FRENO A MANO TIRATO PER IL VINO NOVELLO

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Vino novello con freno a mano tirato quest’anno: la commercializzazione iniziata il 30 ottobre, e nelle prossime settimane con aperitivi azzerati dai bar e ristoranti chiusi alle 18 e il divieto di raduni festosi in casa e fuori. Tra i motivi della difficoltà di “approdare” sul mercato il fatto, a parere di molti operatori e produttori, di non essere considerato più un vino di moda e dunque non più conveniente ad essere prodotto, nonostante il tradizione apporto di pronta liquidità alle aziende vitivinicole dopo il grande onere della vendemmia. In particolare quest’anno, con l’emergenza sanitaria- precisano le cantine- pesano le misure di gestione dell’emergenza coronavirus di questo periodo. Nelle annate passate- viene sostenuto dagli imprenditori vitivinicoli– molto è rimasto sugli scaffali o addirittura nelle cantine e ora ci sono anche misure alternative per eventuali eccedenze. Ma la vendemmia 2020 in generale ha visto prevalere la qualità delle uve sulla quantità.

Oggi dunque le cantine navigano a vista e seguono le richieste dei commercianti, anche alla luce delle misure sul contenimento dell’emergenza sanitaria”. Viene sottolineato inoltre “che con tutta probabilità sarà destinato ad altre produzioni”. Ad oggi dunque il sentiment di operatori e cantine, dal Nord al Sud , risulta essere abbastanza omogeneo con risultato per i consumatori interessati al prodotto enologico simbolo del bere giovane, light e conviviale potrebbero persino rischiare di avere difficoltà- spiegano gli addetti ai lavori- a trovarlo nei prossimi giorni nei punti vendita e sugli scaffali. Ma resta uno zoccolo duro di cantine pronte domani al “déblocage” di questi aromatici calici, tipicamente abbinati alle caldarroste. “La caratteristica fondamentale che contraddistingue questo tipo di vino precisa un produttore – è la particolare tecnica di vinificazione utilizzata per produrlo, ovvero la macerazione carbonica. Le uve, vendemmiate a mano, vengono depositate in un vinificatore di acciaio inox chiuso ermeticamente e saturo di anidride carbonica. Questo processo, che dura per circa 10 giorni, permette ai chicchi d’uva di sviluppare profumi e sapori nuovi, non comuni al vino tradizionale”