GODIASCO – NASCE IL SITO DELL’ARCHIVIO MALASPINA

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 Il Comune di Godiasco Salice Terme ha realizzato il sito dell’Archivio Malaspina per consentire la fruizione a studiosi, cittadini, turisti e per riscoprire una parte della storia della popolazione locale nel quadro della storia del Marchesato e verrà presentato al pubblico durante l’inaugurazione dei nuovi spazi della biblioteca in cui verrà collocato l’Archivio Malaspina stesso. Il sito nasce come consultazione e promozione del cospicuo e importante Archivio Malaspina cartaceo, conservato presso il Comune di Godiasco. I 388 faldoni (1320 unità archivistiche quali fascicoli, registri, volumi) narrano le vicende del territorio intrecciate con quelle del marchesato. Nel sito si trovano le informazioni riguardanti Godiasco Salice Terme, la storia dell’Alto Oltrepò, che è intrecciata con la Famiglia Malaspina, i cui esponenti furono per secoli i Signori di queste terre, i contenuti dell’Archivio, le modalità di consultazione (si possono prendere appuntamenti o scaricare i documenti direttamente dal sito). Il sito è realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo.  La documentazione vanta testimonianze che vanno dal XII secolo alla fine del XIX secolo e interessa un’estesa zona dell’Oltrepò. Nei documenti pergamenacei e cartacei, perlopiù inediti, si attestano con elevata frequenza Godiasco, Val di Nizza, Rocca Susella, Valverde, Pregola, Pozzol Groppo, Oramala. Il Sindaco Fabio Riva commenta : “Sono particolarmente soddisfatto della realizzazione del sito di promozione e consultazione dell’Archivio Malaspina che è stato acquistato dal Comune in considerazione della sua importanza storica e identitaria per il nostro territorio e quello oltrepdano. Si tratta di un cospicuo numero di documenti che in parte saranno consultabili anche online per facilitare le ricerche soprattutto in un momento in cui risulta più difficile spostarsi. l’Archivio Malaspina è di grande interesse e può offrire la scoperta di storie inedite, aggiungendo tasselli storici alle vicende locali.”  Anche l’Assessore alla cultura del Comune, Lara Bressani sottolinea :” Da tempo abbiamo ritenuto giusto  investire nella promozione culturale, valorizzando ciò che caratterizza maggiormente Godiasco. Eventi, giornate formative, visite guidate sono alcune delle iniziative realizzate sotto il comune denominatore storico dei Malaspina. Il  sito e i locali in cui verrà reso fruibile l’Archivio saranno un valore aggiunto per Godiasco “ L’archivio della famiglia Malaspina corrisponde a quelle caratteristiche di archivio familiare che vedono nella necessità di conservare per documentare e comprovare diritti la maggiore spinta per la loro formazione e conservazione. Ecco perché si ritrovano nel fondo tutti quei documenti relativi a questioni ereditarie, ad acquisti, a cause sostenute per arrivare al riconoscimento di propri diritti in materia di beni posseduti. Si tratta delle carte più consultate nel corso del tempo e probabilmente più volte aggregate e disaggregate, a seconda delle necessità contingenti prevalenti.
Esso raccoglie principalmente la corrispondenza dei membri dei Marchesi Malaspina e delle loro consorti a partire dal XIV secolo fino alla fine del XIX secolo: migliaia di lettere di carattere privato ma anche relative alla gestione del patrimonio.
Quindi accanto alla corrispondenza con i figli, le mogli, i genitori, gli amici, i parenti si incontra la corrispondenza di carattere amministrativo con gli avvocati, le autorità, le istituzioni civili e religiose, le famiglie più influenti del Nord Italia.
Proprio per queste peculiarità, in alcuni fascicoli si trovano, come allegati, confessi, contratti di vendita, testamenti, registri di contabilità, investiture, memoriali, alberi genalogici della famiglia Malaspina ma anche di altre famiglie nobili, atti di causa, alcune pubblicazioni appartenute ai membri della famiglia, registri per la gestione del patrimonio, parcelle di artigiani, commercianti, dipendenti, passaporti.
Come ricordato in precedenza, accanto alle lettere di carattere privato, si trovano anche carteggi relativi alle funzioni pubbliche ricoperte da alcuni esponenti della famiglia, tra le carte personali sono presenti anche documenti del Comune di Godiasco.
La serie rappresenta un punto di partenza per analizzare, attraverso le vicende familiari, liti, riappacificazioni, controversie giudiziarie ma anche legami affettivi, amicizie influenti, accordi con le autorità civili e religiose, il contesto storico-sociale tra XVI e XIX secolo. Il contenuto spazia da mappe catastali di vigneti a bolle imperiali, da libretti delle scosse del frumento a tomi originali del ‘600 e ‘700. Inoltre è documentata la vita materiale, come i rapporti socio economici nelle campagne, le colture, i contratti agrari ad aspetti della vita militare, artistico culturale dei castelli e delle fortificazioni della Valle. A ciò si affiancano aspetti connessi ad edifici religiosi quali S. Alberto di Butrio (Ponte Nizza) e la Pieve di S. Zaccaria (Ca’ Nova).Non mancano le storie umane, come per esempio quella di Pietro Malaspina, marchese in disgrazia. Questa vicenda è ben raccontata nei carteggi con gli avvocati che si occuparono della difesa di Pietro. Arrestato nel 1730 perchè considerato pazzo e portato in catene al suo castello di Pozzol Groppo, sposa per procura, per uscire dalle ristrettezze economiche, la nipote dell’amico e confessore Giovanni Pieri, arciprete di Casalnoceto. Tra i corrispondenti anche personaggi importanti della storia italiana, come Silvio Pellico, in veste di segretario e bibliotecario della marchesa Giulia Colberti Faletti, marchesa di Barolo.In passato il materiale storico era conservato prima nel palazzo Pedemonti di Godiasco e poi, quando nel 1982 fu dichiarato di notevole interesse storico, iniziò il processo che portò alla firma della convenzione di deposito (24 novembre 1986) dalla proprietaria Ghida Pedemonti Salom Durand de La Penne fino alla consegna del fondo all’Archivio di Stato di Pavia. Qui le 294 cartelle e registri (secc. XII-XIX) e i 200 volumi (cinquecentine ed edizioni rare) consegnati vengono ricondizionati nelle attuali 388 buste. Presumibilmente tra il 1986 e 1990 il direttore Ugo Fiorina realizza un breve elenco di consistenza su schede cartacee. A Godiasco erano conservate presso palazzo Pedemonti “in due grossi armadi e in una cassa, senza ordine, senza inventario, senza coperte, senza contenitori e senza annotazioni di tipo archivistico”, scrive il direttore nella sua relazione. Il 12 maggio 2011 il Comune ottenne l’accesso a un contributo regionale che permise di acquistarlo. Nel febbraio 2012 è redatto un elenco di consistenza, in linea con il progetto approvato dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia, contestualmente al raffronto con il lavoro realizzato presso l’Archivio di Stato di Pavia da Ugo Fiorina e finalizzato al trasferimento del fondo presso i locali predisposti dal Comune di Godiasco. Tra gennaio e novembre 2015 viene realizzato l’inventario del Fondo.

NOTA – QUESTO COMUNICATO È STATO PUBBLICATO INTEGRALMENTE COME CONTRIBUTO ESTERNO. QUESTO CONTENUTO NON È PERTANTO UN ARTICOLO PRODOTTO DALLA REDAZIONE DE: “IL PERIODICO OLTREPÒ”