Domenica, 17 Novembre 2019

SANTA MARIA DELLA VERSA - «TERRITORIO MOLTO VASTO, SERVONO PIÙ GIOVANI PER LA PROTEZIONE CIVILE»

L’avvocato Anna Zucconi, oltre a svolgere la sua professione a Broni, ricopre il ruolo di tesoriera dell’associazione AIGA di Voghera, fa parte dell’associazione Biblioteca Comunale di Santa Maria della Versa ed è la coordinatrice del gruppo protezione civile di Santa Maria della Versa con un vasto territorio di competenza che Zucconi in questa intervista ci illustrerà, in particolar modo, come si svolge il lavoro di questo gruppo di volontari sul territorio oltrepadano.

Zucconi  lei è diventata da poco coordinatrice della protezione civile di Santa Maria della Versa. Come è successo?

«Diciamo per caso, cioè quando il fondatore del gruppo e direttore, Roberto Bernini, ha dato le dimissioni, io sono subentrata al suo posto: un po’ penso, per la mia professione d’avvocato e un po’ per la mia passione per questa associazione, devo essere sembrata subito la persona più indicata per ricoprire il ruolo. Non ci vogliono grandi doti per ricoprire questo ruolo, ma un minimo di dimestichezza con la burocrazia non fa male diciamo».

Prima di esserne la coordinatrice, faceva parte del gruppo come membro attivo?

«Sì, io facevo già parte del gruppo come membro volontario attivo dal 2012/2013 e poi successivamente, quando si è presentata l’occasione, hanno pensato di propormi come coordinatrice».

Che territorio ricopre la protezione civile di Santa Maria?

Il nostro ambito territoriale è quello di Santa Maria della Versa (e tutte le sue frazioni) e il comune di Rovescala con cui abbiamo stipulato una convenzione poiché appunto non era coperto ancora dalla protezione civile».

Chi fa parte della squadra?  Sono tutte persone dell’Oltrepò orientale?

«I volontari sono quasi tutti di Santa Maria della Versa, solo uno è proveniente da Rovescala».

Quali sono le maggiori occupazioni?

«Noi attualmente abbiamo optato per eseguire dei controlli periodici sul territorio: nei territori limitrofi ai corsi d’acqua, controllare che il letto del fiume sia sgombro, che non ci siano ostacoli al percorso del fiume soprattutto quando il livello dell’acqua aumenta per evitare che avvengano straripamenti. Anche le piante pericolanti, soprattutto e spesso proprio su segnalazioni da parte dei cittadini sono uno dei pericoli maggiori nel nostro territorio: non è solo di spettanza del comune, ma più in generale anche dei privati e delle varie proprietà che spesso tralasciano la potatura delle piante e a volte diventa nostro compito segnalare quando ci sono alberi a rischio di caduta che necessitano quindi di venire tagliati».

Ci sono state emergenze nell’arco del 2017 e in questi primi mesi del 2018?

«Non sono avvenute grandi emergenze per fortuna. Il 25 febbraio di quest’anno durante la nevicata ci sono state delle raffiche di vento molto forti ed è crollato uno dei pali del telefono e in quel caso siamo intervenuti chiamando i vari organi che si occupano di queste problematiche e di conseguenza la telecom. Diciamo che noi comunque lavoriamo molto sulla prevenzione delle emergenze, quindi con controlli periodici del territorio cerchiamo di intervenire per tempo prima che si verifichino i problemi».

Ci sono delle problematiche che risultano dalla gestione di un gruppo come il vostro?

«La nostra protezione civile ha sempre bisogno di volontari. Nel nostro gruppo ci sono pochi ragazzi giovani purtroppo e bisognerebbe organizzare più attività come “La giornata del volontario”, con piccole esercitazioni e dimostrazioni da parte dei nostri volontari per far vedere come è poi un po’ l’attività che facciamo. Si stava pensando con l’altro gruppo dell’Alta Valle Versa, di organizzare attività di dimostrazione e di avvicinamento per cercare di pubblicizzare un po’ ciò che facciamo e che siamo».

Quali sono le attività di pubblicità e di promozione che operate per il vostro gruppo? In che modo si cerca di lavorare sul gruppo per mantenerlo saldo e sempre attivo?

«A volte penso che la popolazione non sappia realmente quello che facciamo e che quindi non possa interessarsi a noi. Il 13 maggio ci sarà la marcia a Santa Maria e anche noi daremo il nostro contributo, come alla “corsa ciclistica dei colli rovescalesi” e come il 5 maggio saremo in piazza per Telethon  a vendere i biscotti del cuore; si tratta spesso di attività di volontariato ma è giusto che noi della protezione civile ci interessiamo anche a questo. Anche la nostra pagina facebook contribuisce a farci un po’ di pubblicità. Un cosa importante che facciamo è quella di eseguire dei corsi di specializzazione, come quello per la guida dei mezzi 4x4, partecipiamo spesso a questi corsi per rimanere sempre aggiornati. Un altro aspetto molto importante è quello di lavorare anche assieme agli altri gruppi, come avviene ad esempio nei corsi di aggiornamento, proprio per creare dei contatti e conoscere le persone che potresti incontrare poi in quegli, ovviamente scongiurati, momenti di emergenza che si possono verificare. Cerchiamo sempre di trovarci coi nostri colleghi di Pietra de Giorgi, Varzi ecc e di organizzare attività, anche per stimolare i vari volontari e cercare di mantenere vivo il gruppo, parlare e discutere». 

Lei oltre che la coordinatrice della protezione civile è un avvocato e membro dell’Aiga, Associazione giovani Avvocati nel ruolo di tesoriere. Quali sono le principali finalità dell’Aiga?

«Io faccio parte del direttivo dell’associazione dell’Aiga di Voghera e ne sono il tesoriere. Purtroppo sono al limite d’età per poter fare questa attività, si può appunto farne parte fino al  quarantacinquesimo anno d’età e l’anno prossimo dovrò abbandonare purtroppo. Ci occupiamo di fare politica forense, incontrandoci con i direttivi delle varie regioni per discutere delle varie problematiche che interessano i giovani avvocati. Cerchiamo di organizzare corsi di formazione che specializzino i vari giovani avvocati per poter impegnarsi in un settore specifico in maniera consona, senza sapere poco di tutto, ma possedendo delle conoscenze specifiche. Al giorno d’oggi siamo moltissimi noi avvocati, ci sono tantissimi giovani e non si tratta più di quella che era la professione una volta, ma cerchiamo comunque di dare una mano a questi giovani che escono fuori dalle università senza sapere bene come funziona poi la vera attività (sia dal punto di vista della fiscalità che quello che concerne il lavoro vero e proprio) perché magari non provengono da famiglie in cui ci sono già avvocati. A livello locale, durante l’anno organizziamo una decina di corsi di aggiornamento, circa uno al mese, dove si affrontano vari argomenti come il diritto penale, quello di deontologia, il corso sul condominio e la sua legislazione. Inoltre il nostro presidente di sezione, Valeria Chioda, fa parte della giunta nazionale e per noi è anche un motivo di vanto».

Lei è anche impegnata politicamente nel Comune di Santa Maria della versa dove riveste il ruolo di consigliere di minoranza. Come giudica quest’ultima sua esperienza?

«Ho imparato molto come amministrazione di minoranza. Molte volte non ero d’accordo con la maggioranza e ho sempre espresso le mie opinioni, ma in generale questa prima esperienza come amministratrice di minoranza mi ha dato molto su cui lavorare: arrivavo a questa attività completamente scevra in materia e devo dire che non è per niente semplice avere a che fare con la burocrazia dell’amministrazione comunale, è chiaro che avere certe conoscenze aiuta molto. In generale non ho mai amato fare opposizione in maniera “ignorante”, è chiaro che ci sono stati momenti di scontro in cui non ho condiviso le idee altrui, ma si è sempre cercato di venirsi incontro e trovare la giusta soluzione alle cose. Ho sempre cercato di collaborare per quel che potevo, anche se sono sempre stata molto schietta parlando coi diretti interessati riguardo alle problematiche».

I commercianti di Santa Maria della Versa hanno espresso diverse volte la loro preoccupazione per il futuro del paese. Lei che risposta si sente di dare ai suoi concittadini?

«Io in alcune occasioni ho riferito che alcuni aiuti potevano essere destinati ai commercianti, ma non si è mai neanche parlato seriamente dell’argomento. Credo che sia l’intera vallata ad essere un po’ morta in generale, dal punto di vista delle botteghe e dei negozi, ma non credo che il problema sia sorto ora con l’attuale amministrazione, ma che sia il risultato anche di quelle passate: bisognerebbe fare qualcosa di concreto per promuovere i negozi di paese, soprattutto in un momento in cui si sta venendo schiacciati dalla concorrenza dei supermercati. Al giorno d’oggi una persona che lavora fa fatica a comprare i prodotti in un negozio, quando ha comodità di trovare tutto ciò che le serve in un supermercato aperto fino alle nove di sera; sono molteplici le problematiche che accompagnano questo argomento: sarebbe ovviamente bello vedere di nuovo in voga i nostri prodotti e le nostre tipicità, vedere di nuovo il vecchio camioncino che effettua le consegne a domicilio dei piccoli negozi, ma non so se questo sia ancora possibile. Il discorso è complesso e andrebbe fatto in sinergia fra commercianti, amministrazione comunale e anche le associazioni di categoria, credo che sia indispensabile la collaborazione per il raggiungimento di una soluzione concreta».

Punto vendita a Santa Maria della versa, da poco riaperto. La sua opinione in merito

«Sì ho visto che ha riaperto il Wine Point della cantina “La Versa”, anche se non ho presenziato all’inaugurazione. Personalmente non ho mai rilasciato dichiarazioni riguardo all’attività della cantina sociale. Ovviamente auguro alla nuova gestione di lavorare bene e di far rifiorire un po’ il nome della cantina, perché ne trarrebbero beneficio un po’ tutti. È giusto che il punto vendita sia stato spostato, che sia tornato qua, ma non so se riesca a lavorare, sicuramente glielo auguro».

L’anno prossimo a Santa Maria della Versa si voterà. Ha intenzione di ricandidarsi?

«Non lo so assolutamente. Sono una persona impegnata in molteplici progetti, sia nella mia attività professionale, che come coordinatrice della protezione civile e nella biblioteca comunale di Santa Maria: proprio la nostra biblioteca opera sul territorio con numerose iniziative culturali e artistiche. Proprio per questi motivi, non ho ancora deciso se ricandidarmi l’anno prossimo».

                             di Elisabetta Gallarati

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