Martedì, 18 Febbraio 2020

L’Iria Pallanuoto, unica squadra vogherese espressione di questa disciplina, non si allena più a Voghera e presto cambierà nome. è stata allontanata dalla piscina comunale lo scorso giugno in seguito a un video messo in rete dal suo allenatore Marco Zucchi in cui criticava duramente la gestione del centro natatorio ad opera della società Gesti Sport. Oggi la realtà sportiva vogherese ha trovato una nuova casa a Casteggio e si appresta a togliere dal proprio nome la dicitura “Iria”, scelta in omaggio alla propria città. Sarà rimpiazzata da un’altra più generica (ancora da ufficializzare) legata al mondo della pallanuoto.

La “love story” tra la squadra e la città si è interrotta bruscamente: Gesti Sport, che ha in gestione l’impianto natatorio, non avrebbe gradito le critiche ricevute, mettendo letteralmente alla porta la squadra: «Il giorno stesso della pubblicazione del video, recatomi in piscina, mi veniva detto di non essere persona gradita e che tutto il materiale tecnico (porte, palloni, calottine, ecc.) era già stato portato fuori dall’impianto» spiega Zucchi. 28 anni, istruttore di nuoto, da circa otto si impegna a promuovere  l’attività di pallanuoto. L’allontanamento dalla piscina “Dagradi” non è però l’unico motivo dietro cambio di nome e rinuncia alla “vogheresità”: «Neppure l’amministrazione comunale – spiega sempre il coach - ha mai mostrato interesse per noi. Nonostante più incontri in cui abbiamo chiesto aiuto per trovare una sede, nessuno si è mai preoccupato di venirci incontro. Addirittura, all’ultimo appuntamento che ci avevano dato, l’assessore neppure si era presentato».

A vaso colmo, la decisione di tagliare i ponti. “Chi non mi vuole non mi merita”, dice il motto.

Zucchi, partiamo dal vostro allontanamento dalla piscina di Voghera. Che cosa è accaduto esattamente?

«è successo che ho espresso delle opinioni personali, molto critiche riguardo alla gestione attuale, e un’intera associazione sportiva è stata cacciata fuori in malo modo. 20 persone, dal più piccolo che ha 8 anni al più grande che ne ha 60. Siamo stati letteralmente messi alla porta. Non solo le nostre attrezzature sono state spostate all’esterno dell’impianto, anche lo striscione adesivo con il nome del nostro sponsor, che avevamo appena fatto stampare non senza dispendio di energie e soldi, è stato accartocciato e reso inutilizzabile. Stessa sorte è toccata alle foto che avevamo appese lungo il corridoio che porta al bar della piscina».

Come mai ha scelto di utilizzare il canale Youtube per esprimere le sue critiche?

«è uno spazio che mi sono preso online per l’impossibilità di comunicare altrimenti e serenamente ai gestori i disagi sia degli atleti sia degli utenti. è stato uno sfogo personale e a mente fredda riconosco che potevo magari usare toni meno accesi».

Ha suscitato una reazione decisamente dura. Che cosa dice in quel video?

«Le mie critiche erano rivolte soprattutto al fatto che Gesti Sport, che da fine 2007 ormai gestisce la piscina comunale, è di fatto una società cooperativa che si occupa di fitness e non di sport di squadra in senso stretto. La sua gestione negli anni ha snaturato completamente l’impianto natatorio di Voghera, rendendolo sempre più inadeguato per lo svolgimento di sport di squadra. In generale, affidare un impianto sportivo a chi si occupa di fitness ha causato disservizi e quella che ho definito una mala gestione».

Quali sarebbero questi disservizi?

«Innanzitutto la piscina vogherese era l’unico impianto in Lombardia con un trampolino per tuffi da venti metri. La prima mossa di Gesti Sport all’epoca fu riempire la fossa da 5 metri, rendendo di fatto il trampolino un monumento all’inutilità, buona giusto ad ospitare piccioni. Se questa può essere ritenuta una scelta “gestionale”, per quanto a mio giudizio incomprensibile, i danni maggiori sono stati fatti alle vasche coperte. Aggiungere ad esempio una settima corsia alle vasche per il nuoto, al solo scopo di aumentare il profitto, ha comportato la riduzione dello spazio a disposizione degli utenti, con conseguente disagio generale. Per introdurre l’idrobike poi, di tendenza alcuni anni fa, si erano inventati una pedana da mettere nella vasca da 180 centimetri per ridurre l’altezza a 80, sempre a scapito della comodità di chi pratica il nuoto. Per non parlare poi dell’aumento del costo delle docce da 20 a 25 centesimi con l’introduzione di una tessera magnetica. Un dettaglio che a qualcuno potrà sembrare irrisorio, ma che ha un impatto su chi si allena tutti i giorni. Business is business, si dice, e in base a questa logica pace se si offrono servizi scadenti e non si permette alle società vogheresi di fare sport nell’impianto vogherese».

Da quanto vi allenavate nella piscina di Voghera?

«Da quando la squadra è stata fondata, nel 2011».

Adesso dove vi allenate?

«Attualmente ci alleniamo nella piscina di Casteggio dove abbiamo avuto massima disponibilità e abbiamo creato per la prima volta anche un settore Aquagol sotto i 10 anni di età. Oltre a Casteggio abbiamo avuto disponibilità anche dalle piscine di Tortona e Novi Ligure».

Con il Comune avevate cercato contatti. Com’era andata?

«Già 4 o 5 anni fa ci eravamo rivolti all’assessore allo sport, che inizialmente si era detto interessato alle nostre rimostranze ma che poi è sparito. In seconda battuta poi ci avevano dato buca ad un appuntamento già preso. Il Comune latita, d’altra parte non si è neppure mosso per celebrare in qualsivoglia modo i 70 anni della piscina che, quasi nessuno lo ricorda, è stata inaugurata il 10 luglio 1949».

In un altro suo video lei ha parlato di “vuoto cosmico” a proposito di questa ricorrenza. è a questo che si riferiva?

«Sì, in particolare volevo sottolineare il totale disinteresse dell’amministrazione locale per un anniversario così importante di cui io stesso sono venuto a conoscenza solo grazie ad una lettera pubblicata su un giornale locale. Senza andare lontano, a Tortona hanno celebrato i 30 anni del loro impianto comunale con una grande festa. Noi che ne abbiamo più del doppio niente. Mi chiedo se qualcuno si ricorderà almeno nel 2049 di festeggiare il centenario dell’impianto». 

di Christian Draghi

In attesa dei regali natalizi, i politici vogheresi si scambiano bordate. A tenere banco dalle parti di palazzo Gounela è il caso Azzaretti. La Marina d’Oltrepò è in polemica aperta con il segretario di Forza Italia Giampiero Rocca, defenestrata dalla giunta Barbieri. Prima il ritiro delle deleghe, orchestrato dal numero uno di via Viscontina e messo in opera dal sindaco Carlo Barbieri poi l’invito, sempre a mezzo stampa, a prendere la porta. Il casus belli è stata la cena natalizia della Lega tenutasi a Varzi, a cui il super assessore vogherese ha preso parte “flirtando” colpevolmente con quello che, al momento, è ancora nemico dichiarato della giunta in carica.

Il futuro politico della Azzaretti è oggi un punto interrogativo: l’intesa con la Lega è ormai conclamata, ma chi si aspettasse un suo imminente accasamento al Carroccio potrebbe restare deluso. Difficile pensare che, al di là dei sorrisi e dei brindisi di facciata, la compagine che fa a capo al deputato Elena Lucchini accetti di buon grado di candidare tra le proprie fila un esponente di spicco di quella che rimane pur sempre una compagine “avversaria”, ovvero la Forza Italia tanto spesso presa di mira del gruppo leghista.

Va bene che in guerra e amore tutto è concesso, ma se è vero che la facciata va pur sempre salvata, è più probabile immaginare che l’appoggio della Azzaretti possa arrivare (ben gradito) ma dirottato sotto forma di lista civica. Proprio le civiche, dicono i bene informati, saranno un format piuttosto gettonato alle prossime elezioni, al punto da creare un quadro molto frammentato per il primo turno elettorale.

Chi ha un buon bacino di voti personali, potrebbe ritenere svantaggioso diluirli all’interno di una lista di partito: la tentazione di offrire una “prova di forza” alle urne e usarla come merce di scambio ad un eventuale ballottaggio è ghiotta, e chi ha i muscoli ben allenati potrebbe non lasciarsela sfuggire. Ghezzi docet.

L’ingegnere Dem ha infatti silurato il Pd, reo di nicchiare troppo a lungo sulle primarie e di indulgere in un troppo sfacciato flirt con i 5 Stelle locali. Correrà da solo pure lui, forse con l’appoggio di Italia Viva, +Europa e Leu. Forse. Buio anche sulle intenzioni del gruppo Affronti: candidassero un loro uomo per una corsa solitaria, sarebbe sicuramente Nicola, figlio di Paolo.

Il quadro politico oggi è quanto mai fumoso. è il gioco delle parti, si sa, ma le bocche restano cucite come non mai. Strappare un’intervista è impresa ardua, nessuno vuole sbilanciarsi. Oltre a sorbirsi l’ormai stucchevole ping pong mediatico Azzaretti - Rocca non resta che rimpiangere i bei vecchi tempi del “puparo” Alpeggiani, abile non solo a manovrare la politica locale, ma a dare in pasto alla stampa gustosi “spuntini” di riflessione. Ci fosse ancora lui, difficilmente avremmo assistito alle uscite delle ultime settimane. In Forza Italia, partito in decomposizione, è iniziato il “si salvi chi può”.

Di fronte ad una emorragia che pare inarrestabile, risulta comprensibile il tentativo del segretario Rocca di fare la voce grossa con la Azzaretti, un tentativo di chiudere la stalla arrivato però quando i buoi sono scappati.

Qualcuno crede davvero che il ritiro delle deleghe alla donna da 508 voti sia arrivato come un fulmine a ciel sereno? Se i politici in corsa sono come cavalli, solo un colossale brocco avrebbe rinunciato per questioni personali all’apporto del suo stallone leader a pochi mesi dalla corsa più importante.

Più facile dedurre che quest’ultimo avesse già deciso di cambiare casacca di suo. D’altra parte, se i Beatles dopo la morte del loro manager Brian Epstein sono andati ognuno per conto suo, perché non dovrebbe capitare lo stesso agli “orfani” di Giovanni Alpeggiani?

La Azzaretti, ormai a briglia sciolta, utilizza le sue armi senza remore: fa breccia sui social nei cuori dei follower. La sua bacheca, ad ogni post, si riempie di manifestazioni di stima e affetto e c’è chi si dichiara pronto a seguirla (leggi votarla) incondizionatamente qualsiasi scelta faccia. Capitano, mio capitano.

Altroché Salvini.

Con lui Marina condivide la passione per i social, la sua immagine nazionalpopolare e consapevolmente (e orgogliosamente) populista ne fa la protagonista incontrastata della scena locale, nonostante qualche osservatore “nerd” faccia notare che i suoi “like” non sono più quelli di una volta, al punto che considerare scontato il pacchetto voti già acquisito potrebbe rivelarsi un azzardo.

La Lega a questo giro fa il mazzo e da tempo ha adottato il basso profilo e indossato la “faccia da poker” . Spizza le sue carte ma non dà segnali. Siccome siamo in Oltrepò, fosse una “brisca in cinque” sarebbero tutti al tavolo ad aspettare il seme della chiamata. Solo allora, forse, vedremo i primi bluff.

di Nilo Combi

Incassato ma non ancora digerito lo “strappo” di Pier Ezio Ghezzi, il PD vogherese cerca di riorganizzarsi. Il colpo è stato duro e l’ennesima spaccatura interna al centrosinistra rischia seriamente di compromettere la corsa a Palazzo Gounela prima ancora che la bagarre vera e propria cominci. Per la sezione locale del partito guidata dal segretario Alessandra Bazardi si prospetta un inverno lungo e pieno di nodi da sciogliere: primarie, alleanze, posizione (che a questo punto diventa determinante) dei 5 Stelle.

Bazardi, partiamo dall’addio di Ghezzi: lei se l’aspettava?

«È stata una mossa alla Renzi, ma da ex renziana dico che anche lui ha sbagliato i modi e i tempi. E ha deluso tanti. Sinceramente conoscendo Ghezzi non pensavo che avrebbe commesso un simile errore politico. Rompere con il partito a sette mesi dalle elezioni con queste motivazioni è come dire che vuoi correre da solo. Non vedo altre spiegazioni al momento… oltre al danno per la città».

Beh, che lui volesse restare protagonista lo aveva fatto capire in ogni modo…Può essere che si sia sentito in qualche modo messo da parte?

«Sgombriamo il campo dai dubbi. Pier Ezio Ghezzi è stato il nostro candidato nel 2015, io stessa ho iniziato il mio percorso politico con lui nella Lista Civica. Di questo lo ringrazio e lo ringrazierò sempre. Il PD lo ha sostenuto, si è schierato al suo fianco facendo un ricorso lungo, difficile e costoso e impegnandosi anche con i suoi rappresentanti provinciali, regionali e parlamentari affinché fosse data a lui e a coloro che erano scesi in campo con lui la possibilità di rigiocarsi la partita. Ricordo ancora la gioia di tutti quando arrivò la sentenza. Era la nostra rivincita, nel gennaio 2017 al riballottaggio abbiamo fatto una campagna elettorale fino all’ultimo voto! Penso che nessuno abbia mai messo in dubbio le capacità di Ghezzi, ma la politica è fatta di momenti. E di fasi. Alcuni dirigenti e compagni gli hanno solo consigliato di mettersi a disposizione di un progetto nuovo, di cui sarebbe stato sicuramente protagonista, ma, ciononostante, vista la determinazione di Ghezzi a ricandidarsi a sindaco e le ricostruzioni sulla stampa di presunte esclusioni, abbiamo redatto un regolamento aperto per le Primarie, che gli consentiva come iscritto PD di partecipare senza problemi. Diciamolo, abbiamo anche forzato un punto del regolamento regionale che cita che in caso di primarie di coalizione il candidato del PD deve essere uno solo, scelto in assemblea. E, siccome Ilaria Balduzzi aveva già dato la disponibilità, la commissione ha cercato di dare la massima agibilità a tutti. Un partito che ha l’ambizione di governare la città non può avere questa miopia politica ed escludere qualcuno burocraticamente».

Cosa cambia nel partito adesso? Le liste pro Ghezzi e i voti del Pd convergeranno oppure si paventa l’ennesima divisione nel centrosinistra che potrebbe togliervi speranza nella già difficile sfida al centrodestra?

«È innegabile che ci sia stata una frattura che va analizzata e valutata con molta obiettività e responsabilità. Il gesto di Ghezzi ha introdotto ancora una volta un elemento di confusione tra i nostri elettori e simpatizzanti. Il percorso ha bisogno di tempo per essere riavviato ma nel partito non cambia nulla, si lavora come prima. Il circolo si è compattato, questo sì, come il gruppo consiliare, le scissioni uniscono sempre chi resta. In questi casi subentra il senso di appartenenza a una comunità che si sente ferita.  Chi esce sbaglia sempre, perché le battaglie e le discussioni si fanno all’interno. 

Da dove ripartirete?

«Penso che si debba ripartire dai programmi e dall’obiettivo da raggiungere. Sarebbe sbagliato chiudersi e cristallizzarsi sulle posizioni personali, perché occorre lavorare a un progetto che abbia possibilità di gareggiare, a una coalizione ampia ma senza pregiudizi e schemi prefissati. Soprattutto servono i contenuti. Voghera ha bisogno di un grande sviluppo e rilancio sul piano economico sociale culturale e produttivo. Il vecchio modello di sviluppo va sostituito con quello di una smart city in grado di costruire un patto verde con il mondo del lavoro. Una green economy, una città innovativa e a misura di uomo. Una città sicura, aperta, inclusiva, che si basi sulla cittadinanza attiva, che pensi agli anziani, alle famiglie, a chi ha bisogno e alle future generazioni. Vogliamo partire proprio da questo, attraverso una grande iniziativa politica e programmatica che faremo a gennaio per mettere allo stesso tavolo le categorie, le associazioni, il mondo sindacale e i semplici cittadini che vorranno aderire. La fretta da alcuni reclamata non aiuta, ma siamo altrettanto consapevoli che si avvicina il tempo delle decisioni politiche e programmatiche conclusive».

La fretta non aiuterà, ma per Ghezzi si sta “perdendo tempo” e quello delle primarie si è rivelato un nodo cruciale nel determinare il suo abbandono. Alla fine si faranno o no? Nel 2014 si tennero già il 30 novembre e le elezioni non andarono bene…

«Lo dice lui e quindi è giusto? Per me in politica paragonare eventi di 5 anni prima è anacronistico. E comunque appunto nel 2014 le primarie furono fatte con largo anticipo e purtroppo non arrivammo nemmeno al ballottaggio. Se il motivo dell’abbandono fosse davvero il tempo o le primarie, significa che Ghezzi ha già deciso di correre da solo. Il PD non le ha mai annullate, come d’altra parte non era stata ancora ufficialmente fissata una data. Semplicemente, come accade spesso in politica e, a livello nazionale ne abbiamo avuto una eclatante prova quest’estate, quando si verificano condizioni nuove le situazioni cambiano in 24 ore. Quello che fino a ieri non era possibile lo diventa. Un avversario diventa alleato. Un ostacolo diventa un ponte».

è per questo che non sono ancora state fatte? Siete alla finestra?

«Davanti all’ipotesi di apertura della coalizione a LEU e 5 Stelle, il Pd cosa doveva fare, dire “no” perché non dobbiamo perdere tempo e dobbiamo fare subito le primarie? Senza verificare la possibilità di una convergenza di altre forze che avrebbero dato linfa e numeri al progetto? Io questa responsabilità con una città in mano da 20 anni alla destra non me la prendo. Se se la vuole prendere Ghezzi… lo dica alla gente. Ma è anche vero che io non voglio fare il candidato sindaco quindi per me è diverso. Vedo tutto in modo più oggettivo».

Quindi secondo lei quella di Ghezzi è stata una scelta dettata da egocentrismo?

«Ghezzi è una persona intelligente, un gran lavoratore, ma è stato sempre abituato a muoversi da solo, lo dimostra il fatto che ha dichiarato di aver già pronte due liste civiche mai condivise con il partito pur non sapendo ancora di essere lui il candidato sindaco. E troppo spesso ha preteso di dettare lui la linea. Quando si è in una comunità ci sono delle regole e ci si deve adeguare al gruppo».

Pochi giorni fa il deputato Cristian Romaniello ha detto che i 5 Stelle a Voghera non stanno valutando alleanze se non con liste civiche. Un “due di picche” che brucia?

«Quale due di picche? Con i 5 Stelle c’è stata da subito grande intesa sulla visione della città, sulla strategia e i programmi. E sul fatto che occorra proporre un progetto innovativo per Voghera che coinvolga una nuova classe dirigente con cui lavorare per i prossimi 10 anni al rinnovamento e rinascita del territorio. Il PD nazionale è al governo con i 5 Stelle e quindi il confronto anche in prospettiva più ampia oltre che per le amministrative è opportuno e doveroso. Il fatto che il Movimento abbia al momento un regolamento e un’organizzazione (che peraltro sta discutendo) con proprie regole non significa che il dialogo non prosegua. E credo che chi tifa per una vittoria del centrosinistra debba augurarsi che continui e si concretizzi».

Che ruolo avranno le liste come +Europa, Radicali o i Renziani di Italia Viva?

«Sono al momento piccole e nuove realtà che però vanno assolutamente integrate e coinvolte nella coalizione. Gruppi che stanno lavorando bene, con entusiasmo e che sono preziosissimi nell’ambito di una coalizione e campagna elettorale, ma devono anche avere la voglia di interfacciarsi con il partito che al momento detiene la maggioranza dei numeri e che per primo si mette in discussione per ampliare il campo. Ora occorre coinvolgere anche l’altra parte della sinistra, i 5 Stelle e tutto quel mondo di moderati, cattolici, mondo civico e di associazionismo che si riconosce nei nostri valori e non in quelli della destra sovranista».

Sperate di arrivare al ballottaggio e poi lavorare sulle alleanze?

«Sulle alleanze si è detto e scritto tanto. Se riusciremo a proporre un progetto che piace per i contenuti e che ci può portare numericamente a concorrere per il ballottaggio penseremo poi ad aggregare anche altri schieramenti. Sempre nel rispetto degli elettori che ci votano e dei programmi». 

Non teme che la presenza di troppe liste, seppure interne all’area di centrosinistra, possa finire per favorire una vittoria della destra già al primo turno?

«Certo, per questo dobbiamo unire e il Pd sta tentando di farlo disperatamente. La coalizione tra PD, Lista Civica Ghezzi, Italia Viva e Civica Voghera Più Libera rappresenta un inizio, ma occorre andare oltre il recinto. Se ci illudiamo di arrivare così al ballottaggio… Benché la situazione delle amministrative sia diversa da quella nazionale è innegabile che un centrodestra a traino Lega sia un avversario forte e scomodo. Proprio per questo la discussione va fatta prendendo in considerazione ogni aspetto e negoziando con le forze all’interno della coalizione la soluzione migliore senza porre paletti che potrebbero escludere a priori ogni dialogo con altre forze che non vogliono o possono stare alle nostre regole. Ora sta a noi decidere la strada da intraprendere e ognuno si assumerà le proprie responsabilità».

Chiudiamo su Asm. Condivide l’analisi fatta dal suo ex compagno di partito Ghezzi riguardo agli accordi tra Forza Italia e Lega in vista delle prossime elezioni? 

«La scorsa estate abbiamo proposto i nomi di due esperti per il nuovo C.d.A a 5 di Asm. Manager competenti che avrebbero potuto esercitare un ruolo di controllo e mettere a disposizione le competenze. Addirittura alcuni sostenevano che il PD avrebbe “portato a casa” un posto perché aveva fatto un accordo elettorale con Forza Italia. Questa era l’accusa di molti e, diciamolo, anche di qualcuno al nostro interno. Sappiamo tutti come è andata. Evidentemente gli accordi li hanno fatti altri».

di Christian Draghi

“Gli amici del Natale sbarcano con tanti progetti  anche  a Voghera. Dopo Pavia, i promotori dell’iniziativa di solidarietà che nel capoluogo ha avuto grande riscontro con la raccolta di tanti doni – scrive l’ex assessore comunale vogherese Marina Azzaretti-  hanno trovato molte adesioni anche in Oltrepò ed avviato così la distribuzione anche a Voghera, con giochi per i bimbi e materiale alimentare per le persone in difficoltà. La progettualità delle iniziative solidali ha come mission fare del concetto di aiuto e sostegno ai propri concittadini, in specie quelli in difficoltà , un  punto cardine fondamentale e decisivo per la crescita di una comunità coesa e unita, coinvolgendo in specie i più giovani,  dal medesimo vitale senso di appartenenza.

La solidarietà parte a Natale dal presupposto di fare del bene ma anche di  promuovere l’acquisto di un dono per le categorie più deboli nei negozi cittadini , con la volontà di promuovere insieme anche  il commercio locale. Proseguirà dopo l’Epifania con la consegna di materiale alimentare per i poveri alla Casa del Pane dei Padri Francescani. L’intenzione degli Amici del Natale è di raccogliere adesioni e proseguire anche a Voghera con iniziative analoghe di sostegno ai più deboli, di contributi alle scuole e di vivacizzazione del commercio e della vita cittadina tutto l’anno – conclude l’Azzaretti-  perché non siano solo episodi isolati del Natale, ma una “buona abitudine quotidiana” per tutti.”

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Si alza anche a Voghera il sipario su Azione, il nuovo partito di Carlo Calenda che è stato ufficializzato in Italia, a novembre, dopo che a fine agosto, in aperto contrasto con la decisione del PD di fare un governo con il Movimento 5 Stelle, l’ex ministro e attuale eurodeputato aveva deciso di uscire dai dem. Trovato come compagno di viaggio Matteo Richetti, senatore anche lui ex Partito Democratico e ora confluito nel Gruppo Misto, dopo aver lanciato in primavera il movimento Siamo Europei Carlo Calenda a fine novembre aveva svelato il nome del suo nuovo partito. “Azione non è un partito personale ma un movimento di mobilitazione” aveva sottolineato il parlamentare europeo, rimarcando le differenze con PD e Italia Viva di Renzi oltre che l’obiettivo di opporsi ai populisti e ai sovranisti. Attraverso una nota stampa il comitato cittadino di Azione scrive : "Nasce Voghera in Azione, il comitato cittadino del movimento politico fondato da Carlo Calenda e Matteo Richetti. Agire: in una città relegata da troppo tempo a "dormitorio", il verbo richiama subito alla mente la necessità impellente di muoversi, fare, costruire. Con queste premesse nasce a Voghera il comitato locale di Azione, il movimento fondato nelle scorse settimane dall'ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e da Matteo Richetti.  Azione, forza di ispirazione liberale, nasce principalmente per dare un'alternativa credibile alla sterile alternativa tra la destra sovranista di matrice leghista e il populismo grillino. Né con gli uni, né con gli altri, ma con l'intenzione di mobilitare nuove energie nella società civile e di offrire ai delusi dall'attuale scenario politico un luogo dove impegnarsi in prima persona.

Al centro le competenze e il dialogo, soprattutto in una realtà complessa come quella locale, dove tra le tante emergenze lasciate in eredità da anni di malgoverno, emerge quella del lavoro e di un tessuto economico in grave crisi. La rinascita di Voghera non può che passare attraverso il lavoro: vogliamo che talenti e risorse abbiano la possibilità di esprimersi sul nostro territorio. Per questo intendiamo aprire sin da subito un canale di dialogo attento con il mondo imprenditoriale locale, con i professionisti, gli artigiani, i commercianti, le parti sociali e con tutti coloro che lavorano quotidianamente per creare valore. "Voghera in Azione è innanzitutto un luogo di confronto e un laboratorio di idee, aperto a tutti quelli che vogliono prestare il proprio talento e le proprie competenze al servizio della città, anche in vista delle elezioni comunali del 2020", spiega Silvia Simeone, referente del gruppo vogherese. Chiunque può aderire iscrivendosi dal sito www.azione.it e contattare il comitato Vogherese attraverso la pagina social ufficiale oppure scrivendo una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. "

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La Regione Lombardia con Deliberazione del 9.12.2019 ha prorogato al 2 Marzo 2020 il termine per l’utilizzo delle risorse per la morosità incolpevole. Possono accedere al contributo gli inquilini titolari di contratto di locazione nel libero mercato in situazione di morosità incolpevole che hanno in corso un provvedimento di sfratto e ISEE inferiore alla soglia stabilita da Regione Lombardia. La morosità incolpevole causata dalla perdita o consistente riduzione della capacità reddituale deve essere riconducibile ad una delle seguenti cause: a) licenziamento b) mobilità c) cassa integrazione d) mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici e) accordi aziendali e sindacali con riduzione dell’orario di lavoro f) cessazio-ne di attività professionale o di impresa g) malattia grave h) infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato la riduzione del reddito. «Il Comune di Voghera pone sempre grande attenzione alle situazioni di emergenza abitativa e cerca di affrontare condizioni di difficoltà con contributi a sostegno dei cittadini vogheresi affinché mantengano l’alloggio in locazione», commenta l’assessore alla Famiglia Simona Virgilio.

Il richiedente deve essere in possesso dei seguenti requisiti: - essere in possesso di un reddito I.S.E. (Indicatore della Situazione Economica) non superiore a € 35.000,00 o un valore I.S.E.E. (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a € 26.000,00; - essere destinatario di un atto di intimazione di sfratto per morosità, con cita-zione per la convalida; - essere titolare di un contratto di locazione di unità immobiliare ad uso abitativo regolarmente registrato (sono esclusi gli immobili appartenenti alle categorie catastali Al, A8 e A9) e risiedere nell’alloggio oggetto della procedura di ri-lascio da almeno un anno; - avere la cittadinanza italiana, di un Paese dell’UE, ovvero, nei casi di cittadini non appartenenti all'UE, possedere un regolare titolo di soggiorno. Il richiedente e ciascun componente del nucleo familiare, non devono essere titola-ri di diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione nella provincia di residenza di altro immobile fruibile ed adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare. La domanda può essere presentata all’Ufficio Casa del Settore Servizi Sociali del Comune di Voghera, Corso Rosselli n. 20, dal lunedi al venerdi dalle 8,30 alle 12,00. Informazioni possono essere richieste telefonicamente al numero 0383/336423.

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Si è svolta nei giorni scorsi a Milano la giornata conclusiva del progetto nazionale  “Dalla parte dei giovani – Il cinema racconta i diritti umani”, iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da Miur e Mibac. Dodici scuole del Nord Italia, dalle Primarie alle Secondarie di Secondo Grado, hanno partecipato al percorso con cortometraggi sul tema dei diritti umani, prodotti e interpretati dagli alunni. La Secondaria di Primo Grado Pascoli, dell’IC Pertini di Voghera, ha presentato il video “Discriminazione? Un brutto sogno…”, realizzato dagli alunni della Classe 2^ C con la collaborazione di compagni della 2^ E e 3^ E.  «È stato un percorso entusiasmante», hanno dichiarato le docenti Silvia Alesina e Chiara Benfante, «in soli due mesi i ragazzi sono riusciti a ideare il soggetto, scegliere e interpretare i ruoli, effettuare le riprese e il montaggio. E il risultato è stato più che soddisfacente». Particolarmente significativa la scelta del messaggio, contenuto nel titolo: nella scuola la discriminazione – di cui tratta in particolare l’Articolo 2 della “Dichiarazione dei diritti umani” del 1948 - si può evitare, come un brutto sogno, se si adottano atteggiamenti di apertura, collaborazione, accettazione, solidarietà. Un messaggio di speranza, dunque, che corrisponde alla realtà di una scuola multietnica come l’IC Pertini nel quale la tolleranza non è parola morta ma realtà viva presente in ogni gesto  dei docenti e del personale. «Sono molto soddisfatta di aver partecipato a questo progetto», ha concluso la Dirigente Scolastica Dott.ssa Maria Teresa Lopez, «e ringrazio il dottor Walter Moro del CIDI di Milano per averci suggerito questa opportunità, che ha consolidato una collaborazione più che proficua». All’evento milanese, che si è svolto presso il Museo Interattivo del Cinema MIC (ex Manifattura Tabacchi), sono intervenuti Milena Santerini, dell’Università Cattolica di Milano, Salvatore Pennisi della ONLUS Gariwo (Foresta dei Giusti) e Alessandra Ghimenti, insegnante di cinema e videomaker, oltre a Walter Moro e Bruna Ciabarri, presidente e vicepresidente del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti. Al termine della mattinata gli alunni hanno ricevuto una speciale menzione per la capacità di creare suggestioni e comunicare messaggi attraverso il mezzo cinematografico. Una grande soddisfazione che spinge i docenti a proseguire il percorso potenziando l’uso dei mezzi e dei linguaggi visivi.

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Lunedì 16 dicembre il Santuario di Santa Maria delle Grazie ha ospitato il tradizionale Concerto di Natale del nuovo Istituto Comprensivo Sandro Pertini. È stata una bella occasione per augurare un Natale di pace a genitori, alunni, docenti e per celebrare il nuovo nome della scuola. Tre sono stati i cori coinvolti nella serata: il coro dei bambini della Scuola dell’infanzia Palli coordinati dalle insegnanti di sezione, il coro di voci bianche della Scuola Primaria De Amicis e il coro della Scuola Secondaria Pascoli.

In apertura del concerto, Padre Cristoforo ha accolto con un caloroso benvenuto tutti i presenti, elogiando l’impegno dei giovani cantori e delle loro insegnanti nel voler donare un’emozionante serata di musica e condivisione.

La Dirigente Scolastica dott.ssa Maria Teresa Lopez, nell’augurare a tutti i presenti un sereno Natale, ha rivolto parole di apprezzamento e di incoraggiamento ai bambini e ai ragazzi per il loro impegno canoro.

Il concerto del coro della Scuola De Amicis ha visto i numerosi alunni delle classi quarte e quinte, diretti dalla prof.ssa Sara Bonini e accompagnati al pianoforte dal maestro Leonardo Marchi, eseguire i seguenti brani: “Adeste Fideles”, “Ninna nanna” di J. Brahms, una rielaborazione di “Süsser die glocken nie klingen”, la carola “Orna le sale” e infine l’allegro motivo “Buon Natale a voi”.

L’esecuzione dei brani della tradizione è stata valorizzata dal supporto della Cantoria di S. Maria delle Grazie, coordinata da Gregorio Zanocco.

A chiudere la serata il coro della Scuola Secondaria Pascoli diretto dalla Prof.ssa Silvia Alesina e accompagnato dal Prof. Paolo Rolandi, che ha proposto un brillante medley con i brani “Hark”, “Astro del ciel”, “The first Noel”, “Luce che illumini la via”, “Mary’s Boy Child”, “Join to the World”.

L’evento musicale, molto apprezzato dal numeroso pubblico, dimostra che la musica diverte, emoziona, educa e soprattutto avvicina le persone, e conferma la validità dei progetto di educazione vocale e canto corale sostenuti da anni dall’Istituto Comprensivo.

Lunedì 16 dicembre il Santuario di Santa Maria delle Grazie ha ospitato il tradizionale Concerto di Natale del nuovo Istituto Comprensivo Sandro Pertini. È stata una bella occasione per augurare un Natale di pace a genitori, alunni, docenti e per celebrare il nuovo nome della scuola. Tre sono stati i cori coinvolti nella serata: il coro dei bambini della Scuola dell’infanzia Palli coordinati dalle insegnanti di sezione, il coro di voci bianche della Scuola Primaria De Amicis e il coro della Scuola Secondaria Pascoli.

In apertura del concerto, Padre Cristoforo ha accolto con un caloroso benvenuto tutti i presenti, elogiando l’impegno dei giovani cantori e delle loro insegnanti nel voler donare un’emozionante serata di musica e condivisione.

La Dirigente Scolastica dott.ssa Maria Teresa Lopez, nell’augurare a tutti i presenti un sereno Natale, ha rivolto parole di apprezzamento e di incoraggiamento ai bambini e ai ragazzi per il loro impegno canoro.

Il concerto del coro della Scuola De Amicis ha visto i numerosi alunni delle classi quarte e quinte, diretti dalla prof.ssa Sara Bonini e accompagnati al pianoforte dal maestro Leonardo Marchi, eseguire i seguenti brani: “Adeste Fideles”, “Ninna nanna” di J. Brahms, una rielaborazione di “Süsser die glocken nie klingen”, la carola “Orna le sale” e infine l’allegro motivo “Buon Natale a voi”.

L’esecuzione dei brani della tradizione è stata valorizzata dal supporto della Cantoria di S. Maria delle Grazie, coordinata da Gregorio Zanocco.

A chiudere la serata il coro della Scuola Secondaria Pascoli diretto dalla Prof.ssa Silvia Alesina e accompagnato dal Prof. Paolo Rolandi, che ha proposto un brillante medley con i brani “Hark”, “Astro del ciel”, “The first Noel”, “Luce che illumini la via”, “Mary’s Boy Child”, “Join to the World”.

L’evento musicale, molto apprezzato dal numeroso pubblico, dimostra che la musica diverte, emoziona, educa e soprattutto avvicina le persone, e conferma la validità dei progetto di educazione vocale e canto corale sostenuti da anni dall’Istituto Comprensivo.

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Il  presidente del consiglio comunale vogherese,  Nicola Affronti, intervenuto alla cerimonia per la consegna delle benemerenze “Summa Viqueria” ha dichiarato : “Siamo giunti alla seconda edizione di una ricorrenza che oramai è diventata una tradizione per i Vogheresi, infatti questa mattina nella sala consiliare del nostro comune sono state conferite le civiche benemerenze “Summa Viqueria”, che vanno a premiare i cittadini che nell’arco della loro vita e nel loro percorso professionale hanno contribuito a rendere grande il nome di Voghera.

Due anni or sono ho ideato questo riconoscimento ed ho contribuito come Presidente del Consiglio, unitamente con il Sindaco e con la Presidente della Commissione Affari Generali Elisa Piombini ad istituirla. Lo scopo di questa onorificenza, per l’istituzione comune, vuole essere quello di ringraziare questi cittadini benemeriti per il loro operato.

E’ stato un privilegio presiedere questa cerimonia anche oggi, in cui sono state premiate le professionalità più eterogenee, dall’amica direttrice del Museo Storico Giuseppina Beccari, al titolare dell’azienda che produce la mitica “Mostarda di Voghera” esportata nel mondo Marco Barbieri, al fondatore del Concorso di Poesia Città di Voghera Salvatore Cicciò, all’Infettivologo Giorgio Barbarini, all’istituto suore Benedettine della Divina Provvidenza, a Suor Battistina delle Suore Agostiniane, alla dott.ssa Cristiana Barbieri, all’artista Fabrizio Poggi, a Padre Cristoforo, all’ex Sindaco e noto giornalista e direttore del giornale di Voghera Antonio Airò.

Un ringraziamento va a tutti coloro – conclude Nicola Affronti - che hanno contribuito alla riuscita della cerimonia, dalla conferenza dei capigruppo ai nostri dipendenti, ma soprattutto ai benemeriti”

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Nella mattinata di giovedì 19 dicembre gli alunni e i docenti della Scuola Pascoli di Voghera hanno ricevuto un graditissimo dono natalizio: ben trecento volumi messi a disposizione dalla casa editrice Giunti e consegnati dall’assessora all’Istruzione Martina Fariseo accompagnata dal dott. Paolo Paoletti, direttore della Civica Biblioteca Ricottiana. A ricevere gli ospiti gli alunni della Classe 2^ G con la loro insegnante Prof.ssa Chiara Benfante, vicaria dell’Istituto Comprensivo da poco ribattezzato “Sandro Pertini”. La giovane assessora ha parlato ai ragazzi con grande spontaneità, consigliando loro di avvicinarsi alla lettura con le parole dello scrittore francese Daniel Pennac: «Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere». Leggere, infatti, «è come una grande avventura che espande i nostri orizzonti», ha commentato il dottor Paoletti. I trecento libri saranno suddivisi tra i vari plessi dell’Istituto Comprensivo, che da anni dedica grande attenzione a progetti di lettura, scrittura creativa e creazione di spazi idonei a una fruizione adeguata del libro. A conclusione dell’intervento gli alunni hanno donato agli ospiti una piccola raccolta di racconti realizzata nell’ambito del progetto “L’officina del racconto” e il calendario 2020 dedicato alla figura di Sandro Pertini.

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