Domenica, 25 Agosto 2019
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 10 Luglio 2019

Simone Verdi, classe 1988, nato e cresciuto a Canneto Pavese, designer e grafico, da alcuni mesi ha avviato un progetto di sviluppo per il punto vendita, gli eventi e la comunicazione digitale dell’Enoteca Regionale della Lombardia ospitata dalla cascina di Cassino Po a Broni. Inaugurata il 10 ottobre 2015, promossa dal Comune di Broni, Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese, Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese e Strada del Vino, ha lo scopo di valorizzare i prodotti enogastronomici di tutta la Lombardia.

Simone, lei è un grafico e un designer. A tutti gli effetti, un artista. Che tipo di progetto ha pensato di proporre all’Enoteca Regionale di Broni?

«Lo scorso novembre, dopo aver svolto il mio ultimo lavoro, ho capito che era mia volontà costruire qualcosa per il mio territorio, mettere le mie idee e la mia voglia in moto. Porto avanti le collaborazioni come grafico a livello privato con diverse aziende e proseguo il mio percorso come artista. Lo scorso anno però ho iniziato i corsi di AIS Pavia (Associazione Italiana Sommelier, ndr) come sommelier, e da qui ho capito che volevo fare qualcosa in questo settore e per il territorio in cui sono nato, cresciuto e in cui vivo. Ho ideato e scritto un progetto di rilancio che ho presentato al direttivo di Enoteca Regionale nel febbraio del 2019. Dopo un mese circa di valutazioni tra i vari responsabili, mi è stata data la possibilità da parte di Carlo Torretta e Filippo Arsi. Da qui ho iniziato la mia avventura il 20 marzo scorso. Come primo evento ho organizzato una sei giorni di banco di degustazione durante la Milano Design Week e il Fuorisalone, in collaborazione con NOlab Academy, polo di formazione in ambito food, fashion e design. Bellissima esperienza che sicuramente rifaremo e stiamo parlando per altre attività da sviluppare insieme. Non svelo altro».

Che innovazioni ha portato il suo progetto?

«Con il mio ingresso la volontà è quella di poter offrire alla clientela e alla aziende una persona di riferimento costante con cui fidelizzarsi, con cui poter parlare e confrontarsi e costruire progetti condivisi. Ho incrementato gli orari, quindi oggi Enoteca tranne il lunedì, è aperta tutti i giorni in orario continuato. La mescita varia circa ogni 7/8 giorni, organizzo percorsi di degustazione e mini degustazioni gratuite con i vini in mescita per poter far capire al cliente i prodotti. Gli eventi e le collaborazioni sono il punto forte del progetto, poi occorre trovare altre realtà istituzionali e non con cui lavorare in sinergia. Cercare di dare eventi continui, diversi e creare maggiore interazione con i partecipanti. Intendiamo approfondire le tematiche agroalimentari, anche qui ci saranno sorprese. Migliorare la comunicazione tramite i canali sia social che sito internet in modo da poter far capire quanto è ampia la nostra proposta, sia in ambito vino ma anche in ottica cibo e valorizzazione del panorama lombardo. Penso che queste siano alcune cose che già sto cercando di smuovere e che le aziende stiano iniziando ad apprezzare. E’ una sorta di “chance” nuova che viene data all’Enoteca da parte delle aziende e anche a me di poter dimostrare e mettere in campo la mia voglia»

Al momento quante aziende e quante etichette trattate?

«Abbiamo circa 75 aziende, principalmente dell’Oltrepò, perché chiaramente essendo inseriti in un contesto con una così spiccata tradizione vitivinicola credo sia normale. Ma allo stesso tempo quello che voglio fare è dedicare alcune giornate in cui prenderò appuntamento con le varie aziende per visitare le zone di produzione, soprattutto al di fuori dall’Oltrepò, così da poter avere anche delle selezioni sulle altre zone di produzione della Lombardia. Sarebbe interessante avere anche produttori meno famosi, magari di piccole dimensioni e, perché no, giovani produttori o emergenti in questo campo».

Attualmente qual è la vostra “azienda tipo” presente in Enoteca?

«Abbiamo sia grandi che piccole aziende. è un mix, perché giustamente questo è anche un punto vendita che deve saper soddisfare le richieste di tutta la clientela, con fasce di prezzo che variano secondo le esigenze. Per quanto riguarda l’Oltrepò cerchiamo di puntare sui vini autoctoni o tipici del territorio. Infatti anche in mescita abbiamo sempre almeno un metodo classico, un metodo classico rosè, un riesling, una croatina, un pinot nero e un buttafuoco, sia storico che non».

Voi collaborate con aziende di diverse dimensioni, con diversi target. Quali sono le principali problematiche a cui queste aziende vanno incontro?

«Il primo problema è di marketing. Al giorno d’oggi non è solo la qualità che proponi a far la differenza, ma anche gli strumenti con cui comunichi. Nel 2019 troviamo ancora siti internet non aggiornati o non responsive per il mobile, con immagini vetuste, senza un filo diretto di marketing e grafica che colleghi il web al cartaceo e all’etichetta».

Cosa dovrebbero fare le aziende dell’Oltrepò per rendersi più visibili fuori dal territorio?

«è fondamentale utilizzare correttamente i social media, strumento gratuito essenziale che amplia la possibilità di interazione e contatti. Questo infatti è un elemento che rientra nel progetto di sviluppo di Enoteca Regionale. Poi c’è anche l’immagine strettamente legata al prodotto da curare: un vino da trenta euro avrà bisogno di un determinato packaging con certi dettagli, quello da 5 euro avrà altre caratteristiche. Nella visibilità di uno scaffale, a meno che non si tratti di un brand già famosissimo, il colpo d’occhio è fondamentale. Insomma penso che più andiamo avanti e più la gente sarà attenta ai piccoli dettagli e quindi è importante osservare come la società e le tendenze intorno a noi mutano, mantenendo ovviamente un legame con il passato».

Che eventi avete in programma per i prossimi mesi?

«Ci siamo appena associati per la prima volta al Movimento Turismo del Vino Lombardia e abbiamo partecipato per la prima volta a Cantine Aperte. Sono stati due giorni in cui abbiamo fatto una sorta di masterclass con dodici prodotti dell’agroalimentare abbinati alle annate 2012, 2013 e 2014 di Buttafuoco Storico Consortile: “I Vignaioli del Buttafuoco Storico”, in cui abbiamo avuto una quarantina di iscritti. Per Cantine Aperte abbiamo creato un format leggermente differente. Abbiamo sfruttato gli spazi adiacenti della nuova Università dei Saporidi Perugia, con la quale è iniziata una collaborazione che porterà tante cose nuove, in cui abbiamo fatto diciannove banchi di degustazione con altrettanti produttori dell’Oltrepò Pavese e creato una zona interna in cui abbiamo portato otto produttori dell’agroalimentare lombardo. Inoltre lo Chef Daniele Mascherini ha condotto uno showcooking in cui ha presentato al pubblico dieci differenti tipi di ravioli. Per quanto riguarda il futuro proseguiremo con “Incontri di Stile”, format già collaudato lo scorso anno riguardante l’abbinamento cibo-vino e stiamo cercando di rendere le serate sempre più costruttive. Apriremo poi il mese di luglio, che dedicheremo alle bollicine, con la verticale di “La Versa” dedicata al Testarossa che ci porterà a presentare l’annata 2015. Abbiamo inoltre introdotto un nuovo evento fisso che si svolge almeno due sabati mattina al mese, ovvero i “Talk” con i produttori, i quali potranno raccontare i loro vini ai clienti in un format di dialogo totalmente libero e informale gestito dal produttore, il quale può far assaggiare anche referenze non presenti in enoteca. Sul mese di settembre ci saranno interessanti novità con Slow Food e stanno per uscire le date di due cene veramente curiose e diciamo di “gioco” per i partecipanti. Stiamo inoltre valutando un’opzione per Vinitaly 2020, per poter dar la possibilità alle piccole medie aziende che collaborano con noi di poter essere presenti con uno stand comune il prossimo anno a Verona e vogliamo organizzare una grande appuntamento anche con Ais Lombardia, ma come detto prima preferisco non sbilanciarmi troppo, scaramanzia».

Per concludere, che risposta si aspetta dal territorio e dalle cantine?

«Quello che ho già visto in questi primi mesi. Ho già avuto un bel feedback negli scorsi eventi, principalmente con Cantine Aperte. è ovvio che qualcuno abbia avuto dello scetticismo iniziale, ma ho avuto buoni riscontri da chi ha partecipato sia come espositore che dal pubblico. La cosa fondamentale sarà dimostrare di migliorare sempre di più gli eventi, poter creare uno storico su tutto quello che faremo in modo da capire cosa mantenere, cosa scartare e cosa migliorare con critiche costruttive. Qui la porta è sempre aperta per chi vuole proporre idee. Vedo anche che i giovani produttori, le nuove generazioni si sono già avvicinate, infatti sono entrate nuove aziende gestite da ragazzi della mia età e questo mi fa davvero piacere».

 di Manuele Riccardi

Si inaugura sabato 13 luglio alle ore 18, presso la galleria Spazio 53 in Piazza Duomo 53 a Voghera, la mostra di pittura di Nicola Zinni NATURA VIVA che raccoglie oltre 20 soggetti olio su tela.  

   Classe 1982, nato e cresciuto a Voghera, in questi ultimi anni Zinni si è concentrato nella ricerca di uno stile personale e presenta una panoramica di oli su tela realizzati tra il 2015 e il 2018. Le nature morte che compongono il vasto ed intenso universo pittorico di Nicola Zinni sono in realtà un giocoso vibrare di cromatismi accesi, vibranti, vivi: da qui nasce il titolo ben rappresentativo “Natura Viva”. La natura respira e si muove in un corrispondersi armonioso di colori applicati sulla tela con mano precisa ed appassionata. 

    Le composizioni sembrano crearsi da sole per improvvisa magia; vivere, muoversi e respirare grazie alla diligente mano di un pittore che con felici intuizioni riesce a dar voce e materia, musica e danza al gioco potente ed insidioso della natura. Quella che la mano di Zinni dipinge, è la natura guardata e soprattutto sentita con gli occhi commossi di un uomo, di un artista che con il tocco leggero del pennello, pare voler recitare una muta e chiassosa preghiera.

La mostra è realizzata con il patrocinio del Comune di Voghera Assessorato alla Cultura, della Provincia di Pavia e dell’UNICEF, autore presente.

Inaugurazione: sabato 13 luglio 2019 – ore 18.00
Dove: Galleria Spazio 53 - Voghera - Piazza Duomo 53
Apertura: dal 13 luglio al 31 agosto 2019
Orari: da martedì a sabato 10 - 12 / 16 – 19
Ingresso libero.

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È Giuseppe ‘Pep’ Villani, consigliere regionale del Pd, il nuovo segretario dell’ufficio di presidenza della VI Commissione Ambiente e Protezione civile del consiglio regionale lombardo. L’elezioni è stata fatta questo pomeriggio, durante la seduta, in sostituzione di un collega dimissionario. “Continuerò come ho sempre fatto in questi anni con il mio impegno a favore di tutte le gravose e importanti questioni legate all’ambiente, portando la mia esperienza e continuando sulla strada intrapresa che vede alcuni temi, come la questione dell’amianto, in cima alla lista delle priorità di questa regione. Ma dovremo anche guardare con maggiore attenzione al problema dei cambiamenti climatici, che è sempre più reale e tangibile. E puntare a uno sviluppo sostenibile della Lombardia, in un’ottica di economia circolare che faccia della lotta allo spreco il suo primo obiettivo. Quando si parla di ambiente, tutto si tiene e guai a noi se non cambieremo direzione”, ha detto Villani, esordendo nel suo nuovo ruolo.

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Giovanni Palli guiderà la Comunità Montana dell’Oltrepò per i prossimi cinque anni. Ad affiancarlo nel suo ruolo, la nuova Giunta Esecutiva, che vede nel ruolo di Presidente dell'Assemblea Mattia Franza, attuale sindaco di Bagnaria, Fabio Riva – Vice Presidente con delega a Turismo, Sport e Attività Produttive
Andrea Gandolfi all’ Agricoltura, Cultura e Sviluppo locale, Massimo Accoliti delegato per Ambiente, Territorio, Protezione Civile, Difesa del Suolo e Paolino Giuseppe Donato Bertorelli al Welfare, servizi sociali e trasporti. 

Dei 18 Comuni che fanno parte dell’ente montano, 7 non hanno condiviso la scelta di questa nuova Giunta Esecutiva - «Crediamo che il Sindaco di Varzi, a cui facciamo fin da subito un grande in bocca al lupo per l’ardita sfida in cui ha scelto di correre, non abbia fino in fondo compreso la portata epocale del cambiamento di cui questo territorio ha bisogno e che non può certo essere asservito a logiche spartitorie e cambi di casacca repentine» -  Pier Luigi Barzon -  sindaco di Rocca Susella, Ilaria Bono – delegata in Assemblea Cmop per il Comune di Colli Verdi, Carlo Ferrari – sindaco di Montesegale,  Sergio Lodigiani – sindaco di Colli Verdi (Ruino, Canevino Valverde),  Andrea Milanesi – sindaco di Cecima,   Fabio Molinari – sindaco di Borgoratto Mormorolo,    Celestino Pernigotti – sindaco di Ponte Nizza, e Paolo Prè – sindaco di Borgo Priolo,  attraverso una nota stampa spiegano le motivazioni del loro dissenso. 

«Apprendiamo con stupore la scelta del gruppo guidato dal Presidente Giovanni Palli, Sindaco di Varzi, di concludere un percorso di dialogo pluriennale tra tutti i comuni della Comunità Montana basato sulla territorialità e l’unità dell’Alto Oltrepò Pavese. Il percorso che ci ha visto, negli ultimi 5 anni, a fianco dell’amministrazione guidata da Gianfranco Alberti si è contraddistinta per un governo condiviso volto ad affermare l’autonomia dell’Alto Oltrepò pavese da segreterie di partito e da interessi personali che poco hanno a che vedere con lo sviluppo e l’evoluzione del nostro territorio.

Un percorso, condiviso fino all’ultimo momento, che grazie a tale governo unitario ha portato ad importanti risultati in chiave progettuale come quello della Strategia nazionale per le aree interne che, tra i propri prerequisiti, prevede proprio quello di costruire un governance locale unita e coesa. Restiamo pertanto esterrefatti dal leggere le dichiarazioni di sedicenti portatori d’acqua della nuova compagine guidata da Palli che invocano una spaccatura, cosa di cui l’Oltrepò ha tutt’altro che bisogno e che, soprattutto, contraddistingue questo territorio ad alta litigiosità e scarsa capacità di agire con un profilo e voce unitario.

Crediamo che il Sindaco di Varzi, a cui facciamo fin da subito un grande in bocca al lupo per l’ardita sfida in cui ha scelto di correre, non abbia fino in fondo compreso la portata epocale del cambiamento di cui questo territorio ha bisogno e che non può certo essere asservito a logiche spartitorie e cambi di casacca repentine. La Comunità Montana, così come nel precedente mandato, ha bisogno di una governance unitaria a partire dallo sviluppo della Strategia Nazionale per le Aree interne (18,7 ml euro), al rilancio del comparto agricolo e produttivo, alla costruzione di modelli di innovazione sociale al passo con i nuovi bisogni territoriali, allo sviluppo di innovazioni di processo e di filiera passando per un tema chiave come quello dell’ambiente.

Di tutto questo, sebbene molto sia stato fatto e programmato nella precedente amministrazione, non abbiamo visto traccia nel programma senza idee presentato dal Gruppo guidato da Palli. Un programma che ricalca puntualmente le analisi portate avanti in questi anni, ma che non lascia intravedere nessuna risposta politica nè progettuale. Ci chiediamo dove ed in quale caminetto siano tali risposte e tali progetti, che forse non ci sono e mai ci saranno poiché troveranno un Ente solido, in salute, con importanti progetti in corso di esecuzione e con la capacità, dopo tanto tempo, di attrarre nuovo capitale umano e professionalità.

Dal nuovo che avanza ci aspettiamo trasparenza e lungimiranza e non la mera volontà di migrare verso altri lidi preservando la restaurazione di un vecchio modo di far politica. Al nuovo Presidente garantiremo la massima collaborazione ogni qual volta si tratterà di sviluppare e rilanciare il territorio con coraggio e determinazione a partire da una non più rinviabile revisione delle gestioni associate e della conclusione di un percorso di Unioni dei Comuni presentata, come pre-requisito, nell’ambito della Strategia aree interne. Garantiremo altresì un serio, documentato e puntuale conflitto, in ogni sede questo si renda necessario, ogni qualvolta che mancherà trasparenza e partecipazione nelle scelte strategiche per il territorio».

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Giovedì 11 Luglio alle ore 21,30 prende il via ufficialmente la XXVI edizione del Festival Borghi&Valli, la rassegna musicale che ravviva il periodo estivo tra le colline oltrepadane, con un viaggio tra borghi, castelli, chiese, parchi, giardini e tutto ciò che è bello riscoprire in queste calde serate per vivere all’aria aperta godendo di musica di qualità, in un intreccio ideale di generi e stili.  Si parte dalla tenuta Frecciarossa di Casteggio con “Rossini Orchestra Fiati”. L’Accademia Musicale Gioachino Rossini di Voghera, nasce nel 2010 per volontà di Riccardo Rizzo, con lo scopo  di offrire a giovani musicisti  di poter praticare il proprio strumento a fiato in un ambiente stimolante e di alto livello artistico.  Il cuore dell’Accademia è “La Rossini Orchestra Fiati”, costituita da giovani strumentisti, e affronta un repertorio che spazia dal’800 ai giorni nostri. Quest’anno, tra l’altro, l’orchestra parteciperà ad un prestigiosissimo concorso internazionale: “International Youth Music Festival” di Bratislava (Slovacchia). “Siamo molto felici di potere inaugurare questa edizione con un gruppo di giovani di talento – dichiarano i direttori artistici del Festival Ennio Poggi e Laura Beltrametti -. Anche questo è il nostro intento: accanto ad affermati artisti internazionali cercheremo come sempre di valorizzare i musicisti del nostro territorio, per farli conoscere ed apprezzare ad un sempre maggiore pubblico”. Quella di Giovedì 11 Luglio sarà anche una serata di presentazione dell’intero cartellone della rassegna: verranno infatti svelate tutte le date e gli artisti che vi prenderanno parte.

L’ingresso alla serata è libero. In caso di maltempo il concerto si svolgerà presso la Certosa Cantù di Casteggio.

Segnaliamo anche la prossima data, Domenica 14 Agosto al Castello di Bressana Argine alle 21.30 (per gentile disponibilità della famiglia Bragiotti Fassati) con il Quartetto Vivaldiano, formato da Stefano Maffizzoni (Flauto), Riccardo Malfatto (Violino), Ludovico Armellini (Violoncellista) e Lorella Ruffin (Clavicembalo). La serata, con ingresso ad offerta (in caso di maltempo presso la vicina chiesa parrocchiale), ha per titolo “La follia del Prete Rosso” e prevede brani tratti dai più celebri concerti di Vivaldi. 

Nel variegato cartellone di questa edizione 2019, che continuerà fino al 6 Ottobre senza interruzioni, ci sarà spazio anche per le celebrazioni: a Broni, nel ricorrente concerto sinfonico, verrà ricordato il geniale romanticismo di Mendelssohn e, anticipando di qualche mese il 2020, si ricorderà il 250° della nascita di Beethoven, con la sublime VI sinfonia "Pastorale". A Casteggio, in Certosa Cantù centro propulsore del Festival (qui ben quattro concerti), il 50° anniversario dell'allunaggio vedrà l'affascinante connubio "Musica-Letteratura”, con la lettura dei più bei canti di Leopardi commentati dal canto e dal pianoforte.

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La Parrocchia del Blues, lunedì 15 luglio alle  ore 21,15, in Piazzetta Cagnoni di Godiasco, ha organizzato una  serata con i ritmi balcanici di Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò, con la danza del ventre di Jasmine Zahra - Danza Orientale.

 Uno dei più originali cantautori italiani, ROBERTO DURKOVIC è riuscito a creare un linguaggio altamente poetico in cui unisce la tradizione della canzone d'autore più colta e raffinata con le sue origini slave.

Coadiuvato da "I Fantasisti del Metrò" – un gruppo di musicisti così chiamati proprio perchè scoperti mentre si esibivano in metropolitana, Durkovic trasforma ogni suo concerto in un gioco divertente e fantasioso che mescola i colori della musica balcanica con i ritmi del flamenco, della melodia tzigana e del jazz; una miscela di note e di culture diverse che attraverso il linguaggio universale della musica vuole comunicare anche un importante messaggio sociale.

Ospite della serata JASMINE ZAHARA, maestra di danze orientali.

Appassionata di danza e musica fin da bambina, ha studiato danza classica e moderna. Ma solo dopo i vent'anni durante un viaggio in Egitto scopre la passione per la danza orientale egiziana.

Studia e si specializza presso la prestigiosa Scuola Marina Nour di Milano, dove si diploma acquisendo il titolo di insegnante.

Entra a far parte della Compagnia di danza orientale Al Nair della scuola milanese esibendosi in vari festival nazionali.

Insegna nella scuola di danze orientali aperta in collaborazione con Marina Nour in Pavia.

Ingresso a offerta.

La Parrocchia del Blues.

Piazzetta Cagnoni di Godiasco (PV)

Lunedì 15 luglio, ore 21,15

In caso di maltempo sarà trasferito al Teatro Cagnoni di Godiasco.

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