Mercoledì, 01 Aprile 2020
Mercoledì, 19 Giugno 2019

Bollette “pazze”, esposti in Procura, il rischio concreto di andare incontro a una vertenza sindacale per mancato rispetto di accordi con Cgil, Cisl e Uil. Asm Voghera e la sua controllata, Asm Vendita e Servizi, sono ormai da tempo nella bufera. In attesa dell’assemblea soci e del consiglio comunale che a fine mese potrebbe dare indicazioni sul destino della municipalizzata di via Pozzoni il Comune e i vertici aziendali non prendono posizioni ufficiali ma incassano critiche e malcontento da varie parti. La gatta da pelare per la giunta Barbieri che, ricordiamo, è l’azionista di maggioranza di Asm, resta quindi brutta. Andando per ordine, il caos è iniziato con il cosiddetto “caos bollette”, con problemi seri nella fatturazione: ritardi nell’emissione delle bollette, importi sbagliati, alcuni solo stimati, altri di un intero anno con la conseguente difficoltà dell’utente costretto a correre per pagare cifre anche di ventimila euro, bollette emesse con la scadenza il giorno successivo con ritardi nel accreditamento del Bonus. Che cosa è accaduto? Tutto ha avuto inizio con il pensionamento o la “fuga” di alcuni dipendenti esperti. «Gente che conosceva molto bene la macchina comunale e sapeva gestirla in modo adeguato» spiega Federico Taverna, consigliere comunale ex Forza Italia, che è stato anche vicepresidente di Asm Tortona. Taverna è stato anche tra i firmatari per la richiesta all’Amministrazione di una commissione d’inchiesta su Asm (bocciata dalla maggioranza).

«Abbiamo fatto questa richiesta non per manie di protagonismo o per “commissariare l’azienda” ma per dare un segnale di volontà, da parte della politica, di approfondire la questione, peccato che la maggioranza abbia preferito fare muro e respingere questa richiesta, ma il problema resta e il malcontento dei cittadini pure». Il rischio, per alcuni, poteva essere danneggiare l’immagine dell’azienda. «Se l’azienda oggi offre un’immagine di pressappochismo e poca trasparenza – replica - non è di certo per colpa di chi chiede la commissione speciale, tutt’al più di chi la sta gestendo. La politica non può abdicare e la gente per strada identifica Asm e Comune, per cui pretende risposte».

Risposte che da palazzo Gounela ancora non arrivano. «La cosa che non ha alcuna spiegazione logica è che nonostante tutto il polverone intorno alla vicenda il sindaco e i vertici non abbiano fatto nulla per risolvere la faccenda» attacca il leghista Pierfelice Albini, che auspica un azzeramento immediato del cda: «Per risolvere in tempi rapidi la situazione sarebbe opportuno azzerare il consiglio d’amministrazione di Vendita e Servizi e nominarne uno tecnico e competente per migliorare il servizio ai cittadini, evitare un danno di immagine per tutta Asm e la perdita di numerosi clienti che stanchi di questo disservizio si stanno spostando su altri fornitori».

Come lui, sull’azzeramento del cda, la pensa Pier Ezio Ghezzi del PD. «Bisogna nominare manager distanti dalla politica e togliere le deleghe al Direttore Generale riorganizzando la società. Nominare una Commissione di Lavoro di tutti i capigruppo del Consiglio comunale, che verifichi le condizioni di ASM e controlli i nuovi amministratori» dice l’ingegnere dem, che punta il dito contro la giunta e fa la conta del danno economico: «La responsabilità del saccheggio di ASM è della giunta di centro-destra: ha nominato sia amministratori sia un direttore generale incapaci di gestire il Gruppo. Il danno a carico dei vogheresi di ASM Vendita & Servizi è di circa un milione di euro. L’organico è stato raddoppiato con assunzioni clientelari di figli di consiglieri comunali e attivisti delle campagne elettorali».

Di segno analogo l’intervento della consigliera a 5 Stelle Caterina Grimaldi. «Quello che accade in ASM Vendita e Servizi riguarda l’idoneità di alcune figure professionali con le conseguenti criticità nell’ordinaria emissione delle fatturazioni, gli alti costi delle consulenze, le possibili negative ripercussioni sui flussi di cassa dovuti ai numerosi rimborsi. L’unica mossa seria del Sindaco sarebbe quella istituire la commissione d’inchiesta votata dalla minoranza in Consiglio Comunale e l’azzeramento dei vertici aziendali».

Sulla qualifica del personale che dovrebbe gestire le fatturazioni pesa l’ombra di un richiamo arrivato all’azienda Asm Vendita e Servizi da una nota ufficiale dei sindacati in cui si chiede di smettere con le assunzioni interinali e di indire dei concorsi. «Ben 17dipendenti in VeS  su 22 sono assunti con contratto interinale» dice il leghista Albini. «Sarebbe opportuno assumere personale qualificato per evitare quello che sta succedendo in questo momento nella partecipata VeS».

Al problema delle bollette e del richiamo del sindacato se ne aggiunge uno che coinvolge la magistratura: contro Vendita e Servizi pendono due esposti in Procura. In questo caso a rendere ancora più singolare la situazione concorre il fatto che uno di essi (l’altro sarebbe di un comune cittadino presentato in relazione all’assunzione del manager Chiappa) venga dal direttore generale di Asm Piero Mognaschi, che –  in apparenza senza comunicarlo ai vertici dato che l’amministratore unico Daniele Bruno si è dichiarato estraneo alla vicenda – ha di fatto proceduto a denunciare una sua controllata, per presunti favoritismi nella gestione dei crediti verso alcuni soggetti. «Legittimo e doveroso il suo esposto alla magistratura – sostiene Ghezzi - ma inaccettabile che non lo abbia condiviso con gli Amministratori e i Soci da cui ha ricevuto le deleghe. Mognaschi ha sfiduciato i suoi datori di lavoro. La domanda da farsi comunque è: non se ne è mai accorto nessuno?». Marco Sartori, oltre che capogruppo di Fratelli D’Italia è anche avvocato. «Se il dg di Asm si è esposto cosi tanto, verificando i pro e i contro di una tale azione, significa che la situazione è veramente poco chiara». Dal punto di vista politico, per Sartori si sta assistendo a un «regolamento di conti interno. L’immobilismo del Comune, su questa vicenda, è dettato da una idea di fondo sbagliata del tipo “meno se ne parla meglio è”. Credo sia un grave errore nascondere la polvere sotto il tappeto. Se, poi, nel calderone ci mettiamo anche il fenomeno delle “bollette pazze” il danno elettorale in vista del 2020 è potenzialmente enorme». Tornando sulla questione “bollette pazze” mette poi in guardia: «Credo che a livello pratico sia difficile, se non impossibile, per l’azienda, recuperare tutti i dati corretti sulle bollette che gli utenti devono pagare... ci vorrà del tempo. Una situazione mai vista, che li pone a rischio di eventuali azioni legali da parte degli utenti stessi». Come a dire che non tutti i nodi potrebbero già essere venuti al pettine. In attesa del consiglio comunale che a fine giugno dovrebbe gettare un po’ di chiarezza sulla strategia del Comune per riuscire dall’impasse (possibile rinuncia all’amministratore unico e nomina di un nuovo cda a 5 elementi sarebbe una possibilità che le voci di corridoio accreditano) la situazione resta calda. Non solo per il clima.

   di Christian Draghi

L’Equipaggio di Ruino composto da Daniele Ruggeri e Martina Marzi a bordo della piccola Fiat 127 Sport con i colori della Media Rally Promotion, sono stati autori di una prestazione superlativa al Rally Storico del Grifo corso  in condizioni meteo avverse e proibitive che hanno esaltato le prestazioni del duo della berlinetta torinese.

Nella gara vinta da Guido Sterza e Mauro Lucchi su Renault 5 Turbo davanti alla Porsche 911 RSR di Agostino Iccolti e Giuseppe Ferrarelli e alla Volkswagen Golf GTI di Filippo Baron, l’equipaggio oltrepadano ha conquistato uno straordinario quinto posto assoluto, primo di Gruppo e primo di Classe, battendosi come un leone tra vetture ben più potenti. La gara, valida quale terzo appuntamento della Coppa 127 si é sviluppata sulle prove speciali venete, che hanno scritto pagine del rallysmo italiano, rese ancora più difficili dalla copiosa pioggia che le ha letteralmente trasformate in ruscelli. Fin dalle prime prove speciali del sabato, Daniele Ruggeri e Martina Marzi prendono il comando tra i contendenti della coppa riservata alla berlinetta torinese, facendo oltretutto segnare ottimi tempi nella classifica generale dando paga a vetture ben più performanti.

L’alta competitività di questi trofeisti é dimostrato anche da una seconda 127, quella dell’equipaggio della Scaligera Rally condotta da Manuel Negrente in coppia con Andrea Signorini che si porta nelle zone alte della classifica. Al termine della due giorni di gara, tra prove speciali dal manto coperto d’acqua e scivolose, il duo lombardo della Media Rally Promotion, oltre a Gruppo e Classe, ha quindi vinto anche il terzo appuntamento della Coppa 127 e come detto, classificandosi addirittura in quinta posizione assoluta, mentre terminano secondi nel trofeo i già citati veronesi Manuel Negrente e Andrea Signorini, bravi anche loro ad entrare nella top ten, al nono posto assoluto. «Gara difficile, bagnata – ha dichiarato soddisfatto Daniele Ruggeri – ci siamo rifatti della sfortuna patita nel primo appuntamento».

«Gara tosta, difficile –  gli fa eco la navigatrice Martina Marzi – in cui ci siamo comunque divertiti e questo é importante».  Ora, Daniele Ruggeri e Martina Marzi avranno modo per preparare a puntino la gara di casa, il Rally 4 Regioni in programma i prossimi 5 e luglio, che seppure non valida per la “Coppa 127”, rimane comunque un traguardo ambitissimo. Ottima anche la prestazione fornita dalla veneta Lisa Meggiari tornata a fare coppia con la rivanazzanese Silvia Gallotti. Per loro un più che onorevole 12 posto assoluto, agguantato mettendo in campo tanta grinta dopo un inizio di gara difficile.

«è la prima volta che corro la gara di casa – ha detto la Meggiarin - Mai vista tanta acqua così. Una scelta di gomme a dir poco pessima (colpa mia ) il sabato sera che ci ha messo a durissima prova.

Penalizzando la classifica di brutto e facendomi pensare al ritiro... Ma la domenica abbiamo risolto in parte il problema grazie ad un amico e tra Jollyni e jollony giocati alla grande, ma sempre con il sorriso, siamo riuscite a risalire in parte la china. Ringrazio Silvia, che ha condiviso con me quest’avventura e tutti gli amici che mi sono stati vicino».

Classifica generale delle prime 15 posizioni                                         

  1. Sterza-Lucchi (Renault R5 GT Turbo) in 37’33.4; 2. Iccolti-Ferrarelli (Porsche 911 Rs) a 1’14.5; 3. Baron-Corradini (Vw Golf Gti 16V) a 1’21.3; 4. Santagiuliana-Valerio (Citroen Ax Sport) a 1’23.9; 5. Ruggeri-Marzi (Fiat 127 Sport) a 2’29.0; 6. Lusa-Berdin (Fiat Uno Turbo) a 3’00.8; 7. Baghin-Zandonà (Alfa Romeo Alfetta Gt) a 3’22.5; 8. Albertini-Scardoni (Porsche 911) a 3’36.5; 9. Negrente-Signorini (Fiat 127 Sport) a 4’02.5; 10. Pellizzari-Magnaguagno (Ford Escort Rs 2000) a 4’07.5; 11. Sanna-Dal Brà (Porsche 911 Sc) a 4’15.7; 12. Meggiarin-Gallotti (Autobianchi A 112 Abarth) a 4’27.9; 13. Rossi-Marchiondo (Fiat Uno Turbo) a 4’40.0; 14. Sbalchiero-Manea (Fiat 127) a 5’01.4; 15. ZandonÃ-Ballini (Bmw M3 E30) a 5’32.0;

di Piero Ventura

"Esprimo soddisfazione per l'arrivo a Pavia di ventisei nuovi capisquadra dei vigili del fuoco stabilito dal Viminale. Dalle parole ai fatti: un'altra promessa mantenuta, che segue quella altrettanto positiva degli undici nuovi agenti della Polizia di Stato giunti pochi giorni fa grazie al decreto Sicurezza-bis. Entro aprile 2020 è previsto un ulteriore incremento dell'organico, con venti agenti destinati alla Questura di Pavia. Dunque, un'altra ottima notizia per la sicurezza del nostro territorio e dei cittadini. Con la Lega al governo continuiamo senza sosta a mantenere alta l'attenzione sulla necessità assoluta di potenziare il più possibile i presìdi di legalità". Così la deputata pavese della Lega, Elena Lucchini.

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Ieri la Giunta regionale della Lombardia ha approvato l'elenco dei fanghi ammissibili all'utilizzo in agricoltura. La delibera ha come obiettivo la limitazione dell'uso nei campi dei fanghi provenienti da produzioni chimiche, tessili, cosmetiche, da centrali termiche e da rigenerazione di oli a favore della valorizzazione della materia organica, nell'ottica di preservare le matrici ambientali.

Simone Verni, il consigliere regionale di Casteggio,  del M5S Lombardia, commenta: “Bene la delibera di Giunta che finalmente esclude alcuni tipi di fanghi dallo spandimento. Grazie all’elenco finalmente i cittadini scoprono che la Lombardia consentiva di spandere sui terreni agricoli stralciati i fanghi di centrali termiche e chimiche vietati in altri regioni. Sarà stato anche per questo motivo che la Regione Lombardia importava fanghi dal resto del paese. Oltre alla limitazione degli scarti da distribuire occorre dare il via alla tracciatura dei derivati dei fanghi, come i gessi di defecazione. Serve anche l’introduzione di una fascia di rispetto per i centri abitati,il divieto di spandimento nei giorni festivi e le analisi dei suoli pre e post stagione di spandimento”.

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"Sono circa 370 - scrive il Codacons - le slot machine dislocate nei vari locali pubblici di Voghera. Si calcola che ogni anno la spesa media si aggiri intorno agli 80 milioni di euro e la città è l'unica della Provincia senza un regolamento. Gli effetti sono visibili: la stragrande maggioranza dei locali pubblici sono muniti di slot machine e la febbre da gioco impazza in città. A Voghera valgono solo le regole regionali, non esiste come detto, un regolamento comunale e non si capisce se questa mancanza sia dovuta ad una precisa volontà politica. L'opposizione aveva presentato una bozza di regolamento che prevedeva di non consentire più nuove aperture di sale slot rapportando il numero di sale a quello di abitanti, ma la proposta non ha avuto seguito. E' semplicemente scandaloso che Voghera sia l'unico comune della provincia privi di un regolamento finalizzato a regolamentare il gioco d'azzardo. Le statistiche in città sono allarmanti: la spesa media si aggira sugli 80 milioni di euro annui il che significa all'incirca € 2.000 pro capite. Numeri allarmanti. Per questa ragione il Codacons diffiderà oggi il Comune di Voghera all'adozione di un regolamento di contrasto alla ludopatia ". 

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"“Sul Burl, il Bollettino ufficiale di Regione Lombardia, è stato finalmente pubblicato il bando per l’assegnazione di contributi ai cittadini per la rimozione di coperture e di altri manufatti in cemento-amianto da edifici privati, le cui domande saranno raccolte a partire dall’8 luglio. È una nostra vittoria”, è soddisfatto Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd e componente della VI Commissione Ambiente, che da anni porta avanti la battaglia per lo smaltimento dell’asbesto e la bonifica delle aree contaminate. 

“Una decisione che attua quanto richiesto con un ordine del giorno di nostra iniziativa, approvato dal consiglio regionale quasi un anno fa, il 30 luglio 2018 – prosegue Villani –. Perciò, finalmente, dopo 15 anni, Regione Lombardia ha pubblicato un nuovo bando per la rimozione destinata ai privati. L’unico intervento precedente risale, infatti, all’ottobre 2004”. 

Per una regione dove, al 28 febbraio 2018, erano stati censiti 207.475 siti e strutture private e pubbliche, cui corrisponde un volume pari a 5.331.966 metri cubi di amianto, “poter dare anche ai cittadini la possibilità di liberarsi del pericoloso materiale, è un successo”, commenta ancora Villani. 

In sintesi, il bando, che stanzia 1 milione di euro, prevede che siano oggetto di finanziamento le spese sostenute per la rimozione e lo smaltimento di coperture o altri manufatti in cemento-amianto posti all’interno degli edifici, ad esempio canne fumarie, tubazioni, vasche. Inoltre, i manufatti devono essere stati denunciati all’Ats competente e potranno essere finanziati unicamente progetti i cui lavori saranno realizzati a seguito dell’approvazione della graduatoria.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino alla concorrenza massima del 50% dell’importo ammissibile e non oltre un massimo di 15mila euro per intervento. Le domande dovranno essere presentate on line a partire dalle 10 dell’8 luglio e fino alle 16 del 9 settembre 2019. E possono essere presentate dal proprietario dell’immobile oggetto degli interventi (in caso di condominio, con o senza amministratore, costituirà delega il verbale dell’assemblea condominiale). Sarà una graduatoria a selezionare gli aventi diritto. 

“È dall’inizio della nuova legislatura che stiamo premendo sulla Giunta affinché dia il via libera a questa iniziativa: emendamenti al Piano regionale di sviluppo e alla legge di stabilità, mozioni, interrogazioni, question time e ordini del giorno sono stati continui. Finalmente, ora si parte”, conclude Villani."

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"Il colosso vitivinicolo Terre d’Oltrepò, la prima cantina cooperativistica della Lombardia, sta tracciando il percorso per la vendemmia 2019. Nelle ore scorse il presidente Andrea Giorgi ha fatto il punto con il direttore Marco Stenico, con il vicepresidente Marco Forlino, con gli enologi Pietro Dilernia, Marco Rossi e Alberto Servetti e con i responsabili degli uffici soci e qualità. Un percorso condiviso che ha visto l’intera dirigenza di TDO compatta nel delineare l’operatività in vista della prossima vendemmia.

“Abbiamo programmato – spiega il presidente Andrea Giorgi – questo importante momento della stagione lavorativa in quanto abbiamo posto le basi per un lavoro che porterà qualità ai nostri vini. Perché siamo sempre più convinti che anche una grande cantina cooperativistica come la nostra deve assolutamente lavorare in questa direzione, come stiamo già facendo da inizio mandato e come abbiamo dimostrato con il Testarossa di La Versa”. Sono stati formalizzati alcuni passaggi chiave, inoltre è stato perfezionato con le Università di Piacenza e di Milano, con la supervisione degli agronomi interni, la tecnica della cosiddette curve di maturazione, utilizzata per individuare quando l’uva può esprimere esattamente le sue caratteristiche migliori in termini di qualità. “La recente riunione voluta congiuntamente con il direttore Stenico e la parte tecnica della cantina – spiega il presidente Giorgi – ci ha permesso di individuare alcuni paletti entro cui operare in vista della vendemmia. Gli step individuati ci permetteranno di selezionare le uve migliori al loro arrivo in cantina; di rispondere adeguatamente ai tempi di vinificazione; di creare minori disagi per i nostri soci e quindi di garantire un afflusso di prodotto in azienda più regimentato. Tutto questo per assicurare qualità che rappresenta oggi il nostro primario obiettivo. Inoltre il direttore Stenico sta definendo le quantità di vino da produrre in base al mercato, un altro passaggio fondamentale che ci permette di adeguarci al trend delle vendite”.

Andrea Giorgi guarda anche al mondo dei soci, circa 700 su tutto il territorio oltrepadano. “Sono la nostra colonna portante – spiega il numero uno della cantina – e a loro ci rivolgiamo con una politica che vuole favorire i conferitori perché, più di tutti, credono nel nostro piano industriale che sta portando Terre d’Oltrepò ad ottenere parecchi risultati in termini di vendite e di critica”."

Immagine di repertorio 

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