Sabato, 18 Gennaio 2020

VOGHERA - IL BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2017 DELL’ASP PEZZANI CHIUDE CON UNA PERDITA DI CIRCA 179MILA EURO

Il Bilancio consuntivo anno 2017 dell’Asp Pezzani chiude con una perdita di circa 179mila euro di cui circa 120mila euro sono riferiti al primo semestre 2017. La nomina del nuovo direttore Temistocle Cioffi a partire dal secondo semestre 2017 ha contenuto in maniera significativa le perdite vista l’esiguità del tempo a disposizione per i dovuti correttivi. La gestione attuale ha limitato le perdite in 21mila euro (al netto del proprio emolumento pari ad 38mila euro), attuando una razionalizzazione dei costi nel breve periodo e ponendo le basi per una revisione totale dei conti dell’Azienda. Nel secondo semestre vi è stato un taglio di circa 76mila euro da parte di ATS Pavia sul conguaglio delle tariffe che vengono erogate.

Nello specifico: 26mila euro per sovra produzione del Centro Diurno, 50mila euro alle due Rsa dovuti ad assenze per ricoveri ospedalieri degli ospiti. E’ da evidenziare che queste tariffe regionali non sono aggiornate dal 2009. «La direzione attuale e il consiglio di amministrazione non intendono aumentare le rette pagate dagli ospiti - spiega il direttore Temistocle Cioffi - per evidenti ragioni di sostegno alle famiglie con pazienti fragili, ma soprattutto perché si ritiene che l’importo sostenuto dagli ospiti sia congruo al servizio offerto e che tali rette saranno aumentate annualmente solo in ragione degli aumenti Istat/Foi». Tenuto conto che la gestione caratteristica dell’Azienda è positiva, gli unici ostacoli che non permettono allo stato attuale di chiudere le annualità in positivo sono: - il finanziamento acceso dalla Pezzani presso Cassa Depositi e Prestiti che incide in maniera pesantissima sui conti. In particolare questa azienda non riesce a sostenere, senza perdite, il pagamento delle rate di un finanziamento che prevede un tasso fisso pari al 5,81% con rata annuale di circa 671mila euro L’alto tasso di assenteismo, a vario titolo (legge 104, legge 151, maternità e malattie) del personale dipendente, impone all’azienda un massiccio ricorso al lavoro interinale per garantire la presenza del numero obbligatorio di operatori imposto da ATS per soddisfare il criterio di accreditamento. Solo nell’anno 2017 le giornate di assenza a vario titolo sono state 3353 in netto aumento rispetto al 2016 (2598) e 2015 (1704)

«La direzione, in sintonia con il Consiglio di Amministrazione, ha adottato alcune iniziative volte alla riduzione del deficit. Abbiamo razionalizzato gli acquisti attraverso apposite convenzioni con la centrale di committenza Arca di Regione Lombardia e aumentato del quinto d’obbligo, pari ad 250mila euro, del contratto di servizi infermieristici all’attuale fornitore - aggiunge Cioffi - Questa scelta è stata fatta per ridurre i nuclei gestiti direttamente dalla Pezzani e sopperire alle assenze a vario titolo con il proprio personale, tagliando del 90% il ricorso al lavoro interinale che nell’anno precedente ha gravato sulle casse dell’Azienda per circa 383mila euro. L’incarico è esecutivo dal primo maggio 2018 e contestualmente sono stati tagliati nove contratti interinali su undici». E’ stato inoltre adottato un piano industriale di rilancio dell’azienda che sarà a breve presentato a Cassa Depositi e Prestiti, la quale è stata già interpellata verso la fine del 2017 si è dichiarata disponibile a ridefinire la struttura del finanziamento in corso in modo da giungere ad una significativa ristrutturazione partendo dalla riduzione del tasso di interesse che risulta oggi non sostenibile dall’Azienda. Il piano industriale è stato predisposto e approvato, a breve sarà inviato alla Cassa Depositi e Prestiti. «La revisione del finanziamento e la riduzione significativa del ricorso al lavoro interinale sicuramente darà il via ad un’azione di risanamento dei conti e permetterà di mantenere inalterate le rette degli ospiti - conclude il direttore Cioffi - Vi è infine da segnalare che, vista l’attuale situazione economica del mercato immobiliare, non si riesce a vendere l’immobile di via Don Minzoni per il quale sono state attivate ben tre aste pubbliche andate deserte».

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