Giovedì, 25 Aprile 2019

VARZI, OLTREPÒ E PIAN DELL’ARMÀ –“ MIGLIORARE I SERVIZI DELLE PERSONE CHE ABITANO, LAVORANO E PAGANO LE TASSE IN QUEI TERRITORI ISOLATI”

"Gentile Direttrice, le scrivo perché lo scorso anno più o meno in questo periodo le scrissi una lettera inerente ad un caso di “morte assurda” avvenuta nel Comune di Brallo e dovuta anche al defibrillatore che aveva le batterie scariche. Ieri ho letto su di un quotidiano pavese che il giorno 20/11/2018 alle ore 8.00 circa, a causa di malore cardiaco moriva la moglie del gestore del Rifugio Pian    dell’Arma posto ad una altitudine di 1470 mt. nel Comune di Santa Margherita Staffora, perché l’ambulanza di VARZI non è potuta intervenire. A quanto è stato riportato è stato chiesto un elisoccorso che giunto in località non ha potuto atterrare per la    bufera di neve e quindi è stato chiesto l’intervento di una ambulanza a Bobbio in Provincia di Piacenza. Nonostante il prodigarsi del personale dell’ambulanza di Bobbio non è stato possibile salvare una vita. Ora mi chiedo, come mi ero chiesto, lo scorso anno se sono possibili certe situazioni, e perché il problema non venga affrontato dalle persone competenti della Sanità, della Sicurezza, dall’amministrazione

comunale. è vero che ogni persona è legata ad un destino e l’imponderabile è sempre presente, ma molte volte l’imponderabile è

dovuto e gestito da persone a cui interessa il proprio profitto e che basano i propri interessi e guadagni sul fatto di non intervenire. Perché non si mettono dei presidi sanitari in località epicentriche con personale paramedico, magari aiutati da neolaureati in attesa di occupazione che si alternano settimanalmente (anziché andare a fare     l’Erasmus in Spagna, Inghilterra, ecc. si riconoscano gli stessi crediti a chi lo effettua a Varzi, Condofuri, o alla Maiella).

Ben venga l’elisoccorso ma chiediamoci a quanto ammontano e a chi vengono imputati i costi se non porta a compimento l’operazione perché il personale medico non è ancora sul posto e non ha potuto valutare i danni fisici dell’ infortunato. In modo approssimativo ogni intervento di elisoccorso servirebbe a mantenere una ambulanza, un paramedico rianimatore e un barelliere autista per un mese in un comune montano.

Sinceramente le scrivo perché vorrei che facesse sul Suo giornale un articolo per sensibilizzare quelle persone che comandano e possono fare tanto per migliorare i servizi delle persone che abitano,  lavorano e pagano le tasse in quei territori isolati ma che vengono regolarmente ignorati nei loro diritti.  Cordialmente.

Piccolino Pietro - Vigevano"

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