Mercoledì, 20 Novembre 2019

VOGHERA - «MI SAREBBE DISPIACIUTO LASCIARE IN UN CLIMA DI INCERTEZZA L’ASCOM»

Maria Cristina Palonta, 53 anni, è la nuova presidente di Ascom Voghera, l’associazione che riunisce oltre quattrocento commercianti della città iriense e della Valle Staffora. Titolare di uno storico negozio di calzature sito in Piazza Duomo, Palonta aggiunge dunque questa nuova carica a quella di consigliere comunale (nelle fila di Forza Italia) e di consigliere alla Camera di Commercio di Pavia. Il suo nome era stato accostato ai vertici di Ascom fin dal 2011. Resterà in carica fino al 2019, anno in cui si sarebbe dovuto concludere il mandato di Enrico Rissotti, presidente dimissionario. Del consiglio direttivo, oltre a Palonta, fanno parte Giorgio Bellentani, Massimiliano Ceci, Giuseppe Gioja, Maurizio Mottini e lo stesso Rissotti.

Presidente, si tratta di una nomina improvvisa o se l’aspettava?

«Qualcosa c’era nell’aria già da qualche mese. L’ex presidente Rissotti, prima di Natale, anzi a fine novembre, aveva chiesto di non continuare più questo impegno, per motivi personali, di lavoro e di famiglia. È rimasto comunque al lavoro fino al termine di gennaio, però ormai era giunto il momento di lasciare. Io ero già nel consiglio da anni, perché il nostro è un negozio storico, aperto nel 1979. Ho rilevato infatti il negozio che era stato dei miei genitori; e noi siamo sempre stati legati all’Ascom».

Qualcuno, in particolare, ha fatto il suo nome?

«Tutto il Consiglio ha deciso di chiedermelo, Rainelli e tutti i consiglieri, pensando che fossi una delle poche che potessero intraprendere questo nuovo avvio. Ho accettato. Poi si parla molto di quote rosa, che sono importanti anche per le associazioni. Mi era già stato proposto da tempo un ruolo più attivo. Conosco abbastanza bene la realtà dei commercianti vogheresi e anche i loro problemi di tutti i giorni, per cui mi sarebbe dispiaciuto lasciare in un clima di incertezza questa associazione, importante per la nostra città. Soprattutto in questo momento di crisi».

Lei svolge anche il ruolo di consigliere comunale, nella maggioranza che supporta il sindaco Carlo Barbieri. Come pensa potrà svolgere il ruolo di raccordo che i suoi colleghi commercianti si aspettano, e che già in passato le hanno attribuito?

«Conosco le problematiche della politica vogherese, oltre a quelle del mondo economico/commerciale. E poi conosco bene anche le persone che fanno parte dell’Amministrazione Comunale. Ormai sono al secondo mandato con Barbieri, per cui è abbastanza tempo che siamo insieme. La collaborazione sarà certamente facile».

Cosa dicono, in Comune, di questo suo nuovo compito?

«Dal Comune mi han detto che non ci sono incompatibilità e potevo benissimo intraprendere anche questo ruolo, che comunque è visto con attenzione, con interesse, da tutti. Il rapporto fra il Comune e i commercianti sarà sicuramente più facile. Partecipando alle varie riunioni di maggioranza e al Consiglio Comunale posso portare in prima linea le esigenze dei commercianti.»

Il suo sarà un mandato breve, di transizione: la scadenza è fissata tra un anno.

«Sì, anche perché non è stata un’elezione ma un subentro. Per cui un altro anno ci saranno nuove elezioni. Speriamo di trovare persone nuove che possono entrare nell’associazione e nel direttivo, che possano svolgere anche il ruolo di presidente. Persone nuove, giovani, che possano collaborare con tutti noi.»

Non le chiedo, perché sarebbe prematuro, se ha già una mezza idea di ricandidarsi alla guida dell’associazione, il prossimo anno. Però le chiederei come le piacerebbe vedere la sua città al termine del prossimo mandato, quindi nel 2023. Per tracciare la linea che i commercianti dovranno, o dovrebbero, seguire già dal prossimo periodo.

«Vorrei vedere un Voghera molto più viva, più aperta al commercio. Vorrei che il centro della città sia vissuto di più, vorrei che le persone riscoprissero la bellezza di passeggiare per la città, molto meglio che nei centri commerciali. Ma preferirei vederla molto più viva adesso, non fra cinque anni».

Qualche tentativo c’è stato da parte dell’Amministrazione Comunale…

«Abbiamo istituito, grazie all’assessore Azzaretti, questi eventi del giovedì sera che hanno avuto grandi consensi. Da quando è nata questa iniziativa Voghera è stata molto più viva, e devo dire che c’è stata anche molta partecipazione da parte dei cittadini. Il mio negozio è sempre rimasto aperto, in tutti i giovedì sera che sono stati organizzati. Poi, andando a posizionare in vari punti di Voghera i vari mercatini, persone che suonano, orchestre, cantanti, è chiaro che la città rivive, ed è questo ciò che serve. Prendendo spunto da questo vorrei dire che se riuscissimo ad avere mezzi e possibilità per fare più spesso queste cose, per la città sarebbe un bene. Ci sarebbe per i cittadini un maggiore incentivo a far vivere la città».

Quali saranno i suoi primissimi impegni da presidente?

«Come abbiamo sempre fatto, cercheremo di tenere aperti i negozi durante la Domenica delle Palme. Poi, dato che è stata rinviata la festa di Carnevale a causa del maltempo, quando verrà recuperata potremmo magari coinvolgere anche i negozi del centro, così da aggiungere un contributo alla festa. Ma soprattutto vorrei fare in modo che ci sia più unione fra i commercianti; dare modo a tutti di partecipare, perché ultimamente ho notato un po’ di lassismo. Forse perché si vede che non si può fare molto, di questi tempi. In tutto questo, poi, speriamo che non nascano ulteriori centri commerciali.»

In occasione delle scorse elezioni regionali, il candidato Maroni, poi divenuto presidente, aveva proposto una moratoria sulla realizzazione di nuovi centri commerciali; moratoria poi concretizzatasi. In questa campagna elettorale, invece, questo tema non è emerso con particolare forza. Cosa chiedereste, come commercianti, ai candidati alle prossime elezioni?

«Chiederemmo proprio di non fare più nascere altri centri commerciali, mi riferisco a queste grandi distribuzioni, perché le città morirebbero definitivamente. Chiederei di darci una mano soprattutto in questo. E poi una maggiore attenzione alla mobilità, ai parcheggi, che sono sempre i soliti temi che interessano alle persone, oggi come in passato».

Di recente alcuni parcometri cittadini richiedono di selezionare il proprio numero di targa, che viene stampato sullo scontrino e fa da deterrente per gli accattoni che, negli ultimi anni, popolavano parcheggi come quello di via Volturno o di piazza San Bovo. È certamente una novità; ma altre città hanno fatto un passo successivo, che è il pagamento della sosta via smartphone. Pensa si possa importare questo sistema anche a Voghera?

«Tante persone, magari anziane, forse non ne troverebbero giovamento. Mentre, probabilmente, i giovani lo utilizzerebbero tranquillamente e con favore. Bisogna valutarlo, insieme a tutti i commercianti e alla Giunta. Voglio dire che negli ultimi anni l’Amministrazione Comunale si è sempre dimostrata molto attenta al tema parcheggi, ha sempre cercato di aiutarci. Con un’azione molto positiva si è reso possibile parcheggiare gratuitamente in città il sabato pomeriggio. Una misura nata per Natale, che poi è stata mantenuta anche per i saldi. I rapporti con il Comune sono sempre molto buoni. A parte nel periodo del commissariamento, che ci ha penalizzato. Abbiamo visto, l’anno precedente, come è stato il Natale…»

Quanti iscritti enumera, attualmente, Ascom Voghera?

«Sono circa 420 gli iscritti. Ma vorrei che partecipassero più commercianti, soprattutto quelli che lavorano fuori dal centro storico.  Per esempio, se qualcuno, anche da altre zone della città, dovessero proporre di fare mercatini o altre iniziative, ne sarei ben contenta. Penso che sarebbe molto interessante. In via XX settembre, per esempio, è successo di chiudere la strada, in occasione degli eventi che si organizzavano il venerdì sera. Se dovessero chiedere un supporto a me, come presidente, sarei ben felice. Poi, essendo stata presidente di quartiere, sono molto sensibile anche ai problemi delle periferie».

La sua passione per la politica, quindi, ha radici forti…

«Io sono entrata in politica come Presidente del Quartiere Nord, quando era sindaco Torriani. Proponevamo diverse iniziative, oltre a curare i problemi più concreti dei cittadini: illuminazione, condizioni delle strade… Si realizzavano sempre belle serate, soprattutto d’estate, con la festa del quartiere. La parte periferica della città oggi è un po’ più vuota, forse anche perché i quartieri sono spariti».

Se potesse fare un appello ai commercianti vogheresi in questo momento, cosa direbbe?

«Chiederei di collaborare con la nostra associazione, tutti insieme, per poter creare nuove iniziative ed essere in sintonia sia con l’Amministrazione Comunale, sia con il Distretto del Commercio. L’unione in questo momento è molto importante, per andare avanti durante la crisi che stiamo vivendo».

di Pier Luigi Feltri 

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