Domenica, 17 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - ROBECCO PAVESE - IL TIFO CHE FA BENEFICENZA

Cosa succederebbe se passione per lo sport e beneficenza si incontrassero? Ce lo spiega Marco Passadore, presidente e fondatore della squadra di calcio di Robecco Pavese “New Team Oltrepò”, il quale, l’anno scorso, ha dato il via ad un progetto di raccolta fondi tramite l’acquisto di tessere affiliate alla squadra del paese. Una parte del ricavato viene donata ad istituzioni pubbliche per rimediare a necessità immediate, oppure per fornire semplicemente un sostegno economico. Grazie alle adesioni ottenute nell’anno 2018/2019, l’aprile scorso è stato possibile installare due climatizzatori nell’asilo di Robecco.

Da quanto tempo lei è presidente della squadra di calcio?

«Ho fondato la New Team Oltrepò nel 2007. è stata un’idea mia e di amici appassionati di calcio che, pur non avendo il weekend a disposizione per motivi di lavoro o per trascorrerlo con la famiglia, non volevano comunque rinunciare a questo sport e all’idea di poter passare del tempo tra compagni di squadra. La scelta è ricaduta quindi sul lunedì sera: ogni inizio settimana ci troviamo ad Alessandria per giocare una tappa di campionato».

Come è nato il progetto di beneficenza?

«Personalmente ho un profondo legame con l’asilo di Robecco; in questi anni si è creato un sincero rapporto di amicizia con le maestre ed il personale ATA: hanno praticamente cresciuto i miei figli. L’anno scorso si è presentata la necessità di installare in asilo dei climatizzatori per i bambini. Quando ho saputo che non c’era disponibilità economica da parte delle istituzioni scolastiche, mi sono subito mobilitato per dare una mano e, riflettendoci,  mi è venuta in mente l’idea della tessera di affiliazione – una sorta di “tessera del tifoso” della New Team. Ho pensato che grazie alla sua originalità avrebbe riscontrato un successo maggiore rispetto a una semplice raccolta fondi, dato che, per quanto riguarda questa zona, iniziative simili non sono per niente comuni».

Come funziona il tesseramento?

«La quota annuale per il tesseramento è di 10 euro e garantisce l’accesso a diversi sconti in numerose attività locali che hanno accettato la partnership. Una parte del ricavato va alla squadra: in mancanza di sponsor è necessario autofinanziarsi. L’altra, invece, a seconda del numero di partecipazioni, viene devoluta in beneficenza direttamente oppure destinata all’acquisto del bene necessario. Quest’anno – il primo – abbiamo donato circa il 50% per installare due climatizzatori. Inizialmente, si pensava che uno solo bastasse. Invece, durante il sopralluogo, il tecnico ha constatato che un solo dispositivo sarebbe stato fine a sé stesso, una spesa senza alcun beneficio. Con l’esigenza di una seconda installazione, i costi ovviamente aumentavano. Consapevoli di ciò, sia il Comune di Robecco sia la ditta che ha provveduto all’impianto, ossia la Fronti Luca & C. s.a.s., hanno deciso di venirci incontro contribuendo al raggiungimento della quota che altrimenti noi, da soli, non saremmo riusciti a coprire: per questo ci tengo a ringraziarli. Noi ci poniamo l’obiettivo di aiutare il più possibile, ma è indispensabile che un minimo di fondi rimangano alla squadra per provvedere alle sue spese e per mantenerla. Lo standard di donazioni su cui vorremmo mantenerci è del 30-40%, ma non escludo che potrebbe aumentare, se la cosa dovesse prendere piede».

L’iniziativa è pubblica? In quanti hanno aderito?

«Certo, il tesseramento è aperto a chiunque. Lo abbiamo pubblicizzato tramite passaparola, tramite i ragazzi della squadra e noi dirigenti e grazie alla nostra pagina Facebook “New Team Oltrepò”. Hanno aderito all’incirca 200 persone: su una previsione di vendita di 250-300 tessere, nel primo anno, è un notevole risultato».

Quali sono state le difficoltà maggiori che avete riscontrato?

«L’ostacolo più grande è cercare di far capire alle persone che questi soldi hanno un’utilità, perché c’è molto preconcetto. Agli occhi della maggior parte delle persone, iniziative di beneficenza come queste equivalgono a “chiedere soldi” che “chissà dove finiscono”. è per questo che cerchiamo di concentrarle qui in zona dove ci sono realtà conosciute, e quasi tutti sono consapevoli dei bisogni che esistono, sono reali. Sono contento di poter parlare delle tessere della squadra per dare riscontro di ciò che è stato portato a termine con i soldi donati. Mi auguro che, fornendo questo tipo di prove, la gente si tranquillizzi  e dimostri più generosità e serenità nell’aderire a questa iniziativa».

Con i fondi raccolti nell’anno 2018/2019 siete riusciti ad installare i due climatizzatori questo aprile. Avete già un nuovo obiettivo concreto per il 2019/2020?

«Le maestre della scuola elementare di Fumo erano venute a conoscenza dell’iniziativa, vi hanno partecipato e hanno chiesto se, per il 2019/2020, potessimo prendere in considerazione come istituzione a cui fare beneficenza la scuola stessa. Ovviamente abbiamo accettato, in quanto si tratterebbe di devolvere una cifra che sarà utile all’acquisto di materiale scolastico per i bambini. L’ideale sarebbe poter procurare una LIM o contribuire all’estinzione della spesa. Maggiori dettagli si sapranno ad ottobre, una volta tenutosi il consiglio d’istituto. In ogni caso, la situazione è in divenire: più partecipanti ci saranno, più enti potranno essere aiutati, non solo di Robecco ma anche dei comuni limitrofi. Ora abbiamo preso in carico la scuola elementare di Fumo, ma un aiuto si potrebbe dare, ad esempio, anche alla Croce Rossa. Tutto sta nel numero di adesioni: noi garantiamo la devoluzione a chiunque ne avesse bisogno».

di Cecilia Bardoni

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