Domenica, 15 Dicembre 2019

OLTREPÒ PAVESE – STRADELLA - MAESTRA D’ASILO, BLOGGER E MAMMA: «IL MIO MONDO ALLA FRANCESE»

Sembra uscita da un film francese di tanti anni fa. Bella, raffinata, di buon gusto. è Beatrice Rebasti, trentacinquenne oltrepadana con un po’ di sangue piacentino nelle vene, amante della Francia. Professione? Maestra d’asilo, blogger, moglie e mamma. Un fiume in piena insomma. Iniziamo a conoscerla un po’ meglio…

Beatrice, ripercorriamo la sua storia…

«Sono sempre stata una persona creativa, fantasiosa. Già le maestre lo dicevano a mia mamma durante i colloqui a scuola. Negli anni ho mantenuto questa creatività e mi sono iscritta al liceo artistico, anche se in realtà non ho mai avuto una vera propensione per la pittura, in senso di arte figurativa, e infatti ho scelto l’indirizzo architettura. Questa scuola mi ha spronato ad osare, a inventare progetti, ad avere sempre mille idee, ad avere libero sfogo. Tra l’altro, ho avuto anche la fortuna, durante gli anni del liceo, di avere un Preside favoloso: tutti noi studenti lo ricordiamo con affetto e ci sentiamo ancora adesso via social: lui ci ha sempre dato i mezzi per esprimere la nostra creatività di alunni. Cinque anni speciali e stupendi, lo rifarei domani».

Finito il liceo cosa ha fatto?

«Sono andata ad aiutare i miei genitori che all’epoca avevano una ditta di import di prodotti cosmetici: io mi occupavo del settore formazione. Ammetto che mi è sempre piaciuto tantissimo insegnare agli altri: in quel contesto insegnavo alle estetiste ad utilizzare i nostri prodotti. Quando è mancata mia mamma abbiamo chiuso la ditta e io mi sono dovuta reinventare, pensare a qualcos’altro. Ero ormai già quasi troppo adulta per entrare nel mondo del lavoro e fondamentalmente avevo poche competenze, perché non avevo fatto l’Università. Ho lavorato per un po’ di tempo in un asilo nido e poi ho deciso di aprirne uno tutto mio, in società con mia sorella. E nel frattempo ho aperto anche il mio blog».

Si è quindi buttata anche nel mondo social…

«Sì, l’ho fatto non per vanità, perché non mi sento assolutamente una persona vanitosa, ma per il piacere della condivisione. Mi piace un sacco trasmettere le mie cose. Ho iniziato con le ricette e poi, da quando è nato il mio bambino Ocèan, ho spaziato anche su altri argomenti, come il lifestyle…».

Come le è venuta l’idea del blog?

«Erano gli anni del ‘boom’ per quel settore. Bisogna chiaramente sapere che bisogna investire davvero molto tempo, se si vuole creare un prodotto che abbia successo, e anche del denaro. Seguo blogger, soprattutto francesi, che spendono parecchio: magari per realizzare articoli sulla decorazione autunnale della casa rivoluzionano proprio la casa! Comprando mobili, soprammobili, ecc… e quindi si deve spendere. Naturalmente se si vuole raggiungere un certo livello si deve pubblicare molto nel proprio blog, deve diventare un lavoro vero e proprio: in tante, infatti, hanno abbandonato l’occupazione precedente per dedicarsi interamente al proprio blog. Se invece, come nel mio caso, si vuole fare la blogger in un modo più spontaneo, allora ci si può limitare un po’ e preparare magari uno o due articoli al mese».

Ma a lei piacerebbe farlo come unico lavoro?

«Decisamente sì! Ma al momento non ho il tempo sufficiente per fare solo quello. Può sembrare strano, ma di tempo ne serve eccome: pensare all’articolo, fare le foto, scriverlo, condividerlo sui vari canali per far rimbalzare la notizia. E si fa tutto da soli, nel mio caso».

Da quando le è nata l’idea del blogger, ci ha messo molto per realizzarla?

«In realtà pochissimo. Quando ho deciso, ho aperto il mio blog e ho subito cominciato con le ricette. Prima solo di pasticceria, che è la mia passione, e poi anche di altri cibi. Ovviamente, prima di inserire un articolo a tema, la ricetta deve essere assolutamente provata, se no si perde di credibilità».

Il suo blog si chiama “Creme de Cassis”: cosa significa?

«è il nome di un liquore francese che mi piace tantissimo!»

La Francia fa parte della sua vita…

«Sì, ho una vera passione per questo paese. Probabilmente è stata mia madre a trasmettermi questo amore per la Francia: lei lavorava come traduttrice dal francese all’italiano e si era appassionata prima alla Provenza, poi a Parigi e infine alla Bretagna. Sono contenta di riuscire a trasmettere anche io questa passione, attraverso il mio blog e i miei profili social, perché quando c’è amore vero per una determinata cosa si vede. C’è naturalezza e mai forzatura, che poi è anche lo scopo del mio blog».

Dopo le ricette cosa è avvenuto?

«è nato il mio bimbo e, come dicevo prima, ho spaziato anche su altri argomenti. Ho iniziato ad appassionarmi all’abbigliamento per i più piccoli e ‘all’universo mamma’…».

Una mamma-blogger?

«No amo definirmi così, perché davvero parlo di più cose e non solo di quel settore. Parlo di ricette, di arredamento casa, di viaggi…».

Ci sono delle regole per aprire un blog?

«All’inizio io sono andata “a sentimento”! Poi piano piano ho iniziato a capire di più come funzionano i vari social, soprattutto Instagram, che è il canale social preferito dalle blogger. Facebook lo apro sinceramente poco, Instagram invece mi piace un sacco. Per tornare alla domanda, per aprire un blog bisogna scegliere una piattaforma alla quale appoggiarsi, comprare dei template e da lì si comincia. Magari può essere utile seguire qualche tutorial su internet per capire, per farsi un’idea e scegliere come fare il proprio blog».

Che costa bisogna sostenere?

«Basta comprare il template, cioè il modello predefinito… con 40 o 50 dollari si riesce. E si compra una volta sola. Il blog è davvero alla portata di tutti».

Secondo lei è meglio trattare pochi argomenti o spaziare su tanti settori?

«Generalmente chi parla di due o tre argomenti è quello che vince facile. Se si spazia troppo poi sembra che non si sappia cosa comunicare e si fa di tutto un po’.

è meglio non spaziare troppo: per una persona come me è davvero difficile, perché ho sempre tante idee e devo spesso frenarmi e riflettere se alla mia community può interessare».

Da un po’ di tempo però ha una nuova passione…

«Il cucito. Avevo una nonna, che è mancata a dicembre, che faceva la sarta da uomo e negli anni è diventata anche sarta da donna. Era piacentina e aveva frequentato una scuola di sartoria proprio a Piacenza. Con mia nonna ho passato la mia infanzia: lei cuciva tutto il giorno e io ho sempre avuto negli occhi e nelle orecchie il suo mestiere. Poi, un paio di anni fa, sono rientrata in contatto con una ragazza che avevo conosciuto tramite Instagram e che aveva fatto un corso per modellista. Anche lei si era messa a cucire, lei da professionista, io da autodidatta.

Così ho capito che l’abbigliamento da bambino era la cosa che mi gratificava di più e tra l’altro quando creo qualche abito lo posso far provare a mio figlio: una soddisfazione davvero immensa. Mi spiace che mia nonna sia mancata… probabilmente, data l’età, non avrebbe potuto aiutarmi, ma sarebbe di sicuro stata fiera di me».

Le piacerebbe in futuro dedicarsi solo a questo?

«Ammetto di sì. Ci sto pensando seriamente. è sicuramente fattibile: se uno si mette in testa una cosa può farla. Mi spaventa il “contesto Italia” nell’aprire un’attività tutta mia. Se fossi all’estero forse mi sarei già lanciata in questa avventura».

  di Elisa Ajelli

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