Domenica, 15 Dicembre 2019

ARENA PO - «NUOVO ARGINE. PRONTO ENTRO FINE ANNO»

Il nuovo argine, che mette in sicurezza Arena Po dalle piene, ha cambiato il volto del paese. L’opera ha ricevuto finanziamenti da vari enti e sarà conclusa nei prossimi mesi. Il responsabile amministrativo del progetto è Diego Boiocchi

Ingegnere, quando è iniziato il progetto per l’argine di Arena Po?

«Il progetto è iniziato nel 2012, assieme ad Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po), che ha finanziato i lavori e che si era già impegnata per gli altri paesi a noi vicini e limitrofi al corso del Po. Nell’alluvione del 2000 il paese era stato colpito da 1,70 m di acqua straripata dal Po, quindi diciamo che è stato necessario l’intervento di Aipo, in una situazione d’emergenza, per evitare che questo riaccadesse».

Quando si concluderanno i lavori e quindi sarà presentata pubblicamente?

«L’opera non è ancora del tutto completa. Non è stata ancora dichiarata la conclusione dei lavori e prima infatti deve avvenire il collaudo; essendo un’opera che interessa il sottosuolo deve venire collaudata in fase d’opera e pensiamo che questo accadrà questo autunno, quindi la fine dei lavori avverrà entro la fine di quest’anno e l’inizio del 2019. A seconda del collaudo cambierà tutto l’assetto del piano regolatore, quindi si tratterà di un grande cambiamento e di un grande lavoro».

Quanto denaro è stato stanziato per l’intero progetto? Ci sono stati problemi tecnici che hanno cambiato il quadro economico iniziale?

«Il piano economico dell’intera opera era di 8.700.000 euro, che comprende tutto, costo per i lavori, costo per interferenze, tutti gli espropri dai privati (circa 800.000 euro). Ci sono stati alcuni problemi, durante il corso dell’opera, ma non è stato speso un euro in più dal budget iniziale».

I fondi provengono tutti da Aipo?

«I fondi sono stati stanziati tutti da Aipo. Noi ovviamente facciamo da partita di giro, nel senso che siamo noi che paghiamo attraverso i soldi che periodicamente ci vengono inviati da Aipo: ogni volta paghiamo la ditta che ha eseguito i lavori o i vari privati che devono essere rimborsati dall’espropriazione dei terreni, etc, etc, etc. Ci sono avanzati giusto i soldi necessari alla chiusura dei lavori e per pagare alcuni progettisti e alcuni privati a cui spetta un rimborso. Una volta conclusi definitivamente i lavori, ridaremo indietro a Aipo i soldi avanzati. Tutto è avvenuto, insomma, a costo zero per il comune».

Anche in altri paesi vicini ad Arena Po sono avvenuti dei lavori simili al vostro, per la costruzione dell’argine. Il procedimento è stato lo stesso? Si è occupato di tutto Aipo?

«Quando si effettuano dei lavori in aree demaniali, o comunque anche private, ma che interessano lo stesso i terreni demaniali vicini al Po, si tratta sempre di opere statali e in particolare interessano Aipo. Noi abbiamo fatto da associazione appaltante gestendo il progetto, quindi abbiamo agito in maniera differente rispetto agli altri comuni, in maniera di avere maggiore garanzia che sul territorio avvenisse tutto secondo legge e secondo i vari criteri che riteniamo giusti. In altri comuni tutto è stato gestito direttamente da Aipo. Io sono il Responsabile Unico di Procedimento, che è quello che risulta essere il responsabile amministrativo; per quanto riguarda i lavori poi, c’è un ufficio di gestione lavori stabilito da Aipo, che si occupa della redazione lavori. Da noi, inoltre, diversamente da come avviene di solito, l’impresa che ha vinto la gara d’appalto, ha proposto di occuparsi della manutenzione dell’opera per cinque anni: di solito questo non avviene, qui da noi invece la stessa impresa si occuperà sul posto per controllare il regime di funzionamento dell’opera».

Si sono verificati dei problemi tecnici durante i lavori?

«Con l’impresa non ci sono stati problemi, ci sono stati degli intoppi con Enel che non riusciva a realizzare la cabina elettrica che sarebbe servita a dare energia poi a tutti i macchinari per i lavori. Quando è stata realizzata i ladri hanno rubato il rame degli impianti quindi sono passati altri tre mesi prima che ne realizzassero un’altra. Ci siamo trovati con delle interferenze da parte di altri enti nel sottosuolo, che però non erano indicati nel progetto iniziale e che però abbiamo riscontrato, come gli impianti dell’acquedotto. Inoltre abbiamo dato, su richiesta di Aipo, una proroga dei lavori per annettere al progetto iniziale alcune migliorie: infatti sotto al livello dell’acqua abbiamo installato delle pompe che permetto di telecomandare il livello delle acque, attirando l’acqua da fuori quando ce n’è meno e viceversa per mantenere il livello dell’acqua come vuole Aipo. Queste cose sono state tutte proposte dopo, in corso d’opera. Hanno “rallentato” i lavori se così si vuol dire. In generale sono state tutte piccole cose che abbiamo risolto nel corso del tempo, grossi problemi non sono successi e l’impresa ha lavorato sempre bene».

Nel 2015 è avvenuta ad Arena Po una piena per via del maltempo, come si è comportato l’argine in quell’occasione?

«In quell’occasione è avvenuto una specie di collaudo effettivo e abbiamo agito con la protezione civile per via dell’allagamento del laghetto, ma l’argine ha dimostrato ovviamente di reggere la piena. È stata proprio una specie di collaudo inaspettato e Aipo è rimasta soddisfatta».

è stato necessario lo stanziamento di altri fondi ultimamente per il proseguimento dei lavori?

«Aipo, come fa ogni anno, ha stanziato due grosse tranche di fondi: uno classico per la manutenzione dei vari rilievi delle opere; l’altro per fare in modo che il Rivalto, che è un rile interessato dal passaggio dell’opera, sia protetto da dei massi di difesa spondale. Questo rile seguiva un certo percorso ed è stato aperto per giungere a Po, visto che nel 2015 le sue sponde erano state consumate dalla piena. AIPO ha inserito dei fondi per la manutenzione. Aipo stanzierà 150.000 euro ogni anno per due/tre anni a favore di Pavia Acque riguardo a progetti di fognatura, perché il progetto iniziale non ha studiato il corso degli acquedotti e si sono verificate delle problematiche. Con il ribasso d’asta, ho fatto fare un progetto che portasse le acque reflue verso il depuratore. Il progetto costava complessivamente 800.000 euro e il nostro comune prenderà questi soldi e li darà a Pavia Acque (il resto dei soldi verranno messi dalla società stessa) per completare questo progetto ed evitare che nessuno scarico sporco di case e fabbriche finisca nelle acque del laghetto.

Pavia Acque è in grado di accedere a fondi ministeriali per risolvere il nostro problema, per questo abbiamo chiesto il loro aiuto assieme a quello di Aipo».

Arena Po risulta ricevere moltissimi fondi da diversi enti, a differenza di altri paesi che spesso lamentano soltanto di non trovare i fondi necessari per la soluzione di tutte le altre problematiche, da dove deriva questa “fortuna” secondo lei?

«In effetti è vero, noi permettiamo, per prima cosa, di farci aiutare dai vari enti. Per prima cosa a noi importa migliorare il nostro paese, senza nessun tornaconto. Partecipiamo ai bandi per tempo, con pronte le documentazioni necessarie, i progetti già pronti da mostrare agli enti pubblici. Abbiamo un grosso avanzo di denaro che riusciamo ad utilizzare per la presentazione dei progetti ai bandi. Anche le vecchie amministrazioni ci hanno sempre aiutato, collaborando, per fare il ben del nostro paese. Il nostro interesse è quello di agire, nella maniera più pulita possibile, per il bene del nostro territorio».

di Elisabetta Gallarati

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