Domenica, 17 Novembre 2019

“ASSOCIAZIONI ANIMALISTE DIFFONDONO IMMAGINI SCIOCCANTI INVITANDO IL CONSUMATORE A NON ACQUISTARE PIÙ PROSCIUTTO DI PARMA”

"Da alcuni anni è in atto una campagna denigratoria e diffamatoria contro il Prosciutto di Parma posta in essere da alcune associazioni animaliste che sistematicamente e a intervalli regolari diffondono immagini scioccanti invitando il consumatore a non acquistare più il nostro prodotto. Lo scopo reale di tale campagna non sembra essere quello di tutelare gli animali, bensì attaccare il buon nome del Prosciutto di Parma". E' la posizione del Consorzio del Prosciutto di Parma dopo le denunce di associazioni animaliste Ue su maltrattamenti in alcuni allevamenti di maiali per la produzione del tipico salume emiliano.

"Il Consorzio - si legge nella nota - ribadisce che nessuno dei suoi 145 produttori associati è mai stato denunciato o condannato per maltrattamento di animali e invitiamo caldamente gli autori delle riprese a rendere noti i nomi e a denunciare immediatamente gli allevamenti coinvolti nella loro indagine in modo da permettere alle Autorità competenti di procedere con i dovuti accertamenti". "Il Consorzio - conclude la nota - condannerà sempre ogni violazione delle più elementari norme sul benessere animale che rappresentano un atto delinquenziale e intollerabile in una società civile. Allo stesso tempo, è bene rimarcare che il Consorzio ha il compito di vigilare sulla qualità del prodotto e sul rispetto delle norme tecniche presenti nel Disciplinare di Produzione della DOP, mentre il benessere animale è regolato da una normativa europea e italiana che vale in tutti i Paesi e per tutti i prodotti di origine animale. Tale normativa demanda i controlli in questo ambito al Ministero della Salute che li attua attraverso il Servizio Veterinario locale e nazionale.

Detto questo, ribadiamo che non possiamo neppure giustificare chi utilizza la nostra notorietà non tanto per migliorare la condizione degli animali, bensì al solo scopo di ottenere maggiore visibilità mediatica per i propri scoop".

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