ECCO COME SI VIVE NEL COMUNE ITALIANO CHE HA VIETATO LE AUTO

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In Italia esiste un Comune che ha detto no alle auto, anzi: qui le automobili non sono mai entrate. E’ Chamois, la “Perla delle Alpi” incastonata ai piedi del Cervino a 1815 metri di altitudine, immersa nel paesaggio alpino della Valle d’Aosta. Un centinaio di abitanti e zero strade asfaltate: per raggiungere il paese e spostarsi, gli abitanti di Chamois utilizzano la funivia o si muovono a piedi percorrendo un’antica mulattiera.

Ma come si vive in un paese senza auto? “E’ come essere in paradiso”: parola di Francesca Vernazza, assessore al Turismo di Chamois che dal 1998 alla citt? ha preferito l’unico comune italiano su terraferma completamente chiuso alle macchine. “Sono nata a Genova ma ho scelto di far crescere i miei figli in questo paradiso. Vengo dal caos del traffico di citt? e devo dire che Chamois ti cambia la vita. Il rumore che mi sveglia la mattina è il suono delle campane e l’unico che si sente durante la giornata è quello della funivia, se si è nelle vicinanze”.

Isolati dal mondo? Gli abitanti di Chamois non la pensano così. “Chamois è sempre stato così, e nei secoli i residenti hanno voluto continuare nello stesso modo e preservare le caratteristiche del paese”. Le caratteristiche di un piccolo borgo alpino con le abitazioni in legno e pietra e le strette stradine che lo attraversano, immerso in una natura splendida.

I servizi ci sono tutti, garantisce l’assessore al Comune: il medico viene ogni settimana e poi c’è la funivia che porta a Chamois che passa ogni mezzora, dalle 7 del mattino alle 22.25, con prolungamenti di orario in alcuni periodi dell’anno, ad esempio durante le festivit? , per permettere alle persone di muoversi con maggiore comodit? . “Volendo, si arriva anche in aereo – aggiunge Vernazza – qui c’è un altiporto, tra i più alti d’Italia, che può essere utilizzato da piccoli aerei guidati da piloti di alta montagna”.

Un mezzo elettrico del comune garantisce i trasporti, lo smaltimento dei rifiuti urbani e la filiera alimentare avvengono tramite una teleferica parallela alla funivia. Tutto perfetto, quindi? “Il problema sono i giovani, quelli che si fanno una famiglia preferiscono ‘scendere al piano di sotto’, per questo stiamo cercando di trovare delle soluzioni per farli rimanere a Chamois, altrimenti il paese rischia di morire”, aggiunge l’assessore.

Anticamente basato su un’economia prevalentemente agricola, oggi a Chamois restano piccole colture, qualche allevamento e produttori di formaggi tipici della Valle d’Aosta. La grande risorsa è il turismo e conta su un albergo 4 stelle con centro benessere, un rifugio alpino, un ostello, due b&b, un affittacamere. “Siamo belli sia d’inverno che d’estate – sottolinea Vernazza – qui si possono fare passeggiate con le ciaspole e con le bici, sciare e fare snowboard, seguire i tracciati di sci-alpinismo”.

Ora poi “c’è anche un tentativo di produrre orzo per fare la birra, questo è stato il primo anno in cui siamo riusciti a ottenere una quantit? di orzo sufficiente e quindi potremmo riuscire ad avere la ‘Birra di Chamois’”.

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