Giovedì, 21 Novembre 2019

E SE NON SI PAGA IL CONTO AL RISTORANTE?

Quando ci si siede al ristorante si attiva di fatto un contratto tra noi e il ristoratore. Il ristorante è tenuto per legge a fornire cibo buono e sano, ottenuto con ingredienti sicuri che devono essere riportati sul menù, che costituisce il "documento" che regola il rapporto fra ristoratore ed il cliente, nel quale devono essere riportare indicazioni corrette, chiare e precise riguardanti la composizione delle pietanze, oltre al prezzo che lo stesso ristoratore deciderà liberamente di fissare. Il cliente può prendere visione del menù e decidere di andarsene senza pagare nulla se ritiene, ad esempio, che le portate siano troppo costose o che non siano di suo gradimento, ma solo prima di fare l'ordinazione, se invece procede con l'ordinazione conferma che ritiene i prezzi accettabili e si assume l'obbligo di pagare il conto. Ma non sempre troviamo il menù al tavolo e ci dobbiamo "accontentare" della declamazione del cameriere anche se è bene sapere che la mancata osservanza dell'obbligo di esporre o consegnare al cliente il listino dei prezzi delle pietanze può comportare, per l'esercente, il pagamento di una multa pari a 308 euro. A stabilirlo è l'art. 180 del regio decreto n. 635 del 1940, tuttora vigente. Se nel ristorante non vi è l'esposizione dei prezzi nella lista al tavolo né su un cartello esposto al pubblico il cliente potrà decidere se andarsene per evitare brutte sorprese oppure, una volta presentato, potrà contestare il conto arrivando, perfino, a rifiutarsi di pagare. Ma cosa succede se non si paga il conto? Il conto può non essere pagato per diversi motivi, alcuni di questi motivi possono avere un fondamento legale mentre in altri casi si può configurare un reato. Motivo n. 1: il cliente vuole pagare ma non ha denaro sufficiente. Il primo motivo può essere assolutamente non intenzionale e occorso in evidente buona fede. Il cliente, ad esempio, si ritrova involontariamente senza contante sufficiente perché ha perso o dimenticato il portafogli e non può procedere al pagamento con mezzi alternativi (bancomat, carte di credito e assegni) se il gestore non accetta o è attrezzato per questi mezzi di pagamento, o perché, per problemi tecnici che possono dipendere sia dal cliente (blocco delle carte di pagamento), sia dal gestore (lettore guasto, assenza di collegamento alla banca, ecc.), questi stessi mezzi di pagamento non siano utilizzabili. In questi casi se si il cliente è conosciuto è probabile che ci si accordi per il pagamento della prestazione in una data futura senza che sia richiesta alcuna garanzia da parte dell’esercente, altrimenti, con la disponibilità del cliente a fornire i propri dati identificativi, il gestore dovrà limitarsi ad emettere la fattura ed attendere il pagamento. In tal caso la fattura emessa costituirà una prova scritta del credito vantato dal gestore che gli consentirà, eventualmente, di agire giudizialmente per il recupero del credito, in prima istanza con ricorso per decreto ingiuntivo, e successivamente con pignoramento. Non sono quindi ammesse forme di pagamento coercitivo, come si vede nelle scene dei film in cui si fa saldare il conto al cliente inadempiente facendogli lavare una montagna di piatti! Motivo n. 2: il cliente ha già deciso di non pagare. Quando il cliente dopo aver consumato l’ordinazione si rifiuta di pagare o non può pagare semplicemente perché non ha denaro, il gestore del ristorante può querelare il cliente per insolvenza fraudolenta; è questo un reato previsto dall'art. 641 del codice penale punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a 516 euro, "chi, dissimulando il proprio stato d'insolvenza, contrae un'obbligazione col proposito di non adempierla." Questo tipo di reato non è però perseguibile d'ufficio, non prevede nemmeno l’arresto in flagranza, né il fermo e non sono applicabili le misure cautelari personali. Se intervengono le forze dell'ordine queste potranno procedere alla sola identificazione del soggetto, o dei soggetti coinvolti, e raccogliere, anche in forma orale, la querela del gestore. Ma se, in attesa dell'arrivo delle autorità, lo scroccone tenta di svignarsela non sarà possibile per nessuno trattenerlo contro la propria volontà, perché in tal caso si incorrerebbe nel (ben più grave) reato di sequestro di persona e non sarà possibile, nemmeno, obbligarlo a esibire i documenti di identità, perché questa facoltà è consentita, dalla legge, ai soli Pubblici Ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni. Nel caso in cui qualcuno si allontani dal ristorante senza pagare ciò che ha consumato, senza attendere l'arrivo delle forze dell'ordine, per il ristoratore, non rimarrà altra possibilità che presentare querela contro ignoti, fornendo ogni elemento utile alle autorità per la loro identificazione. Nel caso si riesca invece ad identificare gli imputati, si potrà arrivare ad un processo penale a loro carico, salvo estinzione del reato per sopraggiunta prescrizione, che in caso di condanna dei rei consentirà al gestore di procedere in sede civile alla riscossione coattiva del credito, sempre che i condannati non risultino nullatenenti e senza reddito. Motivo n. 3: il cliente non paga perché è insoddisfatto. Diverso è il caso in cui il cliente si sente insoddisfatto alla fine del pasto ritenendo che il ristorante non abbia adempiuto all'ordinazione. Se l’insoddisfazione del cliente si fonda su impressioni soggettive dipendenti dal gusto personale, dalle inadeguate dimensioni delle porzioni o di altri aspetti soggettivi, si possono creare malintesi di difficile soluzione. Quantificare quanto sia gradevole o meno il gusto delle pietanze può alimentare una discussione senza fine se il gestore non è disposto ad accettare le contestazioni mosse o se il cliente non è accetta le giustificazioni per le carenze lamentate portate dal ristorante. In questi casi, se il cliente ritiene che la consumazione sia stata inadeguata rispetto alle promesse del menù, è comunque tenuto a pagare il conto, salvo poi rivalersi in una battaglia legale lunga e dall'esito alquanto incerto.Non pagare il conto, adducendo motivazioni non documentabili oggettivamente, potrebbe esporre il cliente alla probabile querela da parte del ristorante, nelle forme viste precedentemente. Ma se il cliente lamenta che le pietanze erano difettose o addirittura pericolose per la salute, ad esempio, per la presenza di segni evidenti di contaminazione o alterazione, piuttosto che per la presenza di corpi estranei (capelli, insetti, ecc.)? In questo caso è necessario contestare immediatamente queste violazioni al ristoratore, avendo cura di conservare una parte del cibo in questione per ogni eventuale accertamento che si potrà richiedere, successivamente, alle autorità sanitarie competenti.

 

 

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