Mercoledì, 19 Giugno 2019
Articoli filtrati per data: Venerdì, 01 Marzo 2019

è stato recentemente approvato in Giunta lo schema del bilancio di previsione 2019, che verrà presentato in Consiglio comunale seguendo il previsto iter normativo. Abbiamo chiesto al Sindaco di Broni Antonio Riviezzi di darci qualche anticipazione.

Sindaco Riviezzi, quali sono le linee guida che avete seguito per la predisposizione del bilancio 2019?

«Nonostante il perdurare del difficile contesto economico, abbiamo lavorato per mantenere invariati tutti gli stanziamenti degli anni precedenti; anche per il 2019, ci saranno risorse importanti per continuare il programma delle asfaltature e implementare le manutenzioni per la cura e il decoro della città, delle frazioni, dei cimiteri e delle aree verdi. Confermeremo il servizio di leva civica volontaria, rivolto a persone disoccupate, che si occuperanno del decoro e la pulizia della città e del verde pubblico tramite lavori di piccola manutenzione. Altra priorità su cui continueremo a lavorare sono le misure per aumentare il controllo del territorio e garantire sempre più sicurezza, tramite il potenziamento del sistema di video sorveglianza con l’acquisto di nuove videocamere, utilizzabili anche per individuare chi abbandona i rifiuti e chi si rende colpevole di atti di vandalismo».

Per quando riguarda il welfare, quali sono gli interventi più importanti previsti?

«Ci saranno conferme importanti: garantiremo tutti i servizi assistenziali dell’anno precedente, destinando circa il venti per cento delle risorse delle spese correnti, che cercheremo di implementare tramite la partecipazione a bandi regionali, per sostenere anziani, minori e famiglie in difficoltà. Inoltre, implementeremo il ‘Fondo Straordinario Anticrisi’, misura introdotta nel 2017 per le emergenze sociali, in particolare per salvaguardare le famiglie con figli minorenni. Per ciò che concerne le politiche abitative, il Comune intende continuare a gestire i fondi messi a disposizione da Regione Lombardia a sostegno degli inquilini, sia per chi vive in un alloggio di privati che in uno di edilizia residenziale pubblica. Inoltre, nel 2019 partiranno i lavori di ristrutturazione della ex caserma di via Cavour finalizzati alla realizzazione di alloggi destinati temporaneamente a chi si trova in situazione di grave disagio abitativo».

Il 2019 si preannuncia un anno importante anche per l’occupazione, visto lo sviluppo delle attività logistiche nella zona di Cascina Monache…

«Dopo gli oltre 200 nuovi posti di lavoro assegnati alla fine del 2018, il 2019 è iniziato con un evento di selezione, patrocinato dal Comune, per altri 50 posizioni da impiegare nel comparto della logistica. La collaborazione dell’Amministrazione per quanto riguarda l’inserimento di nuove figure nel comparto della logistica di Broni proseguirà con un altri progetti, il primo dei quali, in partenza questo mese, riguarda la realizzazione di un vero e proprio corso di formazione per formare professionisti del settore: si tratta di una vera e propria “Logistic Academy” organizzato dai formatori di AxL e dalla Società di logistica Winlog Srl. Naturalmente continuerà anche la preziosa opera di intermediazione tra domanda ed offerta svolto dallo Sportello Lavoro comunale».

Rispetto ai tributi locali, nel bilancio ci saranno conferme e novità, soprattutto. Ci può dire qualcosa in merito?

«Per quanto riguarda i tributi locali, nonostante la legge finanziaria abbia sbloccato la possibilità, da parte dei Comuni, di aumentare sia l’IMU che la TARI, a Broni abbiamo deciso di non fare nessun aumento, confermando le aliquote in vigore lo scorso anno, comprese anche le tariffe per tutti i servizi comunali, che non subiranno nessun aumento. La novità principale riguarda le misure a sostegno del commercio locale, visto che purtroppo è tra i settori economici più in difficoltà. Una delle maggiori novità del bilancio 2019 riguarda l’inserimento di una serie di incentivi a sostegno del commercio locale e di contrasto al fenomeno di chiusura delle attività».

In che cosa consistono queste misure?

«Per contrastare in maniera decisa il fenomeno delle chiusure dei negozi, chi intende aprire una nuova attività commerciale, artigianale o un esercizio pubblico verrà esentato per un anno dal pagamento della TARI, mentre chi subentrerà ad un’attività già avviata potrà godere di un’agevolazione del 50 % dell’importo dovuto».

Su quali altri progetti sarete impegnati nel 2019?

«Controllo dell’avanzamento della bonifica Fibronit, implementazione di misure volte a favorire lo smaltimento dei privati, studio di misure per il potenziamento della raccolta differenziata, e tutela delle istanze dei pendolari, sia per quanto riguarda il trasporto ferroviario che su gomma».

Riguardo alla questione della riorganizzazione del servizio di autobus proposto dal gestore, ci può dire a che punto è la situazione?

«Su questa proposta, sia io che i sindaci del territorio stavamo monitorando la situazione da alcuni mesi: il 15 ottobre, a Casteggio, avevamo visionato una prima bozza di riorganizzazione del servizio, che non conteneva però ancora nessuna indicazione di revisione di corse ed orari, ma solo un impegno di massima a fornirci, successivamente, una proposta articolata. Quest’ultima è arrivata il 18 gennaio scorso, ed era totalmente differente dalla precedente. Così come era stata presentata, la proposta era totalmente irricevibile ed avrebbe danneggiato i cittadini di Broni e dei Comuni collinari del circondario. Dopo un attento esame congiunto, sabato 26 gennaio ho trasmesso alla Provincia di Pavia, all’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale del bacino di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia e al gestore del servizio Autoguidovie un dossier contenente le mie osservazioni critiche al piano per quanto riguarda Broni, esternando la mia contrarietà alle misure proposte e richiedendo con urgenza, al contempo, un incontro con i responsabili provinciali e del servizio di trasporto locale; così hanno fatto anche i colleghi Sindaci del territorio. A fine gennaio ho avuto rassicurazione dal Direttore dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale dottor Luca Tosi, confermata anche dal Presidente della Provincia di Pavia, che per il momento la riorganizzazione del sistema del trasporto pubblico locale su gomma è momentaneamente sospesa. Inoltre, l’Agenzia si farà promotrice per organizzare un incontro con i sindaci del territorio e verrà anche costituito un tavolo tecnico, con tutti i soggetti interessati, per discutere insieme della futura riorganizzazione del servizio. Naturalmente, terremo alta l’attenzione perché nessuno degli utenti del servizio di trasporto locale, in particolar modo i pendolari e gli anziani, non abbiano pregiudizio dalla futura riorganizzazione del servizio».

Per quanto riguarda la situazione del trasporto ferroviario, quale sarà il prossimo step?

«Insieme ai Sindaci del territorio, ai Consiglieri Regionali e ai rappresentati del comitato dei pendolari, dopo i vari incontri organizzati nello scorso mese di novembre, abbiamo inoltrato, in maniera unitaria e coordinata, una richiesta di incontro ufficiale con l’Assessore Regionale ai Trasporti Claudia Terzi per discutere delle criticità del trasporto ferroviario nel nostro territorio. Siamo in attesa che ci convochi; in quell’occasione, mi farò portavoce delle istanze presentate dai pendolari, perché una Regione come la Lombardia ed una provincia come Pavia meritano un sistema di trasporti ed una flotta adeguata alle esigenze di chi li utilizza. Non è giusto che a pagare il prezzo dei disservizi siano sempre e solo i cittadini, stipati in treni affollati, costretti loro malgrado ad arrivare in ritardo al lavoro, all’università o a perdere visite specialistiche prenotate da tempo. Chi ha responsabilità di governo deve fare la propria parte perché queste istanze trovino ascolto nelle sedi opportune; per questo motivo, non ci fermeremo finché non avremo delle risposte concrete, da parte degli enti gestori, da dare ai cittadini interessati».

 

                                              di Elisa Ajelli

C’è un negozio di moto a Voghera dove tutti gli appassionati oltrepadani sono stati almeno una volta. è sempre lì da quando ha aperto, al civico 38 di via Sant’Ambrogio: il concessionario Lando Nobile dal 1967 è un punto di riferimento per tutti gli amanti delle due ruote. Un negozio-officina che è anche e soprattutto un affare di famiglia. Prima il padre Lando, oggi il figlio Diego, da oltre 50 anni la stessa passione, la stessa meticolosa attenzione per il dettaglio con un fine unico: servire al meglio il cliente per fidelizzarlo, farlo sentire accudito e unico. Non fosse così, al giorno d’oggi un piccolo negozio di provincia non avrebbe resistito.

L’entrata con vetrina dà sulla centrale via Sant’Ambrogio, ma i clienti più affezionati si affacciano anche dal retro, da via Pisacane, percorrendo la vietta non asfaltata che conduce direttamente alla porta dell’officina. Moto sparse qua e là e varcata la soglia, l’odore  inconfondibile della mòrchia, il grasso sedimentato dell’olio per motori che in un’officina che si rispetti non può mancare. Entrate e a un certo punto salterà fuori Diego Nobile, che vi verrà incontro con tutta la sua cordialità.

«Per fare quattro chiacchiere andiamo in ufficio» ci dice, e ci porta in una saletta attigua al negozio vero e proprio, dove sembra che il tempo si sia fermato agli anni ’60. Non solo per gli arredi e gli infissi, ma anche per il numero impressionante di foto d’epoca che costellano le pareti. Moto, motociclisti, scatti di gare, personaggi pubblici, campioni di motociclismo come Giacomo Agostini. Ce n’è per tutti i gusti.

Diego Nobile, quando è cominciato tutto?

«è partito tutto da mio padre Lando. Ha iniziato in giovane età, nel periodo bellico, come garzone nel periodo estivo presso un riparatore di biciclette, avendo sin da giovane la passione per la bici. Da lì è passato ai motori sempre come garzone e in seguito socio presso un’officina in via Gramsci a Voghera. Successivamente, dopo la metà degli anni cinquanta,  in società con Marco Marconi ha aperto la Commissionaria Motom in via sant’Ambrogio 38 da cui tutto ha avuto inizio. A partire dal 1967 poi è diventato unico titolare della Concessionaria Moto, attiva fino ai giorni nostri, con il passaggio di consegne a me nel 2014».

Lei da quanto tempo lavora al negozio?

«Ufficialmente dal 1997, ma ci sono cresciuto dentro, fin da quando ero bambino».

Com’è cambiato il mercato in tutti questi anni?

«Dall’alto della nostra esperienza possiamo dire che il mercato motociclistico  alterna periodi di boom a periodi di crisi. Si va da quella del 1974 che ha spinto all’acquisto di biciclette e ciclomotori, al successivo ingolfamento del mercato, fino a ritrovare splendore ad inizio anni 80, per ricadere nuovamente in crisi nei primi anni 90. dopo la spinta degli ecoincentivi dei primi anni 2000 si è ricaduti nella solita crisi di saturazione del mercato e aggravata dalla crisi economica e dai costi in media elevati dei motocicli, tecnologicamente sempre più evoluti e interconnessi.

Naturalmente bisogna essere positivi e sempre propositivi. Prima o poi ci sarà una ripresa economica e con essa la ripresa del mercato motociclistico e occorre farsi trovare pronti con i prodotti giusti».

Com’è cambiato il  cliente oltrepadano negli anni?

«Un tempo l’attività maggiore era concentrata tra maggio e ottobre, si vendeva al termine delle scuole in prospettiva dell’estate. Un tempo la motocicletta era il regalo più ambito, oggi probabilmente i ragazzi preferiscono il telefonino. In generale poi è cambiata la gestione del tempo: prima si lavorava parecchio il sabato, le persone erano libere e venivano in negozio. Oggi il sabato capita di restare aperti senza vedere un’anima. Il mondo è sempre più frenetico, si vuole fare sempre più in fretta e le abitudini di un tempo sono tutte cambiate. Viviamo l’imprevedibilità».

Di moto però se ne vendono più oggi o in passato?

«Sicuramente di più negli anni d’oro, diciamo nel ventennio tra l’80 e il 2000. Arrivavamo a 100 moto all’anno di cui 25 o 30 solo alla Fiera dell’Ascensione. Oggi ne vanno forse la metà. Più in generale si fanno meno chilometri, lo vedo perché tanti clienti vengono da noi per la manutenzione. Vent’anni fa si facevano 15 o 20mila km all’anno. Oggi 1.500, forse 2mila. I tempi sono cambiati, ci si prende sempre meno tempo per se stessi».

Prima ha nominato la Sensia, di cui voi siete anche un espositore storico, dato che avete partecipato praticamente a tutte le edizioni fin dall’apertura nel 1967. è corretto?

«Abbiamo saltato solo quella dell’anno del commissariamento e forse un’altra ancora, altrimenti ci siamo sempre stati».

Com’è cambiata la Fiera negli anni?

«Oggi è meno incentrata sul prodotto locale, ci sono tanti espositori che vengono da fuori. Diciamo che è meno sentita la “vogheresità” al suo interno».

Si vende sempre?

«Più che altro diciamo che oggi la Sensia serve per farsi pubblicità o suscitare interesse.

In passato si chiudevano vendite già nei giorni di esposizione, oggi magari si trovano potenziali clienti che però non comprano subito, ti dicono che passeranno poi in negozio».

Ritenete che sia ancora una vetrina utile per una realtà del territorio?

«Sicuramente dà visibilità, però per quanto riguarda il riscontro è sempre un punto interrogativo. Una volta si investiva senza troppi pensieri perché si sapeva che si sarebbe rientrati con sicurezza. Oggi resta sempre il dubbio».

I costi sono aumentati?

«Da quando l’organizzazione è stata affidata a una società esterna sì, logicamente anche loro devono ritagliarsi la loro fetta di guadagno».

Torniamo al negozio. Suo padre Lando, recentemente scomparso, aveva anche una sua scuderia per le corse. Qualche nome illustre è passato da queste parti?

«Sicuramente il personaggio più vincente ad aver iniziato a correre con le moto di mio padre è stato Giovanni Sandi, che come responsabile tecnico ha vinto 7 titoli mondiali tra Moto Gp e SuperBike. Uno con Harada in 250, quattro con Biaggi (3 in 250 e 1 in SBK ndr), due con Jorge Lorenzo in 250».

Che ricordi ha di quel periodo e di Sandi?

«Praticamente frequentando l’officina e correndo con la scuderia di mio padre Sandi ha accumulato esperienza sulle moto e dopo aver terminato di gareggiare ha iniziato come meccanico presso alcuni Team a livello nazionale.

Passato al Team Italia della Federazione Motociclistica Italiana ha vinto nel 1986 il Campionato Europeo classe 500 con il pilota romano Massimo Messere. Giovanni per motivi di comodità logistica ha effettuato le manutenzioni della vittoriosa Honda RS 500 3 cilindri tra una gara e l’altra di quel Campionato proprio nella nostra officina. Ricordo la moto ogni volta completamente smontata in ogni sua parte  e accuratamente rimontata dopo aver verificato e sostituito le parti soggette ad usura, a testimonianza che i risultati si fanno oltre che con la bravura del pilota anche con la cura dei dettagli.

Ricordo di aver contribuito allora 15enne,  alcune volte a lucidare a specchio il telaio in alluminio. La corona d’alloro di Campione Europeo, insieme a quelle di alcune vittorie, è appesa su una parete del negozio».

Qual è il segreto che vi ha permesso di essere tanto longevi?

«La nostra mission è la soddisfazione del cliente finale, al quale forniamo una assistenza qualificata ed un prodotto di elevata qualità ed affidabilità prediligendo sempre un costo contenuto. Da sempre utilizziamo e vendiamo prodotti di sicura qualità ed affidabilità e con un elevato rapporto qualità prezzo. Selezioniamo i prodotti e li testiamo prima di decidere di venderli al cliente finale. Il credere nel prodotto che vendiamo è testimoniato nel corso degli anni dalla scelta di nuovi marchi che si sono affacciati sul mercato e che nel giro di pochi anni si sono affermati ai vertici delle vendite».

Qualche esempio?

«Innanzitutto va detto che mio padre è stato uno dei primi a utilizzare per la sua scuderia moto giapponesi, mentre tutti gli altri utilizzavano brand italiani o austriaci. Poi negli anni 50 Motom, anni 60/70 MV Agusta, dal 1976/1978 Aprilia e Cagiva (prima H.D. Cagiva), dal 1985 Ducati e Husqvarna , dal 1997 Derbi e Kymco...primi anni ‘80 Caschi Bieffe. Ed ora crediamo fermamente oltre che nel  prodotto Kymco anche  in F.B. Mondial e nell’olio Eneos».

Oggi che il mercato è cambiato come si fa a restare al passo?

«Noi lavoriamo molto su internet. Ci siamo specializzati nel fornire pezzi di ricambi nuovi per moto vecchie ad esempio. E’ un mercato in cui riusciamo a tenere il passo».

Più in generale come vede, da commerciante, il commercio vogherese?

«Un disastro mi viene da dire. I costi degli affitti sono decisamente alti, come testimoniano i negozi vuoti e in generale, anche in centro non c’è più passaggio. Una volta via Sant’Ambrogio era una bella vetrina, oggi neanche più la via Emilia la è».

Mai pensato di trasferirvi?

«Impensabile, con tutta l’attrezzatura che abbiamo qui dovremmo star chiusi dei mesi per spostare tutto».

Potesse farlo dove andrebbe?

«Restando a Voghera credo che oggi la zona con maggior passaggio sia via Piacenza».

Quali sono le prospettive future per il vostro settore?

«Una spinta potrebbe arrivare  dall’imminente introduzione dei mezzi elettrici, in attesa degli incentivi statali all’acquisto. Un’altra strada che consente di mantenere prezzi alla portata di tutti e un ottimo livello di qualità e la scelta di motocicli prodotti in Cina sotto il controllo delle Aziende europee. Ormai tutte le aziende motociclistiche hanno la gran parte della loro produzione decentrata nel Far East (Cina, Vietnam, Taiwan, India), che è un mercato sempre vivo e che consente numeri che in Europa sono inimmaginabili».

La più grande soddisfazione da esercente?

«L’aver inculcato la passione per le moto in tanti adolescenti».

di Christian Draghi

Anche Stradella ha il suo artista. Si chiama Claudio Cerri, ha 42 anni e da venti lavora nel campo dell’illustrazione. Una passione nata tardi, ma che si è sviluppata poi in poco tempo e ha portato un notevole successo. Cerri racconta il suo percorso e i suoi progetti futuri, con uno sguardo al territorio oltrepadano.

Claudio, come ha iniziato?

«Ho iniziato disegnando fumetti, poi, gradualmente mi sono indirizzato verso il settore delle illustrazioni per l’infanzia e per ragazzi, un mercato con il quale mi sento più affine, illustrando prevalentemente albi illustrati, narrativa, riviste e libri scolastici. Lavoro, da molti anni, anche nel campo della grafica pubblicitaria».

La sua passione per il disegno quando è nata?

«Tardi. Da bambino non avrei mai immaginato di diventare un disegnatore, anche perchè, a dirla tutta, non mi piaceva disegnare. Seppur non abbia scelto una scuola artistica (ho frequentato l’istituto tecnico per geometri), è stato durante le superiori che è nata questa passione. Penso che nell’età adolescenziale il desiderio di comunicare e dire la propria al resto del mondo sia molto forte. C’è chi lo fa ad esempio suonando in una band musicale, io invece l’ho fatto avvicinandomi al disegno».

Fa della sua passione un lavoro a tempo pieno?

«Illustrazione e grafica riempiono letteralmente tutto il mio tempo. è difficile per me riuscire ad avere un sabato o una domenica completamente liberi, anzi, spesso mi capita di lavorare anche nelle feste, come Natale e Capodanno. Avendo comunque avuto la fortuna di trasformare la mia passione in lavoro, tutto ciò non mi pesa».

Ci racconta come nasce e si sviluppa una sua “creazione”?

«Per quanto riguarda l’illustrazione, solitamente è l’editore a contattarmi, proponendomi un testo da illustrare, che può essere un albo illustrato o un romanzo a seconda del target di età: il testo mi perviene con le indicazioni di dove verranno collocate le illustrazioni e dello spazio che devono occupare. Procedo quindi a disegnare le matite riguardanti la copertina e le pagine interne e le inoltro in redazione, dove verranno esaminate dall’editor.

Se non necessitano cambiamenti, passo alla realizzazione delle immagini definitive colorandole. La direzione artistica deciderà se i disegni vanno bene per essere stampati, oppure necessitano di ulteriori modifiche. Quando si sfoglia un libro illustrato, non si ha l’idea di quanto lavoro ci sia dietro ad ogni singola immagine».

Con quali case editrici collabora?

«Collaboro sia con case editrici italiane che estere. Rimanendo in territorio italiano lavoro con Mondadori, Piemme, De Agostini, Pearson, Giunti, Rcs, Fabbri e molte altre».

Il fatto di arrivare da un territorio piccolo come l’Oltrepò è stato uno svantaggio? Ha incontrato ostacoli?

«No, assolutamente. Stradella è situata in un’ottima posizione strategica, vicina a Milano che ospita una grande quantità di case editrici. Ma a dire la verità, ormai con la tecnologia è possibile lavorare in tutto il mondo comodamente dalla scrivania di casa. Per quanto riguarda il mercato estero ho un agente in Inghilterra che mi rappresenta, quindi diciamo che fa lui il lavoro sporco».

Cosa pensa di Stradella e del territorio?

«Amo molto la mia città e l’Oltrepò Pavese in generale. Vedo però il territorio molto sofferente. Mi auguro con tutto il cuore che in futuro la situazione possa migliorare e possa ottenere il riscatto che merita».

I suoi progetti futuri?

«Per quanto riguarda l’illustrazione ho già in programma per il 2019 di lavorare su quattro albi illustrati per il mercato canadese, un albo illustrato per il mercato italiano e la lavorazione di libri di scolastica».

Sogni nel cassetto?

«Più che un sogno è una speranza: quella di continuare così».

di Elisa Ajelli

La stagione 2019 al Castello Dal Verme di Zavattarello inizia sabato 6 aprile con una nuova edizione del "Tour del Mistero", l'evento dedicato al personaggio più conosciuto: il fantasma di Pietro dal Verme.

Il Tour del Mistero è un'esperienza emozionale, uno spettacolo teatrale: è un percorso attraverso il tempo e lo spazio, un vero e proprio viaggio al confine tra suggestione e realtà.

Sicuramente sarà difficile distinguere tra le due: chiusi in un antico castello, separati dal mondo esterno, in un luogo dove passato e presente si fondono, accompagnati da personaggi usciti dal Medioevo che si mescolano ad altri del nostro presente.

Bisogna fare attenzione: come sosteneva Hemingway, "è facilissimo reagire con freddezza alle cose durante il giorno, ma di notte è tutto un altro discorso".

In un luogo così carico di emozioni, accompagnati dai protagonisti dei racconti più misteriosi, può diventare difficile distinguere ciò che è reale.

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Continuano le attività e le manifestazioni promosse dalla Biblioteca Civica “Paolo Migliora” di Rivanazzano Terme presieduta da Renata Di Caccamo. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, venerdì 8 marzo 2019 alle ore 21,00 presso la Sala Manifestazioni “Aldo Borgomaneri” (Via Indipendenza n. 14) si terrà uno spettacolo, a cura della compagnia teatrale “Luvarara” dal titolo “Le Equilibriste”, L’ingresso è libero e gratuito. Acqua, terra, aria e fuoco sono gli elementi che guidano le vite di Leonora Carrington, Camille Claudel, Ipazia di Alessandria e Giovanna D’Arco. Le illustrazioni e i testi dei volumi a loro dedicati nella collana “Le Equilibriste” diventano performance dal vico per celebrare le storie di quattro grandi donne del passato. Da un progetto di Marina Carbone e Simona Cazzullo. Con la partecipazione di Sara Sacchi, Agnese Troccoli, Silvia Villani e Valeria Zanolin. Con questo spettacolo si vuole celebrare la Giornata Internazionale della Donna in un clima di festa e serenità, senza peraltro dimenticare l’importanza storica e sociale che questo momento deve assumere all’interno della nostra società. La serata sarà introdotto dalla presidente della Biblioteca, Renata Di Caccamo. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale “Spino Fiorito”. Al termine della performance piccolo rinfresco gentilmente offerto dal Ristorante Selvatico di Rivanazzano Terme 

Proseguono le attività dedicate ai piccoli lettori. Sabato 9 marzo alle ore 10,00 per la serie “C'ERA UNA VOLTA...IN BIBLIOTECA si terrà un laboratorio di lettura ad alta voce per bambini dai 3 ai 10 anni a cura dell'Associazione Spinofiorito basato sulla favola “LA STRADA CHE NON ANDAVA IN NESSUN POSTO” di Gianni Rodari e Fulvio Testa

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Mattia Franza , sindaco di Bagnaria, esprime la propria soddisfazione per finanziamento ottenuto da parte del Ministero dell'istruzione per l'adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici.

“É di questi giorni la notizia che  il Comune di Bagnaria è  risultato assegnatario di un finanziamento – dice Mattia Franza -  da parte del Ministero dell'istruzione per l'adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici. Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto soprattutto perché va in favore dei nostri bambini che frequentano la scuola dell'infanzia, frequentata anche dai bambini provenienti anche dai comuni di Ponte Nizza Val di Nizza e Cecima.I lavori che saranno realizzati consistono attraverso la messa a norma dell'edificio con la sostituzione dei serramenti d'ingresso e di tutte le porte di emergenza presenti adeguandoli alla normativa antincendio vigente con un intervento molto significativo attraverso un contributo complessivo di 25 mila euro totalmente finanziato dal Ministero. A parte i continui interventi di manutenzione ordinaria effettuati negli scorsi anni, da tanto tempo non venivano investite importanti risorse a favore della nostra scuola in una sola volta a causa delle esigue disponibilità di bilancio dell'ente – conclude il sindaco di Bagnaria -  ringrazio pertanto gli uffici comunali per aver lavorato alla realizzazione del progetto previsto dal bando e consentendoci quindi di essere finanziati.” 

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Il prossimo 10 Marzo Broni torna ad essere, per la nona volta, villaggio del cioccolato e borgo ad alto tasso di dolcezza: nona edizione per la kermesse che celebra il cibo degli Dei, antidepressivo per eccellenza. Ricco il programma della manifestazione che si snoderà tra piazza Garibaldi, trasformata per l’occasione in pista di pattinaggio sul ghiaccio, e piazza Vittorio Veneto, in via Togni e in via Emilia: a partire dalle 9,30 banchi d’assaggio, incontri con i produttori, degustazioni, animazione, solidarietà e laboratori del gusto per grandi e piccini.

Tra le iniziative anche quella dei commercianti di Broni che propongono Fuori Tutto, svendite ed occasioni irripetibili nelle bancarelle dei negozi del centro storico.

Presente sulle nostre tavole da sempre, l’origine del cioccolato si perde nella notte dei tempi: gli indios dell’America Centrale ne facevano uso già nel Mille a.C. e non solo come alimento. Veniva utilizzato infatti nei riti propiziatori per celebrare battesimi e matrimoni ed anche come moneta di scambio. Veniva utilizzato anche come medicina capace di curare ogni malattia della mente e del corpo.

Nel Cioccovillage nel cuore dell’Oltrepo, bar e pasticcerie di Broni saranno aperti per tutta la giornata. Il centro storico diventerà una sorta di percorso tra prelibatezze, storia, filiera del cacao. Degustazioni e vendita, incontri con gli artigiani del cioccolato, animazione e giochi per i bambini che potranno esprimere tutta la loro creatività con il cioccolato ed imparare cosa c’è dietro la preparazione di quelle magiche tavolette a partire dalla fava di cacao. Una passione vera quella per il cioccolato che prescinde dall’età, dalla religione, dalla nazionalità, dal sesso. Un solo quadratino di cioccolato ha il potere di stimolare la resistenza fisica, di fare bene al cuore e alla pressione arteriosa, di ridurre lo stress e favorire il buon umore, alleviare la tosse.

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