Mercoledì, 17 Luglio 2019

SPUMANTI: “NON È VERO CHE C’È UN CALO DEI CONSUMI, PERÒ ATTENZIONE AD ALZARE I PREZZI, L’ENOTURISMO FA CONOSCERE IL PREZZO IN CANTINA DI UNA BOTTIGLIA DI VINO”

In 30 giorni di feste di fine anno, voleranno in media una stima di poco più di 3 milioni di bottiglie al giorno con punte di 10-12 e 28-30 bottiglie stappate nei giorni canonici. 90-92 milioni in totale( poco  meno del 50% di quello che presumiamo il consumo totale dell’anno intero, ndr) cui aggiungere circa 3,5 mio/bott straniere, di cui 3,1 di solo Champagne. Un valore della produzione nazionale di 370 milioni/euro  all’origine in cantina che al consumo è un giro d’affari record di 860 milioni/euro: grande business per la filiera distributiva, commerciale.  Rispetto alle feste del 2017, crescita regolare, ma con alcune differenze e note importanti: i volumi crescono del +4,9% (erano 86 milioni/bottiglie nell’anno precedente);  il valore all’origine cresce meno per circa il 3% (erano 356 mio/euro);  il giro d’affari al consumo o fatturato cresce del 6,3% (era 805 mio/euro).  Forse un eccesso di ricarico, qualche speculazione?  “Lo spread – ironicamente ma con dati certi alla mano dice Giampietro Comolli presidente di Ovse e Ceves – non incide sulle spese durante questo fine-inizio anno in tutti i settori e comparti, dalla ristorazione alla vacanza, ma soprattutto per le bollicine. Le bollicine anzi sono sinonimo di speranza, di gioia, di fiducia. Non è vero che c’è un calo dei consumi, però attenzione a alzare i prezzi perché oggi il consumatore è molto più attento e l’enoturismo fa conoscere il prezzo in cantina di una bottiglia di vino! Quindi  un eccesso di ricarico allontana i consumi, ma in questo momento si rinuncia ad altri prodotti o ad altri desideri  che rappresentano una maggiore paura di spesa proprio per eccessi o perché diventati dei doppioni! In merito ai termini numerici, la difformità dei dati che emerge deve far riflettere sul futuro di lungo periodo, soprattutto sul valore di alcune tipologie, sulle visioni che territori e imprese devono avere. Oramai le bollicine non sono solo un consumo occasionale”.  

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