Mercoledì, 19 Giugno 2019

CANNETO PAVESE - “CAMPO DELLE DEDICHE”, «È NATO TUTTO UN PO’ PER CASO»

Stefano Rossi - classe 1946 - originario di Villanterio, si è trasferito a Canneto Pavese quarant’anni fa, nel territorio di origine della moglie Mariangela Carini. Con la collaborazione di un gruppo di amici del paese (Bruno Grassi, Giorgio Bazzini, Lina e Lucia Truddaiu)  in un campo ereditato dal suocero, Stefano realizza, su richiesta, dediche personalizzate di qualsiasi genere.

Con questo cuore nella collina, negli anni sono riusciti ad aiutare l’asilo e la scuola di Canneto Pavese.

Rossi come è nata quest’idea del “campo delle dediche”?

«Diciamo che è nato tutto un po’ per caso. Cinque anni fa, tagliando l’erba in questo campo, che mi è stato lasciato dal suocero (prima c’erano le viti), ho formato involontariamente un cuore... mi piaceva ed ho deciso di lasciarlo. Inoltre, quello era il periodo delle celebrazioni (festa della donna, festa del papà, festa della mamma...) ed ho iniziato a scrivere questi auguri generici».

E poi ha iniziato con le dediche personalizzate...

«Sì. Dopo qualche tempo mi ha contattato una signora chiedendomi di scrivere gli auguri per il primo compleanno della figlia; non avevo mai fatto queste cose, ma certamente non potevo non realizzare questo desiderio di una mamma! Questo è stato l’inizio della storia».

Cosa chiede in cambio?

«Diciamo che io non chiedo nulla in particolare. Acquisto personalmente le lettere di polistirolo, ci metto il mio tempo per realizzare le scritte e lo faccio molto volentieri. Tuttavia, le persone mi lasciano sempre delle offerte, che io giro all’asilo e alla scuola di Canneto Pavese. In questi cinque anni siamo riusciti a far tanto. Ogni volta che realizzo una dedica mi faccio lasciare nome e indirizzo, in modo tale da inviare all’interessato il ringraziamento da parte di chi ha ricevuto la sua offerta».

Per chi volesse realizzarne una come può mettersi in contatto con lei?

«Semplicemente telefonandomi oppure può venire al Bar Le Colline, qui a  Canneto, dove trova le Signore Lina e Lucia Truddaiu. In realtà siamo un gruppo! Io mi occupo dell’allestimento, ma ci sono tante persone che contribuiscono a questa attività, tra cui Bruno Grassi e mia moglie Mariangela Carini».

Mediamente quanto tempo le occorre per realizzare queste dediche?

«Dipende... all’incirca un paio d’ore. Le lettere di polistirolo vanno fissate bene, infatti sotto c’è una rete che mantiene il tutto».

Per quanti giorni lascia visibile la dedica?

«Solitamente mantengo la dedica dal giorno prima fino al giorno successivo all’evento... ovviamente dipende se ho subito un’altra dedica da preparare».

Il suo “campo delle dediche” è finito anche in Tv, nel programma di Maria De Filippi...

«Sì! Nel programma pomeridiano di Maria De Filippi partecipa Rocco Fredella (di Canneto Pavese), che per corteggiare Gemma Galgani, ha voluto che realizzassi una dedica per lei. Ovviamente non mi aspettavo nulla da tutto ciò, però nelle scorse settimane sono stato contattato da una signora di Bergamo, che ha voluto che realizzassi una scritta per i suoi amici durante una gita domenicale qui a Canneto».

Questo campo è motivo d’orgoglio per Canneto Pavese. Dopo di voi ci sarà qualcuno che porterà avanti questa tradizione?

«Finché riusciamo la porteremo avanti, però io ho già 72 anni... per il momento nessun giovane si è fatto avanti; se qualche ragazzo fosse interessato, noi saremo entusiasti nel “passargli il testimone”».

Grassi, dal suo punto di vista si può affermare che si vive ancora bene a Canneto Pavese?

«Assolutamente! Io ci abito da settant’anni; quando ero giovane facevo il rappresentante (giravo il nord Italia), ma alla sera mi piaceva tornare a casa... a Canneto Pavese. Si vive ancora bene; forse è uno dei paesi in cui ancora è possibile trovare tutti i servizi: abbiamo le scuole, la farmacia, il Comune, la Posta, la Banca...».

E i giovani ci sono?

«Non si vedono, ma ci sono! Tornano a casa alla sera, dopo il lavoro. Canneto Pavese è davvero un paese abitabile».

Bazzini, lei insieme a suo fratello per anni avete gestito un ristorante storico qui a Canneto. Cosa pensa di questo paese?

«È il Re dei paesi... è la prima collina! Per anni è stato simbolo dell’Oltrepò Pavese. Si vive molto bene qui e saremo felici se tutto tornasse come una volta».

di Silvia Cipriano

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