Lunedì, 20 Gennaio 2020

PONTE NIZZA - SAN PONZO : «POTREI DEFINIRE LE CAMPAGNE DELL’OLTREPÒ COME I LUOGHI DELLA FELICITÀ»

“La cena di Pitagora” è un’associazione vegana che ha sede in una bellissima cascina dei primi del novecento, parzialmente ristrutturata, nel centro di San Ponzo Semola, nel comune di Ponte Nizza, uno  degli incantevoli borghi  dell’Oltrepò Pavese.  Quando si varca il portone si ha di fronte la tipica casa di campagna delle nostre colline con il pergolato affacciato su un giardino di  erbe aromatiche e fiori e un grande cortile dove corrono liberi i due cani dei titolari Maria Tarditi e Davide Ranzini. La prima impressione che si ha è quella di essere accolti in famiglia e, nel salotto di casa davanti a un buon caffè, ci mettiamo a chiacchierare per sapere qualcosa di più sulla storia di questo progetto di vita e lavoro.

Maria e Davide voi siete nati qui?

Davide: «No, noi veniamo da Milano. I genitori di Maria sono però  originari della zona e  noi nei fine settimana e durante l’estate siamo sempre tornati in Oltrepò per stare in mezzo alla natura. Abbiamo sempre amato questi posti».

Perché avete deciso di trasferirvi in campagna e creare il progetto di  questa associazione?

Maria: «Il mio sogno è sempre stato quello di tornare a vivere in Oltrepò, potrei definire queste campagne come i luoghi  della felicità, dove ho trascorso la mia infanzia. Davide è proprio milanese, però ha amato subito questi posti frequentandoli con me. Abbiamo ristrutturato questa cascina e a febbraio di cinque anni fa ci siamo trasferiti definitivamente creando poi ,dopo alcuni mesi, l’associazione “La Cena di Pitagora”».

Come mai avete scelto di diventare vegani?

«Siamo diventati vegani per motivi etici e ci sta a cuore promuovere, attraverso l’associazione,  la diffusione di questa alimentazione nel rispetto degli animali e dell’ambiente».

Quali sono le attività della vostra associazione?

«Le nostre attività comprendono la ristorazione nel fine settimana,  da marzo a settembre conferenze su vari temi e una volta al mese laboratori artigianali di autoproduzione con esperti del settore. All’interno della cascina ospitiamo anche un bed&breakfast e una sala di circa 40 metri quadrati per i piccoli e medi gruppi che svolgono attività in linea con lo spirito dell’associazione, uno spazio ideale per ritiri di meditazione, yoga, seminari e convegni. Nel corso di questi anni si sono associate circa 2600 persone».

Parliamo  della ristorazione. La vostra è una cucina vegana e dietro ad ogni piatto c’è una grande ricerca e sperimentazione per quanto riguarda il gusto e la presentazione. Chi dei due si occupa della cucina?

Maria: «Io mi occupo della cucina, Davide fa il pane. La mia è una passione da sempre, nata in famiglia, ma quando siamo diventati vegani  ho fatto diversi corsi perché in questo tipo di cucina bisogna saper ben utilizzare gli ingredienti che si hanno a disposizione per ottenere un piatto gustoso. Ogni fine settimana proponiamo un “menù gentile” fisso diverso che prevede la degustazione di quattro portate: un antipasto, un primo un secondo e un dolce. Come per le altre attività dell’associazione anche la degustazione del menù è riservata ai soci ma tutti possono associarsi versando una quota annuale di 5 euro. Ogni nostro menù comprende verdure di stagione, zuppe, lasagnette al forno, oppure risotti mantecati con frutta secca o erbe aromatiche e semi oleosi, polente, piatti a base di legumi con salsine appetitose accompagnati dal pane fatto in casa con farine di grani antichi macinati a pietra ed infine dolci di ogni tipo anche a base di frutta, come le frittelle di mele e uvetta che serviamo con il nostro “zabaione” . Produciamo anche i formaggi vegetali utilizzando la frutta secca e li serviamo con delle composte di frutta o dei  chutney di frutta o verdura molto interessanti. Cerco di creare ogni piatto con una combinazione di ingredienti che esaltino il sapore e che lo rendano oltre che piacevole all’aspetto anche una vera e propria esperienza sensoriale».

Utilizzate quindi i prodotti del territorio seguendo l’andamento delle stagioni, avete difficoltà a reperirli?

«Abbiamo un piccolo orto e utilizziamo le verdure e la frutta del luogo quando la stagionalità ce lo permette. Ci riforniamo anche dagli orti sociali di Voghera e da un’azienda di Volpedo. Oltre ad utilizzare le erbe aromatiche del nostro giardino, raccogliamo poi alcune erbe e fiori  edibili del luogo come ortiche, germogli del luppolo e fiori di sambuco. Anche le farine sono biologiche e macinate a pietra e provengono principalmente da Volpedo. Abbiamo un’attenzione particolare alle materie prime che utilizziamo che devono essere di grande qualità. Per quanto riguarda i vini, ci serviamo da alcuni produttori dell’Oltrepò e abbiamo un’azienda che produce anche una linea di ottimi vini vegani».

I vostri clienti sono vegani a loro volta?

«Il 90% dei nostri ospiti non sono né vegetariani né vegani, vengono a provare la nostra cucina e in genere tornano. Abbiamo un bel gruppo di associati della zona ma anche clienti delle regioni limitrofe. Noi non facciamo pubblicità, abbiamo una pagina facebook e un sito internet dal quale si possono ottenere tutte le informazioni sull’associazione e sulle sue attività e sulle quali pubblichiamo il nostro menù settimanale. La nostra poi è una cucina molto salutare ed alternativa e quindi suscita curiosità e interesse».

Da dove provengono i clienti del vostro bed&breakfast?

«Il b&b è aperto da aprile a ottobre. Abbiamo molti clienti stranieri come tedeschi e norvegesi che vengono a visitare la zona e tornano a trovarci. Spesso chi vive qui non si rende conto della bellezza dei nostri luoghi. Il nostro territorio ha tantissime potenzialità, peccato che a volte sembra non ci sia la volontà di valorizzarlo, non c’è  molta cura per i sentieri e mancano spesso le indicazioni turistiche per escursioni interessanti».

Siete soddisfatti del lavoro svolto in questi anni?

«Sì, siamo molto soddisfatti, innanzitutto del nostro cambiamento di vita radicale, lontano dai ritmi frenetici della città. Abbiamo realizzato un sogno. Lavoriamo insieme, lavoriamo molto ma abbiamo la possibilità di incontrare persone molto diverse e interessanti. E poi nel corso degli anni tanti clienti sono diventati nostri amici e questo ci gratifica molto».                                   di Gabriella Draghi

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