Venerdì, 18 Ottobre 2019

Con la seduta del 14 ottobre ultimo scorso il Consiglio di amministrazione di GAL Oltrepò PAVESE Srl ha deciso di concedere ai potenziali beneficiari delle misure di sostegno contenute nel piano “PSL S.T.A.R.” ulteriori 15 giorni di tempo per l’inoltro delle domande. “Abbiamo fissato nel 15 novembre prossimo, anziché nel 30 ottobre, il termine ultimo di applicazione tramite il sistema informatico regionale Sis.co. – spiega il Presidente Nicola Adavastro – in considerazione di quanto rilevato da costanti contatti con i possibili beneficiari; questi ulteriori giorni permetteranno agli operatori di completare con maggiore tranquillità, e quindi accuratezza, progetti di investimento rivelatisi spesso di complessa architettura. Dalla pubblicazione dei Bandi, avvenuta a fine giugno – precisa Adavastro - è infatti iniziata un’intensa attività di comunicazione ed animazione territoriale di Gal Srl verso gli organi di stampa, le istituzioni, le categorie professionali e le associazioni, gli operatori ed i residenti dell’Oltrepò pavese”. Tutti i bandi sono stati pubblicati sul sito del Gal in versione integrale e scaricabile, completi di modulistica. Gli uffici Gal hanno inoltre redatto un opuscolo che riporta in modo più sintetico i bandi pubblicati, suddivisi per campo d’azione (foreste, filiere, turismo ed agricoltura sociale/welfare) e con evidenziati finalità; territorio d’azione; beneficiari, risorse finanziarie. Tale opuscolo è stato distribuito in tutti gli incontri pubblici e privati, ed è inoltre stato anche pubblicato sul sito, in versione scaricabile. Numerosi gli incontri che si sono tenuti sul territorio, sia per la presentazione generale dei bandi sia per l’illustrazione di alcune aree d’azione a gruppi selezionati di operatori interessati. Tutte queste attività di incontro sono tutt’ora in essere. Elenco bandi PSL S.T.A.R. Oltrepò Pavese prorogati al 15 novembre 2019: Una Filiera agroforestale per un territorio multifunzionale, Filiere e mercati Km Oltrepò Pavese, Vivere, essere, fare l'Oltrepò....sistema turistico diffuso per l'Oltrepò Pavese, Agricoltura sociale un patto per la qualità della vita in Oltrepò Pavese, tra ambiente, etica e sostenibilità 

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Nei casi di corruzione il denaro continua a rappresentare il principale strumento dell'accordo illecito, tanto da ricorrere nel 48% delle vicende, spesso per importi esigui (2.000-3.000 euro ma in alcuni casi anche 50-100 euro appena) e talvolta come percentuale fissa sul valore degli appalti. Ma - rivela un dossier dell'Anac- ci sono anche nuove forme di corruzione. Il posto di lavoro si configura come la nuova frontiera dell'accordo illecito, a seguire si colloca l'assegnazione di prestazioni professionali (11%), specialmente sotto forma di consulenze. Le regalie sono presenti invece nel 7% degli episodi. Tra le altre 'utilità' rientrano anche le prestazioni sessuali.
   

Terre d'Oltrepò che nasce il 1 luglio 2008 a seguito dell’Atto di fusione tra la Cantina Sociale Intercomunale di Broni S.C.A.R.L. nata nel 1960 e la Cantina di Casteggio S.C.A.P.A. nata nel 1907. Questa fusione ha originato la più importante realtà vitivinicola di tutto l’Oltrepò Pavese e dell’Italia Nord-Occidentale e l’insieme delle due unità produttive, di Broni e Casteggio, con una nota di agenzia, comunica : "Cala il sipario sulla vendemmia 2019 di Terre d'Oltrepò. La parola d'ordine è qualità a fronte di un calo della raccolta di circa il 33% rispetto alla stagione precedente. In totale sono stati 4mila i carri arrivati al sito produttivo di Broni di cui più della metà sono stati controllati minuziosamente con il sistema Foss Analytics con cui, all'arrivo, la cantina ha potuto fare una sorta di "radiografia" particolareggiata della qualità dell'uva conferita dai soci. In totale sono stati lavorati 350mila quintali di frutto. Nel frattempo è ritornato in queste ore in cantina l'enologo di fama mondiale Riccardo Cotarella che ha visionato, insieme allo staff, i primissimi campioni di vino definendo questa annata di "massima qualità" ed esprimendo soddisfazione sul lavoro svolto in questi mesi dai soci che hanno aderito al Progetto Qualità della cantina.
"Siamo sulla strada giusta – spiega senza giri di parole il presidente di TDO, Andrea Giorgi – La qualità dell'uva è migliorata e i nostri controlli tecnologici all'arrivo ci hanno permesso di fare una fotografia dettagliata di quello che i soci ci fornivano. Ritengo questo passaggio una svolta epocale per la cantina e, allo stesso tempo, i nostri soci devono essere sempre più consapevoli che questa è la strada intrapresa. Gli investimenti e gli sforzi economici dovranno seguire questa strategia che ci porterà ad avere vini sempre più top di gamma". Il presidente Giorgi entra nel merito della strategia adottata. "Il miglioramento del nostro posizionamento sul mercato è avvenuto cercando di puntare sui valori della qualità, della sostenibilità, della modernizzazione, del rispetto e della reputazione. Sono queste le leve che riteniamo essere adatte a portare maggior remunerazione ai soci. - spiega il numero uno di TDO -  Riteniamo di dover valorizzare maggiormente i nostri prodotti spingendo di più nei settori dove la marginalità è superiore. Una strategia ben chiara che va incontro alle necessità di guadagno dei nostri soci. Allo stesso tempo questi ultimi devono essere consapevoli di questo sforzo che ci permette di essere presenti sul mercato con prodotti di vertice. Oggi più che mai questa cantina deve cancellare il passato, gli scandali devono rimanere un ricordo lontano e sbiadito perché ora abbiamo idee chiare e precise su dove si deve andare. E come farlo".
Infine il presidente Giorgi si toglie anche un sassolino dalla scarpa. "Siamo i primi noi ad aver effettuato controlli minuziosi sulle uve in arrivo attraverso tecnologie che andremo ad incrementare – spiega – e poi ci siamo adoperati per agevolare quelli degli organi competenti. Auspico che questa attività di ispezione mirata alla salvaguardia dell'uva e quindi del vino finale sia stata effettuata da tutti, in modo trasversale e non solo da chi, come noi, ha sempre gli occhi puntati addosso".

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Asm Vendita e Servizi è una società nella burrasca da mesi, in cui molti utenti hanno lamentato disservizi legati soprattutto alle mancate o errate fatturazioni. Non bastasse, al caos delle “bollette pazze” si è aggiunta pure una denuncia fatta da un dirigente Asm spa. Da qualche tempo le acque sembrano essersi calmate e la presidente Monica Sissinio torna a parlare, rassicurando riguardo lo stato di salute dell’azienda che, alla faccia delle polemiche, sta registrando «il miglior fatturato degli ultimi cinque anni».

La più grande critica fatta ad ASM Vendita e Servizi è stata la difficoltà nel gestire le problematiche della fatturazione, che per alcuni mesi hanno interessato sotto la voce “bollette pazze” l’attività della Società. Qual è stata la situazione  trovata al vostro arrivo e ad oggi qual è?

«Siamo partiti da una situazione piuttosto complicata, in cui oltre il 25% delle utenze non era allineato o aveva problemi di fatturazione per cause diverse e che, ovviamente, non erano a conoscenza di questa governance che si è invece subito occupata di risolvere i problemi rilevati e giustamente lamentati dagli utenti. Abbiamo così riportato in pari la fatturazione per la quasi totalità dei punti, oppure blocchi non giustificati. Ora possiamo anche archiviare quel momento e soprattutto il termine “pazze”, suggestivo ma ormai anacronistico. Le bollette vengono emesse ed inviate regolarmente e crediamo che i cittadini di Voghera se ne siano accorti. C’è ancora del lavoro da fare per arrivare dove vorremmo, ma abbiamo in poco tempo fatto passi da giganti».

Indennizzi per ritardo di fatturazione: oltre ad essere un problema burocratico è anche un costo aggiuntivo per la Società. Come funziona la procedura e com’è la situazione degli indennizzi dovuta ai ritardi di fatturazione a partire dal 2017?

«Gli indennizzi ai clienti, tra i quali rientrano anche gli indennizzi per ritardata fatturazione, sono somme di denaro che vengono erogate al cliente a seguito del mancato rispetto degli standard di qualità imposti dall’autorità. Le fatture devono essere emesse non oltre un termine prestabilito, 45 giorni solari nel caso del mercato di tutela o altro limite nel caso del mercato libero, dall’ultimo giorno di consumo fatturato nella fattura stessa. Superato tale termine, il venditore dovrà riconoscere al cliente automaticamente un indennizzo crescente da 6 a 60 euro sulla base dei giorni di ritardo. Ammonta a 6 euro nel caso di un ritardo fino a dieci giorni solari, viene maggiorato di 2 euro ogni 5 giorni ulteriori di ritardo, fino ad un massimo di 20 euro per ritardi pari o superiori a 45 giorni solari, a 40 euro se il ritardo dal termine di emissione è compreso tra 46 e 90 giorni, a 60 euro se il ritardo dal termine di emissione è superiore a 90 giorni. Fermo restando la verifica delle ragioni che han determinato la necessità di doverli corrispondere, abbiamo finora erogato per i ritardi accumulati negli anni passati circa 360 mila euro, nel 2019 abbiamo accumulato circa 20 mila euro di indennizzi che, visto il lavoro di riallineamento della fatturazione che c’era da affrontare erano ampiamente preventivati. Abbiamo così ridotto del 95% la somma dovuta a titolo di indennizzi. L’obiettivo è quello di arrivare molto vicini all’assenza di indennizzi. Questo va di pari passo con la regolarità della fatturazione: fatture regolarmente emesse ed inviate uguale assenza di indennizzi, e ci siamo quasi».

Si sono rincorse voci in merito anche al “clima” lavorativo che si respirava all’interno di ASM Vendite e Servizi, clima teso tra diverse figure lavorative. Oggi che aria si respira in azienda? Sono stati fatti dei cambiamenti?

«Non nego che al nostro arrivo vi fosse qualche figura che, per ragioni personali o per rapporti “particolari” all’interno dell’azienda abbia contribuito ad arrecare qualche disordine a livello di gestione del personale, ma fa parte del gioco. In questo momento il clima che regna negli uffici è di piena collaborazione tra i dipendenti e gli interinali. Il C.d.A. in collaborazione con il responsabile operativo ha individuato per ogni figura lavorativa la propria attitudine e ha fatto in modo che ricoprissero i ruoli più consoni alle loro qualità. Ne approfitto per ringraziare tutti per la dedizione e per volontà che hanno espresso...».

Grande scalpore ha destato la denuncia nei confronti di ASM Vendita e Servizi presentata alla Procura della Repubblica. Denuncia fondata o Infondata? Da parte di chi? A che punto è l’iter attuale della denuncia?

«La denuncia ha destato lo stupore anche della sottoscritta. Le notizie su questo atto in procura sono quelle che, come tutti voi, ho appreso esclusivamente tramite un quotidiano locale. Dagli accertamenti conseguentemente effettuati dall’avvocato al quale l’Azienda ha necessariamente dovuto affidarsi è emerso che il tutto sarebbe partito da una comunicazione indirizzata al direttore generale di ASM spa, dott. Mognaschi, da parte di due lavoratrici in forza a ASM VES con contratto di somministrazione le quali avrebbero evidenziato alcune irregolarità in ordine alla gestione dei recuperi dei crediti scaduti. La cosa stupefacente è che il Direttore Generale, senza esercitare i suoi obblighi di controllo e accertamento al fine quantomeno di verificare la fondatezza delle notizie ricevute (e qui ribadiamo non esservi alcuna irregolarità nella gestione dei crediti aziendali), ha pensato bene di riferire direttamente in Procura anziché agli organi aziendali a ciò deputati. Abbiamo chiesto spiegazioni alla dirigenza di ASM s.p.a. e allo stesso D.G. senza ad oggi avere ricevuto alcun riscontro». 

L’attuale dirigenza di ASM Vendita e Servizi ha intrapreso azioni simili o analoghe, portando a conoscenza degli organi inquirenti situazioni anomale all’interno della Società?

«L’attuale dirigenza di ASM VES è impegnata a fare funzionare al meglio la società nell’interesse degli utenti e si limita a difendersi da attacchi ingiustificati nonché ad agire, all’occorrenza, a tutela della propria immagine e in nome del buon andamento dell’Azienda».

In questi mesi si è parlato molto delle consulenze tecniche esterne e dei costi relativi ad esse legate. C’è stato in questi mesi un monitoraggio, una revisione o una diminuzione dei costi di tali consulenze?

«Le consulenze esterne sotto i riflettori erano quelle legate al processo di fatturazione e riallineamento dei sistemi, le maggiori competenze che sono state portate in azienda hanno permesso di ridurre in modo significativo la necessità di ricorrere ai consulenti del software di fatturazione. La spesa per gli interventi di questi consulenti nel 2019 è stata ridotta del 75% rispetto a quello che abbiamo dovuto impegnare per l’anno precedente».

Un’azione decisa  che ha fatto il Consiglio di amministrazione è stato l’inserimento nell’organigramma di un nuovo responsabile operativo. In base a quali criteri è stato scelto? Perché ritenete le critiche arrivate dopo tale decisione ingiuste?

«A novembre 2018 quando abbiamo  accertato una situazione critica circa la fatturazione con il malcontento generale dei nostri utenti io, insieme con gli altri consiglieri abbiamo deciso di ricercare sul mercato una figura che potesse aiutarci a sistemare tutta la situazione con un ruolo operativo immediato all’interno dell’azienda. Dopo varie e difficili ricerche è stata individuata nel signor Chiappa la persona che potenzialmente poteva intervenire positivamente, avendo avuto una competenza pluriennale specifica in aziende del medesimo settore. Per fortuna così è stato. Dopo un breve periodo di attività è stato indetto un concorso pubblico a norma di legge e Chiappa si è aggiudicato il ruolo che oggi riveste. Anche su questo punto sono circolate voci a discredito dell’azienda ma tutto è finito in una bolla di sapone - e ne eravamo certi - posta l’assoluta trasparenza e liceità delle modalità di assunzione».

A quanto ammontavano le bollette non pagate al vostro arrivo e quanto ammontano oggi e qual è stata la vostra azione per diminuire i crediti e recuperarli?

«La situazione creditizia è in costante evoluzione quello che stiamo facendo è introdurre nuove modalità di sollecito, gestendo direttamente i clienti in fornitura, in un’ottica di condivisione del percorso, evitando di far intervenire società esterne. L’utilizzo della tecnologia digitale ci consentirà di ridurre i costi e massimizzare l’efficacia dell’azione di recupero del credito. è stata inoltre avviata una capillare attività di recupero dei crediti pregressi che sta procedendo in modo proficuo».

ASM Vendite e Servizi nei mesi scorsi è stata criticata anche per il servizio dato ai clienti che telefonicamente o attraverso i vostri sportelli chiedevano informazioni e delucidazioni. Avete migliorato il servizio?

«Anche dal punto di vista del front-office sia fisico che telefonico sono state attuate importanti novità. E’ stato avviato un progetto di rinnovamento dei servizi offerti telefonicamente, con implementazioni informatiche mirate e specifiche. Ora il Call Center ha visibilità della situazione del cliente a 360 gradi e può fornire alcuni servizi, tra i quali la dilazione dei pagamenti, direttamente al telefono. Questo comporta che venga meno la necessità che il cliente debba per forza recarsi nei nostri uffici ma può comodamente espletare le pratiche dall’ufficio o da casa. Abbiamo in animo di ampliare la gamma di servizi offerti al cliente nel prossimo futuro. Abbiamo inoltre, grazie ad una diffusione trasversale delle competenze, reso ogni sportello fisico in grado di erogare tutti i servizi alla clientela. Questo ha portato ad una generale riduzione dei tempi di attesa e ad un servizio migliore al cliente».

Si parla tanto di assunzioni di nuovi dipendenti all’interno di ASM Vendita e Servizi. Quando verrà fatto il concorso e quale tipologia di figure verranno assunte?

«Il concorso è assolutamente indispensabile. Si ha la necessità di assumere a tempo determinato il personale e i tempi sono molto stretti. Le domande sono già arrivate e il bando è chiuso. Si tratta solamente di definire la commissione esterna che esaminerà i candidati. È un’operazione che dovrà essere fatta in brevissimo tempo».

In ogni Società a contare sono i risultati, soprattutto in termini economici. Com’è la il fatturato al 30 settembre rispetto agli anni precedenti e qual è la previsione di utile rispetto agli anni di esercizio precedenti? Maggiore o minore?

«Nel 2019 stiamo registrando il maggior fatturato degli ultimi 5 anni, al 30/09 abbiamo fatturato 46 milioni di € contro i 39 del 2017 e 2018, il bilancio è semestrale e mostra un miglioramento rispetto al previsto di inizio anno. è presto ancora per parlare di somme ma crediamo di poter generare anche quest’anno un utile di azienda nonostante le difficoltò di gestione».

  di Claudio Lombardi

Il 2019 è stato un anno di grandi cambiamenti per la cooperativa “Terre d’Oltrepò”: dal rilancio del marchio Testarossa, con la presentazione del millesimato 2015, alle nuove modifiche statutarie. Senza dimenticare il cambio della direzione commerciale, avvenuta proprio nel corso dell’estate, con l’ormai ex direttore Marco Stenico che lascia l’incarico, assunto più di due anni fa, al nuovo responsabile Massimo Sala. Il presidente di “Terre d’Oltrepò”, Andrea Giorgi, ci ha illustrato gli ultimi sviluppi di questa rivoluzione, chiarendo inoltre alcuni punti critici sollevati da alcuni soci al termine della scorsa assemblea.

Presidente Giorgi, la scorsa assemblea è stata un passo importante per la Cantina. Sono stati modificati alcuni articoli dello statuto. è soddisfatto di come si è espressa l’assemblea?

«Era da tempo che lavoravamo a questa modifica dello statuto. Quindi nulla è stato tralasciato. Abbiamo valutato attentamente i tempi e soprattutto i contenuti che abbiamo verificato con dei professionisti ed abbiamo avuto anche l’apporto dei soci. Poi ci siamo limitati semplicemente a fare quello che prevede il nostro modo di operare, ovvero il CdA ha sottoposto il progetto all’assemblea che si è espressa democraticamente. Ritengo questo passaggio il massimo dello sforzo democratico».

Avete deciso di eliminare dallo statuto il riferimento agli stabilimenti di Broni e Casteggio per quanto riguarda la lavorazione delle uve dei soci, eliminando di fatto la territorialità. Come mai questa modifica? 

«Questa domanda non rispecchia assolutamente la realtà. E’ solo una mera questione formale, nulla di più. Il nostro attaccamento al territorio rimane e rimarrà per sempre. I fatti, in effetti, sono altri. Non a caso la nostra marcata territorialità è ben espressa nella nostra denominazione Terre d’Oltrepò. Quindi non è assolutamente vero che abbiamo eliminato il radicamento con la realtà che ci circonda che, invece, rimane condizione fondamentale per il nostro sviluppo ed il nostro operato».

Durante l’assemblea non si è discusso solo delle modifiche allo statuto, ma c’è stata l’occasione di presentare la collaborazione con lo stimato enologo Riccardo Cotarella, che già aveva collaborato in passato con la Cantina di Casteggio. I soci come hanno appreso il ritorno di questo importante tecnico?

«L’arrivo dell’enologo Cotarella è stata una scelta ponderata e ben pensata. Nulla è stato lasciato al caso nella fase di trattativa e questo suo inserimento in azienda rappresenta una svolta per la nostra realtà. E, lo speriamo con il cuore, anche per l’intero territorio. Cotarella non ha bisogno di presentazioni, è uno dei massimi enologi mondiali e siamo orgogliosi di questa preziosa collaborazione che porterà sicuramente a risultati positivi. Firmerà il cosiddetto “progetto qualità”, un percorso che porterà la nostra cantina a fare un salto in avanti con vini che potranno trovare spazio in un segmento di mercato medio-alto. Siamo orgogliosi che Cotarella abbia apprezzato il nostro progetto, questo significa che siamo sulla strada giusta. In questo percorso confidiamo apertamente nella collaborazione dei soci che sono l’ossatura portante della nostra società. Sin dalle prime battute c’è stato molto entusiasmo perché hanno capito che il futuro di questa azienda è anche legato a queste nuove strategie che partono proprio dalla vigna. Siamo contenti di questa percezione che ci sprona a muoverci in questa direzione».

La collaborazione con Cotarella si limiterà al solo “Progetto Premium” oppure si tratterà anche d una supervisione su tutta l’intera produzione?

«L’attenzione di Cotarella è rivolta in prima battuta al progetto qualità, ma ovviamente la sua professionalità ci permetterà di ampliare  l’orizzonte con una serie di azioni, ancora in fase di studio, che riguarderanno l’intera gamma della produzione di TDO». 

Si è parlato anche di prezzi delle uve: si è rilevato un crollo dei prezzo medio dai 59 euro del 2018 ai 53 euro previsti per la vendemmia 2019. Lei però si era sempre speso per voler aumentare i prezzi di remunerazione delle uve dei soci. Saprebbe giustificare questo calo?

«Certamente questa situazione non dipende direttamente da questo Cda. La causa va ricercata più a fondo. Tutti conoscono la storia della cantina e del territorio, è inutile nascondersi dietro ad un dito. Negli ultimi trent’anni la politica commerciale è stata rivolta ad un prodotto che non è riuscito a distinguere i nostri marchi e le nostre bottiglie. Quello che stiamo facendo e che abbiamo già iniziato negli anni scorsi è un progetto di conversione verso un maggior valore che per spiegare i suoi effetti ha bisogno di un po’ di tempo».

All’uscita dell’assemblea alcuni soci hanno espresso parecchie perplessità, segnalando  nell’ultimo quinquennio un forte calo di fatturato. A loro cosa risponde?

«La risposta è molto semplice. Il fatturato è stato altalenante per l’incostanza delle produzioni e per l’andamento del mercato. Tutto l’Oltrepò Pavese è costretto a subire da tempo questa tendenza, chi lavora in questo settore lo sa benissimo, le polemiche sono altra cosa. Con le nostre iniziative stiamo cercando di cambiare rotta perché il territorio, insieme a noi, questa è la dimostrazione del nostro radicamento ancora forte con la realtà locale,  possa invertire questa situazione. Deve essere un Oltrepò intraprendente che possa permettere alle proprie uve di riguadagnare valore».

Alcune settimane fa è stata presentata la nuova direzione commerciale. L’ex direttore Stenico ha lasciato per motivi familiari, anche se erano alcuni mesi che si notava l’assenza del direttore ad eventi ufficiali e conferenze stampa.  In quale direzione intendete orientare la vostra nuova politica commerciale? 

«Smentisco quanto la domanda cerca di insinuare. Stenico, che ringraziamo per quanto fatto, ha lasciato l’azienda per questioni familiari e non certo per divergenze con i vertici della Cantina. L’ex direttore ha partecipato a tutte le manifestazioni che la cantina ha organizzato, coordinandone anche l’operatività. A partire dal grande lancio del Testarossa 2015 nella primavera scorsa a Milano. La nostra politica commerciale, che vede oggi come protagonista un altro qualificato operatore del settore come Massimo Sala, ha due direttive ben precise. La prima è volta ad un posizionamento più alto dei nostri prodotti. La seconda ha come obiettivo un aumento della reputazione aziendale».

Quali altre riforme intende portare avanti da qui alla fine del mandato?

«Di riforme ce ne saranno molte, alcune sono già sui tavoli della discussione. Sia dal punto di vista dell’affermazione di TDO in Oltrepò Pavese come cantina di riferimento per alcune scelte di sviluppo. Sia attraverso il costante aiuto che rivolgiamo alle aziende socie».

Per concludere, da pochi giorni pochi giorni è iniziata la vendemmia 2019: cosa vi aspettate da questa annata?

«Uso poche parole. Quella del 2019 sarà la vendemmia della svolta. Ma soprattutto sarà di grande qualità».

di Manuele Riccardi

La Fondazione per lo Sviluppo dell'Oltrepò Pavese nell'ambito del progetto AttivAree – Oltrepò (bio)diverso promuove l'evento del 2 ottobre 2019 (dalle 10:00 alle 17:00) presso la Residenza La Penicina di loc. Casa Matti di Romagnese – : "CONVEGNO E GIORNATA DIMOSTRATIVA. GESTIONE AGROECOLOGICA SOSTENIBILE DEI PRATI E PASCOLI IN MONTAGNA: PROVE DI SEMINA SU SODO", organizzato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza (relatore prof. Vincenzo Tabaglio) e dall'Università degli Studi di Milano (relatore prof. Daniele Vigo) con il patrocinio dell'Ordine dei Medici Veterinari di Pavia e con riconoscimento dei crediti formativi per l'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Milano, Pavia, Lodi, Monza Brianza. 

L'obiettivo è quello di fare il punto della situazione sulle tecniche agronomiche tradizionali utilizzate per la foraggicoltura di collina e montagna, promuovendo moderne tecniche che si fondano su principi di agroecologia e sostenibilità, al fine di promuoverne altre meno impattanti sull'ambiente. Il fine è quello di ridurre gli input aziendali impiegati ottimizzando i costi di gestione. Nello specifico verranno presentati i vantaggi aziendali, sul suolo e sulle voci di spesa, dell'adozione della tecnica della semina su sodo con anche una dimostrazione pratica in campo nel pomeriggio su un prato-pascolo. La foraggicoltura di collina e montagna si è rivelata e, tutt'ora, svolge un ruolo importante nel sostentamento delle filiere zootecniche locali e nel mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in atto: bombe d'acqua, periodi di siccità estrema, incendi boschivi.

Inoltre, negli ultimi anni, l'interesse per la riscoperta di antiche razze (es. la bovina Varzese), la conversione verso il regime biologico sia per le coltivazioni sia per gli allevamenti, la voglia di assaggiare prodotti sempre più legati al territorio che narrano di realtà aziendali locali hanno fatto riscoprire l'interesse per gli allevamenti nel territorio delle Quattro Province. L'evento vuole essere anche un momento di incontro tra gli operatori di collina e montagna per prospettare le attività di consulenza, analisi scientifiche, corsi di formazione e accompagnamento alla gestione dell'impresa che sono in corso e si svolgeranno nei prossimi mesi di progetto.

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Camera di Commercio di Pavia, insieme ad EXPLORA S.c.p.a., nell’ambito del Progetto del “Turismo digitale e attrattività 2019”, propone il 2° momento formativo gratuito rivolto agli operatori del turismo del territorio provinciale pavese, a Varzi mercoledì 2 Ottobre 2019 alle ore 09.15. Iscrizione gratuita

L'appuntamento ha una finalità volta all’accrescimento delle capacità di marketing digitale, marketing esperienziale e territoriale dei partecipanti, al miglioramento della capacità di gestione della propria presenza sul web e sui social, all’integrazione delle offerte in chiave innovativa per il turismo come strumento moltiplicatore di valore.

Inoltre, l'incontro è l’occasione per approfondire contenuti e strumenti messi a disposizione degli operatori dall’Ecosistema Digitale del Turismo e dal portale territoriale www.visitpavia.com che ne è una derivazione verticale.

Il momento formativo, con il coinvolgimento del dott. Stefano Soglia, docente e consulente di network turistici-territoriali, è strutturato in un incontro di mezza giornata (al mattino)

Programma

ore 9,15 registrazione partecipanti - ore 9,30 introduzione alla giornata ed avvio lavori

“Creare il prodotto turistico secondo una offerta integrata ed innovativa”, - a cura del dott. Stefano Soglia (consulente di network turistici-territoriali)   

“Itinerari religiosi, culturali tematici e di cicloturismo per fare esperienze sul territorio: lo storytelling e le azioni di marketing”, - a cura del dott. Stefano Soglia (consulente di network turistici-territoriali) 

“Migliorare la comunicazione attraverso la cura della presenza digitale e l’utilizzo dei social”, -  a cura del dott. Stefano Soglia (consulente di network turistici-territoriali) 

“Le opportunità offerte dall’Ecosistema Digitale del Turismo ed il sito www.visitpavia.com   di proprietà della Provincia di Pavia e della CCIAA" -  a cura di EXPLORA  S.c.p.a.

ore 12,40 chiusura lavori a cura della CCIAA di Pavia: “le attività della CCIAA di Pavia nella creazione e promozione dei prodotti turistici”

La partecipazione è gratuita previa iscrizione al link:

clicca qui per iscriverti a Varzi

Info:

 

 

Salvatore Trotta

Digital Promoter

Camera di Commercio Pavia | PID - Ufficio Studi e Statistica

t:    +39 0382 393 259

m:  +39 392 60 666 86

w:  www.pv.camcom.it

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 L'Ente regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (Ersaf), che gestisce per conto di Regione Lombardia il complesso Riccagioia e Riccagioietta, nel Comune di Torrazza Coste, ha dato il via alla manifestazione di interesse per idee progettuali finalizzate alla valorizzazione immobiliare del complesso. 

PROMOZIONE TERRITORIALE - "In questa prima fase - dichiara Fabio Rolfi, assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi - vogliamo raccogliere progetti e idee per valorizzare il patrimonio di Riccagioia nell'ottica di una più ampia promozione territoriale. Queste proposte serviranno per calibrare il successivo bando pubblico". "Intendiamo sollecitare il più possibile il territorio a elaborare idee e arrivare a un progetto che rappresenti un valore aggiunto, ma che sia anche sostenibile economicamente - aggiunge l'assessore -. La nuova vocazione di Riccagioia dovrà integrarsi perfettamente con le esigenze dell'Oltrepò, caratterizzato da bellezze paesaggistiche uniche e da una connotazione fortemente agricola". L'invito è rivolto sia a enti pubblici che privati, alle associazioni come alle altre realtà territoriali.  

IN FUTURO CENTRO DI AGRITECH - "Non ci sono particolari vincoli sulle tematiche dei progetti - aggiunge Alessandro Fede Pellone, presidente di Ersaf -, ma pensiamo a idee riguardanti l'agricoltura 4.0, il settore culturale, il turismo enogastronomico e il settore ricettivo. Miriamo a un forte utilizzo dell'innovazione e delle tecnologie digitali, a un progetto dalla certificata valenza scientifica e con una costante presenza umana, finalizzato a rendere il sito uno dei centri di competenza del settore agritech a livello europeo". 

PROGETTI ENTRO IL 31 DICEMBRE - Le proposte dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2019. Un'apposita Commissione tecnica, nominata dal direttore di Ersaf, dopo il termine di scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse, valuterà le proposte pervenute. Tra i progetti presentati verranno selezionate una o più idee, che costituiranno la base tecnica per l'attivazione di eventuali successive procedure pubbliche finalizzate alla individuazione della migliore soluzione per la valorizzazione, utilizzo e gestione del complesso di Riccagioia. La manifestazione d'interesse è consultabile e scaricabile dal sito www.ersaf.lombardia.it

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È ancora emergenza pensioni. E lo sarà sempre di più se è vero che, da un lato, la popolazione italiana sta invecchiando e, dall’altro, il deficit dello Stato non accenna a diminuire mettendo a rischio il pagamento delle pensioni future. Tutto questo ipoteca non solo il futuro dei giovani, ma anche delle persone che, ad oggi, percepiscono le pensioni minime. Si parla di ben otto milioni di italiani che campano con meno di mille euro al mese di cui due milioni sono pensioni minime da 513 euro. Pensioni impignorabili per legge (il minimo vitale è attualmente di circa 600 euro) ma che comunque non bastano per sfamarsi.

Persone relegate dalla crisi a condizione di grave disagio sociale, denuncia l’Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, che per sollecitare un intervento risolutivo, ha già incontrato oltre trenta Prefetti in tutta Italia, presentando un documento di criticità e proposte.

«Nel programma del nuovo governo non c’è un impegno concreto che faccia intravedere l’aumento delle pensioni minime e la tutela di quelle basse» fa sapere l’Associazione pensionati.

Per Anp-Cia restano, infatti, «all’ordine del giorno tra le faccende irrisolte, come manifestato nell’assemblea nazionale ad inizio anno, quella relativa al blocco delle indicizzazioni che impedisce l’effettivo adeguamento delle pensioni al costo della vita reale. Inoltre, al tema degli assegni minimi, non superato dalla cosiddetta pensione di cittadinanza, si aggiunge ancora quello di una sanità poco incisiva, di una mancata crescita economica con rischio recessione e isolamento internazionale».

Nella nuova condizione politica non cambiano, dunque, le preoccupazioni di Anp-Cia che ricorda al nuovo Esecutivo gli oltre 8 milioni di pensionati con una prestazione sotto i mille euro, di cui più di due milioni sono pensioni minime da 513 euro.

La Camera di Commercio di Pavia, insieme ad Unioncamere Lombardia e ad Explora, nell’ambito del Progetto del “Turismo digitale e attrattività 2019”, propone 3 momenti formativi gratuiti rivolti agli operatori del turismo del territorio provinciale pavese che si svolgeranno a Pavia, Varzi e Vigevano.

Gli appuntamenti hanno una finalità volta all’accrescimento delle capacità di marketing digitale, marketing esperienziale e territoriale dei partecipanti, al miglioramento della capacità di gestione della propria presenza sul web e sui social, all’integrazione delle offerte in chiave innovativa per il turismo come strumento moltiplicatore di valore.

Inoltre, gli incontri sono l’occasione per approfondire contenuti e strumenti messi a disposizione degli operatori dall’Ecosistema Digitale del Turismo e dal portale territoriale visitpavia.com che ne è una derivazione verticale.

I momenti formativi, con il coinvolgimento del dott. Stefano Soglia, docente e consulente di network turistici-territoriali, sono strutturati in incontri di mezza giornata (al mattino).

Il programma prevede i seguenti temi:

  • “Creare il prodotto turistico secondo una offerta integrata ed innovativa”
  • “Itinerari religiosi, culturali tematici e di cicloturismo per fare esperienze sul territorio: lo storytelling e le azioni di marketing”
  • “Migliorare la comunicazione attraverso la cura della presenza digitale e l’utilizzo dei social”
  • “Le opportunità offerte dall’Ecosistema Digitale del Turismo ed il sito www.visitpavia.com
  • “Le attività della CCIAA di Pavia nella creazione e promozione dei prodotti turistici”

La partecipazione è gratuita previa iscrizione ai seguenti link:

  • clicca qui per iscriverti a Pavia (24 settembre)
  • clicca qui per iscriverti a Varzi (2 ottobre)
  • clicca qui per iscriverti a Vigevano (15 ottobre)
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