Mercoledì, 01 Aprile 2020
Martedì, 25 Giugno 2019

Corruzione e rivelazione di segreti di ufficio. Con queste accuse la Guardia di Finanza di Como lunedì 24 giugno 2019 ha arrestato l’ex direttore Provinciale della Agenzia delle Entrate di Como (attualmente direttore dell’Agenzia delle Entrate di Varese), Roberto Leoni, Stefano La Verde, funzionario della Agenzia delle Entrate già in servizio presso l’Agenzia delle Entrate di Como (attualmente capo area dell’ufficio legale dell’Agenzia delle Entrate di Pavia), l'imprenditore Andrea Butti della tintoria Butti e i due titolari (padre e figlio) dello studio commercialista Pennestrì di Como, Antonio e Stefano Pennestrì. Tutti in carcere, tranne Butti ai domiciliari.

Secondo le indagini delle Fiamme Gialle, Butti per il tramite dei titolari dello studio Pennestrì, ideatori dello schema corruttivo, avrebbe promesso e in parte versato somme di denaro non inferiori a 2mila euro al capo team dell’ufficio legale della Agenzia delle Entrate delegato a rappresentare l’Agenzia delle Entrate di Como all’udienza del 20 marzo 2019 davanti alla Commissione Tributaria di Como, affinché lo stesso funzionario nel corso dell’udienza omettesse di rilevare le ragioni a fondamento della pretesa erariale e favorisse l’accoglimento del ricorso presentato dalla Tintoria Butti.

Tale dinamica corruttiva si sarebbe resa necessaria a seguito del trasferimento a Varese del direttore dell’Agenzia delle Entrate di Como. Prima di tale trasferimento a Varese, secondo le accuse il direttore si era impegnato (dietro compenso) a favorire la chiusura dell’accertamento, in termini favorevole per la Butti verificata attraverso una transazione per sole 25mila euro. Il suo successore a Como nel ruolo di direttore non aveva però accettato tale transazione, nonostante le insistenze del capo team dell’ufficio legale.

In altre circostanze, i due titolari dello studio commercialista avrebbero promesso e in parte versato somme di denaro non quantificate nel loro esatto ammontare all’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Como Leoni ed a La Verde a fronte della indebita rivelazione da parte dell’ex direttore della Agenzia delle Entrate di Como dei soggetti (persone fisiche e giuridiche) inseriti nelle liste (da ritenersi riservate e non rivelabili a terzi) dei contribuenti da verificare da parte dell’Agenzia delle Entrate di Como nel corso del 2019, nonché dell’impegno assunto dai due pubblici ufficiali per far ottenere indebite riduzione del debito erariale dovuto a titolo di imposte, sanzioni ed interessi dai contribuenti da varie aziende e studi professionali.

Infine, Leoni è accusato, in concorso con i titolari dello studio Pennestrì, di avere indebitamente fornito gli elenchi completi dei nominativi delle società sottoposte ad accertamento dell’Agenzia delle Entrate di Como nell’anno 2019. I due professionisti avrebbero utilizzato le informazioni illecitamente ricevute comunicando successivamente ad un imprenditore, in base alle informazioni indebitamente ricevute, l’imminente avvio di una verifica fiscale nei confronti della SRL da questi amministrata. Le condotte illecite ascritte all’ex direttore della Agenzia delle entrate di Como sarebbero state perpetrate anche dopo il trasferimento a Varese del pubblico ufficiale indagato.

L’indagine è scaturita dalle segnalazioni alla Procura della Repubblica da parte di due funzionari della Agenzia delle Entrate di indebite ingerenze in alcune pratiche effettuate dal direttore indagato. L’attività di pedinamento inizialmente svolta nei confronti del citato dirigente ha consentito di accertare le frequentazioni di questi presso lo studio Pennestrì. Poi sono state eseguite intercettazioni telefoniche, audio e video con cui sarebbero stati accertati gli episodi e il riferimento alla disponibilità da parte dei pubblici ufficiali inquisiti a porre in essere (dietro compenso) un numero indeterminato di atti e comportamenti contrari ai loro doveri d’ufficio aventi come denominatore comune il fine di assicurare risparmi dal pagamento delle imposte incluse interessi e sanzioni ai contribuenti.

Nel corso delle indagini è altresì emerso che i due commercialisti indagati avrebbero proposto ai loro clienti operazioni fraudolente tese ad abbattere l’imponibile e consistenti anche nella registrazione di fatture per operazioni inesistenti emesse per contratti di sponsorizzazione. E’ infine in corso una articolata attività di perquisizione ed acquisizioni di documenti finalizzata a ricostruire sia le dinamiche corruttive coinvolgenti gli indagati sia le ipotesi di frodi tributarie poste in essere attraverso fittizi contratti di sponsorizzazione

Abbiamo incontrato Emanuele Firpo, barman classe ‘75, sulla terrazza del ristorante “Io e Vale’’ di Salice Terme. Luogo dove, ogni sera, prepara cocktail innovativi e osserva la vita che scorre sui tavoli del suo locale e sulla strada, proprio sotto. Un punto di vista privilegiato verso il mondo salicese e verso l’anima dei suoi clienti, che non sono semplici ‘’bevitori’’. Altrimenti andrebbero altrove...

Come nasce la sua carriera?

«Io nasco come creativo. Lo sono sempre stato. Ho iniziato la mia carriera lavorativa facendo il progettista meccanico. Ma venivo criticato, perché i miei disegni tecnici erano “abbelliti’’... quindi ho capito che il mio ambito era un altro.»

Che tipo di progetti?

«Progettavo impianti per fare i cavi.»

Cosa è successo dopo questa folgorazione sulla via di Damasco?

«Ho iniziato a fare il grafico pubblicitario, mi occupavo di creare volantini, poster e via dicendo. Avendo sempre avuto la passione del bar però, e quando sono stato contattato dal gestore del centro sportivo di Pontecurone che cercava qualcuno che potesse gestire un nuovo barettino esterno, ho colto l’occasione, ho accettato e da allora non ho più smesso di fare il barman.»

Quanti anni aveva, all’epoca?

«Avevo 23 anni. Ho visto che mi piaceva e da lì ho iniziato una nuova carriera notturna, ma continuando a lavorare anche di giorno, facendo il grafico per ancora una decina d’anni. A un certo punto dovevo pur scegliere uno o l’altro lavoro, perché se vai a dormire alle quattro del mattino non puoi lavorare sempre anche di giorno.

Il passo successivo?

«Ho preso in gestione un locale a Tortona, il Molino Alpha, che ho tenuto per 8 anni. È lì che mi sono sfogato! Eravamo due soci, uno che si occupava della cucina e io del bar. Come lui cercava di fare bene le cose in cucina, io cercavo di farle bene al bar.»

Ma la meta finale era Salice Terme...

«Abitando a 500 metri da qui ho chiesto ai miei attuali colleghi, i fratelli Marco e Alberto, se c’era la possibilità di creare un bar in questa terrazza. Questo è un posto storico, dai tempi di Ernesto, le serate di liscio... poi tante altre realtà importanti. Insomma, loro hanno accettato la mia proposta e da lì ho iniziato a fare quello che tutti i barman dovrebbero fare: ho studiato, ho studiato tanto.»

In che termini?

«All’inizio da autodidatta. Compravo libri e li studiavo. Dopo ho deciso che dovevo essere formato da una scuola. Come si può immaginare, un conto è andare a scuola a vent’anni, un conto è andarci a trentacinque. Per me è stato come scoprire un nuovo mondo. Ho studiato alla Drink Factory di Bologna, frequentando però i corsi a Milano. Questa esperienza mi ha permesso di specializzarmi; anche se già prima ero reputato abbastanza in gamba a creare cocktail, perché la mia specialità è la miscelazione. Sono un appassionato della merceologia del settore.»

Cosa intende per “merceologia del settore’’?

«La disciplina che va a studiare le proprietà chimiche e fisiche, la natura della merce. La merceologia del settore riguarda tutti i prodotti del bar, dalla vodka al gin, al rum, alla tequila. Ho studiato come si producono, le differenze fra i vari tipi... qualcosa che va al di là del sapore, del gusto.»

Questo con quale finalità?

«Seguendo l’onda della moda londinese sono stato portato a creare una linea di prodotti home-made, fatti in casa.»

Ovvero?

«Produco liquori, manipolo liquori esistenti con essenze, tinture... sono anche un piccolo erborista, gli amici mi chiamano ‘’l’alchimista’’, anche se alla fine non è proprio il termine giusto. Loro cercavano di trasformare i metalli in oro...»

E lei trasforma l’alcool in oro?

«Cerco solo di far capire alla gente che un prodotto è buono quando è buono, e non quando va di moda. La gente, magari, arriva e chiede: che gin hai? E io vado un po’ controcorrente, dato che i gin che ho sono quelli manipolati da me. Se faccio assaggiare due gin, il Gin Mare e quello che faccio io, mi dicono che è più buono il secondo. Certo, c’è dietro il lavoro di un anno...»

Come nasce un gin di questo tipo? Oltre alle competenze, servono strumenti particolari?

«Tra i corsi che ho seguito, uno riguardava il ‘’cocktail engineering’’, le preparazioni home-made.  Faccio un esempio: se prendi una granita al bar, ti mettono uno sciroppo di fragola. Io ho studiato per creare uno sciroppo di fragola diverso, che ovviamente è più buono. Per quanto riguarda le essenze utilizzo strumenti appositi, per esempio un sifone da panna per l’estrazione delle erbe e spezie.»

Qualche altra chicca, oltre ai gin?

«Oltre ai gin... beh, sono riuscito a trasformare una tequila in mezcal. La differenza sta nella cottura della pianta. Per questo è importante conoscere la merceologia. Solo studiando come si producono la tequila e il mezcal puoi lavorare in questo senso. Ovviamente la mia è una trasformazione fasulla: la tequila è fatta in un modo e la mezcal in un altro. Però succede che il cliente può trovare un prodotto di nicchia... in questo caso la tequila viene impreziosita di un’essenza di the affumicato cinese. E sembra proprio mezcal.»

Il cliente medio salicese come recepisce le novità, in generale?

«Per quella che è la mia esperienza devo dire bene, perché nonostante i momenti di caos che magari vengono a crearsi con il locale pieno, cerco sempre di spiegare cosa si sta bevendo. Un po’ come andare al ristorante, ti servono un piatto e il cuoco ti spiega come l’ha fatto. Viene apprezzato.

Poi magari ci sono persone che non hanno magari voglia di scoprire cose nuove, di scoprire che sapore ha la noce moscata. Bisogna rispettare tutti.»

Il vino dell’Oltrepò può essere la base per un cocktail?

«La differenza più schietta fra il vino e un liquore o distillato è il che vino ha una diversità fra anno e anno, quindi se tu crei un cocktail con un vino, l’anno dopo sarà già differente. Ovviamente stiamo parlando di vini di una certo livello, non parlo di un prosecco. Se tu prendi un Barolo 2004 ha un sapore differente da quello del 2002. Magari può essere interessante come esperimento, ma non può essere ripetuto.»

Però mi vengono in mente svariati esempi di vini aromatizzati che hanno una loro dimensione. Uno su tutti: il Barolo chinato. Magari non quello del supermercato... un prodotto che fra l’altro è anche utilizzato come base per cocktail. Davvero lei non crede che il vino possa essere miscelato con successo?

«Tutto è possibile. Del resto negli anni del futurismo, di Marinetti, c’era la moda di proporre tutto con prodotti italiani. Anche i drink. Nomi famosi per gli esperti come la ‘’giostra d’alcool’’, a base di barbera e cedrata.»

Si occupa anche di formazione, vero?

«Ho iniziato a proporre dei corsi per barman quando più di un cliente mi ha detto: con quello che sai fare dovresti insegnarlo agli altri. Mia madre è insegnante elementare in pensione...»

Un po’ nel sangue, quindi, l’insegnamento...

«Un po’ sì, sono sempre stato apprezzato per come spiego le cose. Ho iniziato proponendo un corso amatoriale, perché non mi sarei mai permesso di punto in bianco di insegnare a qualcuno un lavoro. Solo che poi sono arrivate anche richieste di giovani che volevano intraprendere questa attività. Quindi ho dovuto riprendere in mano i libri e trasformare il corso amatoriale in un vero corso da barman.»

Quando si svolgono questi corsi?

«Nel periodo invernale, quando Salice è un po’ più spenta. Da quando faccio i corsi ho un ‘’fracco’’ di amici in più... quasi sempre chi partecipa diventa mio amico, mi vede come un punto di riferimento. Se trovano lavoro mi contattano per fare un ripasso... che non ho mai negato, perché è mio interesse che una persona faccia bella figura.»

Le sue miscelazioni non si limitano ai cocktail. Ho sentito parlare di una specie di “viagra’’...

«Grazie alla mia conoscenza delle erbe e delle spezie sto creando, ma ci vorranno ancora mesi e mesi, una sorta di ‘’viagra’’ al naturale... Non svelo la ricetta, ma faccio un esempio: la liquirizia stimola pressione, il vino rosso dà una certa libido, il peperoncino lo conoscono tutti... insomma, la natura mette a disposizione tantissimi ingredienti con una loro funzione. Mettendone insieme diversi sono quasi arrivato a produrre questo ‘’viagra’’ naturale, leggermente alcolico che ovviamente può essere utile a chi soffre di ansia da prestazione, non certo a un anziano.»

Di Salice Terme, invece, cosa mi dice? Dalla sua terrazza lei ha modo di osservare tutto quello che passa ogni giorno. Salice a detta di molti non è più quella di una volta, ma quali sono i problemi?

«Io vorrei che la gente si ubriacasse un po’ meno, perché Salice è veramente bella ed è un peccato rovinarsi la serata bevendo troppo e male. Vorrei che le critiche sulla Salice notturna venissero un po’ meno.

Io non sono salicese di nascita, ma amo Salice. Il problema è che la gente non sa come divertirsi. Una cosa che io insegno nei miei corsi è come si beve. A me piacerebbe, sono anni che ci penso, insegnare ai giovani come bere. Se tu bevi quattro gin tonic, quando hai il momento di massima felicità? Non quando hai finito il quarto, magari quando sei al secondo. Sempre studiando, sempre leggendo libri, io so come non ubriacarsi. Quando uno è troppo ubriaco non si diverte. Un buon bicchiere d’acqua lo consiglio sempre, fra un drink e l’altro.»

 di Pier Luigi Feltri

"Gentile Direttore, in passato mi è capitato spesso di recarmi a Pavia con i treni che partono da Voghera quotidianamente. Oggi, dopo quasi 2 anni, ho ripreso il treno. E da qui le sto scrivendo. È un’indecenza! Già in passato avevo notato che questa linea, indicata già più volte come una delle più disastrate d’Italia per sicurezza, igiene, efficienza e manutenzione. Non è pensabile che nel 2019 ci siano ancora carrozze arrugginite, vecchie di quasi 40 anni, maleodoranti, che collegano centri urbani importanti con tempi di percorrenza biblici. Per non parlare dei frequenti guasti e ritardi cronici. Nonostante il blu scuro dei sedili di una indecifrabile pelle sintetica, le macchie di sporco sedimentate sono visibili da qualsiasi angolatura e luce, puzza e caldo insopportabile (ovviamente non esiste l’aria condizionata funzionante), posti stretti, pendolari ironicamente rassegnati, ubriachi che dormono, controllori e controlli praticamente inesistenti. E molto altro... Ci battiamo tanto per la difesa dell’ambiente promuovendo blocchi del traffico, la mobilità elettrica, il car sharing, la scelta del mezzo pubblico rispetto a quello privato, e non c’è modo di trovare rimedio a una situazione veramente al limite della dignità delle persone e dell’ambiente. Guardi che non sto calcando la mano: ho un passato da campeggiatore e diversi anni lavorativi passati in nell’Europa dell’Est, dove non sempre ho trovato situazioni di igiene e comodità! Mi rivolgo quindi a Lei e alla sua sensibilità, per capire cosa si può fare.

Magari tutti insieme promuovendo una raccolta firme. È solo una legittima denuncia di un disagio che miete vittime ogni giorno da ormai troppo tempo.. Ore 12.18. Per completezza di informazione... sono appena arrivato a Pavia con 28 minuti di ritardo.

Mauro Lanfranchi Voghera"

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Parallelamente all’apertura delle iscrizioni avvenuta il 5 giugno e che si protrarranno sino al 28 del mese, si stanno ultimando i preparativi per la grande festa dell’automobilismo su strada, fermamente voluta da Aci Pavia con a capo il suo presidente Marino Scabini in stretta collaborazione con la Scuderia Piloti Oltrepò di Voghera a cui fa capo Giuseppe Fiori, i quali hanno trovato in Lorella Rinna e Andrea Minchella, titolari della società sportiva Loran, e in tutto il loro staff altamente professionale, un considerevole supporto nella realizzazione del progetto. Dalla perfetta sinergia di queste importanti realtà é nato un evento di spessore destinato a rendere onore ad un grande nome appartenente alla storia del mondo del rallysmo: il Rally 4 Regioni”.

L’edizione 2019, é la concretizzazione di un progetto che vede il Rally 4 Regioni numero 22, in programma i prossimi 5 e 6 luglio, farsi in due per soddisfare i palati più raffinati con un evento in cui si amalgama passato e presente all’insegna dello sport e dello spettacolo. Un avvenimento in cui auto di ieri e di oggi e anche campioni di ieri e di oggi, si confronteranno nella due giorni agonistica che vede l’intera Valleversa con Pavia e un angolo del piacentino quale cuore pulsante dell’intera manifestazione. Ovviamente gli organizzatori hanno dovuto fare i conti con i tempi che sono cambiati e i regolamenti pure, pertanto consapevoli che nulla potrà essere come in passato, tranne la passione per questo sport. Quest’ultima é rimasta immutata negli anni e con impegno, spirito sportivo e di sacrificio, il comitato organizzatore vuole così proporre ai piloti e ai tanti appassionati un prodotto di qualità che nonostante le limitazioni regolamentari, possa onorare il grande rally di cui porta il nome. è giusto ricordare che in questo progetto hanno creduto supporter importanti tra cui: Loran, Iper Montebello, Montebello Centro Commerciale, LDI Bearings & Components di Davide Maggi, Maemi Nicelli Vini, Martinalli, Fincoma di Maggi, Fastcom di Frassone, Logiman di Luigi Brega e altri ancora. Note positive che fanno bene a questo nuovo capitolo di storia automobilistica della nostra provincia.

Dinnanzi a ciò e ai primi grandi nomi giunti alla segreteria, non nasconde una misurata soddisfazione, Marino Scabini, presidente del Comitato Organizzatore il quale dice: «Dai primi risconti raccolti emergono segnali positivi sia a favore del rally storico che di quello moderno. In entrambi avremo al via piloti di grande levatura e auto davvero interessanti. Anche la Regolarità sport é molto sentita.

Questo ci conforta parecchio. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando sodo. Le elezioni amministrative ci hanno costretto ad un doppio lavoro, ma tutte le amministrazioni comunali, vecchie o rinnovate dal voto, ci hanno garantito con entusiasmo tutte le autorizzazioni di cui necessita l’evento. La Valleversa, tutta intera, si sta mostrando molto sensibile e disponibile; questo, essendo io originario di questa terra, mi rende ancora più orgoglioso. Un grande grazie quindi va a tutti coloro che nell’ambito dei propri ruoli o delle proprie possibilità ci stanno offrendo un grande aiuto per raggiungere l’obiettivo prefissato».

La gara é in programma nelle giornate di venerdì 5 e sabato 6 luglio.

di Piero Ventura

Sono 6 gli interventi finanziati dall'Assessorato alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile in Oltrepò Pavese, per un totale di euro 264.277.

Vanno dal consolidamento strutturale dei ponti alla riqualificazione degli incroci, dal completamento dei percorsi ciclopedonali alla sistemazione delle fermate del trasporto pubblico fino alla protezione di scarpate e declivi.

Nel dettaglio:

- Unione di Comuni Oltrepo Centrale (Corvino San Quirico, Mornico Losana, Oliva Gessi) intervento su via Don Orione (27.440 euro);

- Unione di Comuni lombarda Terre dei Malaspina, realizzazione e messa in sicurezza di percorsi e accessi alle fermate del trasporto pubblico da eseguirsi in Comune di Ponte Nizza-via Roma e Comune di Cecima loc. Casa Cucchi, (45.391 euro);

- Godiasco, interventi strategici finalizzati alla salvaguardia degli utenti deboli nei centri abitati e nelle frazioni (67.200 euro);

- Fortunago, messa in sicurezza di infrastrutture per la viabilità e opere connesse alla loro funzionalità: interventi in Fortunago e frazione S. Eusebio (54.326 euro);

- Portalbera, ripristino della viabilità comunale (39.820 euro);

- Zavattarello, messa in sicurezza e riqualificazione di infrastrutture per la mobilità comunale (30.100 euro).

Attraverso il bando per la messa in sicurezza delle strade, indirizzato specificamente ai piccoli Comuni, su iniziativa dell'assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile Claudia Maria Terzi, Regione Lombardia ha erogato 5 milioni di euro per finanziare 109 interventi che vanno dal consolidamento strutturale dei ponti alla riqualificazione degli incroci, dal completamento dei percorsi ciclopedonali alla sistemazione delle fermate del trasporto pubblico fino alla protezione di scarpate e declivi.

SOSTEGNO CONCRETO AI PICCOLI COMUNI - "Il fondo straordinario - ha spiegato l'assessore Terzi - è stato pensato per aiutare fattivamente i Comuni sotto i 5.000 abitanti e le Unioni dei Comuni, tenendo conto che le piccole realtà spesso, in passato, sono state impossibilitate ad effettuare fondamentali lavori per la messa in sicurezza delle strade perché negli anni, sui loro bilanci, hanno inciso negativamente i tagli operati dai Governi precedenti e i vincoli di spesa. Misure come questa dimostrano l'attenzione di Regione Lombardia al tema, prioritario, della messa in sicurezza delle infrastrutture".

CONTRIBUTI REGIONALI - Il contributo erogato è pari al 70% del costo dell'opera. Erano finanziabili interventi fino a 100.000 euro, che salgono a 200.000 per quelli che riguardano ponti e cavalcavia: il valore minimo è 10.000 euro.

PROROGA DEI TERMINI - La Giunta regionale ha deliberato una riprogrammazione dei termini di conclusione dei lavori ammessi al finanziamento in oggetto e di realizzazione delle spese sostenute, e rideterminato le scadenze in ordine alla rendicontazione delle opere eseguite. "Ho scritto una lettera ai Comuni ammessi al bando - ha proseguito Terzi - per informarli di questa novità, in modo che i lavori in atto possano essere completati senza il timore di perdere il finanziamento". La nuova programmazione prevede la conclusione degli interventi e la realizzazione delle spese entro il 30 novembre 2019.

Ieri ennesima odissea dei pendolari sulla Milano–Stradella. Il treno 10589, partito da Milano con 6 carrozze, con finestrini  non apribili, e senza aria condizionata, arriva a Pinarolo Po intorno alle 19.00 e si guasta. I pendolari, già esasperati dal viaggio, scendono sul marciapiede adiacente al binario, perchè la temperatura all'interno e'  insopportabile. Dopo alcuni tentativi del macchinista il treno riparte da Pinarolo ma appena fuori dalla stazione si guasta di nuovo in modo irreversibile. I pendolari si recano nell'ultima carrozza, scendono  e raggiungono a piedi la stazione. Nel frattempo Trenord annuncia che il treno è cancellato, mentre il successivo, il 10595  delle 18.46  si fermerà a  Pinarolo Po per effettuare soccorso. Trenord avvisa poi che i viaggiatori diretti a Stradella possono utilizzare il treno 10597, in partenza da Milano Greco Pirelli alle 19.46, con arrivo a Stradella alle 21.05. I viaggiatori stremati, rimasti bloccati a Pinarolo Po, sono stati aiutati da alcune persone del posto, che hanno dato loro acqua e in alcuni casi li hanno accolti in casa. All'arrivo del treno 10595 il capotreno fa scendere tutti, perchè il mezzo deve essere utilizzato per trainare il treno 10589, guasto.  Tutti si fermano in stazione. I più fortunati tornano a casa grazie al passaggio in macchina di parenti o amici, altri aspettano rassegnati il treno successivo. Nel 2019 sembra assurdo che si debba assistere ancora a storie come questa. L'estate vera è appena cominciata, in settimana sono previsti fino a 40 gradi, non possono non preoccupare le  future condizioni di viaggio.

" Ero sul posto- dichiara il consigliere regionale, Giuseppe Villani (Pd)-  e ho parlato  con i pendolari  che  erano molto critici  verso Trenord  e  in profonda sofferenza per le condizioni all'interno dei treni, i ritardi e le cancellazioni.  Le responsabilità della Regione sono evidenti. Chiederò all'assessore alle Infrastrutture, Terzi di presenziare ad un incontro in provincia di Pavia e solleciterò una discussione in commissione".

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Domenica scorsa, a Voghera si è svolta la cerimonia per festeggiare i quarant'anni di vita della Sezione di Voghera dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia.

Presenti circa 60 paracadutisti, la Banda Musicale Congedati Folgore “Paracadutista Eugenio Nigro”, oltre a numerose Associazioni d’Arma con i loro Labari, ad Autorità civili, ed alle Crocerossine ed i Volontari della Croce Rossa.

Dopo l’alzabandiera, è stata deposta una corona di alloro all'emblema dei Parà caduti, e successivamente, nella sala principale del Museo Storico “Giuseppe Beccari”, è stata celebrata la S. Messa da Don Paolo Svanera ex Cappellano Militare della Folgore.

Graditissima la presenza del Paracadutista Giuseppe Degrada, classe 1921, artigliere paracadutista nel plotone contro carro da 47/32 ad El Alamein. Il Folgorino per due anni consecutivi, nel 2016 e 2017, ha festeggiato il compleanno con un lancio in tandem a Cremona.

La manifestazione è proseguita con il lancio di quattro Paracadutisti nel cortile interno della ex Caserma di Cavalleria. Lancio piuttosto impegnativo ma eseguito con maestria dai nostri parà Luciano Savoldi, Alberto Marazza, Massimo Groppi, e Renato Bruschi con una bandiera di tricolore. Decollati dall'aeroporto di Novi Ligure, si sono lanciati in caduta libera da un Cesna Caravan 208 da un’altezza di 1.500 metri.

La giornata si è conclusa con un pranzo collettivo presso l’AUSER di Voghera

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