Domenica, 17 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - IL MOJITO CON IL BUTTAFUOCO! PERCHÉ NO?

«Sono grato di questo incarico, di solito mi invitano a tacere […]».

Primo appuntamento legato al magico mondo della miscelazione, al quale abbiniamo la naturalezza e l’esclusività dei prodotti tipici firmati Oltrepò Pavese.

Il clima è ancora summer style e perché non iniziare con un buon MOJITO, simbolo incontrastato dei mesi estivi e del caldo, un drink fresco e dissetante con quella nota pungente donata dalla mentuccia. “Sbarcato” in Europa da poco più di una quindicina d’anni, il Mojito ha origini ben lontane e soprattutto ha alle spalle una storia affascinante che si intreccia tra corsari e pirati britannici, nobili regine e i “Cimarroni” (detti Maroon), schiavi africani scappati dalle piantagioni di zucchero che ebbero una forte influenza sull’invenzione di questo drink, parliamo degli anni Settanta del XVI secolo. Quando sorseggiate un buon Mojito chiudete gli occhi e immaginatevi quel veliero dove, con tutta probabilità, il meno incazzato a bordo era quell’avventuriero che miscelava ingredienti facilmente reperibili per un pirata: zucchero, lime (limetta), spiriti e una varietà di menta locale conosciuta come hierba buena che cresceva naturalmente nei campi di canna da zucchero. Allora veniva chiamato “El Draque” (il Dragone) nome dato al britannico Sir Francis Drake durante le sue traversate ai Caraibi. Solo dopo tre secoli l’autore cubano Ramon de Palma ne parlò nella sua storia del 1838 “Il colera a l’Havana” quando scrisse: “Io mi prendo tutti i giorni alle undici il mio Draquecito e mi fa sentire benissimo”. Passarono ancora un centinaio d’anni quando i cantineros dell’Havana iniziarono a servire questo drink, per la prima volta ben ghiacciato e nominato Mojito. Molti hotel e bar tra i più in voga abbracciarono il Mojito nei primi decenni del XX secolo. Ma furono le mani di Angel Martinez alla Bodeguita del Medio e un testimonial del calibro del romanziere Ernest Emingway a trasformare il drink in una leggenda internazionale.

Torniamo ai giorni nostri, oggi il Mojito è un drink codificato e prevede in ricetta il succo di mezzo lime, 3 germogli di menta fresca, 2 o 3 cucchiai di zucchero di canna (io lo preferisco grezzo perché ha un sapore più speziato), rum bianco cubano, ghiaccio e soda.

Abbiamo deciso di provare, e di farvi provare, una variante, un twist come si dice in gergo, utilizzando vini del territorio in sostituzione al distillato cubano. L’Oltrepò vanta numerose etichette, con proprietà organolettiche differenti, e la scelta oggi va al PINOT NERO VINIFICATO IN BIANCO ed al BUTTAFUOCO. Otterremo così due versioni differenti per colore e per sapore.

Ecco le ricette dei cocktail e la guida passo a passo per provarli a casa:

PINOT NERO MOJITO

Ingredienti:

- il succo di mezzo lime maturo (i lime maturi sono più chiari e morbidi rispetto a quelli acerbi)

- tre germogli di menta fresca

- due o tre cucchiai di zucchero di canna grezzo

- mezzo bicchiere di Pinot Nero Vinificato in bianco

- sei chicchi di uva bianca senza semi

- ghiaccio

Preparazione:

in un bicchiere da bibita spremete mezzo lime, aggiungete le foglie di menta avendo cura di non strofinarla troppo sui polpastrelli, inserite lo zucchero e versate metà del vino bianco Pinot Nero, mescolate bene per far sprigionare gli aromi della menta e far sciogliere lo zucchero ed inserite i 3 chicchi di uva bianca senza semi schiacciandoli tra due dita per far uscire la polpa; riempite di ghiaccio il bicchiere e colmate con il vino rimasto.

Decorate con tre chicchi di uva ed un ciuffetto di menta.

Il drink risulterà amabile ma con note amarognole date dal vino. Ideale come aperitivo ma anche, dato il basso tenore alcolico, abbinato ad un pasto.

BUTTAFUOCO MOJITO

Ingredienti:

- il succo di mezzo lime maturo (i lime maturi sono più chiari e morbidi rispetto a quelli acerbi)

- sei foglie di basilico fresco

- due o tre cucchiai di zucchero di canna grezzo

- mezzo bicchiere di Buttafuoco

- tre chicchi di uva nera

- un quarto di pesca matura

- ghiaccio

Preparazione:

in un bicchiere da bibita spremete mezzo lime, aggiungete le foglie di basilico, lo zucchero e versate metà del vino Buttafuoco, mescolate bene per far sprigionare gli aromi del basilico e far sciogliere lo zucchero ed inserite la polpa di mezza pesca matura privata della buccia e precedentemente schiacciata con un cucchiaio; riempite di ghiaccio il bicchiere e colmate con il vino rimasto. Decorate con tre chicchi di uva nera, una fettina di pesca due foglie di basilico.

Alla vista il drink ricorderà una sangria ma con un sapore più deciso, dato dal Buttafuoco, ed un profumo di basilico che lo distaccherà parecchio dal drink dei cugini ispanici. Potete optare per un vino frizzante a bassa gradazione per accompagnare grigliate con gli amici oppure un Buttafuoco fermo con importante gradazione per i dopo cena all’insegna di un sano divertimento.

Cheers!

Grigliate e convivi a parte i drink di oggi si abbinano bene anche alla torta di mandorle Varzi e a crostate con marmellata di pesche del territorio.

Anche se i drink proposti oggi hanno un tenore alcolico basso per preservare la tua lucidità consumali sempre a stomaco pieno e non far mancare, di tanto in tanto, un sorso di acqua fresca.

DEGUSTARE UN COCKTAIL È UN PIACERE… SE TI PERDI CHE PIACERE È?!

DRINK RESPONSIBLY.

Ci vediamo il prossimo mese con... Rivisitiamo i COCKTAIL d’autore con i prodotti del nostro TERRITORIO 

Di Emanuele Firpo, Barman e collaboratore presso Io&Vale, consulente per aziende del settore turismo, appassionato di merceologia e fondatore della Scuola per Barman “Upper School” di Salice Terme.

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