Mercoledì, 22 Gennaio 2020

I VINI DELL’OLTREPÒ PAVESE : IL BUTTAFUOCO DOC

Il Buttafuoco DOC è prodotto da uve provenienti da colline di solo sette comuni: Broni, Stradella, Canneto, Castana, Montescano, Pietra de Giorgi, Cigognola.

Il Buttafuoco DOC si presenta di colore rosso rubino vivo, più o meno intenso. È uno dei pochi casi di DOC attribuita a un vigneto e non a un vitigno poichè ottenuto utilizzando cinque differenti uve che secondo il disciplinare di produzione devono essere utilizzati in precise proporzioni:

Barbera dal 25 fino a un massimo del 65%;

Croatina dal 25 fino a un massimo del 65%;

Uva rara, Ughetta (Vespolina) e Pinot Nero, congiuntamente o disgiuntamente, fino a un massimo del 45%.

Deve avere una gradazione alcolica minima di 12°. Può essere proposto in versione ferma o vivace.

Nessuno conosce con precisione quale sia l’origine del nome Buttafuoco. C’è una leggenda che lega questo vino alla marina austro-ungarica durante la guerra di indipendenza del 1859. Una divisione fu inviata a Parpanese, nei pressi di Arena Po, con il compito di traghettare i soldati tra una riva e l’altra del Po. Quando la situazione si fece difficile i marinai austro-ungarici furono dirottati a dare man forte alle truppe di terra.

Non entusiasti della loro nuova destinazione, i marinai si rifugiarono in una cantina nascosta tra le colline sopra Stradella lavando i sensi di colpa a suon di bicchieri di vino rosso. Pochi mesi dopo la marina austro-ungarica varò una nave chiamata Buttafuoco. Dal 1970 il vino ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata Oltrepò Pavese Buttafuoco.

Il Buttafuoco DOC è prodotto con cinque tipi di uva: Barbera fino a un massimo del 65%, Croatina minimo 25%, Uva rara, Ughetta (Vespolina) e Pinot Nero, congiuntamente o disgiuntamente, fino a un massimo del 45%.

Dopo la pigiatura delle uve, queste vengono messe a fermentare e a macerare assieme alla vinaccia in recipienti chiamati fermentini, secondo la tecnica della vinificazione in rosso. È durante questa fase che bucce e vinacce rilasciano i pigmenti che conferiscono il colore rosso al vino.

Con la successiva svinatura, si separa la vinaccia dal mosto travasando il vino in vasche di conservazione. In queste vasche a causa dell’abbassamento della temperatura si blocca la fermentazione alcolica e inizia la fermentazione malolattica. In questa fase il vino subisce una riduzione di acidità e acquisisce stabilità, limpidezza e parte delle caratteristiche organolettiche tipiche. Dopo l’invecchiamento il vino è stabilizzato e imbottigliato.

In Oltrepò Pavese un gruppo di produttori hanno dato vita al club del Buttafuoco storico. Questo vino è prodotto da precisi vigneti. Durante il processo produttivo è obbligatorio il passaggio in legno e le bottiglie potranno essere stappate soltanto a partire dall’8 novembre dal terzo anno dopo la vendemmia.

Le regole per una corretta conservazione di questi vini sono poche: le bottiglie vanno tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni; devono essere conservate al buio, a temperatura costante fra 10 e 15°C e con un’umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi.

Il Buttafuoco DOC ha un colore rosso rubino carico. Il profumo è intenso, persistente, di confettura con sfumature speziate. Al palato si presenta strutturato, equilibrato e con buona persistenza.

Da servire a una temperatura di 18°C, accompagna antipasti a base di salumi stagionati, piatti di pasta al forno con ragù, polenta con sughi a base di salsicce e maiale, selvaggina, cacciagione da piuma e arrosti di carni rosse e bianche.

  1. Primo piano
  2. Popolari