COLLI VERDI (RUINO – CANEVINO – VALVERDE) «LONTANO DAI GRANDI CENTRI CI SIAMO SCOPERTI PIÙ UNITI»

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Colli Verdi è il primo comune nato da una fusione sul territorio d’Oltrepò. è passato poco più di un anno da quando Ruino, Canevino e Valverde si sono uniti diventando, a livello amministrativo, un’entità sola: era il primo gennaio del 2019. Sergio Lodigiani, ex sindaco di Ruino, ha vinto le elezioni ed è ora il primo cittadino. Proprio Ruino è stata scelta come nuova sede comunale, mentre quelle di Canevino e Valverde sono rimaste aperte per i servizi di front office agevolando così gli accessi agli uffici da parte dei residenti in determinati giorni della settimana. Lontano dal caos e dai grandi centri, anche quelli commerciali, la comunità sembra essersi abituata ad operare in armonia valorizzando al meglio le proprie risorse: «Siamo molto più uniti, anche a livello umano» spiega Lodigiani.

Sindaco, si parla spesso di fusioni come di uno strumento efficace per snellire la macchina burocratica e aiutare anche economicamente i piccoli comuni. Che cosa è cambiato per voi rispetto a prima?

«Sicuramente rispetto al passato c’è stato un miglioramento dal punto di vista organizzativo degli uffici e del loro funzionamento. Avere un solo ente permette sia alla compagine politica che a quella amministrativa di operare in tempi più stretti e dà la possibilità di confrontarsi in tempo reale sulle possibili problematiche. Gli uffici, dopo essersi occupati per anni di quattro enti (ovvero i tre Comuni più l’Unione che gli stessi avevano costituito), adesso affrontano i loro compiti concentrandosi sulla specializzazione delle tematiche attribuite. Sicuramente il maggior apporto economico dovuto alla scelta di fondersi consentirà a noi amministratori di studiare strategie di rilancio attraverso investimenti in opere e progetti per il territorio».

Avete ricevuto finanziamenti in seguito alla fusione?

«La normativa sulla fusione prevede un contributo straordinario decennale pari al 60% delle attribuzioni erariali che lo stato aveva assegnato ai Comuni preesistenti nell’anno 2010. Tale somma è quantificata in 385.000 euro annui».

Come li utilizzate?

«Innanzitutto diciamo che attualmente il contributo della fusione ci permette di mantenere l’imposizione fiscale del Comune al minimo consentito dalla legge, pur ampliando la gestione di alcuni servizi essenziali sia in tema sociale che in tema più istituzionale. Poi, per l’anno in corso, il contributo verrà impiegato per finanziare il sociale, l’adeguamento del Pgt, la regimazione del verde pubblico, l’acquisto di uno scuolabus, l’acquisizione di un gruppo elettrogeno per garantire il funzionamento della macchine elettromedicali salva vita nella R.S.D. della Frazione Ruino, la realizzazione di un marciapiede in località Pometo, l’asfaltatura della Strada del Mollio (frazione Valverde) e la pavimentazione di un tratto della Via Zanini in Località Caseo, frana Sant’Antonio, oltre a diverse spese gestionali. Quelli elencati sono ovviamente una parte lavori già in programma che dà l’idea delle possibilità di crescita offerte da una scelta così radicale come la fusione. Non dimentichiamo che il comune gode oggi anche di un consistente avanzo di amministrazione il cui utilizzo è ancora al vaglio».

Ci sono stati disagi particolari nella transizione post fusione?

«Difficoltà legate principalmente al numero di enti coinvolti in questa operazione, Agenzia del territorio, Agenzia delle entrate, Camera di commercio, Motorizzazione che hanno dovuto aggiornare le posizioni sia dei singoli cittadini che delle imprese operanti sul territorio. Abbiamo dovuto sopperire all’impossibilità di operare come nuovo comune non essendo ancora riconosciuto da nessun organismo burocratico nazionale, in particolare gli accreditamenti alle piattaforme internet necessarie al funzionamento degli uffici hanno richiesto un lavoro notevole. I disagi sono stati quelli tipici dei periodi di transizione».

C’è stato un cambiamento nei servizi erogati?

«I servizi non hanno subito alcuna riduzione, la scelta di mantenere in alcuni giorni l’apertura delle sedi decentrate di Valverde e Canevino è andata proprio nella direzione di agevolare il più possibile la popolazione in modo tale da rendere il passaggio il più indolore possibile.  Nell’immediato futuro i servizi verranno implementati, proprio perché una maggior razionalizzazione degli uffici e del personale garantirà una risposta più efficiente alle esigenze della popolazione».

La sua gestione ha ereditato anche i progetti in cantiere negli altri ex comuni, come ad esempio il centro sportivo polifunzionale di Valverde: a che punto è?

«Il centro sportivo “Stefano Bozzola” della Frazione Valverde è una splendida realtà, con notevoli potenzialità di utilizzo. Attualmente sono attive convenzioni con varie Università, fondazioni e associazioni di tutela della biodiversità. La sala è dotata di impiantistica multimediale di ultima generazione che consente agli utenti di realizzare i propri programmi di lavoro con facilità».

Per gli altri due comuni invece che progetti c’erano?

«Gli altri cantieri erano soprattutto inerenti la manutenzione straordinaria della rete viaria e il ripristino di alcuni versanti in frana, e sono stati ultimati dal nuovo Comune che, per legge, è subentrato nei contratti stipulati dai Comuni fusi. In fase di realizzazione vi sono anche quattro progetti finanziati con i fondi di Aree Interne per un importo complessivo di 715.000 euro».

Quali sarebbero questi progetti?

«Sistemazione del castello di Valverde, interventi importanti in materia di risparmio energetico sul plesso scolastico di Pometo e delle ex scuole della frazione Casa d’Agosto, infine la sostituzione dell’illuminazione pubblica con lampioni a led nella frazione Ruino».

Parliamo di dissesto idrogeologico: tra dicembre e gennaio c’erano state alcune frane lungo le provinciali. Com’è la situazione attuale a Colli Verdi?

«Il comune di Colli Verdi è stato interessato da alcuni movimenti franosi. In località Valverde la strada è stata consolidata e in località Torre degli Alberi i lavori di ripristino sono in esecuzione.  A Colombara nella Frazione di Canevino (SP40), dove si è verificato uno smottamento, il ripristino è in fase di valutazione da parte della Provincia».

Uno dei problemi critici delle cosiddette “zone svantaggiate” è la mancanza di attività commerciali. Com’è la situazione a Colli Verdi?

«In realtà da noi non solo non ci sono state recenti chiusure, ma molti si sono migliorati proprio per accettare la sfida del rilancio. Nella località di Pometo, per esempio, troviamo due ottimi panifici artigianali, un negozio di abbigliamento, un negozio di vendita di prodotti a servizio dell’agricoltura, un bar tabaccheria, un circolo ricreativo, la farmacia e due giorni a settimana nella piazza del paese troviamo un banco di frutta e verdura, un fiorista e saltuariamente anche una produttrice di miele. Accanto a questa realtà troviamo su tutto il territorio diversi ristoranti e moltissime realtà agrituristiche e due centri sportivi».

A Valverde però non è rimasto nulla…

«La mancanza di attività è sopperita dalla presenza di due ambulanti e nel periodo estivo da un esperimento mercatale che nel 2019 è stato molto apprezzato dalla popolazione. Si tende a pensare che la lontananza dai grandi centri sia un minus per la popolazione delle nostre colline, ma la realtà è che la comunità è molto più unita, fa la spesa nelle botteghe di paese, si ritrova al bar e si dà sostegno nei momenti di difficoltà. Inoltre, tutti, dagli artigiani ai commercianti, si sono sempre adoperati per rimanere al passo con i tempi e sono il fulcro del rilancio soprattutto in tema di turismo».

Ci sono riscontri importanti sotto questo aspetto?

«Le nostre colline sono mete di molti milanesi e pavesi che hanno trovato sul territorio una fuga dal caos cittadino, spesso acquistando anche casa, e il tutto senza rinunciare ad una rete internet veloce, al servizio postale che da qualche mese è fornito anche di sportello bancomat, ad un’ampia scelta culinaria e a prodotti d’eccellenza locale. Per concludere credo che la nostra popolazione si sia dimostrata in grado di superare le difficoltà e di trovare in esse uno spunto di crescita».

   di Christian Draghi

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