Giovedì, 18 Luglio 2019
Articoli filtrati per data: Venerdì, 22 Marzo 2019

Prosegue il ciclo di incontri sul tema delle infrastrutture e dei trasporti a livello regionale e nazionale che il Movimento Cinque Stelle sta promuovendo. Si tratta di incontri pubblici, «ai quali invito sindaci, cittadini, pendolari e chiunque voglia capire di più» dichiara Simone Verni, casteggiano, consigliere Regionale per il MS5 e uno dei promotori dell’iniziativa. Quattro incontri iniziati lo scorso 15 Marzo a Voghera e che proseguiranno a Pavia questa sera, Venerdì 22 Marzo, di seguito Vigevano e Lodi. Nell ’incontro di Venerdì 22 Marzo previsto alle ore 21:00 presso la Sala San Martino in Tours di Corso Garibaldi al civico 69, interverranno i Deputati Valentina Barzotti e Christian Romaniello, il consigliere regionale Simone Verni e il consigliere del Comune di pavia Giuseppe Polizzi.

 

 

«La manifestazione “In Vino Veritas” è stata un fiasco assoluto, l’Amministrazione farebbe meglio a smettere di organizzare eventi che anziché promuovere l’immagine della città la imbruttiscono». Non usa mezzi termini Rocco Del Conte, ex assessore e leader degli ambulanti associati ad Apva, che entra a gamba tesa sulla kermesse ospitata a Voghera nel cortile dell’ex Caserma nel weekend del 22 e 23 febbraio e appoggiata dall’assessorato al turismo retto da Simona Panigazzi. La polemica era iniziata a dire il vero già prima che la manifestazione si svolgesse, dovuta al fatto che ad un evento che doveva essere legato al vino e patrocinato dal Comune di Voghera non fossero presenti aziende del territorio.

Del Conte, gli organizzatori hanno però fatto sapere che su venti aziende invitate nessuna ha voluto partecipare…

«Un motivo c’è! Chi opera sul territorio sa che una manifestazione così, buttata in piedi tra l’altro per il secondo anno di fila, non dà alcun ritorno ma solo spese, tra l’altro troppo alte, per la partecipazione».

Che cosa non l’ha convinta di questa kermesse?

«Tutto. Doveva essere dedicata al vino ma in realtà di vino praticamente non ce n’era. Tra l’altro i pochissimi che lo vendevano lo davano sfuso, dalle damigiane. Poi c’erano bancarelle di ambulanti che cucinavano cibo nel polverone della caserma, in condizioni di scarsa igiene senza che nessuno ne verificasse la provenienza dato che si trattava oltretutto di carne di maiale. è evidente a tutti che qualcosa proprio non funzionava.

Ma, soprattutto, il fatto grave è rappresentato dalla pressoché totale mancanza di sicurezza. Il decreto Gabrielli in questo caso è stato totalmente ignorato con buona pace di tutte le attività commerciali che invece devono farci i conti quando organizzano qualcosa».

Avevate espresso le vostre riserve all’amministrazione prima dell’evento?

«Sì, in commissione avevamo votato contro, sapendo che si trattava di un evento campato in aria. Invece hanno tirato diritto, si sono presi i soldi degli ambulanti e basta. Tra l’altro l’evento non è stato neanche pubblicizzato a dovere. Nessuno sapeva che si sarebbe tenuto e la dimostrazione è che non c’è stato praticamente afflusso».

Come mai secondo lei è stato organizzato dall’assessorato al turismo e non al commercio?

«Perché probabilmente è un evento che piaceva all’assessore Panigazzi o al suo partito, l’Udc. è evidente che, così come è stato organizzato, non poteva avere alcun riscontro turistico per la città. Anzi, in questo modo con manifestazioni del genere, i turisti da Voghera si tengono ben lontani. Tra l’altro mi permetta di aggiungere che la scelta di febbraio è stato un ulteriore errore: è un mese ancora troppo freddo, chi vuole che esca?».

Parliamo del futuro. Il prossimo appuntamento, il più importante per il commercio cittadino, sarà la Fiera dell’Ascensione. A che punto è la parte organizzativa?

«Non lo sappiamo, a dire il vero non ci siamo ancora incontrati per discuterne. Mi chiedo cosa aspettino in Comune a muoversi, visto che si terrà quest’anno dal 31 maggio al 2 di giugno».

La situazione del mercato cittadino invece com’è?

«è ormai di crisi continua e generalizzata, i banchi alimentari sono ridotti all’osso e dobbiamo affrontare il dilagare di prodotti di dubbia provenienza e qualità venduti sotto costo. Il problema è che servirebbero regole serie per garantire la qualità delle merci vendute e maggiori controlli, ma in questo il Comune non c’entra, non può fare nulla».

C’entrano i supermercati?

«No, il problema vero è la disoccupazione, la mancanza di lavoro. La gente non spende più soldi e ha paura del futuro».

di Christian Draghi

Non un semplice corso di calcio, ma una vera e propria settimana di vacanza all’insegna  dello sport e del divertimento. Il campus estivo di calcio organizzato dall’A.S.D. Accademia Pavese è un’esperienza educativa importante, un’opportunità per fare nuove amicizie e acquisire maggiore autonomia sia sul campo che nella vita di tutti i giorni. Qualunque sia l’età dei partecipanti, queste occasioni sono esperienze altamente formative, oltre che divertenti: in primo piano vi è l’educazione sportiva, base essenziale per apprendere le nozioni calcistiche e perfezionare abilità tecniche individuali o approfondire i fondamentali dei diversi ruoli all’interno della squadra. I ragazzi imparano anche a socializzare con altri coetanei e a fare parte di un team, iniziando a vivere autonomamente nel rispetto delle regole comuni. Si condivide la stanza con nuovi e vecchi amici e ci si muove in autonomia durante l’intero arco della giornata. I giovani atleti sperimentano quindi in prima persona l’appartenenza a un gruppo, imparando il rispetto sia per i compagni che per gli avversari. A.S.D. Accademia Pavese da alcuni anni organizza campus estivi, dall’anno scorso ha voluto ampliare il suo raggio d’azione, organizzandone uno ulteriore a Salice Terme, esperienza positiva che il Presidente Ezio Panigati ed il Direttore Generale Gianluca Gaudio hanno deciso di riproporre anche quest’anno sempre a Salice Terme dal 23 al 29 Giugno.

Responsabile tecnico dell’Accademia Pavese è un oltrepadano doc: Omar Albertini di Casteggio, allenatore della prima squadra da due anni e da quest’anno Responsabile Tecnico della parte agonistica, composta da  5 squadre, della società pavese. L’Accademia Pavese è una società che ha un grandissimo occhio di riguardo per i giovani, è Centro di Formazione Inter, ed il settore giovanile dell’Accademia è uno dei più prolifici nel panorama della nostra provincia: molti infatti sono i bambini, i ragazzi ed i giovani, che sono passati dall’Accademia per approdare a squadre professionistiche.

Nella stagione scorsa l’Accademia Pavese è risultata terza in Lombardia per il minutaggio dei calciatori giovani che giocavano stabilmente in prima squadra tra tutte le 48 società di eccellenza della Lombardia. Nella stagione in corso la società pavese, è al momento prima in questa speciale graduatoria.

Albertini quando ha iniziato ad allenare?

«Ho iniziato nel 2009 allenando i ragazzi, dal 2013 sono mister “dei grandi”».

Dove ha iniziato ad allenare nel 2009?

«Ho iniziato a Casteggio con gli allievi, giocavo ancora, ed è stato allora che ho scoperto di avere una grande passione. La cosa bella di allenare i più piccoli è che loro riescono a trasmetterti entusiasmo e divertimento, che ti coinvolge e ti fa sentire partecipe, insieme a loro, di un bel progetto».

Dagli allievi è passato ai “grandi” nel 2013.

«In realtà nel 2013 ho allenato sia i più grandi che i più piccoli. Poi mi sono sposato e ho dovuto quindi, per motivi di tempo, scegliere, e ho scelto di  lasciare gli allievi facendo per quattro anni il mister della prima squadra a Casteggio. Da lì il mio approdo  all’Accademia Pavese…».

Ha attraversato il Po, ma non è stata la sua prima esperienza dall’altra parte del ponte. In quali squadre ha militato prima di diventare allenatore?

«Ho giocato in tre squadre: Casteggio, Pavia e Accademia. Come allenatore, per ora, Casteggio e Accademia».

In che ruolo giocava?

«Difensore centrale. A dir la verità ho iniziato “davanti” da giovane, col passare del tempo, per mancanza di qualità (ride), sono arretrato».

Ha avuto più soddisfazioni, a livello personale, come allenatore della prima squadra o dei piccoli?

«Ho avuto soddisfazioni sia con i ragazzi che con la prima squadra. Sono soddisfazioni diverse, ad esempio vedere l’esordio di un ragazzo in prima squadra, vederlo giocare, sapendo tutti i sacrifici del percorso fatto per arrivare sino a lì… questa è una grande soddisfazione personale. Sento tanto parlare di giovani, ma di società che puntano davvero su di loro io ne conto davvero poche e ho la fortuna di far parte di una di queste: poter allenare i ragazzi, che crescono e che danno a loro stessi e all’Accademia grandi soddisfazioni è un bel messaggio per tutti quei ragazzi che hanno un sogno…».

Che caratteristiche deve avere un allenatore del settore giovanile rispetto ad un allenatore “dei grandi”?

«È importante sapere come allenatore cosa si vuole fare, perché allenare i ragazzi è diverso dall’allenare i grandi. Ruoli che richiedono caratteristiche diverse:  per allenare i ragazzi ci vuole passione e non sei solo un allenatore, ma anche un educatore, un insegnante anche di vita, oltre che a dover insegnare l’aspetto pratico del calcio, che diventa quasi secondario. Con i grandi si è più focalizzati sul risultato della domenica e facendolo per lavoro si trascura a volte  un po’ l’aspetto dell’entusiasmo e del divertimento, di conseguenza anche come mister cambia lo scopo e l’obbiettivo».

In Oltrepò molti dicono di voler puntare sui giovani ma molti addetti ai lavori sostengono che stando ai fatti non è così. Lei cosa ne pensa?

«È un discorso molto ampio, molti paesi hanno una loro squadra e un loro settore giovanile che è per tutte le società un aspetto economico importante. Quello che secondo me oggi una squadra dovrebbe fare non è solo prendere le quote di singole famiglie, per far partecipare i figli alle varie scuole calcio e settori giovanili, ma cercare di investire… solo così il nostro movimento calcio può migliorare. Il settore giovanile deve avere educatori e allenatori preparati, diversamente diventa difficile insegnare, prima del calcio, le regole e il rispetto che permettono poi ad un ragazzino di crescere».

Secondo lei in Oltrepò manca, in alcune squadre, la preparazione negli allenatori delle giovanili?

«Più in generale nella provincia di Pavia e non solo in Oltrepò. Bisogna programmare e investire, servono istruttori preparati e qualificati per migliorare la qualità dei nostri giovani. Ci sono alcune società che stanno lavorando bene, ad esempio la nostra che è improntata quasi totalmente sui giovani, ma non siamo in Oltrepò… Sono anni che non solo in Oltrepò ma un po’ in tutta la provincia di Pavia,  ci sono pochissime realtà che fanno una programmazione in progetti a lungo termine, nelle strutture, in preparazione degli allenatori-educatori, la realtà è che oggi le strutture in Oltrepò non sono adeguate».

Lei è Mister dell’Accademia pavese che è da cinque anni Centro Formazione Inter. È solo un nome, Centro di Formazione Inter, o è un valore aggiunto?

«Il nostro centro di formazione ci permette di essere un élite in provincia di Pavia, la metodologia, gli allenatori e l’esperienza dell’Inter a livello nazionale viene portata nella nostra società sia a livello di programmazione e preparazione dei nostri allenatori educatori che di metodologia d’allenamento, questo ci permette di essere rispetto ad altri di qualche gradino sopra».

Lei oltre ad essere l’allenatore della prima squadra dell’Accademia pavese è anche responsabile  tecnico del Settore agonistico, ci spieghi meglio questo suo compito e soprattutto se è “normale” all’interno di una società calcistica questo ruolo.

«Da quest’anno ho avuto l’opportunità di essere il coordinatore tecnico di tutte le squadre agonistiche, ruolo che svolgo con entusiasmo. È un grande valore aggiunto per una società questo ruolo, che è nato quando ci siamo posti come società una domanda: “come facciamo a migliorare la qualità del settore giovanile?”  Se fino all’attività di base avevamo il Centro di Formazione Inter, al centro c’era un buco, ci siamo resi conto che era necessario dare una continuità di percorso dal Centro Formazione Inter sino alla prima squadra. La società ha deciso d’investire in questo progetto, questo è un lavoro che mi impegna sei giorni su sette, e che ci permette di avere la stessa metodologia di lavoro e d’allenamento e di far crescere in maniera quasi uguale tutti i ragazzi tesserati per l’attività agonistica. Per fare questo facciamo monitoraggio sugli allenamenti e sui singoli ragazzi, da quest’anno abbiamo un database che ci permette di vedere se noi allenatori possiamo migliorare il lavoro che facciamo con i ragazzi e se i ragazzi hanno una crescita che per noi è l’aspetto fondamentale del nostro lavoro».

Campus a Salice Terme. Quale sarà il suo ruolo?

«Quest’anno abbiamo ampliato il discorso del campus, ci sarà un responsabile tecnico che è Marco Pessina, ci sarà un responsabile organizzativo che è Gabriele Casetta ed io che  farò da trait d’union tra i due ruoli nonché il super visore. Rappresenterò la società sul campo, sia a Sant’Alessio che a Salice».

Una domanda da genitore: questi campus e nello specifico il campus che voi organizzate, sono una settimana di vacanza o hanno anche una valenza sportiva?

«Sono tre anni che organizziamo i campus e ogni anno cerchiamo di apportare miglioramenti. Il nostro obiettivo è far divertire i ragazzi, ma con un occhio di riguardo per l’aspetto ludico e aggregativo che è molto  importante. Il nostro obbiettivo è riconsegnare alle famiglie figli  che possano avere un ricordo positivo sia dal punto di vista tecnico che ludico della settimana trascorsa con noi».

Al di là dell’aspetto educativo, il campus che voi organizzate serve anche all’Accademia per trovare dei bambini che possano essere utili al vostro progetto sportivo?

«Assolutamente sì, le regole federali non permettono di vedere prima del 30 di giugno nessun ragazzo tesserato per un’altra squadra. Questi campus servono a noi per valutare sotto l’aspetto tecnico i ragazzi che giocano in altre società dell’Oltrepò, nel milanese e nel pavese e sono certamente preziosi per la nostra attività di scouting.  L’anno scorso ad esempio abbiamo tesserato, dopo averlo visto al campus, un ragazzino di 11 anni, proprio di Salice Terme,  che dopo soli tre mesi di permanenza all’Accademia  è stato subito “ingaggiato” dall’Inter. Questo vuol dire che il campus ha una forte valenza sportiva ma anche che i nostri allenatori hanno capacità di scouting».

Mister l’ultima domanda: se dovessero dirle di scegliere tra l’allenare i ragazzini e la prima squadra, cosa sceglierebbe?

«Per me è una risposta facilissima, Prima squadra con tanti giovani»

 di Silvia Colombini

"Egregio Direttore, ho letto sui giornali come venivano trattati gli ospiti anziani nel ricovero per anziani con gravissime disabilità fisiche e mentali di Montebello della Battaglia. Mi sono vergognata di essere italiana in mezzo ad italiani che permettono ancora ad oggi soprusi vergognosi verso chi ci ha messo al mondo, istruito, insegnato a vivere, amandoci con tutto il cuore. Direttore, non c’è delitto più obbrobrioso di quello perpetrato ai danni di vecchi indifesi... Cosa aspettiamo a fare cortei e a chiedere giustizia? Si danno 9 anni di carcere a Fabrizio Corona, che ha fatto molti sbagli, ma non ha maltrattato e ucciso nessuno e si mandano ai domiciliari comuni delinquenti che meriterebbero la «fucilazione». Almeno quella morale, per certi reati, palesi, risparmiare almeno sui processi. Scusi lo sfogo, ma mi sembra che alla gente non gliene freghi niente, hanno pensato che potrebbero essere i nostri genitori? Oppure dei nostri cari, siamo solo stati capaci di prendere tutto e quando diventano anziani e bisognosi d’amore, ci sta bene che qualcuno li porti alla morte liberandoci di quello che ormai è diventato un fardello inutile? Vergogniamoci, ricordiamo che diventeremo vecchi anche noi e faremo la stessa fine.

 Anna Scabini - Stradella"

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Non solo reddito di cittadinanza e quota 100 ma anche gioco, Inps, assunzioni nella pa, riscatto della laurea e dei contributi. Il decreto legge 'Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni', arrivato a un passo dal traguardo, è finalmente giunto alla sua 'versione definitiva', quella cioè che sarà pubblicata in Gazzetta ufficiale. Il provvedimento, approvato dalla Camera, deve solo ottenere il via libera definitivo del Senato (entro il 29 marzo). Con il dl vengono definite le due misure più importanti per il governo giallo verde, annunciate nella legge di bilancio 2019.

Il sostegno unico per combattere la povertà dovrebbe aiutare 1,3 milioni di famiglie (compresi gli over 67 che dovranno presentare domanda per la pensione di cittadinanza). Dal 6 marzo, giorno in cui sono aperte le 'iscrizioni' alle Poste, sono quasi 200.000 le domande presentate. Il primo assegno dovrebbe essere quello relativo al mese di aprile, e quindi sarà erogato a maggio. L'entrata in vigore del reddito di cittadinanza a partire dal secondo trimestre del 2019 consentirà di risparmiare quasi 2 miliardi: per quest'anno si stima una spesa di 5,9 miliardi, che a regime diventeranno 7,8 miliardi.

L'opportunità di andare in pensione raggiunti 62 anni, con 38 anni di contributi, rappresenta un primo passo di una riforma complessiva del sistema previdenziale. Il costo dell'operazione è stimato in circa 5 miliardi di euro per quest'anno, e la finestra resterà aperta per 3 anni. Le domande già presentate all'Inps sono arrivate a quota 100.000 circa.

REDDITO CITTADINANZA: E' la misura unica di contrato alla povertà, che scatterà dal primo aprile 2019. Per avere diritto al Rdc è necessario il possesso congiunto di determinati requisiti di residenza, reddituali e patrimoniali. Requisiti che sono stati modificati nel corso dell'esame parlamentare e, di conseguenza, potrebbero escludere persone che con le vecchie regole avrebbero diritto all'assegno. Si stabilisce, quindi, che se la domanda è stata presentata prima della pubblicazione del nuovo testo in Gazzetta ufficiale sarà possibile accedere al beneficio, per un periodo di 6 mesi, con le vecchie regole.

Il beneficio economico potrà raggiungere la soglia di 6.000 euro (moltiplicata per i componenti del nucleo familiare secondo una scala di equivalenza). Per l'affitto o il mutuo della casa potrà essere dato un contributo fino a 3.360 euro. Il rdc potrà essere erogato a tempo indeterminato, con una sospensione di un mese ogni 18 mesi. Le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza dovranno sottoscrivere un patto per il lavoro. Sono previste una serie di sanzioni, che possono arrivare fino a 6 anni di reclusione.

Sono previsti incentivi, per chi assume i percettori del reddito di cittadinanza, consistenti nell'esonero dei contributi previdenziali e assistenziali. E' previsto un piano straordinario di potenziamento dei centri per l'impiego e delle politiche attive del lavoro. Le regioni, le province autonome, le agenzie e gli enti regionali, le province e le città metropolitane potranno assumere personale da destinare ai centri per l'impiego: fino a 3.000 unità con decorrenza dal 2020 e ulteriori 4.600 unità a decorrere dall'anno 2021. Per le persone che hanno compiuto 67 anni è prevista l'erogazione della pensione di cittadinanza.

QUOTA 100: Si introduce in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, la possibilità di andare in pensione a 62 anni, con un'anzianità contributiva minima di 38 anni. Il trattamento sarà erogato dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti, per i dipendenti privati, e dopo sei mesi per quelli pubblici. Il trattamento di fine servizio sarà erogato nel momento in cui il diritto al trattamento pensionistico sarebbe maturato in base alla pensione di vecchiaia. Ma sarà possibile chiedere un prestito, fino a un massimo di 45.000 euro, che dovrà essere restituito con gli interessi quando sarà riscossa la liquidazione. La pensione anticipata in oggetto non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro annui.

PENSIONE ANTICIPATA: Fino al 2026 il requisito contributivo per andare in pensione resta 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza l'adeguamento all'incremento della speranza di vita. Tutto congelato anche per i lavoratori precoci, che quindi potranno accedere alla pensione con un'anzianità contributiva pari a 41 anni, indipendentemente dall'età anagrafica (trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti).

APE SOCIALE: Viene prorogata al 2019. Consiste in una indennità, corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni.

OPZIONE DONNA: Viene prorogato al 2019 il pensionamento anticipato delle donne, disponendo che il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo venga riconosciuto nei confronti delle lavoratrici che abbiano maturato i requisiti richiesti (un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un'età anagrafica pari o superiore a 58 anni, per le lavoratrici dipendenti, e a 59 anni per le lavoratrici autonome), entro il 31 dicembre 2018 (in luogo del 31 dicembre 2015). I requisiti anagrafici non sono adeguati agli incrementi alla speranza di vita.

RISCATTO CONTRIBUTI: In via sperimentale, per il triennio 2019-2021, sarà possibile riscattare fino a 5 anni di periodi non coperti dai contributi, in tutto o in parte. L'opzione potrà essere utilizzata solo da coloro la cui pensione sarà liquidata integralmente con il sistema di calcolo contributivo.

LAUREA: Viene modificata la disciplina del riscatto, relativamente ai periodi da valutare con il sistema contributivo: dovrà essere versato un contributo pari, per ogni anno da riscattare, al livello minimo imponibile annuo (pari a 15.710 euro per il 2018), moltiplicato per l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigenti alla data di presentazione della domanda.

ASSUNZIONI: In seguito alla entrata in vigore del pensionamento anticipato vengono autorizzate specifiche assunzioni in diverse amministrazioni: Mibac, ministero della Giustizia, regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario. Inoltre per peculiari esigenze, derivanti dalle specifiche funzioni, sono autorizzate assunzioni nel corpo della Guarda di finanzia e dell'arma dei Carabinieri.

INPS E INAIL: Cambia la governance dell'Inps e dell'Inail , prevedendo la reintroduzione del Consiglio di amministrazione tra gli organi di tali enti. In fase di prima applicazione, in attesa della nomina del Cda, si consente la nomina di un soggetto cui sono attribuiti i poteri del presidente e del consiglio di amministrazione.

GIOCHI: Viene disposto l'aumento della ritenuta sulle vincite del gioco numerico a quota fissa denominato '10&Lotto' e delle aliquote del prelievo erariale unico (Preu) applicabili agli apparecchi new slot. Si prevede, inoltre, che il rilascio dei nulla osta di distribuzione ai produttori e agli importatori degli Awp sia subordinato al versamento di un corrispettivo, una tantum, di 100 euro per ogni apparecchio. Vengono inasprite le sanzioni nei confronti delle organizzazioni abusive del gioco del lotto, di scommesse, di concorsi pronostici e viene prevista una nuova sanzione applicabile a chiunque produca o metta a disposizione apparecchi destinati al gioco.

Atteso da tempo dai possessori di veicoli a metano, è stato pubblicato il decreto che autorizza il rifornimento in modalità self-service e permetterà agli automobilisti che hanno veicoli a gas di rifornirsi anche da soli in orari notturni, utilizzando la modalità self-service.

"Dopo aver superato il vaglio della Commissione Europea - chiarisce una nota di Federmetano - e dopo essere stato firmato dal Ministero dell'Interno e dal Ministero dello Sviluppo Economico, lo schema di decreto che modifica il testo, attualmente in vigore, della norma inerente l'esercizio degli impianti di distribuzione stradale del gas naturale per autotrazione e che permetterà il rifornimento di metano in modalità self-service è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20/03/2019. La nuova norma entrerà in vigore dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione". Il self-service renderà tra l'altro più appetibile l'uso del metano per le flotte: per poter fare il pieno i consumatori dovranno accreditarsi in uno speciale database 'on-line', dopo aver seguito un apposito tutorial che indichi i passaggi chiave del rifornimento.

Nel commentare l'emanazione del provvedimento, Licia Balboni, presidente della Federazione Nazionale Distributori e Trasportatori di metano, ha sottolineato: "Federmetano ha lavorato attivamente affinché la possibilità di rifornirsi autonomamente divenisse una realtà. La rete distributiva vanta attualmente poco più di 1300 punti vendita, di cui 47 autostradali. Ricordiamo che tale novità rappresenta una possibilità di vendita e non un obbligo di legge per chi esercisce le stazioni di vendita carburanti, saranno i consumatori a determinare lo sviluppo di questa nuova opportunità"

Dopo il 2001, il 2017 in Italia è stato il secondo anno tra i più "secchi" dell'intera serie calcolata dal 1961. Lo indica l'Annuario dell'Ispra nella sezione Clima e Inquinamento atmosferico. La quantità di piogge caduta in media nel 2017 è stata del 22% inferiore alla norma, mentre l'anomalia della temperatura media in Italia è stata di +1,30 gradi centigradi, superiore di 0.1 a quella mondiale (che ha segnato +1,20 gradi).

Positivi invece i dati sulle emissioni totali di gas serra diminuite del 17,5% dal 1990 al 2016. Il valore limite giornaliero (50 microgrammi per metro cubo da non superare più di 35 volte per anno) di polveri sottili PM10 nel 2017 non è stato rispettato però nel 31% delle stazioni di rilievo. In totale dal 1990 al 2016 le emissioni nazionali di particolato atmosferico PM10 sono in diminuzione del 33,7% e le emissioni complessive di ossidi di zolfo, ossidi di azoto e ammoniaca sono in calo del -66,8%. 

In Italia, oltre 6 milioni di abitanti risiedono in aree ad elevato e medio rischio di alluvioni mentre la popolazione a rischio frane, se si considerano le due classi a maggiore pericolosità (elevata e molto elevata), è pari a oltre 1,2 milioni di abitanti. Lo indica l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nell'edizione 2018 dell'Annuario dei dati ambientali presentato a Roma. 

Dalla banca dati relativa al dissesto idrogeologico emerge che nel 2017 ci sono state 172 frane importanti che hanno causato in totale 5 vittime, 31 feriti e danni prevalentemente alla rete stradale, eventi distribuiti in particolare nelle regioni Abruzzo, Campania, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Marche. Quanto ai terremoti, nel 2017 quattro eventi hanno raggiunto e superato magnitudo 5, tutti avvenuti il 18 gennaio, con epicentri in provincia de L'Aquila. Quelli di magnitudo pari o superiore a 4 sono stati 16, di cui 13 nel Centro Italia.

Sono 3.182 "gli alieni", cioè le specie alloctone introdotte in Italia e potenzialmente invasive, che possono cioè minacciare la biodiversità. E' quanto emerge dall'Annuario 2018 dell'Ispra in cui è indicato che la fauna in Italia conta oltre 60.000 entità e la flora 8.195 entità di piante vascolari e 3.873 entità non vascolari. Particolarmente minacciato il 42% delle 202 specie tutelate dalla Direttiva Habitat.

Per valorizzare la biodiversità in Italia, l'Ispra fa un confronto con l'Europa e per quanto riguarda la fauna, tra gli insetti, gli Ortotteri (grilli e cavallette) sono circa il triplo di quelli della Polonia, il decuplo della Gran Bretagna e della Norvegia e oltre 150 volte quelli dell'Islanda e il numero di specie dei Lepidotteri (farfalle) è più del doppio di quello della Gran Bretagna. Resta alto il livello di minaccia, avverte l'Istituto di ricerca e protezione: 120 specie di vertebrati terrestri sono minacciate per la perdita e la degradazione di habitat, in particolare gli anfibi (36%) e i pesci ossei di acqua dolce (48%). L'Ispra rileva che più dell'89% delle acque costiere di balneazione è in classe eccellente nel quinquennio 2014-2017 ma un'alga tossica, la Ostreoptis ovata, è stata riscontrata nei mari di 10 regioni costiere nel 2017 esclusi Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto.

Nell'ultimo anno, i prodotti agroalimentari Made in Italy esportati in Cina sono valsi 440 milioni di euro col vino che traina, mentre l'import di cibo e bevande dalla Cina ha toccato quota 595 milioni di euro. Sono i dati diffusi dall'Ufficio Studi di Cia-Agricoltori Italiani in occasione della visita di Stato del presidente Xi Jinping a Roma. 

L'interscambio commerciale agroalimentare Italia-Cina, quindi, si è chiuso a favore di Pechino per una valore di 154,5 milioni di euro nel 2018. Con un valore di 127 milioni di euro nel 2018, è il vino il prodotto Made in Italy più esportato in Cina, spinto soprattutto dalle bollicine -evidenzia l'Ufficio Studi Cia-Agricoltori Italiani-. Il vino incide per un terzo sull'export complessivo (29%), tanto che l'Italia è diventata il quinto fornitore di vino in Cina. Seguono a distanza, nelle esportazioni verso Pechino, il comparto lattiero-caseario (33 milioni di euro) e l'olio d'oliva (27 milioni), che insieme valgono circa il 15% dell'export agroalimentare italiano in Cina.

''Bisogna precisare, però, che a incidere sul saldo commerciale negativo per l'Italia, precisa l'Ufficio Studi Cia-Agricoltori Italiani, è stato il peso importante (33%) esercitato dalla categoria "animali da pellicceria e pelli da pelliccia" all'interno della categoria prodotti agroalimentari Made in China. D'altra parte -osserva l'analisi Cia- dal 2010 ad oggi l'incremento delle esportazioni ha più che quintuplicato quello delle importazioni. Infatti, fatto cento il valore di entrambi i flussi commerciali, mentre gli arrivi da Pechino sono aumentati del 19%, le vendite estere sono cresciute del 129%. 

C'è stato un fitto lancio di uova e frutta, nel carcere di San Vittore, ieri, quando è arrivata la distribuzione della colazione a mensa. Gli insulti e gli alimenti sono partiti in direzione della cella di Ousseynou Sy, il dirottatore del Pullman con 51 bambini, che ha passato la sua prima notte, insonne, a San Vittore.
    Reazioni del genere non sono insolite, in carcere, quando arrivano nuovi detenuti come violentatori e pedofili, che per la cosiddetta 'legge del carcere' sono indesiderabili. Anche per questo dopo la prima notte Sy è stato trasferito nel Settore protetti dove si trovano pentiti e appartenenti alle forze dell'ordine.

Una serata che offrirà al pubblico l'occasione di assistere a uno spettacolo eccezionale e allo stesso tempo contribuire a un importante progetto di solidarietà. 

Venerdì 29 marzo 2019 alle 21, presso il Teatro Carbonetti di Broni (provincia di Pavia) in via Leonardo Da Vinci 27, gli Ararat Ensemble Orchestra si esibiranno in "Fiumana", concerto jazz con la partecipazione straordinaria del musicista gambiano Haruna Kuyateh. La serata è organizzata dal Lions Club Stradella Broni Host per sostenere AGAL – Associazione Genitori e Amici del Bambino Leucemico, associazione pavese che dal 1982 opera a favore dei bambini e dei ragazzi colpiti da malattie oncoematologiche. Per informazioni e biglietti è possibile chiamare i numeri 347 2471310, 338 7419696 e 366 4537085. 

In questo coinvolgente spettacolo le sonorità jazz si mescoleranno ai suoni del continente africano: Kuyateh è infatti un "griot" ovvero un cantastorie del Mali, che porta con sé la Kora, strumento musicale della tradizione maliana - una sorta di arpa liuto - formato da una mezza zucca, pelle di vacca e ben 21 corde. La direzione artistica è affidata a Domenico Celadin; ideatore della serata è l'artista Diego Boiocchi, in arteMoho, che con l'occasione esporrà anche una sua personale installazione. 

L'intero ricavato dell'iniziativa contribuirà al completamento dei nuovi alloggi (arredi e dotazioni) che AGAL gestirà a Pietra de' Giorgi, nell'Oltrepò Pavese. Qui saranno accolti i bambini che con i loro familiari arriveranno da altre regioni e Paesi per sottoporsi a cure e trattamenti presso la Clinica di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia, e che per motivi economici non potranno permettersi una soluzione abitativa per il lungo periodo di degenza.

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