Lunedì, 27 Gennaio 2020

VARZI - IL VERDE E IL BIANCO DELLA CONTRADA DEL MERCATO ….. IL PALIO DELLA SPOSA

La contrada del Mercato, è un altro fiore all’occhiello del borgo medievale. Senza alcun dubbio è caratterizzata dalla sua struttura che si sviluppa su ben cinque livelli di portici e vie porticate. All’interno della contrada sorge la Chiesa Parrocchiale di S. Germano Vescovo.

La via del Mercato è il vero e proprio accesso al “primo strato” di cantine; questa è molto probabilmente la parte originaria del paese che, ricostruita e modificata nei secoli, ora si presenta fiancheggiata da una doppia fila di portici costruiti dal secolo XIV al XVI. La loro funzione fu di ricoverare e proteggere, durante la notte, le carovane di muli e mercanzie che transitavano da Varzi per commerciare i prodotti che provenivano dalla riviera ligure e specialmente i prodotti orientali che arrivavano nel porto di Genova.

Questo tipo di commercio, molto fiorente anche nei secoli successivi al medioevo, proseguì fino alla prima metà di questo secolo per poi ridursi con la costruzione delle linee ferroviarie e dopo la nascita e lo sviluppo delle automobili.

Nel frattempo anche la funzione della via si modificò, diventando, come testimonia la denominazione, centro del mercato settimanale.

Percorrendo la contrada, incontriamo tutta una serie di vie e vicoli molto caratteristici. Il Vicolo dietro le Mura è un vero e proprio tunnel posto sopra il muro medievale di difesa, sormontato da una serie ininterrotta d’abitazioni, le quali hanno l’accesso principale da via Porta Nuova. Le forme dei muri, i finestroni del porticato ricolti a sud, le porte in legno e gli stipiti delle porte stesse, sono vere opere d’arte povera medievale. La parte sottostante delle mura invece è via della Maiolica, via di accesso al “secondo strato” di cantine, caratteristica perché oltre a confinare con il muro di difesa è originale pure per le gobbe presenti lungo la via che non sono altro che le volte delle cantine sottostanti.

Infine, percorrendo via Roma, i cui portici risalgono ai secoli XVIII-XIX, da ci si immette nella già citata via di Porta Nuova, così chiamata perché dopo il primo sviluppo del borgo avvenuto nel XV secolo, tale via è stata inserita nella parte fortificata e la porta del paese è stata spostata in questa posizione. Anche in questa zona troviamo una serie di portici inseriti lungo il lato sinistro, mentre, alla fine di questi, sulla destra, vi è un bel palazzo signorile del secolo XIX, appartenuto ai marchesi Malaspina del ramo di Pietragavina.

L’ultimo livello di portici visibili tutt’oggi nel centro storico di Varzi è rappresentato da via del Voltone che, come dice già il nome, è una via in porticata per quasi tutto il suo sviluppo. Il monumento più importante di tutta la contrada è sicuramente la Chiesa Parrocchiale di Varzi. Dedicata a San Germano di Auxerre, venne costruita dal 1584 al 1620 quando, per lo sviluppo del paese attorno al castello e ai palazzi feudatari, restò scomoda e isolata l’antica pieve ora Chiesa dei Cappuccini. La struttura fu edificata utilizzando parte dell’esistente Oratorio di S. Salvatore, che era la cappella privata della famiglia Malaspina (realizzata nella metà del secolo XIV). L’edificio e la decorazione interna settecentesca hanno subìto in questi anni una ristrutturazione per esigenze di spazio e di riforma liturgica, su disegno del prof. Carlo Frascaroli, e una nuova decorazione della Ditta Taragni di Bergamo ed affreschi del Nani. Di particolare interesse, in questa chiesa, rimane un altare di marmo bianco posto alla sinistra entrando: è un pregevole documento autentico di arte neoclassica del primo Ottocento; vi sono poi tutta una serie di magnifici affreschi del XVI secolo che colpiscono non appena si varca il grande ingresso centrale. Si possono apprezzare inoltre diversi altari laterali, quadri di pregevole fattura, il coro ligneo (in noce) del 1600 in stile barocco, i pulpiti costruiti nel XVIII secolo dal falegname locale Todeschini e l’organo che, è un Guglielmo Bianchi risalente al 1860. Nella chiesa è presente inoltre il braccio-reliquiario di San Giorgio patrono di Varzi.

Il parroco Don Gianluca Vernetti negli anni del suo mandato varzese non ha mai perso l’occasione di provvedere al restauro della parrocchia la dove ce ne fosse bisogno. Anche per questo motivo la Chiesa Parrocchiale di Varzi è uno dei punti più visitati del paese.

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