Sabato, 21 Settembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - FESTIVAL ULTRAPADUM, DA 5 EVENTI DELLA PRIMA EDIZIONE, A 54 DELL’ATTUALE

Angiolina Sensale, vogherese, ha affiancato agli studi umanistici lo studio del pianoforte sotto la guida del Maestro Giuseppe Aneomanti. Diplomandosi brillantemente presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, si è perfezionata con Piero Rattalino, Jörg Demus, Naum Starkman.

Premiata in concorsi nazionali e internazionali, svolge attività concertistica in varie formazioni da camera,  con l’orchestra e come accompagnatrice, ruolo per il quale ha conseguito, nel 1992, l’idoneità nel Concorso a cattedre per i Conservatori di Stato.

Ha tenuto oltre mille concerti in 25 stati, tra Europa, Stati Uniti, Sud America, al fianco di artisti quali: Gianni Raimondi, Fiorenza Cossotto, Giuseppe Sabbatini, Daniela Dessì, Elio Pandolfi, Paolo Poli. Tra le sedi più prestigiose: il Teatro Regio di Torino, il Donizetti di Bergamo e il Verdi di Trieste, la Sala Rachmaninoff del Conservatorio di Mosca, la Sala Cecilia Meireles di Rio de Janeiro, il Festival dei Due Mondi a Charleston, la grotta di Bernadette a Lourdes (diretta televisiva per RAI 2). Sovente invitata nelle giurie dei Concorsi di Canto Lirico, è stata docente ospite delle Università di Santa Maria (Brasile) e Athens (Georgia- USA).

Nel 2004 ha ricevuto il Premio Internazionale “Foyer des artistes”.

Da 27 anni cura la direzione artistica del Festival Ultrapadum, progetto che all’inizio si chiamava “Musica in Castello”, e si svolgeva in ville, castelli e dimore private, che per la prima volta si aprivano al pubblico in occasione dei concerti. La prima edizione ha raggruppato 5 eventi. Con il passare degli anni l’iniziativa ha avuto sempre più riscontri, andando a totalizzare, in un’edizione, ben 54 eventi tra Giugno e Settembre. La mission è quella di valorizzare l’Oltrepò tramite la cultura. Nella direzione artistica del Festival è affidata da Nadia Lanetti (in qualità di Coordinatrice) e da Michela Anselmi (Responsabile Relazioni Esterne ).

Quando è nato il festival Ultrapadum, chi ne è stato il principale promotore e qual è la sua mission?

«Il Festival Ultrapadum è nato 27 anni fa con un progetto di cui avevo curato la direzione artistica: si chiamava “Musica in castello” e si svolgeva in ville e castelli, dimore private, che per la prima volta si aprivano al pubblico in occasione dei concerti. La prima edizione fu di 5 eventi. Con il passare degli anni l’iniziativa ha avuto sempre più riscontri, andando a totalizzare in una edizione ben 54 eventi tra Giugno e Settembre. La mission è quella di valorizzare il territorio per mezzo della Cultura, incentivandone le potenzialità turistiche attraverso la conoscenza del paesaggio, della storia, dell’arte e dei prodotti della tipicità offerti in degustazione al termine dei concerti».

A che pubblico vi rivolgete? Ci sono anche giovani che si avvicinano alle vostre attività?

«Il Festival è rivolto all’intera comunità della provincia e delle province limitrofe, in particolare il milanese, supera ogni anno le 15.000 presenze e raccoglie un pubblico assolutamente eterogeneo, differenziato a seconda delle proposte musicali. I giovani costituiscono la nostra caratteristica distintiva nella proposta artistica perché collaboriamo con orchestre e cori giovanili di Europa e Stati Uniti. Molti giovani seguono le serate da cui traggono spunti per la propria crescita. Abbiamo avuto ospite quest’anno in un concerto  una giovanissima cantante lirica vogherese che da pubblico è diventata protagonista».

In Oltrepò, quali sono le zone di principale interesse, che vengono utilizzate come location?

«Rimane la vecchia filosofia della valorizzazione delle dimore storiche e di tutti quegli angoli suggestivi per architettura, storia o natura, oggetto di quel “turismo lento”, che con giusta ragione viene celebrato».

Concorso lirico 2019: qual è  il bilancio dell’evento?

«Il Concorso Lirico Giulio Fregosi è stato dedicato alla memoria del grande baritono vogherese (1887-1951) e ha portato a Voghera oltre 60 iscritti da 15 nazioni, che si esibiscono anche sui palcoscenici della corrente edizione del Festival. La grande novità dell’edizione 2019 è l’incontro, avvenuto qualche mese fa con i discendenti della Famiglia Fregosi, che conservano cimeli, costumi teatrali e lettere: documenti preziosi per una conoscenza dell’artista cui è dedicato il concorso e per l’allestimento di uno spazio museale all’interno della sede della manifestazione».

Ci sono talenti che potrebbero emergere, all’interno delle rassegne musicali che avete organizzato?

«Sicuramente i giovani talenti del Concorso Internazionale, ma anche altri giovani provenienti da concorsi che il nostro Festival segue a distanza ed invita».

Che generi musicali proponete?

«La nostra proposta spazia attraverso tutti i generi, con una preponderanza per la mu-sica sinfonica e lirica, ma con una apprezzata apertura anche a repertori trasversali: quest’anno i tributi agli Abba e ai Queen hanno totalizzato mille presenze».

Esistono altre associazioni simili in Oltrepò con le quali collaborate?

«Il nostro intento è quello di collaborare il più possibile con le realtà associative del territorio, ben consapevoli che la Cultura è l’unico bene che, condiviso, non si depaupera ma, al contrario, cresce».

Organizzate iniziative con istituti scolastici e scuole di indirizzo?

«Organizziamo corsi di Canto Lirico e Masterclass internazionali. Ad agosto, ad esempio, a Ca’ de Figo, location di nuovo inserimento nel Festival, ci sarà un concerto proprio con le cantanti cinesi impegnate in una Masterclass».

Che eventi avete organizzato nel corso di questi anni; quali saranno i prossimi in programma?

«In partnership con il Comune di Valverde siamo stati i primi a proporre le opere liriche in allestimento completo en plein air. Nostra anche la paternità di grandi eventi sinfonici come quello che ha inaugurato la rassegna 2018: 120 musicisti in San Pietro in Ciel d’Oro nell’ambito di un progetto che ha unito il coro di Anchorage (Alaska) all’Orchestra Filarmonica dei Navigli».

Avete dei partner pubblicitari che vi sostengono?

«Il nostro main sponsor è la Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia, alla quale dobbiamo la sopravvivenza in un momento storico di grande recessione, soprattutto per le risorse destinate alla Cultura».

Come sono i rapporti con le varie amministrazioni comunali che vi ospitano?

«Il Festival opera in stretta sinergia con le amministrazioni comunali e con le Pro Loco. Il concerto è spesso organizzato nell’ambito delle feste patronali, come momento aggregativo della comunità intorno ad un valore che si discosta dalle tradizionali sagre. In questo abbiamo verificato una crescita motivazionale nei nostri interlocutori pubblici, che sempre più apprezzano un investimento in manifestazioni “volatili”, che sembrano non generare un utile a breve scadenza, ma che rappresentano un forte veicolo di crescita dell’identità comunitaria».

 di Federica Croce

  1. Primo piano
  2. Popolari