si mostra confusa al dipanarsi delle storie, con le immagini del rimpianto, del dolore, della felicità, dello stupore. Le nostre artiste sanno che fragilità, caducità, leggerezza, trasparenza, enigma, magia combinatoria, sono in fondo il segno di una bellezza contemporanea”.
Nel 2014, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999, Palazzo Bricherasio, sede istituzionale di Banca Patrimoni Sella & C., ha esposto nelle esedre di Via Lagrange 20 le due opere, acquisite con il fine di contribuire alla raccolta fondi per l’Associazione Onlus “One More Life”, che opera nel sociale ed è particolarmente attiva sulle tematiche dei bambini e delle relazioni famigliari.
Le opere sono state esposte per lungo tempo a Palazzo Bricherasio; nel 2018, per volontà della Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C., è partita dal Chiostro di San Sebastiano di Biella, in collaborazione con il Museo del Territorio Biellese e il Comune di Biella, una mostra itinerante che ha toccato diverse città italiane.
Nel 2019 le opere sono state esposte nella splendida cornice del Chiostro di San Francesco a Cuneo, grazie alla disponibilità dell’Assessorato alla Cultura e della Direzione del Museo Civico, divenendo soggettooggetto di percorsi didattici e di incontri a tema.
Anche a Casteggio la mostra vuole essere un momento di riflessione quotidiano sul tema della violenza di genere, che purtroppo fa parte ogni giorno delle pagine della nostra cronaca.
L’uscita dai confini di quei perimetri museali che tante volte si sono rivelati barriere insormontabili e la fruizione libera e gratuita di queste opere, si sono rivelate un passepartout efficace e vincente per abbattere pregiudizi e stimolare dibattiti conferendo all’arte contemporanea un ruolo sociale di primo piano.
Le installazioni hanno consentito di avvicinare sguardi, di solleticare curiosità, di suscitare riflessioni, di esprimere giudizi i più diversi da parte di un pubblico eterogeneo composto di visitatori museali, studenti, docenti, semplici cittadini, che passeggiando sotto il suggestivo portico del chiostro di San Francesco sono stati attratti da quelle forme e da quei colori.
È il dialogo che lega questo progetto culturale. Un dialogo talvolta muto, che parla direttamente con il visitatore. Il ruolo sociale dell’arte è quello di essere capace di interrogarsi e interrogare, di mutare in dubbio una certezza, di trasformare il semplice atto del vedere nella più profonda azione dell’osservare.
Non ci sono censure. Lo hanno dimostrato i dibattiti tra le artiste e il pubblico, acceso, vivace, monito per una cultura espositiva che spesso viene data in pasto a mercificatori senza scrupoli, rendendola sempre più fragile, in un mondo incapace di nutrirsene, ma sempre più affamato della sua essenza.
Le bottiglie della Valentini e della Domestico sono stimoli di ordine visuale, inseriti in contesti non ordinari, che ci aiutano a vivere esperienze articolate e a muoverci in modo meno impacciato tra fatti di cronaca atroci e una cultura della non violenza, permettendoci di «tradurre» e transitare dall’una all’altra con il solo ausilio della tridimensionalità dell’immagine. L’attitudine a interpretare, a interrogarsi e interrogare, mettere in discussione certezze, distinguere, connettere, articolare – è la conditio sine qua non di una cittadinanza desta e qualificata. Il ruolo dell’arte è anche questo. Tenere svegli. Per non dimenticare! La valorizzazione del ruolo sociale e didattico dell’opera d’arte si concretizza in questo progetto che ha suscitato un grande interesse sul pubblico di ogni età, consentendo di svolgere quell’azione di prevenzione che è propria del disvelare attraverso nuovi linguaggi tematiche che devono essere mantenute vive nelle coscienze, al di là di una ricorrenza o di un taglio del nastro inaugurale.

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