GODIASCO – «CI SIAMO REINVENTATI, PEDALANDO CIASCUNO DA CASA PROPRIA»

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Come ci racconta Gianni Daglia, oggi presidente del Team ciclistico, fu grazie alle idee di un gruppo di amici che si ritrovarono in un locale a Godiasco in una sera d’inverno nel lontano 1946, che prese vita il “Pedale Godiaschese” Costoro decisero di darsi un’organizzazione strutturata e di formare la società biancoceleste. Gli inizi per la compagine non furono certo facili, ostacolata com’era sotto il profilo economico e non molto fortunata nelle campagne acquisti. Però riscontrarono inaspettatamente, una folta schiera di simpatizzanti e soci che sostennero non poco con il loro entusiasmo la vita della squadra.

Daglia quando arrivarono le prime importanti vittorie? «Dal 1951 al 1953. In quegli anni la Godiaschese veniva chiamata con l’epiteto di “società Principe”. C’erano nomi di spicco tra gli esponenti, come Carletto Chiappano, Gianrino Barbieri, Ugo Tamburini e altri.»

Il Pedale Godiaschese è stato intitolato a due atleti che corsero per questo gruppo proprio in quel periodo appena citato, ci può dire chi erano e il perché di questa scelta? «Erano Giuseppe Daglia e Giuseppe Sartore, rispettivamente mio padre e mio zio. Entrambi hanno corso e vinto moltissime gare con il “Pedale”. Riuscirono a passare tra i professionisti e parteciparono a diverse competizioni internazionali: Giro d’Italia, Tour de France, Vuelta España, per citarne alcune. Aggiungo che siamo stati il primo Fans Club in Italia di Claudio Chiappucci, con il quale siamo attualmente in contatto.»

Ma poi col passare degli anni sembra che la società abbia subito uno stop, quando è avvenuta la rinascita? «Si parla di rinascita nel gennaio 2008, con un altro gruppo di amici sempre a Godiasco. La storia si ripete con l’idea di riformare un gruppo per riproporsi nel mondo del ciclismo locale. Inizialmente con qualche difficoltà, ma la perseveranza in seguito ha portato dei risultati e ci ha premiati.»

Da quanti atleti è composta la squadra attuale e in quali discipline siete impegnati? «Attualmente siamo in sessantacinque soci, di cui dieci sono donne. Le nostre discipline sono: granfondo, circuiti e gare in linea, randonnée, mountain bike, ciclocross, crono/cicloscalate. Partecipiamo ad eventi organizzati anche da altre associazioni e federazioni.»

Ci sono anche bambini? «No, noi alleniamo e integriamo solo adulti. I bambini non possono essere iscritti.»

Che tipo di aiuto ricevere da parte di amministrazioni ed enti locali? «Dal comune di Godiasco Salice Terme e da quello di Rivanazzano Terme, in particolare, riceviamo aiuto per quanto riguarda i permessi. Nessun aiuto invece a livello economico.»

Come vi siete organizzati durante il lockdown? «Praticamente ci siamo reinventati, pedalando ciascuno da casa propria sui rulli, e rimanendo in contatto attraverso una piattaforma online. Ci alleniamo ognuno da casa propria quando non si può uscire. Fortunatamente ad oggi a livello sportivo è possibile uscire anche dal comune di residenza rimanendo all’interno della regione. Pedaliamo tutti i giorni.»

Cosa avete in programma per i prossimi mesi? «Al momento siamo un po’ incerti in quanto le manifestazioni e vari eventi sono bloccati. Di solito si cominciava a marzo per finire verso la metà di ottobre, e avevamo in calendario da cinquanta a sessanta corse all’anno. Dobbiamo aspettare per un programma ben preciso.»

Tornando alle gare, cosa riceve in premio, in genere, un vostro vincitore? «Intanto si premiano dieci atleti per ogni categoria, quindi vengono assegnati cento premi consistenti in prodotti alimentari. Nessuno riceve soldi o coppe. Il nostro obbiettivo sarà sempre lo stesso dei nostri predecessori: raggiungere dei risultati e magari valorizzare qualche giovane promessa e cercare di avvicinare i giovani al mondo del ciclismo.»

di Stefania Marchetti