ELEZIONI A VOGHERA, GIOVANNI PALLI: «VITTORIA CHE COMPLETA UN PERCORSO DI RINNOVAMENTO DELL’OLTREPÒ»

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Era il Marzo 2018, quando sulle pagine di questo giornale scrivevamo, intervistando Giovanni Palli: “Mancano ancora dodici mesi al rinnovo del consiglio comunale di Varzi, ma quello di Giovanni Palli è uno dei nomi che girano per la successione a Gianfranco Alberti. Lui nicchia, anche se ammette che il ruolo di sindaco lo renderebbe “orgoglioso”, ma il consigliere di maggioranza in quota alla Lega Nord, classe 1981 e membro del C.d.A della Fondazione San Germano sta perlomeno già “studiando” da primo cittadino”. A poco più di due anni di distanza Palli di strada ne ha fatta, sindaco di Varzi, Presidente della Comunità Montana, ma sopratutto, insieme alla sua compagna, l’onorevole Elena Lucchini, “regista”, in un crescendo continuo, di molte azioni e decisioni politiche dell’Oltrepò, ultima ma non ultima la vittoria della Lega e della coalizione che ha portato Paola Garlaschelli ad essere sindaco di Voghera. Ci sono pochi dubbi sul fatto che l’ingresso di Giovanni Palli sulla scena politica oltrepadana abbia rappresentato una cesura importante, e non soltanto perché ad essere punto di riferimento in Oltrepò è arrivato il giovane Palli, ma perchè viene accreditato di possedere le capacità di raccogliere il testimone di quei politici oltrepadani che hanno segnato l’esperienza ventennale della “Seconda Repubblica dell’Oltrepò” e dei quali piaccia o non piaccia l’Oltrepò ne è “orfano”.

Palli come responsabile della Lega degli enti locali della provincia di Pavia è logica la grande soddisfazione per la vittoria alle elezioni comunali di Voghera. Qual è stato l’elemento che più ha contribuito ad una vittoria di queste proporzioni? «È stata una grande vittoria che completa un percorso di rinnovamento dell’Oltrepò e collega territori che storicamente non si sono mai parlati. I cittadini hanno premiato la coalizione di centrodestra in appoggio a Paola Garlaschelli perché nella composizione delle alleanze e delle liste si sono fatte scelte nette in discontinuità con il passato e senza alcun compromesso con la vecchia politica».

Quando si vince i meriti sono di tutti, quando si perde si cercano i colpevoli. Nel caso delle elezioni comunali di Voghera i meriti sono di tutti. Partendo da questa premessa, qual è stato il suo apporto personale ai fini della vittoria? «I meriti sono di tutti, della Lega che è stato il primo partito della città con un risultato straordinario, di Forza Italia che ha avuto la forza e l’intelligenza politica di rinnovarsi affidando la segreteria ad un uomo retto ed intelligente come Carbone, di Fratelli d’Italia che è stata compatta e ha tenuto la barra dritta, delle 2 liste civiche che insieme hanno raggiunto oltre l’8%. Io ho fortemente appoggiato questo nuovo progetto insieme ai numerosi sindaci che si sono spesi attivamente sul territorio. Fondamentale è stata la scelta di candidarsi di Elena Lucchini che da parlamentare si è messa in gioco in prima persona e si è contata alla grande dimostrando di avere molto consenso in città, una scelta che per molti addetti ai lavori era rischiosa e assolutamente non scontata».

Le elezioni sono passate, ora la squadra vincente è al lavoro. Cosa ne pensa delle prime iniziative – Daspo, panchine piazza San Bovo, maggiori controlli nei punti critici – intraprese dall’assessore alla Sicurezza e soprattutto le ritiene sufficienti? «Le prime iniziative intraprese confermano la concretezza e le capacità che sta subito dimostrando la nuova amministrazione. Il nuovo assessore alla sicurezza, l’avvocato Adriatici, è l’uomo giusto al posto giusto, la sua esperienza sul campo nel corpo della Polizia di Stato sarà un valore aggiunto per la città di Voghera. Voglio sottolineare anche l’intelligenza politica del segretario cittadino Elena Lucchini che ha scelto le persone da proporre negli assessorati toccati alla Lega per le loro professionalità e capacità».

è inutile girarci attorno: la più grande azienda pubblica vogherese – ASM – è stato uno dei temi della campagna elettorale leghista e le prime decisioni prese dal neosindaco vanno nella direzione annunciata in campagna elettorale. Secondo lei, come responsabile degli enti locali, ma anche come uomo politico e da cittadino, quali sono le manchevolezze fatte dall’attuale management di ASM? «Il sindaco Paola Garlaschelli ha subito messo in pratica il programma elettorale presentato ai cittadini in campagna elettorale dimostrando serietà e rispetto per i numerosissimi vogheresi che l’hanno votata. Quello che posso dire del Management di ASM è che mi sarei aspettato, come da dichiarazioni dell’amministratore delegato, che una volta insediatosi il nuovo sindaco avrebbero rimesso nelle sue mani il loro mandato, una questione di correttezza e di stile».

A tal proposito è vero che – nell’ambito della Comunità Montana – ci sono le intenzioni di creare una sorta di “Asm dell’alto Oltrepò” che comprenda appunto i Comuni della Comunità Montana? «Quasi tutti i comuni della comunità montana sono soci di ASM, non abbiamo mai parlato di un progetto simile».

Cosa risponde all’ex candidato sindaco Nicola Affronti che “la tira in ballo”, appena prima del ballottaggio, dichiarando: «C’è il rischio colonizzazione per Voghera. Varzi e la Valle Staffora mettono l’ipoteca sulla nostra Città con il sindaco Palli, uno dei protagonisti di questa campagna elettorale per il Comune di Voghera… Voghera capitale dell’Oltrepò rischia di essere trasformata in una succursale della Valle Staffora». Che, piaccia o no, è un’idea che trasversalmente è circolata a Voghera e non solo nelle fila dell’opposizione? «Mi ha sorpreso la sua scelta di dar vita ad una coalizione innaturale e molto difficile da comprendere visto che era composta da Udc, ex forzisti vicini al sindaco uscente e dal Pd che per anni ha fatto  opposizione dura rispetto all’operato dell’amministrazione Barbieri. Una proposta politica che i vogheresi hanno sonoramente bocciato al primo turno ritenendola innaturale e poco credibile per poter guidare la città. Credo che la mancanza di contenuti che potessero ribaltare i 30 punti di distacco del primo turno abbiano portato il candidato sindaco Affronti a tentare di toccare l’orgoglio dell’elettorato facendo leva sullo slogan dei “Varzesi che vengono a comandare a Voghera”. Un tentativo goffo e poco credibile che non ha sortito gli effetti sperati».

Le prossime elezioni provinciali, che si terranno in primavera vedono rumors che indicano lei come in corsa per la posizione di presidente della Provincia. L’ex sindaco di Stradella Maggi ha auspicato una lista unica trasversale indicando come candidato un sindaco leghista. Qual è la sua idea in proposito? Lei è interessato? Condivide l’idea di Maggi di una lista unica? «L’elezione provinciali si terranno nella primavera del 2021, i partiti avranno tutto il tempo di discutere al proprio interno dei candidati ritenuti più idonei ed a condividere con gli alleati le proprie scelte».

Alla luce del risultato palesemente positivo che ha portato l’alleanza Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega a vincere a Voghera, ritiene che questa alleanza – ad esempio a Casteggio non è andata così – possa essere estesa ad altri Comuni dell’Oltrepò alle prossime elezioni comunali? «L’alleanza di centrodestra è rodata ed è sinonimo di buona amministrazione nella stragrande maggioranza dei comuni della Regione Lombardia. Bisogna però sempre distinguere tra le grandi città dove vengono utilizzati i simboli ed il voto è molto “politico” ed i piccoli comuni dove le liste sono quasi sempre civiche senza simboli di partito e dove molto spesso viene votata la persona ed il progetto. In provincia di Pavia abbiamo ottimi amministratori di centrodestra e le segreterie provinciali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono molto compatte e allineate».

Di Silvia Colombini