Domenica, 20 Ottobre 2019

OLTREPÒ PAVESE – RIVANAZZANO TERME - SEQUESTRATO ARSENALE, BLITZ CONTRO EX COMBATTENTI IN UCRAINA, AVEVANO ARMI DA GUERRA

Armi da guerra, tra cui fucili d'assalto automatici di ultima generazione, sono stati sequestrati, giovedì scorso,  dalla Polizia a Rivanazzano Terme e nei giorni successivi in varie città del Nord Italia.

Il blitz dell'Antiterrorismo è scattato nei confronti di una serie di soggetti orbitanti nei gruppi dell'estrema destra oltranzista e nasce da un'indagine della Digos di Torino relativa ad alcuni combattenti italiani che hanno partecipato alla guerra nel Donbass, in Ucraina.

All'operazione, coordinata dalla procura di Torino, hanno collaborato anche le Digos di Milano, Varese, Pavia, Novara e Forlì.

A Rivanazzano Terme, giovedì scorso, in un capannone sulla ex statale verso Voghera, fra la rotonda dell’aeroporto e l’ingresso del paese termale,  la polizia aveva  trovato un arsenale comprendente anche armi da guerra ed  anche un missile terra aria, un Matra di fabbricazione francese ,  usato dalle forze armate del Qatar. 

La polizia, che da tempo indagava in particolare sui gruppi ultras legati alla Juventus w el corso delle perquisizioni è stato posto sotto sequestro uno striscione storico dei Drughi Giovinezza, gruppo ultras della Juve, all’interno della sede Legio Subalpina, a Torino in corso Allamano, e nelle case perquisite risiedevano anche alcuni appartenenti al gruppo Tradizione, sempre della tifoseria bianconera. I Drughi avevano persino solidarizzato con uno striscione con Carlo Fabio D’Allio, 28 anni, arrestato e considerato il leader del gruppo skin Legio Subalpina: il giovane era finito in manette per il possesso di proiettili da guerra, ed è stato scarcerato nei giorni scorsi dopo l’udienza di convalida con l’obbligo di firma

Nell’operazione, nata dall’indagine su alcuni combattenti italiani nel Donbass, in Ucraina, ha portato all’arresto di tre persone fra cui Fabio Del Bergiolo, 50 anni, ex ispettore antifrode delle dogane, candidato al Senato per Forza Nuova a Gallarate, nel 2001.

Tra gli arrestati nella operazione della Digos e dell’Ucigos a Torino c’è anche Fabio Del Bergiolo, 60 anni, ex ispettore delle dogane a Malpensa.

Del Bergiolo è un militante di lungo corso Forza Nuova ed è stato candidato al senato a Gallarate nel 2001 (prese 611 voti), proprio nelle file della formazione neofascista, tutta Patria e famiglia.

Due anni dopo, nel 2003, era finito nei guai per una vicenda molto più prosaica: era stato sospeso perché coinvolto in una truffa sul rimborso dell’Iva. Era accusato di aver incassato, in combutta con una dirigente (domiciliata a Sumirago), i rimborsi su 55 fatture di acquisti fatti da cittadini stranieri in transito dall’aeroporto di Milano Malpensa.

Già nei giorni scorsi a Del Bergiolo erano state sequestrate diverse armi, comprese alcune da guerra, con fuoco a raffica (vietato dalla normativa italiana). Si trattava di dodici armi lunghe, di cui nove da guerra, e nove pistole. In particolare compariva una machine pistol Skorpion, un fucile d’assalto Steyer Aug che funziona a raffica, un mitra Colt M16, un Heckler Koche G3, un “Carcano”. E ancora anche pistole con matricola abrasa.

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