Domenica, 25 Agosto 2019
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 17 Luglio 2019

Un giallo per riportare a galla ricordi e storie di una Salice Terme che non c’è più. Mirella “Lella” Ferrari, vogherese che per 15 anni è stata receptionist del Nuovo Hotel Terme di Salice, ha appena dato alle stampe il suo primo libro che proprio della ex struttura porta il nome: “Omicidio al Nuovo Hotel Terme”. Oggi vive sul Lago di Como con la famiglia, ma Salice non l’ha mai dimenticata. E la notizia della chiusura delle Terme le ha dato il la…

Ferrari, quando e come le è venuta l’idea di scrivere questo libro?

«L’idea è nata nel momento in cui, sfogliando le pagine di facebook, mi colpì un post riguardante la chiusura delle “Terme di Salice”. Fui molto dispiaciuta, è una grande perdita per il nostro territorio!»

Perché inventarsi un omicidio?

«Mi sono immedesimata nel lettore ed ho pensato che potesse essere più interessante rendere la lettura intrigante attraverso il “mistero” e un po’ di “suspance” che non semplicemente proponendo un libro di ricordi…poi adoro i Gialli e, come ho detto in modo scherzoso alla presentazione del libro, da ragazzina guardavo le Charlie’s Angels!».

Che ricordi ha di Salice?

«La ricordo in “fibrillazione”. Io ho cominciato al Nuovo Hotel Terme quando ancora era gestito dal signor Arancio (proprietario anche del Park Hotel, del Salus, del Genova e di Villa Luisa) e ricordo che tra le tante mutue,  la più importante, quella con l’Inps,  muoveva flotte di persone aventi diritto non solo ad un ciclo di cure termali (6+6) ma anche ad un soggiorno di due settimane presso hotels e addirittura al rimborso delle “spese di viaggio”».

Poi l’antifona è cambiata, però. Lei da dentro se ne era accorta?

«Man mano l’Inps cominciò a stringere la corda prima annullando le spese di viaggio e successivamente mandando sempre meno gente. Già allora avevo pensato bisognasse fare qualcosa per il futuro, magari investendo in strutture per attirare il Privato (coloro cioè che pagavano per questi servizi) ma si sa, un conto è pensarlo ed un conto è farlo (pensare non costa niente)».

Cosa le ha insegnato quella esperienza lavorativa?

«è un lavoro pesante perché sei a contatto con ogni tipo di persona ognuna con personalità, carattere ed esigenze diverse, ma se sei un attento osservatore e lo fai con passione, hai la possibilità di crescere molto ed anche divertirti. è un peccato che i giovani d’ oggi non abbiano più voglia di fare questi mestieri, solo perché lavorano durante i giorni di festa o magari alla sera. Dovrebbero ricominciare a considerare il lavoro non solo come mezzo di sopravvivenza ma anche come occasione di crescita, non hanno idea di quanto si possa imparare. Questo purtroppo è diventato un settore (e lo dico con cognizione di causa dato che con mio marito ho dei locali a contatto col pubblico) dove nessuno vuole più lavorare e dove le  persone diventano sempre più esigenti non accorgendosi che magari c’è solo un cameriere che sta servendo 40 tavoli per volta semplicemente perché non si trova personale.

Vorrei approfittare di questa occasione per dire che la barzelletta che non si trova lavoro la lasciamo raccontare a chi vuole crederci. Il lavoro c’è soprattutto in questo settore. Io ho sempre lavorato il sabato, la domenica, Pasqua, Pasquetta, Ferragosto… e sono ancora viva».

Ritorna spesso a Salice?

«Appena posso torno a Voghera dove vivono mamma, papà, mia sorella e mio nipote. A Salice manco da quasi 20 anni a parte qualche sporadica scappata per salutare i miei amici».

Come l’ha trovata?

«Come dicevo, manco da quasi 20 anni e non ho davvero idea di cosa possa essere successo nel frattempo o le dinamiche che hanno contribuito alla chiusura delle Terme. Ci sono passata il weekend scorso e non posso dire di aver trovato una Salice decadente, sarei bugiarda. Sì, l’indotto termale è finito, quindi immagino che non sia di sicuro facile gestire gli Hotels per esempio. Quelli che sono ancora aperti dimostrano di saper lavorare, perché sopravvivere senza le Terme, ma immagino non sia per niente facile».

Del Parco e dei locali che ci dice?

«Ho visto che il Parco è tenuto bene ed è pulito e che le strutture per i giovani esistono e sono davvero belle. Prendo l’esempio del Lido (dove ho immaginato il cadavere del cuoco del libro che ricordavo con cespugli e con la classica piscina rettangolare con sdraio intorno) diventato un posto meraviglioso degno dei migliori villaggi turistici, ma di questo non me ne sono stupita dato che la struttura è gestita da una famiglia che ha sempre lavorato nel settore e che ha sempre saputo essere all’avanguardia. Immagino che la “movida” possa creare qualche disagio, ma se non ci fosse cosa ne sarebbe di Salice? Poi si sa, in tutte le cose, per qualcuno che è contento c’è n’è sempre un altro che non lo è, non si può accontentare tutti. Sono comunque locali che fanno lavorare tanta gente e servono a far divertire tante persone».

Ha nostalgia del Nuovo Hotel Terme?

«Sì, certo che ne ho e credo si possa dedurre dalle cose che ho scritto nel libro. Ho parcheggiato davanti ad esso e, mentre descrivevo a mio figlio com’era, avevo le lacrime agli occhi. Fa male vederlo ridotto così».

Ha avuto dei feedback dopo la presentazione del suo libro?

«Ho avuto riscontri inaspettati. Si, ci speravo, ma mai avrei pensato di ricevere tanti complimenti e dimostrazioni di affetto dai miei colleghi, amici, conoscenti o persone che prima non conoscevo. Il libro ha avuto un consenso inaspettato tanto che stiamo pensando ad una ristampa, magari in settembre, perché, a parte alcuni ancora presenti in alcune edicole, l’abbiamo esaurito.

Lei nel libro ha utilizzato degli pseudonimi per nascondere la vera identità di personaggi reali che ha conosciuto all’epoca in cui lavorava all’hotel. Qualcuno si è riconosciuto lo stesso e l’ha presa male. Conferma?

«Sì, mi sembra di aver scritto solo un aneddoto poco carino e, onestamente, lo ricordo con un sorriso, ma un piccolo sassolino me lo dovevo togliere, mi dava troppo fastidio e lo dovevo a me stessa. Dopo l’uscita del libro ci siamo confrontati con la persona in questione ed ho capito le scuse soprattutto per il fatto che  quando si è giovani è possibile inciampare, anzi si deve, l’importante è accorgersene e cercare di migliorare. Questa persona lo sta facendo, sta lavorando tanto su se stessa e le auguro il meglio dalla vita».

Sta lavorando ad altri libri?

«Sì, sto già lavorando su un’altra idea. Adesso mi sono presa una pausa, con sto’ caldo! Non so quale strada prenderà, il giallo è andato bene, potrei anche fare uccidere qualcun’altro! (sorride)… ma quando mi metto davanti alla tastiera, mi succede una cosa strana, le mani vanno da sole e non so, dove mi porteranno questa volta!».

Il lavoro in reception le avrà sicuramente lasciato in eredità una quantità incredibile di aneddoti. Può raccontarcene qualcuno che ricorda con simpatia?

«Ne ho davvero tanti, alcuni li ho descritti nel paragrafo “Salice Ridente”. Il primo che mi viene in mente adesso è quello dell’investigatore privato soprannominato da noi “Cluseau”, che leggeva nella hall il giornale al contrario ed io che vado verso di lui, glielo giro e gli dico “Stia più attento! Facendo così abbiamo già capito tutti cosa sta facendo!”.

Oppure della vecchietta trasportata nella hall su di una sedia a mo’ di “Papa” perché i figli stavano parlando con noi alla reception e se l’erano dimenticata in macchina sotto il sole. Oppure ancora la volta che una vecchietta che arriva alla reception mi guarda, apre la bocca e, sotto il mio sguardo incredulo e sbigottito, si toglie la dentiera, me la porge e mi dice con le sue labbra raggrinzite: “Me la può tenere?”».

di Silvia Colombini

La similitudine tra Po e Mississipi ha più volte stimolato l’immaginario di artisti che nella bassa Padana hanno vissuto o sono passati. Il fiume, isolato e selvaggio, scorre fra le insenature del terreno disegnando un percorso e scavando solchi che tracciano una mappa. Da poco anche le istituzioni internazionali si sono accorte dell’unicità di questo fiume e del suo ecosistema dichiarando l’area denominata Grande Po, che attraversa la pianura e l’Oltrepò pavese, patrimonio dell’Unesco. Chi il fiume lo vive quotidianamente, come un amore ma anche una missione, si augura che questo atto possa segnare l’inizio di un nuovo percorso, non solo  idrico, per il Grande Fiume. Antonio Sardano sulle rive del Po ci vive da 30 anni e lo naviga con la sua barca da sempre. Vive a Vaccarizza, frazione di Linarolo, a pochi passi dal Ponte della Becca. Rispetto all’Oltrepò sta sull’altra sponda, posizione vantaggiosa per un osservatore. Da anni sulla sua casa galleggiante ospita eventi culturali e promuove, in maniera rigorosamente privata, un’area che lui stesso definisce «ancora incontaminata». Sono passati in tanti dalla sua chiatta, artisti illustri e giornalisti: Lino Banfi con la famiglia, Ellade Bandini, Gigi Cifarelli, Paolo Rumiz. Recentemente persino Ian Anderson, il leader dello storico gruppo rock inglese Jethro Tull, ha inviato un video messaggio in cui si complimenta per il suo operato.

Sardano, per non essere un ente turistico si può dire che di movimento intorno a questa parte di fiume ne ha portato…

«Non conto più i concerti o le gite in barca.  Le dico che io da solo ho navigato la Pavia-Venezia 9 volte. Si è creato negli anni, per lo più con il passaparola, un vero e proprio giro di interesse. Mi chiamano da Brescia, Bergamo, perfino da Roma per venire a fare un giro sul fiume sulla mia barca».

E dall’Oltrepò?

«Pochissimi. Attira più quelli da fuori. Le citerò lo scrittore Paolo Rumiz, che mi disse una volta che “questo fiume è un lusso che pochi sul territorio si rendono conto di avere”».

Che appeal ha il Po dal punto di vista turistico?

«A livello teorico è una miniera d’oro: dal punto di vista naturalistico è una riserva eccezionale di biodiversità, la natura è pressoché incontaminata e offre alla vista scorci selvaggi e bellissimi che pochissime persone di queste parti hanno visto».

Anche perché non esistono canali “ufficiali” per le visite. O si ha una barca, come lei, o…bisogna diventare amici di qualcuno che ce l’ha…

«Questa è una grave pecca del nostro territorio. Non aver mai seriamente valorizzato questo fiume, anzi. Non solo lo si è a lungo snobbato, ma anche abbandonato a se stesso. Una precisa responsabilità della politica questa, che mai ha seriamente investito per promuoverlo. Basti pensare che dietro casa mia, a 30 metri dal fiume, c’è una piscina…».

Il Po sarebbe un’alternativa per la balneazione? Non c’è pericolo?

«Io ci faccio il bagno da sempre, e non ho mai avuto problemi, mentre nelle piscine ho preso dei funghi! Riguardo al rischio, se intende per la sicurezza per chi nuota credo che le morti che si sono verificate è stato perché nessuno ha mai messo in sicurezza o attrezzato per la balneazione alcuna area e in troppi andavano allo sbaraglio».

E dell’inquinamento che dice?

«Non ho le analisi in mano, posso dire però che sicuramente la deindustrializzazione dell’Oltrepò negli ultimi anni ha sicuramente contribuito a ripulire il fiume. Ma aggiungo una cosa: se qualcuno nelle istituzioni avesse mai voluto credere nel Po come risorsa, si sarebbe potuto intervenire in molti modi su tutti i fronti».

Ad esempio?

«Creando servizi, sistemando dei tratti per renderli accoglienti, facendo controlli regolari dello stato delle acque e, soprattutto, salvaguardando il fiume dal punto di vista ambientale».

Che cosa intende?

«Mettere innanzitutto al riparo il fiume dalla siccità utilizzando i numerosi bacini idrografici che giacciono invece inutilizzati lungo il suo corso ad esempio. Lei non lo sa, ma questo fiume parla».

E cosa dice?

«Ultimamente lancia segnali di allarme. Se non facciamo niente rischiamo di perderlo. I fiumi sono lo specchio del territorio. In Francia riescono a fare business anche con un ruscello, qui abbiamo un patrimonio ignorato, che negli ultimi otto giorni è calato di oltre un metro e mezzo e continua a veleggiare verso la secca».

Anche se a livello privato, lei fa molto per promuovere il Po. Le istituzioni non le hanno mai riconosciuto un aiuto?

«Direi se mai che a volte mi hanno osteggiato perché facevo musica e temevano per il rumore o l’impatto sull’ambiente».

Recentemente però ha ospitato a casa sua in riva al fiume gli Stati Generali del Po, una riunione di rappresentanti delle istituzioni e di studiosi di varia natura. Di cosa si è parlato?

«Il focus era l’ambiente, si è parlato della assoluta necessità di salvaguardarlo. Ci si è soffermati anche sul Ponte della Becca e il suo stato».

Che cosa è emerso?

«Che è tempo di mandarlo in pensione e realizzare un nuovo ponte».

è un po’ che se ne parla. Crede che sia arriverà al dunque?

«Un progetto per il nuovo ponte 300metri  a monte di quello attuale esiste da tempo, ma si sa che quando nelle questioni c’entra la politica non si può mai sapere realmente cosa succederà».

Lei ci guadagna qualcosa da questa sua attività di ”promotore privato”?

«No, per le gite in barca sono le persone che mi chiedono di portarle a offrire un piccolo contributo per la benzina. Allo stesso modo i concerti privati sulla casa galleggiante, che sono ad offerta libera. La mia unica gratificazione è vedere le persone restare senza fiato e  innamorarsi di questi luoghi».

di Christian Draghi

Gentile Direttore, sono un’insegnante che quotidianamente è a contatto con i bambini. Purtroppo negli ultimi anni sono aumentati il numero di separazioni e di conseguenza il numero di minori che vivono in situazioni familiari difficili. Attraverso questa lettera, vorrei sensibilizzare la tutela di quei bambini strumentalizzati dai genitori al fine di vincere una battaglia contro l’ex coniuge. In particolare vorrei soffermarmi su coloro che utilizzano la PAS ovvero, Sindrome di alienazione parentale, con il supporto di psichiatri, consulenti dei tribunali che avrebbero il compito di valutare la situazione familiare ed essere di aiuto per il minore ed invece minacciano il minore di essere portato via se non sta anche con l’altro genitore ed esercitano continue pressioni psicologiche. La Pas in Italia è stata più volte oggetto di pronunce e prese di posizione da parte della giurisprudenza, dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore tanto da prendere le dovute distanze.

Tra le più clamorose una sentenza, nel 2013, della Cassazione che aveva sconfessato la dignità scientifica della sindrome. Nonostante tutto, purtroppo negli anni la Pas si è fatta strada nei tribunali italiani prendendo piede nei casi di separazione conflittuale. Molti genitori fanno credere di essere disponibili al confronto e al dialogo ed invece annebbiati dalla vendetta, perdono di vista la salvaguardia e la tutela del minore. Ci sono casi di madri/padri che fanno di tutto per riavvicinare il proprio figlio all’altro genitore nonostante quest’ultimo abbia maltrattato, trascurato il figlio e quindi lo abbia visto per anni in forma protetta, ma in cambio ricevono denigrazione e accanimento. Spesso il genitore vendicativo appare gentile, disponibile, affabile, simpatico ma con la tendenza a mostrarsi afflitto perché gli è stata negata la genitorialità e nel frattempo colpisce alle spalle, strumentalizza la sofferenza del figlio e in alcuni casi arriva perfino a chiedere l’allontanamento dell’altro genitore o ancor di più grave e sconcertante fa richiesta ai giudici di mettere in una casa-famiglia il proprio figlio assumendo quindi una condotta finalizzata alla cancellazione, rimozione, demolizione dell’altro genitore e perfino dei discendenti. Un genitore che soffre non vuole apparire in qualsiasi modo ma riflette, si mette in discussione, chiede aiuto o accoglie quello che gli viene offerto.

È doveroso, a mio avviso denunciare queste forme di condotte ed è importante ricordare che il minore ha il diritto di vivere la propria infanzia con entrambi i genitori anche se separati, ma sono quest’ultimi ad avere il dovere di proteggere lo stato psico-fisico del figlio.

Questi genitori solo attraverso un reale, sincero e costruttivo dialogo possono contribuire ad una serena crescita. Smettiamola di fare la guerra, aiutiamo i bambini, non piangiamo quando ormai è troppo tardi, non parliamone solo quando accadono fatti incresciosi. La sensibilizzazione è doverosa. Citando una frase di una grande donna: «I genitori devono essere affidabili, non perfetti... i figli devono essere felici, non farci felici».

Lettera firmata - Stradella

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L’attività gratuita di aiuto-compiti per bambini e ragazzi è sospesa dalla fine della scuola, ma l’Associazione Insieme di Voghera sta già cercando nuovi volontari in vista della ripresa a fine agosto. «Gli apprezzamenti che abbiamo ricevuto dagli insegnanti per il miglioramento notato negli alunni - spiega l’associazione - ci spinge ancora di più nel desiderio di proseguire l’attività. Ripartiremo dopo Ferragosto con i bambini che già frequentano la nostra sede di via Bellocchio, e vorremmo accoglierne di più, ma ci mancano le forze: da quando lo scorso dicembre abbiamo iniziato questa attività, non abbiamo potuto rispondere a tutte le richieste ricevute. Per questo cerchiamo altri volontari».
Sono una decina le persone che nei mesi scorsi hanno aiutato altrettanti scolari con i compiti. «Non è necessario - prosegue Insieme - essere insegnanti: basta un’istruzione di base per dare una mano ad alunni di elementari e medie. Quel che conta è lo spirito ed il sorriso, ed è stato un bel segnale avere tra noi giovani volontari. Se poi ci sono competenze particolari, come nelle lingue o in informatica, tanto meglio, perché le esigenze sono tante». Inoltre, spiega l’associazione, è importante anche il lavoro di intermediazione che essa svolge tra le scuole e le famiglie di origine straniera. Insieme è nata infatti 25 anni fa per sostenere le persone immigrate a Voghera: «Il servizio di aiuto compiti però - chiarisce l’associazione - è rivolto a tutti, e infatti abbiamo accolto anche bambini di cittadinanza italiana e continueremo a farlo».
Insieme, inoltre, promuove l’educazione in ambito internazionale: da anni sostiene la costruzione di una scuola in Senegal in collaborazione con l’associazione vogherese Dimbalente, e in questo periodo un volontario di Insieme si trova in India per insegnare in alcune scuole.
Per chi volesse aiutare l’associazione, i riferimenti sono Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o 3479077535.

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Dopo il brillante avvio della edizione estiva 2019 alla Fondazione Frecciarossa di Casteggio e alla Chiesa di Bressana tardo barocca di Bressana Argine, il Festival Borghi&Valli fa tappa nel parco della Residenza Le Torri di Retorbido, Giovedì 18 Luglio, alle ore 21,30, con Luca Missiti Ottetto e un repertorio della serata prevede i brani più famosi della tradizione jazzistica standard e altri successi senza tempo. Luca Missiti è direttore di questa formazione, oltrechè al trombone e agli arrangiamenti. Accanto a lui la voce di Bianca Balestra, Guido Ognibene alla tromba, Andrea Ciceri sax contralto, Tullio Ricci sax tenore, Antonio Vivenzio pianoforte, Francesco Marchetti contrabbasso, Francesco Meles batteria. Il programma alterna brani vocali a pezzi strumentali tratti dal repertorio delle più importanti orchestre del jazz: da Benny Goodman a Duke Ellington e Glenn Miller, eseguiti con arrangiamenti originali di Luca Missiti. Solista ospite della serata sarà Paolo Tomelleri, considerato uno dei più grandi clarinettisti italiani: vanta, nell'ambito della musica leggera, collaborazioni con Jannacci, Cochi e Renato, Adriano Celentano con il quale si è esibito  sul palco del Festival di Sanremo nel 1971. Dagli anni '90 abbandona la musica leggera per dedicarsi totalmente al repertorio jazzistico suonando nei più importanti festival europei. Compone inoltre musiche per film, documentari, spettacoli teatrali, jingles pubblicitari ed ha pubblicato libri di teoria musicale, solfeggio e studio del clarinetto.

Luca Missiti è presente al Festival Borghi&Valli da diverse edizioni, anche con formazioni diverse: musicista, arrangiatore, direttore d'orchestra e docente di Armonia e Arrangiamento presso i Civici Corsi di Jazz di Milano, nasce come chitarrista, studiando  con Dario Faiella e Roberto Cecchetto e diplomandosi presso i Civici Corsi di Jazz di Milano. Contemporaneamente studia arrangiamento con Filippo Daccò, Bruno Tommaso e Giancarlo Gazzani, composizione con il M° Antonio Eros Negri, e direzione d'orchestra con il M° Massimo Mazza.

Nel 2006 ha fondato la big band Monday Orchestra, della quale è direttore e arrangiatore e con la quale ha partecipato ad alcuni tra i più importanti Festival, tra cui Torino Jazz Festival, bFlat Jazz Festival, e Festival di Villa Arconati. Con la Monday Orchestra ha pubblicato quattro dischi e collaborato con alcuni tra i più importanti musicisti italiani (Fabrizio Bosso, Tullio De Piscopo, Gianluigi Trovesi, Emanuele Cisi, Paolo Tomelleri, Emilio Soana, Mauro Negri, Maurizio Giammarco, Daniele Scannapieco, Pietro Tonolo...) e internazionali (Randy Brecker, Mike Mainieri, Bob Mintzer, Dick Oatts, Franco Ambrosetti...).

Dal 2008 è assistente del M° Enrico Intra alla direzione d'orchestra della Civica Jazz Band di Milano.

Dal 2008 partecipa all'attività della Civica Jazz Band di Enrico Intra in qualità di chitarrista, trombonista, arrangiatore e direttore, partecipando a numerosi Festival Jazz tra cui la Rassegna "Jazz al Piccolo" presso il Piccolo Teatro di Milano, MiTo, "il Ritmo delle Città", collaborando con molti musicisti tra cui Dee Dee Bridgewater, Franco Cerri, Fabrizio Bosso, Enrico Rava, Tullio De Piscopo, Rita Marcotulli, Franco Ambrosetti, Jimmy Heath...). Dal 2013 collabora come trombonista e arrangiatore della big band del M° Paolo Tomelleri. Dal 2014 è arrangiatore per i concerti al Teatro Dal Verme dell'Orchestra Ritmo-Sinfonica del M° Paolo Tomelleri.

Il Comune di Voghera informa che : "Nell’ultimo Consiglio Comunale, che si è svolto lunedì 15 luglio, è stato approvato a larga maggioranza la revisione dello Statuto Comunale di Voghera. Si tratta di un adeguamento normativo, di cui si è occupato direttamente il Segretario Generale Antonio Volpe, con il quale vengono eliminate norme superate e non più attuali o che si sovrapponevano al regolamento del Consiglio Comunale. Con l’occasione la commissione incaricata ha condiviso a larga maggioranza di introdurre nuovi istituti. Tra le principali novità: la previsione della fascia distintiva per il Presidente del Consiglio, l’istituzione del “consigliere incaricato” che per ragioni particolari viene incaricato dal Sindaco a seguire determinati compiti con obiettivi circoscritti e senza gestione di risorse economiche, l’istituzione della Consulta per le politiche della Disabilità, il Bilancio Partecipativo come strumento di partecipazione diretta dei cittadini alla gestione delle risorse economiche dell’ente e l’inserimento del teatro Sociale all’interno delle istituzioni culturali."

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Nel 1902 fu costituita la Società Anonima delle Terme di Salice, che nel 2002 festeggiò il centenario come una delle più antiche società per azioni della provincia di Pavia, che realizzò un nuovo e imponente stabilimento in sostituzione del precedente realizzato tra il 1884 e il 1885. Le terme in seguito divennnerp di proprietà statale e quindi acquisite dal Comune di Godiasco all’inizio degli anni 2000. Il record di presenze fu registrato con le 24.500 del 2004. Nel 2006 le Terme vennero privatizzate, nel 2018, dopo un vorticoso cambio di proprietari il fallimento. Ora per le Terme di Salice è stata indetta l’asta, questo l’annuncio sul sito del Tribunale di Pavia :     

"SALICE TERME (PV): VENDESI STABILIMENTO TERMALE E RELATIVO COMPLESSO AZIENDALE avente ad oggetto sia l’attività di valorizzazione e sfruttamento delle acque termali e dei fanghi a scopo curativo e servizi connessi, sia attività ricreative di bar e discoteca, attualmente in affitto a terzi. Il Complesso Aziendale posto in vendita include le concessioni minerarie necessarie per l’estrazione delle acque, nonché tutti i beni mobili, autorizzazioni, licenze, marchi e un rilevante patrimonio immobiliare, che comprende lo stabilimento termale, il Caffè Bagni, il Grand Hotel Terme, il secolare Parco di Salice, la Chiesa di S. Maria Nascente. Il prezzo base è pari ad Euro 4.975.000,00 (è possibile presentare offerte a partire da Euro 3.731.250,00). Rilancio minino pari ad Euro 50.000,00. La vendita senza incanto, con modalità sincrona mista, si terrà il giorno 8/10/2019 alle ore 15.00 avanti al curatore fallimentare, dottor Andrea Nannoni, presso gli uffici di Executive Services Business Centres - siti in Milano, Via Vincenzo Monti n. 8. Per consultare le perizie e per maggiori informazioni consultare il sito www.portalevenditepubbliche.giustizia.it o contattare il Curatore Fallimentare dott. Andrea Nannoni tel. 02 43995584 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Dati del lotto

Lotto Unico
Tipologia Fabbricati costruiti per esigenze commerciali
Categoria Immobile Commerciale
Genere Immobili
Indirizzo 27052 Godiasco Salice Terme (PV)
Valore di stima 4.975.000,00 €
 

Dati di vendita

Tipologia Senza incanto
Data asta 08/10/2019 - 15:00
Indirizzo presso gli uffici di Executive Services Business Centres - Curatore Dott. Nannoni Via Vincenzo Monti n. 8 20121 Milano (MI)
Prezzo 4.975.000,00 €
Offerta minima 3.731.250,00 € (Offerta minima per la partecipazione alla vendita ai sensi dell'art.571, II comma, c.p.c )
Rialzo minimo 50.000,00 €
Cauzione 10 %
Termine presentazione offerte 07/10/2019 - 13:00
Modalità gara Sincrona mista
Apertura buste 08/10/2019 - 15:00
 

Beni inclusi nel lotto

Categoria Immobile Commerciale
Tipologia Fabbricati costruiti per esigenze commerciali
Descrizione SALICE TERME (PV): VENDESI STABILIMENTO TERMALE E RELATIVO COMPLESSO AZIENDALE avente ad oggetto sia l’attività di valorizzazione e sfruttamento delle acque termali e dei fanghi a scopo curativo e servizi connessi, sia attività ricreative di bar e discoteca, attualmente in affitto a terzi. Il Complesso Aziendale posto in vendita include le concessioni minerarie necessarie per l’estrazione delle acque, nonché tutti i beni mobili, autorizzazioni, licenze, marchi e un rilevante patrimonio immobiliare, che comprende lo stabilimento termale, il Caffè Bagni, il Grand Hotel Terme, il secolare Parco di Salice, la Chiesa di S. Maria Nascente. Il prezzo base è pari ad Euro 4.975.000,00 (è possibile presentare offerte a partire da Euro 3.731.250,00). Rilancio minino pari ad Euro 50.000,00. La vendita senza incanto, con modalità sincrona mista, si terrà il giorno 8/10/2019 alle ore 15.00 avanti al curatore fallimentare, dottor Andrea Nannoni, presso gli uffici di Executive Services Business Centres - siti in Milano, Via Vincenzo Monti n. 8. Per consultare le perizie e per maggiori informazioni consultare il sito www.portalevenditepubbliche.giustizia.it o contattare il Curatore Fallimentare dott. Andrea Nannoni tel. 02 43995584 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Indirizzo 27052 Godiasco Salice Terme (PV)
 

Dati della procedura

Procedura (numero/anno) 23/2018 Tribunale Pavia
Tipologia Procedure concorsuali / Fallimentare
Giudice Dott. Erminio Rizzi
Professionista Delegato Andrea Nannoni - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Curatore Andrea Nannoni
 

Altre informazioni

Pubblicazione 16/07/2019

Come si è giunti a questa situazione?

Il fallimento delle Terme è frutto di scelte scellerate e della manifesta incapacità di chi ha gestito le Terme ed il suo futuro, che in parte è anche il futuro di Salice, in questi ultimi dieci anni.

Val la pena ripercorrere le tappe della vicenda:

Anno 2004: nel mese di settembre viene “dimesso” l’amministratore unico delle Terme, Maurizio Somensini, il quale aveva previsto una perdita, in quell’anno, riconfermata a Settembre, pari a 300 mila euro.

Ottobre 2004: arriva il nuovo amministratore e dopo aver licenziato il direttore commerciale Liberali, con la motivazione “guadagna troppo”, direttore commerciale che aveva portato dal 1996 al 2004 da 6 mila a 24 mila i clienti delle Terme, inizia una nuova strategia commerciale che prevede la cancellazione delle oltre 600 convenzioni con enti privati e pubblici, associazioni, etc, etc… Il passivo in soli tre mesi, da ottobre a dicembre, da 300 mila euro esplode a 1 milione e 800 mila euro!

Anno 2005: il proprietario delle Terme, il Comune di Godiasco, gridandolo ai 4 venti, dà la colpa della “situazione” al contratto con la Juventus, una scusa ad effetto che fa presa sulla gente. Alla luce dei fatti di allora e di quello che è avvenuto oggi e documenti alla mano possiamo parlare di fatto di… una menzogna eclatante!

Anno 2006: le Terme vengono “finalmente” vendute dal Comune di Godiasco, guidato dal sindaco Deantoni, per un importo che a qualcuno sembra irrisorio e con clausole contrattuali che a qualcuno sembrano ridicole, al gruppo Camuzzi (poi fallito dopo pochi anni). Polemiche poche e a tanti ma non a tutti, la soluzione sembra la panacea di tutti i mali. Qualche giornale locale scriveva che la vendita delle Terme sembrava avere lati non “chiari”.

Proprio in questi giorni Ettore Filippi, ex vicesindaco di Pavia, scrive, e quindi è responsabile di quanto scritto, un commento su un social pubblico: “Pensate che tutto parte (la vendita delle Terme ndr) da una ladrata… - scrive Filippi-  con l’allora sindaco di Godiasco in cambio di un appalto fasullo che sarebbe costato al San Matteo (Policlinico di Pavia ndr) 14 milioni di euro...”.

Anno 2008: per il gruppo Camuzzi inizia la crisi e cede le Terme alla Afin della famiglia Fabiani. Anche in questo caso gli annunci trionfalistici sui programmi futuri delle Terme non destano perplessità.

I debiti, o presunti tali, che il gruppo Camuzzi aveva riappianato aumentano. La Afin cambia amministratori e direttori a gettito continuo in un numero superiore agli allenatori cambiati dal presidente Zamparini del Palermo.

Anno 2013: i Fabiani gettano la spugna e cedono le Terme ad un imprenditore vogherese, Elio Rosada. Molti restano perplessi, la domanda ricorrente era: “Come farà a pagarle?” Infatti non le paga, i debiti delle Terme aumentano e rimangono a Fabiani,  nel contempo altre aziende di Rosada falliscono.

Anno 2015: i Fabiani ritornano in possesso delle Terme e le rivendono ad una società romana che non sembra avere mai gestito impianti di questo tipo e non sembra avere neanche i capitali per ripianare il debito ormai giunto a livelli di 7- 8 milioni di euro

Negli anni 2015, 2016 e 2017: la società romana “proprietaria delle Terme” con annunci più o meno trionfalistici e con il tacito assenso della politica comunale, affitta e rinnova affitti di tutto quanto è affittabile, ivi compreso lo stabilimento e le attività termali ed anche il “Caffe Bagni”. Nel contempo viene "scorporato" l'immobile del Nuovo Hotel Terme con annesso parco-giardino di competenza. La "nuova" società proprietaria, facilmente riconducibile agli stessi "soggetti" proprietari delle Terme di Salice, fallirà ed il Nuovo Hotel Terme è andato all'asta ben due volte senza nessun esito.    

Inoltre chi gestisce le Terme non paga o paga in ritardo gli stipendi  dei dipendenti, viene tagliato il gas e all’interno delle Terme vengono effettuati furti con curiosa frequenza. Sul finire del 2017 cala il sipario: una tragedia di cui si poteva intuire il finale. Il debito aumenta sempre di più e le Terme di Salice srl e nel 2018 falliscono.

L’intervento della magistratura forse potrebbe fare chiarezza e risalire a chi ha sbagliato, perché è palese che qualcuno ha sbagliato. Certo è triste che quella che era la prima azienda turistica dell’Oltrepò Pavese… abbia fatto questa fine. Nessuno chiederà scusa per gli errori commessi, nessuno dirà ho sbagliato le valutazione o se politico dirà ho sbagliato a votare le decisioni che venivano prese per le Terme. Speriamo almeno che “certa gente” non parli e non si occupi più del problema Terme.

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