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SANTA MARIA DELLA VERSA - «NON ABBIAMO PIÙ IMPRENDITORI E GESTORI CON UN’OTTICA ADEGUATA PER LA NIGHT LIFE»

Frederick Magha, all’anagrafe Federico Maga, ha 29 anni ed è titolare già da diversi anni di un bar nel centro di Santa Maria della Versa. A “Santa” ci è cresciuto ed è qui che ha deciso di investire pur continuando a svolgere l’attività di Deejay che lo ha portato lontano dal comune oltre padano, negli ultimi anni ha collaborato con i migliori locali del nord Italia e con noti personaggi dello mondo dell’intrattenimento. Spesso ci si chiede se la realtà di paese possa rappresentare un limite per giovani, non è questo il caso. Federico è andato ben oltre i confini oltrepadani senza però mai dimenticarsi di casa. Iniziamo la nostra intervista approfondendo alcune tematiche, tutte oltre padane, appellandoci all’esperienza come Dj di Federico nonché conoscitore della vita notturna, non solo locale. Agua, Life, Cecil, locali che hanno fatto la storia degli anni 2000 ormai tutti chiusi.

Attualmente, cosa manca all’Oltrepò come intrattenimento e qual è il male che ha colpito in particolare la zona di Stradella?

«Tutto, per non dire di più... La crisi dell’Oltrepò ha colpito notevolmente l’area di Stradella e dintorni. Purtroppo è stata gestita male, molto male. Gestori, PR, ma anche gli stessi clienti, hanno preso i locali in un’ottica completamente sbagliata.

I clienti sbagliavano non dando il giusto valore al prezzo del biglietto e chiedendo omaggi e free drink a dismisura; I gestori e i PR hanno permesso tutto questo e i locali, per rimanere in piedi, erano costretti a chiamare ospiti per dare valore al prezzo dell’ingresso. Ospiti sempre più costosi e di grosso calibro, facendo poi molta fatica a pagare l’intera serata al deejay e allo staff.

Quindi era sufficiente sbagliare tre o quattro serate nel corso di una sola stagione per fare grossi danni al locale e alla proprietà. Questa è in buona parte la spiegazione! L’Agua (di Broni, ndr) invece era un locale piccolo, con poche spese, che stava in piedi con le sole consumazioni, ma senza neanche l’obbligo “di bevuta”, l’ingresso era gratuito e i ragazzi potevano arrivare all’ora che volevano. Faceva addirittura tre serate a settimana: il martedì, il venerdì e sabato. Questa formula funzionava, e funzionava bene. Però poi, nonostante tutto, è stato trasferito altrove…»

L’Oltrepò occidentale invece sembra tenere botta.

«Sicuramente c’è da dare un grosso premio ad un bravissimo gestore, che è Leo Santinoli. Lui ha saputo affrontare questa crisi al meglio, portando il suo Club House a fare numeri incredibili. C’è anche da dire che la clientela del vogherese ha la fortuna di avere molta più scelta e Salice Terme, per quanto possa essere criticata, nel bene e nel male è sempre una zona turistica, che è sempre una carta in più rispetto a Broni, Stradella o Santa Maria della Versa».

Secondo lei, come potrebbe uscire da questa situazione di stallo?

«Non vedo la luce fuori dal tunnel. Non abbiamo più imprenditori e gestori con un’ottica adeguata per la night life. Abbiamo solo tanti bar che lavorano discretamente bene e hanno prontamente abituato i loro clienti a passare alcune ore in più nei loro locali, organizzando intrattenimento nelle serate del weekend».

Sebbene i locali si siano dimezzati la gente non ha perso la voglia di ballare. L’estate scorsa ti abbiamo visto impegnato a far ballare parecchie piazze…

«Sì, è vero. Sono già due anni che sto investendo sulla mia persona nelle piazze, cercando di sfruttare al meglio il periodo estivo, cavalcando molti palchi tra Oltrepò, Valtidone e Pavese. Sfrutto il periodo estivo in questo modo, proprio perché ho notato che negli ultimi anni la voglia di divertimento è salita notevolmente.

L’estate è un forte asso nella manica perché il clima permette di rimanere fuori fino a tardi. Proprio per questo molte proloco mi hanno contattato per portare il mio dj set e format nei loro paesi. Collaborando con Mediastar Service, siamo riusciti a portare tanto divertimento nelle loro piazze. Così ho capito che nelle piazze c’è ancora voglia di divertimento».

Lei è anche membro della pro loco di Santa Maria.

«Da due anni sono membro del comitato pro loco di Santa Maria della Versa con cui sono riuscito a creare, insieme ai ragazzi che hanno creduto nell’iniziativa, una “Beach Silent Disco”. Con 12 colleghi deejay, che si alternavano tra di loro, abbiamo fatto ballare su una vera spiaggia nel centro di Santa Maria della Versa,  tra gonfiabili e ombrelloni, dando vita ad una magica notte che si ripeterà tutti gli anni».

Federico parliamo un po’ di te e di come è nata la passione per la musica che ti ha portato ad intraprendere la carriera da Dj.

«Ho iniziato ad avvicinarmi alla musica dance fin da piccolo perché mia mamma era molto appassionata di quel mondo. Poi però ho iniziato ad amare un po’ tutti i generi.

Le prime mixate le ho fatte nel 2003, quando ho comprato la mia prima console e da lì ho iniziato a mettere i primi dischi nei bar della Valle Versa. Dopo anni di gavetta sono riuscito ad entrare in una vera discoteca nel 2008 in un club di Vigevano, il  Grillo Verde (oggi Grillo Beat ndr). In seguito ho fatto la mia prima apparizione in una festa del Collegio Valla in zona Carbonara Ticino, e subito dopo il golf Club di Salice Terme. Dal 2009 ho avuto modo di suonare nelle migliori discoteche della provincia di Pavia, come: Nirvana, Sole luna Beach, Mulino della Frega, Justin di San Genesio, Golf Club e La Spiaggia di Salice Terme, Milleluci di Zavattarello, Agua, Cecil e Life… e altri locali del piacentino e del lodigiano. Successivamente ho fatto molte apparizioni anche nella Milano by night dove ho collaborato con Hollywood e Alcatraz. Questo mi ha portato a collaborare con i migliori locali di Madonna di Campiglio (Zangola, Rifugio Patascoss, Jumper, Ober1, Cliffhanger), l’Orizzonte di Varazze e Lido di Bellagio, per dirne alcuni; permettendomi di fare serate con molti musicisti, personaggi dello spettacolo e con i rapper attualmente  in voga, nomi del calibro di Gabry Ponte, J Ax, Marco Ravelli, Gemitaiz, Tedua, Shade, Sfera Ebbasta e Fabrizio Corona».

Dal punto di vista lavorativo, qual è stata la sua più grande soddisfazione?

«Uno dei locali che mi ha regalato più soddisfazioni è stato sicuramente l’Orizzonte di Varazze. Anche suonare in Piazza della Vittoria a Pavia davanti a 15.000 persone è stata una grandissima soddisfazione».

E la più grande emozione?

«Sicuramente è stato tornare a suonare, dopo due anni, al Segreta, praticamente la mia discoteca di casa. La sera in cui sono tornato in console mi è stata fatta una grandissima festa con una bellissima sorpresa. Però, a dire il vero, ogni serata è un’emozione per chi ama il divertimento e la musica; ogniqualvolta che vedi ballare una persona con la tua musica è un momento emozionante, perché sai che tu gli stai trasmettendo qualcosa di forte».

Quali sono le differenze sostanziali tra la vecchia figura del dj e quella attuale?

1Purtroppo sono partito, e sto tuttora vivendo, in una situazione che è una via di mezzo tra le vecchie guardie e le nuove generazioni. Certo che c’è stato un abbassamento della qualità non indifferente. Prima nelle discoteche si vedeva veramente chi era di qualità, senza l’utilizzo eccessivo della tecnologia. Era il deejay che selezionava i dischi e i vinili, comprati personalmente.

Ora basta aprire il computer e tutti possono essere deejay, e per noi far valere la nostra professionalità e la nostra qualità è sempre più difficile, anche perche i professionisti hanno costi e sono molti. I ragazzini, invece, promettono di portare “X” persone nei locali pur di farsi vedere in console e il locale, essendo coperto da spese eccessive, spesso decide ti tagliare la parte del deejay professionista favorendo così queste nuove generazioni». 

Non solo dj set, ma anche producer…

«Sì, ho prodotto il mio primo disco insieme al mio socio-collega-fratello Claude Le Boy, vocalits e grande appassionato di musica. Insieme abbiamo pubblicato “Adamathio”, prodotto dalla Bliss&Co. Questo disco prende il nome dalla lega indistruttibile presente nei fumetti Marvel, indistruttibile come la nostra amicizia. Successivamente, sempre insieme, abbiamo prodotto un disco più in versione EDM, “Back in Usa”».

Prossimamente dove la vedremo impegnato?

«Prossimamente ci sarà l’evento di Capodanno di Santa Maria della Versa, serata che abbiamo organizzato anche l’anno scorso con grande successo. Per l’estate faremo tante piazze, cercando di ripetere il successo di questi anni».

Concludendo, cosa direbbe a un giovane che decide di intraprendere una carriera come la tua?

«Ad un giovane gli direi che la gavetta è una delle cose più importanti, è essenziale. Il deejay deve farlo ai fini del divertimento, non per l’apparenza e crederci. Crederci fino alla fine».

 di Manuele Riccardi