Venerdì, 22 Novembre 2019

MAIALI DANESI PER PROSCIUTTI ITALIANI, IN 30 VERSO PROCESSO. 22 ALLEVATORI E 8 SOCIETÀ

I prosciutti italiani dop, dal San Daniele al Parma e al Crudo di Cuneo, provenivano da maiali fecondati con il seme di suini danesi. Una truffa che, a Torino, rischia di costare un processo a ventidue fra allevatori e collaboratori più otto società chiamate in causa in qualità di persone giuridiche.

Il pm Vincenzo Pacileo ha notificato agli indagati l'avviso di chiusura delle indagini preliminari, dove si spiega che si procede - a seconda delle singole condotte contestate - per associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla contraffazione di indicazioni geografiche e denominazione di origine dei prodotti agroalimentari.

Per altre decine di posizioni gli atti sono stati trasmessi ad altre procure piemontesi (tra cui Asti e Cuneo) e friulane (Pordenone) per ragioni di competenza territoriale.

Il capo d'accusa parla della "commercializzazione di decine di migliaia di suinetti" destinati ai prodotti italiani dop attraverso "l'uso di genetica non consentita dai disciplinari".

In particolare si parla di semi provenienti da esemplari delle razze Duroc Danese e Large White Danese, considerate "più performanti di quelle consentite in termini di rapidità di accrescimento ponderale". La velocità era tale che gli allevatori, per nascondere la vera origine dei maialini, dovevano tatuarli retrodatando la data di nascita di uno o due mesi.

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