CASTEGGIO «LORENZO VIGO? UN BUON AMMINISTRATORE»

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è stato uno dei consiglieri comunali di maggioranza più “chiacchierati” della Giunta Callegari, più volte si era detto deluso dall’operato della sua squadra e più volte ne aveva preso le distanze. Nel 2016 l’annuncio delle sue dimissioni da capogruppo di maggioranza suscitarono non poche polemiche e poi “la guerra” con l’allora sindaco sull’area Venco che lo portò – attraverso una petizione – a raccogliere 700 firme. «Siamo stati eletti per rappresentare le volontà dei cittadini, non per gestire la cosa pubblica come se fosse la nostra . Noi amministratori possiamo affermare di essere orgogliosi di rappresentare i cittadini solo quando si compiono scelte coerenti con le reali necessità, quando si rispettano i programmi elettorali e le promesse fatte agli elettori, non quando a strada in corso si cambiano le carte in tavola». Così diceva Seggio nell’ormai lontano 2017 dalle pagine di questo giornale. Nel frattempo a Casteggio si è andati a nuove elezioni, era il 2019 e Salvatore Seggio, candidato alla carica di Primo cittadino tra la compagine leghista viene “sconfitto” da Lorenzo Vigo, considerato l’erede naturale di Lorenzo Callegari. 1231 voti contro 1869. Oggi Salvatore Seggio è capogruppo di minoranza, lavoro che continua a fare con forza e passione ma meno in “trincea” grazie anche al «rispetto reciproco» con l’attuale sindaco.

Nell’attuale amministrazione lei è capogruppo di minoranza, ma rispetto e paradossalmente alla precedente amministrazione Callegari, dove lei era in maggioranza, sembra che i rapporti con la Giunta siano più distesi. Ci conferma questa sensazione? «Assolutamente sì. Il dottor Lorenzo Vigo, che sta mostrando ad oggi ampia disponibilità oltre ad essere un buon amministratore, è coetaneo di lunga data. Personalmente, aldilà dell’attività politica che ci ha visti avversari indiretti, godiamo di rispetto reciproco come mostrato nella competizione. Tralasciando la sfera personale, posso tranquillamente manifestare che c’è un buon rapporto, frutto di coinvolgimento da entrambe le parti e la voglia di mettersi in discussione sempre, assumendoci le proprie responsabilità».

Due anni tra le fila della minoranza. Un bilancio positivo? «è difficile presentare un bilancio circa l’attività svolta specialmente nell’ultimo anno. L’alluvione prima e la pandemia poi hanno condizionato il modus operandi nella gestione politica dell’attività amministrativa. L’obiettivo è sempre stato quello di confrontarsi politicamente con la forza di maggioranza nel rispetto dei programmi elettorali presentati ai cittadini in campagna elettorale e da tutte le persone coinvolte nell’ultima tornata amministrativa. Poi purtroppo ci siamo ritrovati a gestire una situazione dura nelle sue avversità mai capitata sino ad ora, che ha presentato criticità nella gestione della sanità, del sociale e del lavoro in ambito nazionale e che ha avuto ripercussioni di riflesso sui territori. Come forza di minoranza ad oggi abbiamo mostrato ampia collaborazione, ci siamo confrontati con gli uffici comunali a seconda delle criticità presentate e abbiamo manifestato un atteggiamento costruttivo nell’interesse della collettività, come nostro solito fare, accantonando personalismi non consoni al nostro modo di operare».

Lei si era proposto alle elezioni comunali del 2019 con un partito forte alle spalle, la Lega. Secondo lei cosa non ha funzionato? «Nell’ultima tornata amministrativa abbiamo presentato una credibile alternativa all’amministrazione uscente guidata da Callegari, incentrata sulle persone e sui programmi e ne è da testimonianza il buon risultato ottenuto. Casteggio, come tutti i piccoli territori, ha mostrato ampi margini di differenza e sensibilità tra il risultato comunale rispetto a quello europeo del momento, spostando equilibri a seconda delle persone candidate e chiamate in causa. La nostra lista civica “Si cambia” è stata appoggiata dalla sezione locale della Lega per la condivisione di programmi e di visione di un paese che a nostro avviso necessitava di un cambio di marcia rispetto alla guida Callegari sindaco e non dei suoi collaboratori».

Tornasse indietro stringerebbe alleanze – Voghera docet – con un altri partiti, ad esempio Forza Italia? «Io posso solo dire che la condivisione di progetti, idee e programmi hanno tracciato la strada verso la competizione amministrativa. Il desiderio più grande era quello di dare una chiara ed inequivocabile conduzione amministrativa e linea politica affrontando criticità e programmi rispetto agli ideali di partito, creando un rapporto diretto con i parlamentari del territorio, riferimenti preziosi ed essenziali come quello dell’Onorevole Elena Lucchini. Oggi, come durante la campagna elettorale, possiamo manifestare il coinvolgimento e la presenza diretta della parlamentare ogni qual volta vi sia la necessità, motivo per la quale la strada intrapresa era una possibilità valida per i cittadini, le attività commerciali , le associazioni e tutte le persone coinvolte nell’ambito territoriale».

Il 2020 è stato un anno difficile sotto tanti punti di vista. Sull’operato dell’amministrazione si sente di muovere critiche o crede che non sia il momento di criticare ma di aiutare, come minoranza? «Dal mio stretto punto di vista sarebbe stato opportuno e di aiuto un anno “bianco” ove i cittadini, le piccole e medie imprese e le associazioni fossero state estromesse da pagamenti di tasse e bollette o di una cassa integrazione puntuale in sostegno di quei lavoratori in difficoltà. Purtroppo gli aiuti e il sostegno economico da parte del governo arriva a stento e in ogni caso solo una misera parte rispetto ai fatturati reali: ciò rende tutto particolarmente difficile e critico, soprattutto in ambito comunale dove si fa il possibile per supportare le difficoltà che si manifestano».

Come si aspetta da questo 2021? «La speranza che le cose possano migliorare, oggi come non mai, deve necessariamente essere supportata da una programmazione seria, credibile ed efficace in ambito sociale , lavorativo e sanitario. Questa è la strada percorribile che può quantomeno sostenere e dare speranza nell’affrontare con consapevolezza le difficoltà che si presenteranno. In ogni caso il nuovo anno è iniziato portando gli strascichi di quello precedente, con la grossa e non indifferente possibilità del vaccino che alimenta le speranze delle categorie più a rischio».

Fare programmi è alquanto difficile, ma a suo giudizio qual è l’intervento urgente di cui necessità la città? «Sperando di poter tornare presto a confrontarci politicamente per il bene e la miglioria del nostro territorio e dei relativi servizi cui Casteggio può offrire per le sue grandi potenzialità, credo che molto si debba ancora fare e siamo impazienti di poter tornare alla normalità per poter affrontare questi argomenti nelle sedi e nei luoghi opportuni».

di Elisa Ajelli